Il mio primo vlog – perché comunicare tramite video
Gli esordi: apro un blog!
Quando nel 2012 ho aperto questo blog una fra le motivazioni che mi spinsero ad iniziare a scrivere era quella di poter disporre di uno spazio pubblico in cui inserire le mie idee, opinioni, racconti ed esperienze. Tutto ciò con l’obiettivo di poterle poi condividere con voi ed instaurare un rapporto e un dialogo di mutuo accrescimento sia personale che culturale.
In questi anni ho condiviso davvero tante esperienze, solo per citarne alcune in ordine sparso: dal bungee jumping alla mia prima campagna elettorale, passando per la prima volta che ho partecipato al tradizionale raduno leghista di Pontida o al mio lancio col paracadute, per arrivare fino al primo discorso in Consiglio Comunale a Gorizia in qualità di consigliere comunale eletto.
E poi arrivò YouTube…
E poi arrivò YouTube…
In verità il titolo corretto di questo paragrafo sarebbe “e poi aprii un canale YouTube”. E già, perché a pensarci bene la popolare piattaforma web per la condivisione e visualizzazione di video è online ormai dal 2005. Sono già 12 anni…
In generale però quello che conta è che nel Marzo del 2015 mi sono deciso ad aprire un mio canale YouTube e le motivazioni che mi hanno spinto a farlo sono le medesime del blog: raccontarmi, esprimermi e condividere contenuti sulle tematiche che ho a cuore.
Questo però non vuol dire prediligere uno strumento rispetto all’altro, anzi: per me il blog e il canale YouTube sono e resteranno complementari. Semplicemente attraverso i video posso esprimere un certo tipo di emozioni e sensazioni e con la scrittura delle altre ancora differenti.
Arriviamo al punto: il mio primo vlog – perché comunicare tramite video
Tutto nasce da una semplice domanda: perché non cominciare a fare anche video? D’altro canto realizzare filmati è una passione che ho da sempre e almeno le basi per iniziare già le possedevo.
Così il primo passo sono stati alcuni video molto semplici, con alcune tematiche per me fondamentali: territorio, economia, montagna ecc. Successivamente ho iniziato a pubblicare un video a settimana, principalmente interviste e ciò mi ha aiutato a prendere più confidenza con lo strumento YouTube, oltreché a conoscere un sacco di persone interessate alle mie iniziative.
Arrivato a quel punto mi sono reso conto che volevo un’ulteriore evoluzione. I contenuti andavano benissimo ma sentivo l’esigenza di sfruttare ancor di più le potenzialità che una piattaforma come YouTube offre a chi, come me, è appassionato di comunicazione.
Così l’idea di pubblicare il mio primo vlog (letteralmente video blog), uno strumento che mi permette di comunicare con voi in un modo differente da quanto fatto in questi anni. L’idea è quella di pubblicarne uno a settimana per instaurare un dialogo continuativo, più personale e profondo con voi che mi seguite.
Come per il vlog, anche per questo articolo vale lo stesso auspicio: mi piacerebbe che le conclusioni di quanto avete letto fino ad adesso foste voi a scriverle. Per farlo vi invito a scrivere un commento e a rispondere ad alcune semplici domande: cosa ne pensate dei vlog come strumento per comunicare? Cosa vi è piaciuto del mio video e cosa potrebbe essere migliorato? Di cosa vi piacerebbe parlassi in futuro?
Scrivete un commento con le vostre idee, sarà un piacere leggere e poi rispondervi. Prima di salutarci vi invito a condividere sui social questo articolo e a mettere“Mi piace” alla mia pagina Facebook. Un caro saluto e a presto.
5 cose da fare sul lago di Bled. fotogallery e racconto di una bellissima domenica
La scorsa domenica 29 ottobre ho visitato per la prima volta la città di Bled, in Slovenia. Questa piccola cittadina ha la peculiarità di essere un importante centro turistico, grazie soprattutto al famigerato lago di Bled che richiama turisti da ogni parte del mondo.
Sono diverse le attività che avrei voluto fare sul lago di Bled, anche perché nei giorni prima della visita avevo cercato su internet che cosa fosse consigliato visitare e dove fosse possibile andare in questa stagione autunnale. Purtroppo (ma in futuro mi rifarò di questo smacco!) l’attrazione che più di tutto avrei voluto visitare aveva terminato la stagione proprio la settimana prima della mia visita, sto parlando dello slittino estivo sul monte Straža. Ne parlerò in futuro, appena avrò l’occasione di andarci.
Ecco la lista delle 5 cose da fare sul lago di Bled
1. Visitare l’Isola di Bled
Verso l’Isola di Bled
Una delle cose più caratteristiche del lago di Bled è senz’altro la piccola isola che si trova nel bel mezzo dello specchio d’acqua. Vi sono diversi modi per raggiungere l’isoletta, ma quello più appagante secondo me è raggiungerla con una piccola barca a remi che è possibile noleggiare in diversi punti attorno al lago.
Fate attenzione però perché le distanze non sono uguali dappertutto e se non volete passare 2/3 ore a remare in mezzo al lago, vi consiglio di valutare bene dove noleggiare la barca in modo da passare il tempo che desiderate sul lago e non togliere troppe ore al resto della visita. Non dimenticate che 2 ore di barca costano circa 20 euro ed ogni ora aggiuntiva altri 10 euro.
Ed eccomi mentre suono la campana nella chiesa di S. Maria Assunta (sloveno: Cerkev Marijinega vnebovzetja)
Una volta sull’isola, sono diverse le attività possibili: una breve visita allo shop-bar oppure un passaggio per la chiesetta dov’è possibile anche suonare la campana del campanile, infine è possibile salire sulla torre dell’isola e godere di un panorama meraviglioso. Il costo del biglietto per visitare la chiesa e la torre è di 6 euro a persona. Non è poco, ma ne vale la pena.
2. Passeggiata attorno al lago di Bled
Splendidi colori autunnali che di riflettono sul lago di Bled
Passeggiare attorno al lago di Bled è un’attività molto rilassante, sono circa 6 i chilometri percorribili su un comodo sentiero che consente di osservare da varie angolazioni tutte le bellezze del lago: le simpatiche paperelle che ci abitano, i meravigliosi cigni, le caratteristiche imbarcazioni a remi o i suggestivi riflessi che colorano il lago in mille modi diversi.
La passeggiata scorre davvero piacevole, non sono presenti elementi di difficoltà come salite, pendii o altro ma è bene tenere a mente che sono necessarie circa un paio d’ore in tutto.
3. Pranzo in un locale caratteristico
Provare le cucine locali dei luoghi che si visitano è un’altra attività che può essere molto divertente provare. Anche a Bled sono presenti moltissimi ristorantini, locali caratteristici o fast food. Nel mio caso sono stato all’Oštarija Peglez’n e mi sono trovato benissimo.
Il locale è rustico ed offre cucina un po’ per tutti i gusti, i prezzi sono in linea con quelli dell’offerta turistica di Bled e il servizio è molto cortese. Mi sento di consigliarlo, nel caso lascio il link delle valutazione su tripadvisor: Ostarija Peglez’n.
4. Visitare il castello di Bled
Fotografia notturna dell’Isola di Bled (scattata dal castello)
Abitando a Gorizia sono ben conscio di che cosa voglia dire avere un castello medioevale nella propria città e, non senza un pizzico di orgoglio, posso dire che un castello come quello di Gorizia non l’ho ancora visto da nessuna parte.
Anche Bled ha il suo castello, medioevale pure questo, il fascino di questo antica struttura sta nel fatto che è stato costruito su un altissimo roccione a strapiombo sul lago ed è possibile godere di un panorama fra i più belli che abbia mai visto. Il prezzo del biglietto per entrare al castello è di 10 euro a persona.
Un interno del Castello di Bled
Ricordate di visitarlo quando c’è ancora luce poiché il panorama godibile sul lago di Bled vale davvero il prezzo del biglietto. Del resto della visita segnalo la caratteristica stamperia medioevale, dove un simpatico addetto con le vesti dell’epoca fornisce dimostrazioni gratuite sul funzionamento delle antiche macchine per stampare.
5. Scattare meravigliose fotografie
Panorma dalla torre sull’Isola di Bled
riflessi sul lago di BledBarchetta a remi sul lago di Bled
Una fra le attività più appaganti per chi, come me, è appassionato di fotografia, è sicuramente scattare foto al paesaggio tipico e ai dettagli del lago di Bled. Nel mio caso, essendoci andato all’avvio della stagione autunnale, i colori che ho avuto la fortuna di osservare sono stati a dir poco fantastici ed avvolgenti.
Per questo motivo consiglio di munirsi della propria strumentazione fotografica e fare della visita a Bled un’ottima occasione per scattare fotografie al lago, ai riflessi e ai tantissimi colori che tutto attorno regalano un paesaggio incantato.
Cosa ne pensi di questo articolo? Hai mai visitato il lago di Bled o c’è un luogo in particolare di cui ti piacerebbe raccontare la tua esperienza?
Scrivi un commento con la tua esperienza, sarà un piacere leggere e poi risponderti. Prima di salutarci ti invito a condividere con i social questo articolo e a mettere“Mi piace” alla mia pagina Facebook. Un caro saluto e a presto.
Monte San Gabriele (Škabrijel): passeggiata fra natura, cultura e le trincee della Grande Guerra
Il monte San Gabriele (o Škabrijel in sloveno) è un monte del territorio goriziano che offre la possibilità di una splendida passeggiata fra natura, storia e le trincee della Grande Guerra.
In passato ho già scritto alcune impressioni a riguardo di questo monte sul blog (Monte San Gabriele (Škabrijel): visita e info), tuttavia ho realizzato un nuovo video della passeggiata per illustrare dettagliatamente i passaggi, i sentieri e le varie stradine da seguire per completare facilmente il percorso.
Una fra le particolarità del monte San Gabriele sta sicuramente nel fatto che, rispetto al vicino Sabotino, è molto boscoso ed offre pochi punti panoramici. Per questo motivo, proprio sulla sommità del monte, è stata costruita un’altissima torre di metallo da cui è possibile godere del panorama tutto attorno: dalle Prealpi Giulie fino al mare del Golfo di Trieste.
Sul San Gabriele si trovano diverse trincee, reperti e monumenti dedicati alla prima guerra mondiale che sono fruibili al pubblico ed è davvero singolare camminare fra le trincee che i soldati austroungarici e italiani utilizzarono durante la Grande Guerra.
Non mi dilungo oltre e ti invito a guardare il nuovo video della mia passeggiata sul San Gabriele, con le informazioni necessarie per fare un bel giro e godersi tutte le bellezze che il monte ha da offrire. Non dimenticarti di iscriverti al mio canale YouTube!
Monte San Gabriele / Škabrijel, in conclusione…
…cosa ne pensi di questo nuovo video? Quali sono le passeggiate o gli itinerari che più ti piacciono quando vai a camminare?
Scrivi un commento con la tua esperienza, sarà un piacere leggere e poi risponderti. Se questo articolo ti è piaciuto condividilo con i tuoi amici e metti “Mi piace” alla mia pagina Facebook. Un caro saluto e a presto.
“Europa 2020. Lo sviluppo locale e le politiche territoriali dell’Unione Europea”. Intervista all’autore Graziano Lorenzon
“Europa 2020. Lo sviluppo locale e le politiche territoriali dell’Unione Europea”, questo è il titolo del libro presentato dall’autore Graziano Lorenzon in occasione della conferenza “Le imprese di oggi nell’Europa di domani”, tenutasi mercoledì 18 ottobre presso la Fondazione Carigo di Gorizia.
Partendo da questa prospettiva, ho conversato con l’autore riguardo quei fenomeni di cambiamento legati al processo di integrazione europea e di globalizzazione. Continua a leggere l’intervista per conoscere tutti i dettagli. Continua a leggere →
Mast: impresa culturale e creativa (intervista a Marco Arrigoni, Stefano Bonezzi e Ariano Medeot)
Che cos’è e come funziona un’impresa culturale e creativa? Cosa contraddistingue questo nuovo tipo di realtà imprenditoriale?
Lo scopriremo grazie alla testimonianza di Marco Arrigoni e Stefano Bonezzi che, con la loro impresa culturale creativa “Mast”, portano avanti numerosi progetti sul territorio goriziano e non solo.
A seguire l’intervista del presidente di Confartigianato GoriziaAriano Medeot, che ha motivato le ragioni per cui è importante sostenere le iniziative di un’impresa culturale e creativa come la Mast.
Intervista a Marco Arrigoni e Stefano Bonezzi – Mast ICC Impresa Culturale Creativa
Da sx: Stefano Bonezzi e Marco Arrigoni della Mast ICC
Che cos’è un’impresa culturale creativa e quali sono le sue peculiarità?
Stefano Bonezzi: “Inizio col dire che la nostra collaborazione è nata all’interno di un’associazione e inizialmente ci siamo occupati di offrire servizi sul territorio, con particolare attenzione al campo dell’editoria e a dei corsi legati ai dialetti della nostra zona. Insomma, siamo partiti da una collaborazione di volontariato e poi, ad inizio 2017, abbiamo deciso di fondare la Mast s.r.l.: un’impresa culturale creativa e società benefit”.
Quali sono quindi le possibilità che offre un’impresa di questo tipo?
Marco Arrigoni: “Quando abbiamo scelto di costituire questa nuova società, abbiamo prima di tutto fatto un percorso di qualche mese per decidere quale fosse la soluzione più adatta per raggiungere i nostri obiettivi. Da questo punto di vista lo strumento Mast si è rivelato il più adatto, poiché innovativo e si tratta di una startup a vocazione sociale che si occupa prevalentemente di organizzazione e gestione di eventi, turismo sociale e gestione del patrimonio culturale”.
Recentemente avete curato l’organizzazione di un evento molto importante al Marina Hannibal di Monfalcone, di cosa si trattava?
Marco Arrigoni: “Si trattava di progettare e realizzare un villaggio, con tutta una serie di manifestazioni e di spettacoli per intrattenere gli 800 velisti che hanno partecipato al campionato italiano dal 20 al 24 giugno. Siamo molto contenti che lo storico Marina Hannibal di Monfalcone ci abbia coinvolti in questa splendida iniziativa poiché per noi è stata davvero un’avventura, che è andata benissimo e siamo molto soddisfatti del lavoro svolto”.
Quali sono gli eventi avete creato come Mast e quali idee avete per il futuro?
Stefano Bonezzi: “C’è stato un po’ di tutto, in quanto siamo partiti con l’associazione e siamo poi arrivati all’attività vera e propria della Mast. Come dicevo anche prima, abbiamo iniziato con un libro di cucina con diverse ricette del territorio e poi, pian piano, abbiamo sviluppato anche altri progetti, fra cui “De gusto”. Si tratta di una manifestazione enogastronomica che organizziamo una volta all’anno nella splendida Tenuta di Blasig a Ronchi dei Legionari. L’idea di base è quella di raccontare e valorizzare tutta una serie di micro produzioni alimentari del Friuli Venezia Giulia: dalla produzione fino al prodotto in vendita sulla bancarella”.
Intervista ad Ariano Medeot – Presidente Confartigianato Gorizia
Ariano Medeot – presidente Confartigianato Gorizia
Per Confartigianato Gorizia cosa significa sostenere un’impresa culturale e creativa come la Mast s.r.l.?
“Si tratta di un percorso che la giunta di Confartigianato Gorizia si è data dal suo insediamento, quindi circa un anno e mezzo fa. Ancora una volta confermiamo la nostra vicinanza alle società tradizionali, di cui noi sosteniamo i valori in termini di conoscenza del territorio e di conoscenza umana, bisogna però considerare anche la grande evoluzione della tecnologia e quindi accompagnare le startup come la Mast s.r.l. in un percorso di sviluppo. Tutto ciò nell’ottica di poter mantenere vivo sul territorio il nostro patrimonio culturale”.
Dunque com’è possibile valorizzare questo tipo di imprese?
“La nostra idea è proprio quella di sostenere queste imprese, come oggigiorno stanno facendo anche le istituzioni regionali, magari accompagnandole durante il percorso di partecipazione a dei bandi che mettono a disposizione risorse economiche a favore di queste nuove realtà imprenditoriali per poterne valorizzare progetti e idee, oltreché l’innovazione culturale e ambientale del territorio”.
Cosa ne pensi di questa intervista? Hai mai sentito parlare di impresa culturale creativa o c’è qualche esempio del tuo territorio che ti andrebbe di condividere?
Scrivi un commento con le tue opinioni, sarà un piacere leggere e poi risponderti. Se questo articolo ti è piaciuto condividilo con i tuoi amici e metti “Mi piace” alla mia pagina Facebook. Un caro saluto e a presto.
Volontari Legambiente per Puliamo il Mondo a Gorizia
Puliamo il mondo è l’iniziativa promossa dall’associazione ambientalistica “Legambiente”, che ogni anno riunisce i volontari e gli associati di diversi Comuni italiani per il più grande appuntamento di volontariato ambientale del mondo.
Nel capoluogo isontino la manifestazione si è svolta nella mattinata di domenica 15 ottobre e, per il terzo anno consecutivo, ho preso parte con piacere all’iniziativa legambientina.
Dopo la zona di Casa Rossa nell’edizione del 2015 e il Monte Calvario nel 2016, quest’anno, assieme ad un motivatissimo gruppetto di cittadini, ci siamo adoperati per raccogliere i rifiuti abbandonati abusivamente lungo il tratto coperto del torrente Corno in via dei Catterini.
Dodici sacchi industriali colmi di rifiuti sono stati il risultato del lavoro svolto con molta buona volontà, qualche rastrello e gli inseparabili guanti antinfortunistici forniti ad ogni volontario, assolutamente indispensabili per portare a termine questa tipologia di lavori.
Raccolta dei rifiuti abbandonati abusivamente
Puliamo il mondo: un’iniziativa in favore del decoro della città
È un dato di fatto che a Gorizia, salvo rare eccezioni, il senso del decoro urbano è generalmente diffuso fra la cittadinanza e questo contribuisce a far sì che non vi siano gravi episodi di degrado e incuria in città.
Dunque, al di là degli effettivi risultati raggiunti dall’iniziativa in termini di raccolta dei rifiuti abbandonati, una fra le ricadute più importanti di #puliamoilmondo è certamente anche l’effetto di responsabilizzazione della cittadinanza sulla tematica del decoro degli spazi urbani.
Il presidente di Legambiente Gorizia Luca Cadez segnala un grave esempio di inciviltà
L’opportunità di immaginare un utilizzo differente degli spazi urbani
La caratteristica peculiare di Puliamo il Mondo sta nel fatto che si tratta di un’iniziativa “bottom-up”, ovvero che parte dal basso e si rivolge verso l’alto.
Coinvolgendo direttamente i cittadini e rendendoli protagonisti nella campagna a favore della tutela ambientale, si instaura un circolo virtuoso che può contribuire ad educare al rispetto dell’ambiente e del patrimonio naturalistico le nuove generazioni, ma anche molti adulti che talvolta dimenticano che cos’è il senso civico.
Certamente sarebbe auspicabile un’ancor più ampia partecipazione da parte della cittadinanza. Tuttavia, sapendo che a Gorizia la mattinata è stata realizzata col sostegno di ISA Isontina Ambiente e il Comune di Gorizia Assessorato all’Ambiente, si può ben sperare che ci siano dei margini per sviluppare ulteriormente la manifestazione e coinvolgere ancor più persone in futuro.
Volontari LegambienteRifiuti abbandonatiAndrea Tomasella @ Puliamo il Mondo 2017
Volontari LegambienteTubi di amiantoPresidente Luca Cadez e volontari Legambiente GoriziaMonica Iacumin di Legambiente GoriziaFoto di gruppo conclusiva Puliamo il Mondo 2017
Cosa ne pensi di questo report? Hai già partecipato ad una o più edizioni di Puliamo il Mondo o ti piacerebbe provare?
Scrivi un commento con le tue opinioni, sarà un piacere leggere e poi risponderti. Se questo articolo ti è piaciuto condividilo con i tuoi amici e metti “Mi piace” alla mia pagina Facebook per essere sempre aggiornato sulle prossime pubblicazioni. Un caro saluto e a presto.
Commercio goriziano, le interviste: Daniela Zanette – Selling My Life –
Una nuova intervista dedicata al commercio goriziano ci porta ad esplorare gli spazi, le idee e le proposte dei protagonisti del tessuto commerciale cittadino. Questa iniziativa è possibile grazie alla collaborazione fra Andrea Tomasella e l’associazione “Le Nuove Vie – Centro Commerciale Naturale”.
Questa volta assieme a Daniela Zanette, che gestisce “Selling My Life”, una graziosa boutique second-hand del centro città, approfondiremo diverse tematiche fra cui l’inedita questione della moda sostenibile. Continua a leggere l’intervista per conoscere tutte le informazioni.
Dove nasce la passione per il paracadutismo e quali sono gli step necessari per avvicinarsi a questo sport?
In questo nuovo articolo ne parlo con Bruno Bellingardo detto Brunone, direttore e fondatore della scuola di paracadutismo “Skydive Venice”.Continua a leggere →
Per la prima volta nella storia delle tre città, i consiglieri comunali di Gorizia, Nova Gorica e Šempeter-Vrtojba si sono incontrati per un dialogo sullo sviluppo congiunto del nostro territorio tramite il GECT GO.
In tale occasione ho preso la parola per esporre il mio punto di vista, di seguito riporto in versione integrale il mio discorso.
GECT GO – Discorso del Consigliere Comunale Andrea Tomasella (Lega Nord)
Andrea Tomasella – Discorso riunione GECT GO @ sala Pinta (Nova Gorica) Ph. David Verlič
Un cordiale saluto ai sindaci, agli assessori, ai colleghi consiglieri e ai cittadini che ci stanno seguendo con la diretta streaming. Per me è un grandissimo piacere poter essere qui con voi per partecipare a questo primo incontro transfrontaliero dei consiglieri comunali di Gorizia, Nova Gorica e Šempeter-Vrtojba.
Ritengo questa occasione importantissima poiché, per la prima volta nella storia, ci incontriamo congiuntamente con l’obiettivo di rafforzare la nostra collaborazione e instaurare un dialogo costruttivo per lo sviluppo del nostro territorio.
Se le tematiche del nostro incontro sono interessantissime, grazie alla disamina dei risultati attesi dei progetti <<Parco transfrontaliero Isonzo-Soca>> e <<Costruzioni di un network di servizi sanitari transfrontalieri>>, oltreché la discussione sull’accordo congiunto sulla pianificazione normativa degli interventi transfrontalieri, permettetemi anche di guardare al significato che assume questo evento.
Senza dubbio alcuno, il modello di governance che il GECT GO propone è unico ed innovativo, in tal senso possiamo quindi definirci dei pionieri nell’attuazione di una metodologia di lavoro che potrebbe costituire una best practice da esportare in futuro su tutto il territorio europeo.
Il GECT GO è uno strumento rivolto alla reale autonomia del nostro territorio e ci consentirà di superare quegli scogli che rendono macchinosa la cooperazione transfrontaliera.
Grazie a un team di persone delegate e rappresentati dei due Stati che potranno lavorare all’attuazione del progetto, alla promozione del GECT GO e quindi contribuire all’unità europea nel nome dei popoli e delle identità locali, parafrasando il sociologo polacco Zygmunt Bauman, questo progetto ci consentirà di “pensare globale e agire locale”. Quindi sostanzialmente di condividere alcune progettualità future come piste ciclabili, sanità e servizi per le persone, ma guardando più in là anche raccolta di rifiuti, energia elettrica per i palazzi pubblici ed eventi culturali.
Quello che il GECT GO potrà fare a medio/lungo termine dipenderà soltanto da noi, dall’impegno che ci metteremo e quanto saremo in grado di credere in questo progetto con lungimiranza. Ciò che riesco a vedere io è un’opportunità unica per far crescere le nostre comunità, mettendole assieme nel rispetto delle nostre diversità ma perseguendo obiettivi comuni e potendo contare su un ambito di più di 60.000 cittadini.
Certamente bisognerà iniziare da zero, poiché questo genere di iniziative vanno sviluppate col tempo e con pazienza, inoltre è fisiologico che le nostre strutture amministrative attualmente non siano conformate per questo tipo di interventi, tuttavia, muovendoci congiuntamente e nella medesima direzione, questo progetto ci consentirà di erogare dei servizi ad un costo minore ma di maggiore qualità, con minor sforzo ma più efficaci.
Non secondario anche l’effetto di rafforzamento che avremo sulle nostre identità territoriali, grazie al GECT GO potremo far sì che la nostra area di confine diventi un modello in ambito internazionale per superare le difficoltà burocratiche che, ancor più nelle zone di confine, rendono difficili i progressi di cooperazione nei progetti di sviluppo del territorio.
Inoltre, in un’epoca sempre più rivolta al global, il GECT GO inverte il paradigma è concentra gli sforzi in un’area che è local, ricercando valori di unità urbanistica, un senso geometrico di continuità territoriale e costruendo dei modelli secondo cui culture, lingue e mentalità amministrative differenti possono essere armonizzate nella gestione dei servizi per i nostri cittadini.
Insomma, il GECT GO ci permetterà non solo di garantire una continuità territoriale sotto il profilo dei servizi: un profilo unico nell’offerta turistica, naturalistica, delle piste ciclabili e dei parchi, ma anche di presentare al mondo un mosaico con tutte le nostre eccellenze e di farlo trasmettendo un senso di unità che certamente ci contraddistingue.
Mi avvio a concludere questo breve intervento con alcuni auspici personali, perché al di là dei buoni propositi ci sono anche degli obiettivi che bisogna darsi e perseguire con impegno.
Quello che il GECT GO può essere, oltre ad un’utilissima progettazione europea per reperire i fondi da utilizzare per costruire infrastrutture da utilizzare assieme, è soprattutto un’idea nuova di condivisione dei servizi, un’opportunità per il futuro per avere altri momenti politici comuni, come la plenaria di quest’oggi che consente ai tre Consigli Comunali di lavorare assieme e di prendere decisioni che coinvolgono i tre spazi comunali, creando un modo unico di lavorare, sicuramente in Italia e forse anche in Europa.
E non so la vostra opinione, ma io mi sento orgoglioso di essere qui con voi a fare cose uniche. Questa è la vera Europa: l’Europa dei popoli. Grazie a tutti, e buon lavoro.
Conclusioni
Cosa ne pensi di questo mio intervento? Scrivi un commento con la tua opinione, sarà un piacere per me leggere e poi risponderti. Se ti piace quanto hai letto, condividi l’articolo con tutti i tuoi amici e metti “Mi piace” alla mia pagina Facebook.