Impeachment. Trump assolto, per la seconda volta

I Repubblicani non tradiscono: assolto il 45° presidente degli Stati Uniti e sfuma la “vendetta politica”

Assolto Donald Trump anche nel secondo processo di impeachment. Unico presidente ad essere stato messo in stato d’accusa due volte e primo a sostenere il procedimento anche dopo aver lasciato la Casa Bianca. Una sentenza in parte annunciata visto che l’affermato esponente dei Repubblicani, Mitch McConnell, aveva già dichiarato la volontà di votare per l’assoluzione.

Viene cancellata così ogni residua speranza dem della “vendetta politica” che richiedeva il sostegno di almeno 17 senatori del GOP per raggiungere il quorum dei due terzi.

Eric Trump tiwtta “2-0” e il sogno continua

Il figlio Eric Trump twitta “2-0” e nel mentre il padre ha accolto di buon grado la fine della “caccia alle streghe” e ha annunciato che il suo “movimento è appena iniziato”.

“Voglio innanzitutto ringraziare il mio team di avvocati per il loro instancabile lavoro a favore della giustizia e della difesa della verità”, ha dichiarato Donald Trump.

I miei più sentiti ringraziamenti anche a tutti i senatori e membri del Congresso degli Stati Uniti che si sono schierati con orgoglio per la Costituzione che noi tutti veneriamo e per i sacri principi legali nel cuore del nostro Paese”. Si chiude oggi “un’altra fase della più grande caccia alle streghe nella storia del nostro Paese”.

“Il nostro movimento storico, patriottico e bellissimo per rendere di nuovo grande l’America, Make America Great Again, è appena iniziato. Nei mesi a venire ho molto da condividere con voi e non vedo l’ora di continuare il nostro incredibile viaggio insieme per raggiungere la grandezza americana per tutta la nostra gente. Non c’è mai stato niente di simile”.

Voi cosa ne pensate? Se vi va, fatemelo sapere con un commento, sarò felice di rispondervi.

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Mozione. Ok tutela diritto essere connessi e condanna censura

Accolta la mozione del consigliere Tomasella (Lega) a tutela del diritto di essere connessi e di convinta condanna alla censura applicata da società private a rappresentanti democraticamente eletti

“La mozione impegna il sindaco e la Giunta a intraprendere ogni possibile azione a difesa del diritto, garantito anche dalla nostra Costituzione repubblicana, di poter manifestare liberamente il proprio pensiero. Contestualmente impegna a inviare una copia della mozione al presidente della Regione Friuli Venezia Giulia per testimoniare in modo tangibile la volontà di difendere tali principi inalienabili”.

Lo afferma il consigliere comunale della Lega, Andrea Tomasella, primo firmatario e presentatore della mozione “SALVAGUARDIA DELLA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE E AL DIRITTO DI ESSERE CONNESSI” accolta dal sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, nel corso del recente Consiglio comunale.

In particolare, Tomasella aggiunge: “Senza dubbi è possibile affermare che la nostra è la ‘società della comunicazione’ e, in tale contesto, sia il diritto ad essere connessi, così come quello di poter esprimere liberamente la propria opinione online, diventeranno tematiche sempre più importanti”.

“Reputo preoccupanti – continua l’esponente del Carroccio – gli episodi di censura che alcune società private hanno recentemente applicato a rappresentati democraticamente eletti, a quotidiani e giornali nazionali, o a comunità di persone che sono state silenziate e oscurate con un click da un momento all’altro”.

“Si tratta di precedenti che in futuro potrebbero riguardare l’identità digitale di chiunque, a danno della libertà di espressione e della possibilità di avere pari accesso alle tecnologie informatiche e di comunicazione”.

“Ringrazio il sindaco Rodolfo Ziberna per aver accolto la mozione, nella consapevolezza che la libertà di manifestare il proprio pensiero non prescinde dalla tutela di beni o interessi ugualmente garantiti dalla Costituzione, come la sicurezza pubblica o la dignità della persona” conclude la nota del consigliere comunale Andrea Tomasella.

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Gorizia. Ok a tempio crematorio e libertà di espressione

Approvata dal Consiglio comunale la delibera sulla progettazione, costruzione e gestione di un tempio crematorio a Gorizia

Ampio spazio nella giornata di lunedì a interpellanze e interrogazioni, durante questo primo punto all’ordine del giorno ho presentato l’interpellanza all’assessore comunale al Commercio, Roberto Sartori, intitolata Commercio. Come aderire alla vetrina online di Gorizia?. Se avete piacere trovate il testo completo dell’interpellanza.

I lavori d’Aula hanno poi visto al secondo punto all’ordine del giorno la delibera presentata dal vicesindaco, Stefano Ceretta, intitolata “Partenariato pubblico privato per la progettazione, costruzione e gestione di un tempio crematorio nel comune di Gorizia. Approvazione progetto di fattibilità tecnica ed economica e dichiarazione di pubblico interesse”.

Nel corso del dibattito ho fatto i miei complimenti al vicesindaco, così come agli uffici tecnici del Comune e alla stessa società che ha presentato la proposta, per la completezza e l’esaustività del progetto. Dopodiché ho ritenuto di porre l’accento del mio intervento su alcuni aspetti fondamentali che riassumo: 1) il tempio crematorio garantirà un servizio alla collettività che, in tal modo, potrà rivolgersi a una struttura ubicata sul territorio goriziano ed eviterà lunghe e costose trafile in altri Comuni; 2) il partenariato pubblico e privato porta in dote un investimento di privati pari a 1.999.490,26; 3) l’opera riqualificherà una zona che attualmente è degradata; 4) c’è un ritorno economico per il Comune di Gorizia con le cosiddette royalties che la società privata garantirà annualmente; 5) nel progetto è assicurato che l’impianto a regime non produrrà né vibrazioni né rumori molesti, e l’impatto ambientale sarà paragonabile a quello di un medio condomino da 20 famiglie.

L’approvazione, avvenuta a larga maggioranza, è sicuramente un primo importante passo di cui essere soddisfatti e che continua con l’opera di riqualificazione di Gorizia.

Un’ulteriore delibera intitolata “Linee di indirizzo per la specificazione di aspetti del controllo sulle società partecipate dal comune di Gorizia” proposta dall’assessore Dario Obizzi è stata ritirata per necessari ulteriori approfondimenti e verrà ripresentata in un prossimo Consiglio comunale.

Infine ampio spazio a diverse mozioni, fra cui quella presentata dal sottoscritto e intitolata “Salvaguardia della libertà di espressione e al diritto di essere connessi” che è stata fatta propria dal sindaco che ne ha condiviso le finalità.

In particolare, ecco il discorso che ho fatto in Aula per presentare il documento: “Quello del diritto ad essere connessi e della salvaguardia della libertà di espressione diventerà nei prossimi anni un tema cruciale. A buon diritto possiamo dire di vivere nella società della comunicazione e, in tale contesto, essere connessi, così come garantire la libertà di espressione, è fondamentale”.

“La mozione che ho depositato, sottoscritta da tutto il Gruppo consiliare della Lega e aperta alla sottoscrizione da parte di tutti i colleghi consiglieri comunali, di maggioranza e opposizioni che ne condividono le finalità, condanna convintamente quegli episodi di censura recentemente applicati da società private a danno di rappresentanti democraticamente eletti, quotidiani e giornali nazionali, piuttosto che a comunità di persone che, da un momento all’altro, sono state silenziate, oscurate e censurate con un click”.

è chiaro che una mozione non è risolutiva in tal senso, poiché occorre legiferare a livello transnazionale, tuttavia ho sentito forte il dovere di porre questa tematica all’interno dell’istituzione in cui ho onere e onore di essere eletto, cioè il Comune di Gorizia, per ribadire che la censura è sempre sbagliata perché ha come unico risultato quello di polarizzare posizioni già contrapposte, ed esacerbare situazioni già di per sé complesse”.

“Dunque, la mozione impegna il sindaco e la Giunta ad adottare ogni azione possibile volta a difendere la libertà, garantita anche dalla nostra Costituzione Repubblicana, di poter esprimere liberamente il proprio pensiero. Contestualmente, impegna anche a inviare il documento al Presidente e alla Giunta della Regione FVG a testimonianza tangibile della volontà di difendere la libertà di espressione”.

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Commercio. Come aderire alla vetrina online di Gorizia?

Nel corso della seduta odierna del Consiglio comunale di Gorizia ho presentato un’interpellanza per ricevere maggiori dettagli sulle modalità con cui gli esercenti potranno aderire all’iniziativa recentemente annunciata dal Comune e che intende promuovere online, tramite una app e sito web, i negozi e le attività di vicinato.

Di seguito il testo completo del documento che ho presentato e poi il riassunto della risposta che mi ha fornito l’assessore comunale al Commercio, Roberto Sartori.

Tomasella Andrea – Consiglio comunale 08 e 09 febbraio 2021

    INTERPELLANZA di Andrea Tomasella

Come aderire alla vetrina online per promuovere i negozi di vicinato di Gorizia?

Un cordiale saluto al sindaco Rodolfo Ziberna, alla Giunta comunale, ai colleghi consiglieri, oltreché ai concittadini e al pubblico che segue i lavori del Consiglio con la diretta streaming.

Grazie alla cronaca della stampa locale sono venuto a conoscenza dell’invito inoltrato dal Comune di Gorizia a oltre 700 attività imprenditoriali cittadine affinché entrino gratuitamente nella vetrina virtuale che il Comune metterà a disposizione, attraverso un sito e una app, con l’obiettivo di promuovere il commercio cittadino e i prodotti tipici locali.

Ancor più in questi momenti così difficili e cruciali a causa della pandemia, l’uso della tecnologia può rappresentare sicuramente la differenza fra la vita e la morte economica per tante attività commerciali. Ancor più se il principio “pensare globale, agire locale” trovasse applicazione proprio in questa iniziativa che, da come ho intuito, sfrutterebbe le potenzialità globali del web per metterle a disposizione della nostra dimensione locale.

In un contesto mondiale in cui l’e-commerce ha profondamente mutato le abitudini di acquisto dei consumatori, spesso monopolizzando ampie fette di mercato con prodotti per lo più standardizzati, appare evidente che una vetrina online, dove far incontrare la domanda dei clienti con l’offerta dei negozi, rappresenta un sostegno importante da parte del Comune a esercenti e cittadini, sia per fronteggiare la situazione di assoluta difficoltà dovuta al Covid-19, che per supportare quel processo di digitalizzazione essenziale anche per lo sviluppo delle attività di vicinato.

Mi fa piacere dire, a conclusione di questa interpellanza, che la vetrina online di Gorizia ben collima con i segnali incoraggianti e molto positivi manifestatisi in abito del commercio della città: partendo dal volenteroso e prezioso lavoro svolto dall’associazione volontaria Via Rastello per vivacizzare e riqualificare l’antica via dello shopping goriziano; passando per la prossima apertura di un punto vendita Upim laddove aveva recentemente chiuso H&M; e arrivando all’annunciato investimento privato da oltre 3milioni di euro per la riqualificazione di palazzo Paternolli in piazza Vittoria.

Dunque, vista l’importanza dell’iniziativa e visto che si parla di commercio, di artigianato, di Made in Gorizia, di saper fare, di specialità goriziane, con focus sulla loro storia e indicazione su dove è possibile acquistarle, ho ritenuto di presentare questa interpellanza sollecitato da diverse persone che, venute a conoscenza della volontà del Comune, mi hanno contattato per conoscere maggiori dettagli e sapere come funzionerà questa vetrina online per promuovere i negozi di prossimità di Gorizia.

Tutto ciò premesso,

si interpella l’assessore competente

per sapere:

  • Come funzionerà questa vetrina online per promuovere le attività imprenditoriali locali;
  • Quali sono i requisiti richiesti alle attività imprenditoriali per rientrare all’interno della vetrina online;
  • Qualora un’attività avesse piacere di farne parte, come e a chi è possibile manifestare l’interesse.

Risposta dell’assessore Roberto Sartori:

“Il progetto di realizzare una vetrina online è iniziata un anno fa, con la consapevolezza che il commercio è profondamente cambiato, anche solo rispetto a dieci anni fa, con l’avvento del digitale”.

“Sono state inviate alle attività produttive nell’albo comunale una lettera con le prime domande e richieste di informazioni, tipo i prodotti venduti o se utilizzano i social. A seguire le contatteremo telefonicamente al fine di andare a ultimare la vetrina online che ogni attività potrà utilizzare, con foto del negozio, le promozioni e gli sconti applicati”.

“Ampio spazio verrà dato a prodotti tipici locali e, soprattutto, l’indicazione su dove poterli trovare e acquistare”.

“Stiamo procedendo passo dopo passo” ha concluso l’assessore comunale Roberto Sartori “intanto abbiamo preso contatto con le attività produttive, non escludiamo in un prossimo futuro di coinvolgere e contattare anche le attività che forniscono servizi”.

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Base2. Terziario avanzato e cluster digitale futuro Gorizia

Bernardis e Tomasella visitano studio cinematografico unico in FVG

“Sono rimasto positivamente colpito per la grandissima competenza e passione che accomuna il team che ha fondato uno studio cinematografico di altissima qualità, con tecnologie di ultima generazione per quanto concerne computer grafica, animazione digitale, cinema, web design e digital marketing che non ha uguali in tutto il Friuli Venezia Giulia”.

Lo afferma il consigliere regionale della Lega, Diego Bernardis, a margine della vista a Gorizia presso ‘Base2 Video Factory’, una startup innovativa situata nel cuore della zona artigianale nel quartiere di Piedimonte.

“La città di Gorizia, come tutto l’areale goriziano, può puntare proprio sull’espressione di questi giovani talenti che, anche grazie alle potenzialità del web, possono collaborare e lavorare con altre realtà dall’altra parte del mondo. Da questo punto di vista – aggiunge Bernardis – Gorizia e Nova Gorica capitale europea della cultura 2025, così come la Brda\Collio\Cuei nella Tentative list per divenire patrimonio mondiale Unesco, sono occasioni sia di sviluppo che una vetrina internazionale dove far conoscere questi talenti unici”.   

Il consigliere comunale della Lega, Andrea Tomasella, aggiunge: “Le potenzialità di Gorizia sono come un libro che ha tantissime pagine bianche ancora da scrivere. Con il consigliere regionale Diego Bernardis, che ringrazio per la grandissima attenzione che rivolge alla nostra realtà, stiamo lavorando con l’obiettivo di facilitare la sinergia fra le imprese e le attività produttive del terziario avanzato”.

“L’obiettivo è che queste realtà possano esprimere tutto il loro potenziale, facendo del comparto digitale e tecnologico un volano per lo sviluppo di tutto il territorio. I nostri complimenti e un sincero ringraziamento per la disponibilità – conclude la nota congiunta di Bernardis e Tomasella – lo rivolgiamo al regista Simone Vrech, al tecnico video Alessandro Galliera, al socio fondatore Gianluca Milocco e al collaboratore Flavio Chianese di Barco”.

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Governo. Draghi-Conte, è aut aut Lega: “o noi o Grillo”

L’interesse dell’Italia e degli italiani prima di tutto. No a patrimoniali e STOP all’invasione

Anche in queste fasi così concitate per la politica italiana, il pragmatismo è una qualità che contraddistingue Matteo Salvini. Il leader della Lega non ha manifestato alcun pregiudizio rispetto all’ipotesi di sostenere un Governo con a capo il prof. Mario Draghi. Prima si ascolta, poi ci si confronta e infine si decide.

Dunque, a differenza di altri movimenti o partiti, per la Lega è sui contenuti che si decide l’appoggio o meno a Draghi. In questa fase, in cui le imprese chiudono e le famiglie sono in difficoltà, l’unica cosa che conta è il programma e che cosa si può fare per l’Italia e gli italiani.

Occorre chiarezza su temi chiave: lavoro, tasse e immigrazione

Finita la riunione di vertice con il vicesegretario Giancarlo Giorgetti e gli amministratori della Lega, Matteo Salvini ha dichiarato alla stampa: “Draghi dovrà scegliere tra Grillo e la Lega. In base alle risposte che avremo, faremo le nostre scelte. E qualunque sarà, sarà la scelta di tutti a differenza di altri partiti dove ci sono correnti interne, fuoriusciti e ripensanti. La Lega quando sceglie si muove come un sol uomo“.

Dunque è sui temi che la Lega deciderà se sostenere o meno un Governo Draghi. Sull’immigrazione il nuovo esecutivo come la vede? è chiaro che da una parte c’è la politica di chi vuole i porti aperti, i confini spalancati e l’Italia ridotta al campo profughi d’Europa; mentre dall’altra c’è la politica della Lega che vuole un’immigrazione controllata, qualificata e dire STOP al business fatto sulla pelle degli stessi immigrati clandestini e a spese degli italiani.

Un’ulteriore condizione sottolineata da Matteo Salvini è il no secco a qualsiasi ipotesi di patrimoniale sui risparmi degli italiani. Inoltre ha manifestato il forte auspicio per un coraggioso taglio delle tasse, della burocrazia, assieme allo sblocco dei cantieri e all’utilizzo delle energie e delle risorse ancora inutilizzate per favorire l’occupazione.

Le prossime ore saranno quelle decisive, in cui si potrebbe delineare un nuovo Esecutivo nazionale. Comunque, se con Draghi o attraverso le elezioni, il dopo Conte è già iniziato ed è ancora tutto da scrivere. L’auspicio è che siano pagine migliori per la politica e la società italiana rispetto a quanto visto nel recente passato.

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Oversight Board. Un Comitato globale decide della nostra libertà

La libertà di espressione e la salvaguardia dei diritti umani di oltre 2 miliardi di utenti è nelle mani di 20 super esperti

Si dice che nemmeno il Ceo di Facebook, Mark Zuckerberg, ne può contrastare le scelte. Si tratta dell’Oversight Board, un comitato indipendente di supervisione nato con lo scopo di dirimere le situazioni più complesse nella moderazione del dibattito sul social network.

Questo super Comitato, composto da dieci donne e altrettanti uomini, ha rappresentanti provenienti da quasi ogni parte del mondo, fra gli altri: India, Kenya, Pakistan e Senegal, ma anche Stati Uniti e Brasile. Ci sono alcuni europei, ma nessun italiano. Le esperienze che la task force può vantare sono molte e diversificate, citandone alcune, spaziano dai diritti della comunità LGBTQ+, al genere e diritto, passando per l’automazione dell’incitamento all’odio e la regolamentazione della libertà di espressione.

La descrizione del Comitato sul sito web ufficiale riporta: “La community ha raggiunto oltre 2 miliardi di persone ed è diventato sempre più chiaro che l’azienda Facebook non può prendere autonomamente così tante decisioni relative alla libertà di parola e alla sicurezza online. Il Comitato per il controllo è stato creato per aiutare Facebook ad affrontare alcune tra le questioni più difficili in merito al tema della libertà di espressione online: cosa rimuovere, cosa lasciare e perché”.

Recentemente il Comitato per il controllo ha accettato il caso concernente la sospensione a tempo indeterminato del 45° presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, da Facebook e Instagram. Infatti, la censura applicata nel suddetto caso ha scatenato un acceso dibattito su scala globale e di conseguenza sarà la ristretta e super qualificata cerchia di esperti a dirimere la questione. Decisione a cui poi il popolare social si dovrà adeguare. E, a quanto pare, anche noi.

Fra le altre cose, si legge che il Comitato di sorveglianza chiede se “La decisione di Facebook di sospendere i profili del presidente Trump per un periodo indefinito aderisce al mandato dell’azienda di rispettare la libertà di espressione e i diritti umani, se dovevano essere prese altre misure e quali provvedimenti devono essere presi affinché questi account possano restare aperti”.

Per rispondere a tale quesito, un po’ come funzionava con l’aiuto da casa in un popolare show televisivo, il super Comitato ha fatto sapere che fino all’8 febbraio gli utenti potranno compilare un modulo online e scrivere un’opinione lunga fino a 6mila caratteri per commentare la decisione presa da Facebook di censurare l’account del 45° presidente degli Stati Uniti.

In altre parole, un Comitato globale di supervisione è stato delegato da Facebook per stabilire se fosse giusta la censura recentemente applicata a un rappresentante democraticamente eletto. Di tutta risposta, il Comitato ha rigirato la domanda agli iscritti a Facebook. Mi pare giusto, no?

La buona notizia è che si è già formato il Real Facebook Oversight Board, ovvero un altro Comitato, non riconosciuto dal popolare social, per fare opposizione a quello ufficiale; la cattiva notizia è che sembra anche più agguerrito del primo.

Se continua così, chissà, il deplatforming lo faremo presto e volentieri su base volontaria, che ne dite?

Deplatforming. Il grande esodo (forzato) dai social

Il futuro dell’informazione potrebbe non essere aperto a tutti?

Pluralità e contraddittorio politico non sono il pane quotidiano per alcune fra le Big Tech che attualmente detengono l’oligopolio dei mass media. Da questo punto di vista il deplatforming si inserisce fra le operazioni adottate dai giganti del web (tipo Facebook, Amazon, Google, Twitter, Apple ecc.) per silenziare e rendere invisibili coloro che fanno controinformazione rispetto alla consolidata narrazione globalista, cosmopolita e immigrazionista.

La depiattaformizzazione (basta anglicismi, usiamo l’italiano che è la più bella lingua al mondo) è il termine che indica quel processo di riduzione della visibilità o di arbitraria cancellazione che alcune multinazionali perpetrano per silenziare specifici utenti, comunità di più persone o particolari categorie di contenuti all’interno di una piattaforma digitale (Facebook, Twitter, Instagram ecc.).

Non stiamo parlando di una misura applicata nei casi già previsti dalla legge e per cui è sacrosanto intervenire (istigazione a delinquere, ingiurie, lesione della dignità personale ecc.), bensì di censura totalmente discrezionale a danno di rappresentanti democraticamente eletti, quotidiani e giornali nazionali, oltreché a migliaia di utenti rei di non essere allineati al pensiero unico.

La depiattaformizzazione, che ha come unico risultato quello di favorire la polarizzazione delle opinioni contrastanti e di estremizzare le azioni di schieramenti contrapposti, risulta ancor più grave poiché crea il pericolosissimo precedente secondo cui negare il diritto ad essere connessi è una prerogativa di aziende private che possono decidere cosa è giusto dire e cose invece non lo è, chi può parlare e chi invece deve scomparire dall’etere.

Lasciando da parte il discorso di appartenenza a uno schieramento politico piuttosto che a un altro, ritengo che l’attenzione andrebbe rivolta a un quesito tanto semplice quanto fondamentale: è giusto che una società privata può decidere chi può parlare e chi no? è giusto che sia una multinazionale a tappare la bocca a un rappresentante democraticamente eletto, piuttosto che a un giornale o a una comunità di persone?

In tal senso, non regge la favola secondo cui si possono definire private delle piattaforme a cui accedono globalmente quasi tre miliardi di utenti al mese. Il carattere spiccatamente globale di tali società impone al più presto che la politica intervenga, magari attraverso una regolamentazione transnazionale, per normare tali canali di comunicazione in modo da sancirne la funzione pubblica e per metterli a servizio della collettività e non viceversa.

A parer mio, occorre agire con prontezza prima che la situazione degeneri ulteriormente. Le risorse tecnologiche rappresentano il futuro e sono certamente una ricchezza, sia per imprenditori che per le persone che le utilizzano, dovremmo perciò proteggere il diritto delle persone ad essere connesse e, soprattutto, garantire che il futuro dell’informazione sia libero e aperto a tutti.

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Stop politica su Facebook: regole uguali per tutti?

Facebook cancella la politica dai suoi suggerimenti

L’annuncio è arrivato nientemeno che dall’amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg, durante la consueta presentazione trimestrale: stop alla raccomandazione di gruppi civici e politici, anche in linea con le regole, e meno contenuti su quei temi nelle newsfeed degli utenti.

L’AD di Facebook ha dettagliato le motivazioni dietro tale scelta: «Le persone non vogliono che la politica e il confronto aspro su quei temi prendano il sopravvento rispetto ai nostri servizi».

In un suo lungo post su Facebook, Zuckerber ha poi ammesso: “Abbiamo smesso di raccomandare gruppi civici e politici negli Stati Uniti prima delle elezioni. Continueremo ad affinare il meccanismo ma programmiamo di eliminarne i suggerimenti sul lungo periodo e di espandere globalmente la decisione“.

Sorge spontanea una domanda: la decisione riguarderà tutti oppure no?

Non sarà che a venire penalizzati saranno quei gruppi, movimenti e associazioni, che risultano indigesti poiché non allineati alla favola progressista tanto cara al popolare social? Chi decide cos’è politica e, ad esempio, cosa invece è volontariato o un’opinione? Qual è il limite per cui certe opinioni verranno suggerite e altre invece no?

Comunque, mentre il dibattito sulla censura politica non si placa e il 45° presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che vorrebbe tornare su Facebook, attende il verdetto di una supergiuria che deciderà se concedergli o meno la possibilità di ristabilire un legame social con i propri seguaci, ancora un volta sarà un algoritmo a decidere per noi cosa è bene e cosa invece non lo è.

Da qui un’ultima domanda: è giusto che la politica si adatti agli algoritmi, evitando temi che farebbero perdere engagement, oppure sarebbe il caso di normare il fenomeno prima che questa continua escalation orwelliana non sfugga di mano?

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9,5 milioni di euro per le scuole di Gorizia. Ecco la lista

50 milioni di euro per adeguamenti antisismici ed efficientamento energetico delle scuole del Goriziano

Gli assessori regionali alle Infrastrutture, Graziano Pizzimenti, e all’Istruzione, Alessia Rosolen, assieme al sindaco del capoluogo isontino, Rodolfo Ziberna

L’assessore regionale all’Istruzione, Alessia Rosolen, e l’assessore regionale alle Infrastrutture, Graziano Pizzimenti, alla presenza del sindaco Rodolfo Ziberna, hanno illustrato ieri a Gorizia il più grande e ambizioso piano di investimenti dedicato alle scuole del nostro territorio.

Oltre 20 milioni di euro per le scuole superiori e altri 29 milioni per tutti gli altri istituti di ogni ordine e grado. Di queste risorse, andranno a beneficio delle scuole della città di Gorizia oltre 9,5 milioni di euro.

Gli interventi programmati a Gorizia riguardano l’ISIS GALILEI-FERMI-PACASSI per 2,25 milioni, il LICEO SCIENTIFICO DUCA DEGLI ABRUZZI per 1,8 milioni, il LICEO CLASSICO DANTE ALIGHIERI per 230mila euro, il LICEO ARTISTICO MAX FABIANI per 1,6 milioni, l’ITAS D’ANNUNZIO per 600mila euro, l’ISTITUTO COSSAR-DA VINCI per 525mila euro, il POLO SLOVENO per 1,18 milioni, il LICEO SLATAPER 235mila euro e l’EX PACASSI per 1,5 milioni.

Ulteriori importanti interventi sono previsti al ISIS PERTINI di Monfalcone, sia di via Boito che di via Baden Powell, per oltre 2,5 milioni, all’ISTITUTO BRIGNOLI di Gradisca di Isonzo 2,3 milioni e all’ISTITUTO EINAUDI di Staranzano oltre 1,6 milioni.

Questi importanti investimenti da oltre 50 milioni di euro rappresentano una delle prime misure gestite dall’Edr (Ente di decentramento regionale) di Gorizia. Il nuovo ente di area vasta servirà a superare la scellerata riforma delle Uti e, progressivamente, a ridare dignità e autonomia al nostro territorio provinciale.

Un sentito ringraziamento agli assessori regionali Alessia Rosolen e Graziano Pizzimenti che, con questo importante piano per l’ammodernamento e l’efficientamento dei nostri plessi scolastici, dimostrano concretamente la grandissima attenzione dell’amministrazione regionale al territorio goriziano, al comparto della scuola e al futuro delle giovani generazioni.

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