Elezioni politiche. Domenica voto Lega!

Un voto alla #Lega è un voto per l’Italia e gli italiani 🇮🇹
Domenica #25settembre sarà una giornata storica: dopo tanti anni saremo chiamati a eleggere un nuovo Parlamento. Se anche voi, come il sottoscritto, avete a cuore in nostro Paese, il voto più utile sarà quello alla Lega – Salvini Premier.
Negli anni, assumendo responsabilità di Governo (anche quando sarebbe stato più comodo non farlo), la Lega ha dimostrato di essere l’unica forza politica ad anteporre gli interessi nazionali a quelli di partito ed elettorali.
Lo ha dimostrato Matteo Salvini che da ministro degli Interni ha fermato gli sbarchi e adesso rischia 15 anni di carcere per aver difeso i confini dell’Italia e dell’Europa dell’immigrazione senza controllo.
Non dimentichiamo neanche lo stop alla legge Fornero, la Flat Tax al 15% per due milioni di P.IVA, da estendere a dipendenti, pensionati e imprese.
Lo sta dimostrando il presidente Massimiliano Fedriga che in Friuli Venezia Giulia ha fatto valere l’autonomia regionale e con i patti finanziari sottoscritti con lo Stato ha trattenuto in Regione quasi 3 miliardi di euro per servizi di diretta competenza regionale. Senza dimenticare quanto fatto per le famiglie (asili nido gratuiti, sconto trasporto scolastico, bonus bebè), ma anche per le imprese (sviluppoimpresa e ristori), il turismo (in Fvg cresce con numeri a due cifre), l’agricoltura (stanziati recentemente 18 milioni di euro per lo stoccaggio dell’acqua negli invasi), Enti locali (scioglimento UTI e subentro dell’Edr di Gorizia), sicurezza (taglio costi accoglienza indiscriminata, bando videosorveglianza), cultura (GO2025) e sport (fondi per manutenzioni straordinarie di impianti sportivi), solo per fare degli esempi velocissimi.
Per concludere questo lunghissimo post (😅) ringrazio chi ha letto fin qui e mi raccomando: il #25settembre vota #Lega ✌🏻

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Trasporti. Riattivata la linea urbana Gorizia – Nova Gorica

Dieci le corse giornaliere in entrambi i sensi di marcia

È stato ripristinato, dopo lo stop dovuto all’emergenza sanitaria, il collegamento autobus della linea urbana internazionale Gorizia – Nova Gorica, inaugurata il 30 novembre 2002.

La linea, che collega la stazione ferroviaria di Gorizia con l’autostazione di Nova Gorica passando per il centro delle due Città, è attiva nei giorni feriali, con 10 corse giornaliere in partenza dall’Italia e altrettante dalla Slovenia.

Tratta Gorizia-Nova Gorica

In particolare, il collegamento da Gorizia prevede una partenza ogni ora, la mattina alle 8:35, 9:35, 10:35, 11:35 e 12:35 e il pomeriggio alle 14:35, 15:35, 16:35, 18:35 e 19:35.

Tratta Nova Gorica-Gorizia

Nel collegamento da Nova Gorica, invece, le partenze sono stabilite alle 8:05, 9:05, 10:05, 11:05 e 12:05 nel corso della mattina, alle 15:05, 16:05, 17:05, 18:55 e 19:55 nel pomeriggio.

Percorso

Il percorso conta venti fermate in entrambi i sensi di marcia e il servizio viene svolto in collaborazione tra APT Gorizia e NOMAGO.

Queste e altre informazioni utili sono disponibili alla pagina dedicata sul sito di APT Gorizia.

Il servizio offerto con la linea urbana internazionale rappresenta, da quasi vent’anni, un ottimo esempio di cooperazione e integrazione tra Gorizia e Nova Gorica ed assume un significato simbolico nell’unire le due Città, anche in vista della Capitale europea della Cultura 2025.

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Foto: Linea urbana internazionale Gorizia – Nova Gorica, APT Gorizia

Carburanti. Pieno a Gorizia più conveniente

⛽ Prima di ferragosto, il pieno fatelo a #Gorizia!
Grazie all’impegno della #Lega al Governo e del presidente Massimiliano Fedriga in Regione, con il taglio delle tasse sui carburanti e i supersconti regionali, il rifornimento in Italia è più conveniente rispetto alla Slovenia.
Per il diesel, con la tessera regionale il prezzo è pari a 1,554 €/litro contro 1,676 €/litro d’oltreconfine. Per la benzina, con la tessera regionale il prezzo è di 1,454 €/litro contro 1,534 €/litro della Slovenia.
È quindi importante continuare a fare rifornimento in Italia, per far sì che le risorse delle accise e delle tasse vengono utilizzate per finanziare servizi essenziali per i cittadini, ad esempio la sanità.

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8 agosto. Presa di Gorizia, 106° anniversario

Ricorrono oggi i 106 anni dalla Presa di Gorizia dell’8 agosto 1916.

Le operazioni militari che portarono l’esercito austro-ungarico ad abbandonare la Città iniziarono già nei giorni precedenti, caratterizzati da combattimenti estenuanti, contrattacchi, respinte e rastrellamenti.

Il 6 agosto l’artiglieria italiana iniziò a fare fuoco sui posti di comando, gli osservatori e le trincee nemiche. Sul Monte Sabotino gli obiettivi assegnati dal Generale Capello vennero raggiunti in meno di un’ora, mentre al centro l’esercito austriaco riusciva ancora ad ostacolare le operazioni. A sud, lo sforzo delle Brigate Catanzaro, Brescia e Ferrara portò alla conquista del Monte San Michele.

Il giorno seguente gli austriaci provarono a contrattaccare, ottenendo però soltanto qualche successo nella zona di Oslavia.

L’8 agosto la 43esima divisione del VI Corpo d’Armata italiano riuscì a raggiungere l’Isonzo. La pressione italiana risultò insostenibile per l‘esercito nemico, che decise di lasciare Gorizia e di ripiegare sul Monte San Gabriele e il Monte Santo.

Il sottufficiale Baruzzi, a capo del 28^ fanteria Pavia, attraversò a nuoto l’Isonzo e, raggiunta l’altra sponda del fiume, issò una bandiera italiana nei pressi della stazione ferroviaria, decretando così la conquista della Città.

Nei giorni successivi l’esercito italiano continuò gli attacchi con l’obiettivo di raggiungere anche la seconda linea difensiva alle spalle della Città. Nel frattempo, il generale austro-ungarico Borojevic aveva già ordinato la ritirata più ad est.

Le operazioni della Sesta Battaglia dell’Isonzo, detta anche Battaglia di Gorizia, vennero definitivamente sospese il 17 agosto.

Ricordiamo la presa di Gorizia come una delle pagine più importanti della storia della nostra Città, la prima tangibile vittoria dopo 15 mesi di guerra. Onore a tutti i Caduti che hanno combattuto e dato la vita per la Patria.

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Gorizia italiana – Foto Internet

2 giugno. Festa della Repubblica

Con il referendum del 2 giugno 1946 gli italiani scelsero la Repubblica. Viva l’Italia! 🇮🇹

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Carburanti. Pieno in Italia più conveniente

Il pieno in Italia è più conveniente 🇮🇹
Grazie alla Lega di governo, nazionale e regionale, con i super sconti regionali voluti dal presidente Massimiliano Fedriga i prezzi dei carburanti in Italia sono parificati, o più bassi, rispetto a quelli di oltreconfine.
Con determinazione e buonsenso, continueremo a sollecitare il Governo affinché disponga ulteriori e durature soluzioni per armonizzare il mercato dei carburanti sui territori transfrontalieri, superare il pendolarismo del pieno, inquinare meno e riportare ingenti risorse in Italia 😊

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Gorizia. Piazza Transalpina

🇮🇹 🇸🇮 Oggi simbolo dell’incontro tra Gorizia e Nova Gorica, un tempo confine tra Italia e Slovenia, Piazza Transalpina è certamente uno dei luoghi più famosi della nostra Città.

📍Nel 1947, tracciato il confine tra Italia e Jugoslavia, la piazza fu divisa in due parti dal filo spinato, sostituito nel 1954 con un muro alto mezzo metro e sovrastato da filo di ferro. Il muro venne abbattuto soltanto cinquant’anni più tardi, il 1 maggio 2004: ne rimane soltanto un piccolo pezzo ai bordi della piazza, contrassegnato dai numeri 57/15.

👟👟 Gli stessi sono riportati anche in una targa sul terreno, che identifica il punto esatto in cui passava il confine e dove è possibile, letteralmente, avere un piede in Italia e l’altro in Slovenia.

🚂 Nella parte della piazza situata in territorio sloveno si trova la Stazione di Nova Gorica. Inaugurata nel 1906 per volere del governo di Vienna, la stazione fungeva da “seconda via per Trieste”, collegando direttamente il litorale e l’Austria. Oggi è una linea secondaria non elettrificata, utilizzata anche per uscite turistiche con i treni a vapore.

🔎All’interno della Stazione è possibile visitare la mostra permanente “Il confine di Stato nel goriziano 1945 – 2004”.

🥇 Il 18 dicembre 2020, proprio in Piazza Transalpina, Gorizia e Nova Gorica si sono aggiudicate il titolo di Capitale europea della Cultura 2025.

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Gorizia. Il Parco della Rimembranza

🇮🇹 Risalente al 1923, il Parco della Rimembranza è un’area verde di circa 25.000 metri quadrati con cui il Comune di Gorizia onora i propri concittadini che hanno sacrificato la vita per la Patria.

🔎A progettare il Parco fu Enrico del Debbio, vincitore di un concorso indetto per costruire una struttura che ricordasse, in origine, i volontari goriziani che disertarono l’esercito asburgico per arruolarsi in quello italiano.

🙏🏻 Nel Parco trovano spazio diversi monumenti commemorativi. Oltre agli irredentisti Giovanni Maniacco e Emilio Cravos e allo scrittore Vittorio Locchi, che celebrò la presa italiana della città dell’8 agosto 1916 nel poemetto “La sagra di santa Gorizia”, vengono ricordati i Caduti della Brigata Alpina Julia e della Brigata di Fanteria Lupi di Toscana.

⛲ Al centro dell’area si trovano una fontana e le rovine del Tempietto circolare, distrutto nel 1944. Infine, il lapidario degli infoibati ricorda i 665 fratelli goriziani deportati in Jugoslavia nel maggio 1945, durante l’occupazione di Gorizia da parte delle truppe del generale comunista Tito.

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Milite Ignoto. Centenario di storia e memoria

Nel centenario della sua designazione, Gorizia si prepara a ricordare il milite ignoto. Ne conoscete la storia? Scopriamola insieme in questo approfondimento.

La legge per la sepoltura all’Altare della Patria

Dopo la Prima Guerra Mondiale, le Nazioni che vi avevano preso parte vollero onorare gli sforzi della collettività attraverso la salma di un anonimo combattente caduto con le armi in pugno.

Il progetto di legge per la “sepoltura della salma di un soldato ignoto” fu presentato alla Camera dei Deputati il 20 giugno 1921 dall’allora ministro della guerra Giulio Rodinò. Il 28 dello stesso mese l’onorevole Cesare Maria de Vecchi fu relatore per la Commissione Esercito e Marina Militare, che aveva indicato come data della sepoltura quella del 4 novembre, anniversario della fine della guerra, e come luogo l’Altare della Patria a Roma, “perché quivi il popolo potrà, meglio che altrove, in grandi pellegrinaggi rendere i più alti onori al morto che è tutti i morti, che è primo e supremo artefice della nuova storia”.

Il disegno di legge fu presentato al Senato il 6 agosto. La legge venne approvata a scrutinio segreto il 10 agosto, firmata dal Re Vittorio Emanuele III il giorno 11 e, infine, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 20 agosto.

La Commissione e le ricerche

Approvata la legge, il ministero della guerra istituì una Commissione speciale con il compito di individuare le salme di undici combattenti caduti al fronte senza alcun segno di riconoscimento.

Le spoglie dei soldati vennero scelte in diversi territori del campo di battaglia, cercando di includere quelli in cui avevano combattuto tutti i corpi armati, compresa la Regia Marina.

Fu scelta una salma per ciascuna delle zone: Rovereto, Dolomiti, Altipiani, Grappa, Montello, Basso Piave, Cadore, Gorizia, Basso Isonzo, San Michele, tratto da Castagnevizza al mare.

La designazione della salma

Gli undici corpi, di cui uno solo sarebbe stato tumulato al Vittoriano, furono portati per un primo momento a Gorizia, per poi essere spostati il 28 ottobre nella Basilica di Aquileia. Quello stesso giorno, alla presenza delle Istituzioni, degli ex combattenti, di madri e di vedove dei caduti venne scelto il soldato destinato a rappresentare il sacrificio di seicentomila italiani.

La scelta fu affidata alla popolana di Gradisca d’Isonzo Maria Bergamas, il cui figlio Antonio Bergamas, arruolato da cittadino austro-ungarico, sotto falso nome, nelle fila dell’esercito italiano, era caduto in battaglia nel 1916. Il soldato venne dichiarato giuridicamente disperso quando un violento tiro d’artiglieria sconvolse l’area in cui era stato sepolto, rendendo la sepoltura irriconoscibile.

La donna venne messa davanti alle undici bare, presenti nella Basilica senza alcun segno distintivo. Sorretta da quattro militari, teneva in mano un fiore bianco che avrebbe dovuto lanciare su una delle casse ma, davanti alla decima, perse il suo velo nero e l’appoggiò sulla bara, decretando così la sua scelta.

Dalle testimonianze della figlia Anna, la donna avrebbe voluto scegliere l’ottava o la nona bara – numeri che ricordavano la nascita e la morte del figlio Antonio -, ma, alla fine, scelse la decima affinché il simbolo che sarebbe andato a Roma fosse davvero un soldato ignoto.

La bara prescelta fu inserita in una cassa speciale e inviata al ministero della guerra, mentre le altre dieci rimasero ad Aquileia e vennero sepolte nel cimitero che circonda il tempio romano.

Il viaggio verso Roma

Il 29 ottobre il treno partì dalla stazione di Aquileia accompagnato da altri 15 carri destinati ad ospitare le corone di fiori portate come omaggi.

Il treno si fermava 5 minuti in ogni stazione e, come da ordine del ministero della guerra, durante la permanenza vigeva il massimo silenzio. In concomitanza con le fermate notturne avvenivano i cambi alle rappresentanze che accompagnavano il feretro lungo l’Italia.

Come previsto dalla tabella ufficiale, la destinazione del viaggio fu la stazione di Portonaccio – oggi stazione Roma Tiburtina -, dove il feretro arrivò il primo novembre.

Il giorno successivo, a Termini, il convoglio fu accolto dalla famiglia reale e da tutti i rappresentanti delle forze armate, insieme alle cariche dello Stato. Il feretro fu scortato da un gruppo di dodici decorati di medaglia d’oro fino alla Basilica di Santa Maria degli Angeli, dove rimase esposto per due giorni.

L’epilogo avvenne il 4 novembre 1921 con una solenne cerimonia a cui accorsero più di un milione di italiani, provenienti da ogni parte della penisola.

Il corteo avanzò attraverso via Nazionale, lungo la quale vi erano i rappresentati di tutte le forze armate di servizio. Mentre le bandiere dei reggimenti aspettavano il feretro, dinanzi al monumento in piazza Venezia fu disposto un picchetto d’onore.

Un soldato depose sulla bara un elmetto da fante e, mentre i militari presenti erano sull’attenti e il popolo in ginocchio, il feretro del milite ignoto veniva tumulato nel monumento che da allora in poi poteva dirsi Altare della Patria.

Medaglie commemorative

Nel 1921 vennero realizzate alcune medaglie commemorative.

La prima per volere di Udine, Gorizia e Aquileia in un unico esemplare in oro che fu inserito su una croce d’argento recante gli stemmi dei tre Comuni e posta nella bara del milite ignoto.

La seconda fu realizzata in formato ridotto per gli ufficiali e i soldati che accompagnarono il feretro, mentre copie di maggiori dimensioni vennero date all’Esercito.

Al milite ignoto fu conferita la medaglia d’oro al valore militare con la seguente motivazione: “Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz’altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della Patria”.

La celebrazione del centenario della designazione del milite ignoto è senza dubbio un momento molto importante e vede Gorizia protagonista, a riprova del fatto che il nostro territorio ha pagato con enorme sacrificio le tragedie della Grande Guerra.

Da questi eventi tragici e allo stesso tempo connotati da eroismo e amor patrio, dobbiamo trarre importanti insegnamenti e trasmetterli anche alle più giovani generazioni, affinché tragedie e errori del passato non si ripetano mai più.

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Foto: Milite ignoto, internet

5 ottobre. In ricordo di Norma Cossetto

Alla presenza del sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna e del presidente della Lega Nazionale di Gorizia Luca Urizio, oggi ho partecipato alla commemorazione in ricordo di Norma Cossetto, giovane studentessa barbaramente uccisa dai partigiani comunisti titini 78 anni fa.
Un sentito ringraziamento all’Anvgd di Gorizia
e alla presidente Maria Grazia Ziberna per il costante impegno con il quale si adoperano affinché la storia degli esuli giuliano-dalmati non venga dimenticata 🙏🏻🇮🇹

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