Gorizia. Piazza Transalpina

🇮🇹 🇸🇮 Oggi simbolo dell’incontro tra Gorizia e Nova Gorica, un tempo confine tra Italia e Slovenia, Piazza Transalpina è certamente uno dei luoghi più famosi della nostra Città.

📍Nel 1947, tracciato il confine tra Italia e Jugoslavia, la piazza fu divisa in due parti dal filo spinato, sostituito nel 1954 con un muro alto mezzo metro e sovrastato da filo di ferro. Il muro venne abbattuto soltanto cinquant’anni più tardi, il 1 maggio 2004: ne rimane soltanto un piccolo pezzo ai bordi della piazza, contrassegnato dai numeri 57/15.

👟👟 Gli stessi sono riportati anche in una targa sul terreno, che identifica il punto esatto in cui passava il confine e dove è possibile, letteralmente, avere un piede in Italia e l’altro in Slovenia.

🚂 Nella parte della piazza situata in territorio sloveno si trova la Stazione di Nova Gorica. Inaugurata nel 1906 per volere del governo di Vienna, la stazione fungeva da “seconda via per Trieste”, collegando direttamente il litorale e l’Austria. Oggi è una linea secondaria non elettrificata, utilizzata anche per uscite turistiche con i treni a vapore.

🔎All’interno della Stazione è possibile visitare la mostra permanente “Il confine di Stato nel goriziano 1945 – 2004”.

🥇 Il 18 dicembre 2020, proprio in Piazza Transalpina, Gorizia e Nova Gorica si sono aggiudicate il titolo di Capitale europea della Cultura 2025.

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Confine. Pendolarismo e bollette, proposta Lega al Governo

🔵 #Economia di confine: una grande sfida per il rilancio e lo sviluppo di #Gorizia.
La proposta della #Lega al Governo nazionale 📰

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Lavoro. Avviso selezione istruttore amministrativo GECT GO

Termine di presentazione delle domande fissato al 15 dicembre

Il Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale GECT GO ha pubblicato l’Avviso per una selezione finalizzata alla formazione di una graduatoria per eventuali assunzioni a tempo determinato per il profilo di un istruttore amministrativo, inquadrato nella categoria C.

Il profilo si occuperà, tra l’altro, di attività amministrativa e documentale, segretariato, protocollo e archiviazione, istruttoria legata alla stesura e alla gestione di gare d’appalto per la fornitura di beni e servizi, istruttoria delle attività progettuali e loro rendicontazione e inerente la gestione del personale.

REQUISITI DEI CANDIDATI

Possono candidarsi alla selezione pubblica:

– cittadini italiani;

– cittadini degli Stati membri dell’Unione europea e loro familiari, anche se non aventi la cittadinanza di uno Stato membro ma titolari di diritto di soggiorno;

– cittadini di uno Stato non appartenente all’Unione europea, titolari del permesso di soggiorno CE di lungo periodo;

– titolari dello status di rifugiato o di protezione sussidiaria.

I candidati devono:

-conoscere adeguatamente la lingua italiana e saper utilizzare apparecchiature e applicazioni informatiche più diffuse (internet, posta elettronica, principali applicazioni Office o simili);

– aver compiuto 18 anni (e non aver superato l’età del pensionamento) ed essere idonei allo svolgimento della mansione sotto il profilo psico-fisico;

– essere in possesso della patente di guida di tipo B;

– essere immediatamente disponibili ad assumere il ruolo posto a bando.

Gli stessi, inoltre, non devono:

– aver riportato condanne penali per reati che impediscono la costituzione del rapporto di impiego con una Pubblica Amministrazione;

– essere stati esclusi dall’elettorato politico attivo;

– essere stati destituiti o dispensati dall’impiego presso una Pubblica Amministrazione per persistente insufficiente rendimento o dichiarati decaduti da un impiego statale.

Tra i requisiti specifici dei candidati rientrano:

-il possesso di approfondite conoscenze mono-specialistiche e un grado di esperienza pluriennale;

– l’aver svolto un’attività lavorativa documentata con contratti di lavoro autonomo, in collaborazione o subordinato per la durata minima di 24 mesi, anche non consecutivi;

-una buona conoscenza della lingua inglese (livello minimo europeo B1 per comprensione, scritto e parlato).

A parità di punteggio, costituiscono titolo preferenziale una comprovata esperienza nella gestione e nella rendicontazione di progetti finanziati dall’UE e la conoscenza della lingua slovena a livello B1.

PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

La domanda di partecipazione deve essere redatta e firmata – pena l’esclusione dalla procedura – in forma di autocertificazione, utilizzando il modulo di cui all’Allegato A e inviata al GECT GO tramite posta elettronica agli indirizzi pec@pec.euro-go.eu oppure info@euro-go.eu entro e non oltre le ore 12:00 del 15 dicembre 2021.

Alla domanda, non soggetta a imposta di bollo, devono essere allegati:

– il curriculum professionale, redatto secondo il formato europeo, da cui si evinca il possesso dei requisiti richiesti;

– una copia fotostatica di un valido documento di identità del sottoscrittore, richiesta a pena di esclusione dalla
procedura – ad eccezione della domanda sottoscritta con firma digitale rilasciata da un certificatore accreditato.

Nel caso di invio di più domande, sarà ritenuta valida solo l’ultima in ordine cronologico.

CANDIDATI AMMESSI

Dopo la scadenza del termine di presentazione delle domande, le stesse saranno istruite ai fini della loro ammissibilità. I candidati che abbiano presentato domanda entro i termini e siano in possesso dei requisiti richiesti saranno ammessi con riserva.

La graduatoria definitiva verrà formata secondo l’ordine decrescente della votazione complessiva riferita a ciascun candidato, costituita dalla somma dei punteggi attribuiti a seguito della valutazione dei curricula, delle competenze dichiarate e del colloquio.

Queste e molte altre informazioni utili sono disponibili alla pagina dedicata sul sito del GECT GO.

Si tratta sicuramente di un’importante occasione lavorativa, di formazione e di crescita, inserita nel contesto territoriale e culturale del goriziano.

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Foto: Annuncio GECT GO

Ciclismo. Bellissima tappa da Grado a Gorizia!

Super Giro d’Italia 🚴‍♂️🇮🇹🇸🇮

Oggi ho seguito la Grado-Gorizia in compagnia di amici, appassionati e di tanti colleghi consiglieri comunali.

Bellissima occasione, ne conserverò un ricordo stupendo 😊

E voi? Avete seguito la Corsa rosa? Fatemelo sapere con un commento, sarò felice di rispondervi!

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Gorizia. Zona Economia Europea passo fondamentale

Un sentito ringraziamento al segretario regionale della Lega FVG per Salvini Premier ed europarlamentare Marco Dreosto per la sua attenzione rivolta alla necessità di armonizzare l’economia di confine.
La Zona Economica Europea fra #Gorizia 🇮🇹 e #NovaGorica 🇸🇮 è un punto di partenza fondamentale per superare le tantissime difficoltà dovute al confine fra Stati. Gorizia ha condizioni economiche e sociali del tutto peculiari rispetto a qualsiasi altro territorio e pertanto necessita di risposte altrettanto peculiari.
Avanti tutta!!

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Armonizzare l’economia di confine, l’appoggio dei Comuni del goriziano

Armonizzare l’economia di confine, anche Capriva del Friuli dà forza a questa fondamentale iniziativa.
Sono oramai diverse le amministrazioni comunali del goriziano che in questi mesi hanno approvato mozioni specifiche sulla tematica, ovvero un obiettivo fondamentale che per essere raggiunto richiede l’impegno trasversale di tutte le forze politiche.
Molto importante sarà la collaborazione con gli amici della vicina Slovenia, così come avvenuto per la nomina a Capitale europea della cultura 2025, poiché soltanto insieme si potrà rispondere a una necessità oramai divenuta preponderante per il nostro territorio.
Armonizzare l’economia di confine, oltre a consentire la crescita e la prosperità reciproca, al di qua e al di là del confine, sarà un ulteriore importante tassello nella collaborazione transfrontaliera tra Italia e Slovenia.

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GO! 2025, Fedriga: “Valore aggiunto enorme per tutto il Friuli Venezia Giulia”

“Gorizia-Nova Gorica Capitale europea della cultura 2025, non è semplicemente un valore aggiunto enorme per la città di Gorizia, ma è un valore aggiunto enorme per il Friuli Venezia Giulia”.

Questo è il nostro presidente, super Massimiliano Fedriga!! 🤍💙

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GO! 2025, ce l’abbiamo fatta!

Nova Gorica e Gorizia proclamate Capitale Europea della Cultura 2025!

Il verdetto tanto atteso è finalmente arrivato e ci riempie d’orgoglio: Nova Gorica e Gorizia si sono aggiudicate il titolo di Capitale Europea della Cultura 2025!

Questo riconoscimento rappresenta, oltre che un importante traguardo nel percorso di proficua collaborazione portato avanti tra le città, un ulteriore tassello nella costruzione di un’unica conurbazione transfrontaliera tra le due realtà.

Nel corso della seconda fase di selezione, a cui Nova Gorica e Gorizia hanno avuto accesso lo scorso febbraio, sono state realizzate numerose iniziative, raccolte in un nuovo BidBook GO!BORDERLESS.

Tra le principali anche il progetto di riqualificazione della Piazza Transalpina, da sempre luogo d’incontro tra le due città, le loro culture, storie e identità, che si prepara ad evolversi e a diventare una piazza transfrontaliera unica nel suo genere. Al concorso hanno partecipato ben 56 realtà, provenienti da 18 Paesi: a convincere la giuria internazionale è stata la proposta dello Studio Baglivo Negroni di Roma, che prevede la realizzazione di una serie di piattaforme mobili, sulle quali possono essere installati tavoli e posti a sedere o utilizzabili come palchi. Il progetto include inoltre la realizzazione di soluzioni architettoniche e aree verdi lungo la fascia da Salcano a Casa Rossa.

A collegare direttamente Gorizia e Nova Gorica sarà anche una passerella costruita sul fiume Isonzo, con vista spettacolare su una delle aree verdi più belle e caratteristiche del territorio. Il nuovo sistema di bikesharing condiviso consentirà inoltre di spostarsi all’interno delle città e tra le stesse utilizzando le biciclette borderless GO2GO.

Diverse le iniziative che hanno animato Gorizia nella delicata fase di ripresa dopo il primo lockdown. Tra le altre, GO-MUSEI, molto significativa per quanto riguarda la valorizzazione del patrimonio storico-culturale e artistico della città: un unico biglietto a prezzo ridotto ha infatti dato accesso al Castello e ai Musei provinciali del suo Borgo, al Museo di Palazzo Attems e a Palazzo Coronini Cronberg.

Visite guidate, presentazioni di libri e spettacoli sono stati realizzati anche nel corso della prima edizione della kermesse “Contea, profumi di cultura europea”, incentrata sulla valorizzazione delle tipicità enogastronomiche, della cultura e della storia di Gorizia e del goriziano.

A causa del COVID-19, il Festival èStoria, importante appuntamento che da sedici anni pone Gorizia ai vertici del panorama culturale nazionale ed internazionale, si è svolto prevalentemente online. Nel corso di quest’edizione, per la quale è stato appositamente scelto il titolo “Controvirus”, non sono però mancati autorevoli ospiti e interessanti conferenze, nelle quali si è affrontato, tra gli altri, anche il tema della pandemia.

Nonostante le evidenti difficoltà legate all’emergenza sanitaria, il team di GO! 2025 ha continuato a lavorare senza sosta, con passione ed entusiasmo, insieme al Gect GO Etzs GO e ai sindaci Rodolfo Ziberna e Klemen Miklavič, per valorizzare al meglio le peculiarità delle due città e fonderle insieme, in un’unica realtà transfrontaliera.

Anche l’amministrazione regionale, per tramite del presidente Massimiliano Fedriga e dell’assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli, e del presidente della Commissione cultura Diego Bernardis, ha sempre espresso pieno supporto alla candidatura congiunta e dimostrato grande attenzione verso questo territorio e le sue potenzialità.

Non è mancato poi il sostegno del team goriziano di Barraonda, imbarcazione scelta come ambasciatrice di GO! 2025 alla 51esima edizione della Barcolana.

Personalmente ritengo che il percorso portato avanti da Nova Gorica e Gorizia in questi mesi sia un bellissimo esempio, concreto, di integrazione europea, basata su principi fondamentali quali collaborazione, rispetto reciproco e valorizzazione delle diversità che sono certo continuerà ancora più forte in futuro.

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Nuovo video su YouTube!! Veliki Rob, escursione in Slovenia • Primo vlog del 2019

Salve Amiche e Amici, dopo qualche tempo ho finalmente pubblicato un nuovo video suo mio canale YouTube.
Se vi va, date un’occhiata, nel video vi mostrerò come salire e poi scendere dal Veliki Rob, un monte in Slovenia alto 1237m a soli 15 minuti d’auto da Gorizia.

Buona visione e fatemi sapere che ne pensate con un commento, mi farà piacere leggere e poi rispondervi!!

Alla prossima 🙂

 

Triglav da Pokljuka – Escursione sul Triglav in giornata

come salire sul triglav in giornata
Triglav da Pokljuka – Escursione sul Triglav in giornata

Prima di iniziare faccio una premessa…

Andar per montagne è un’attività che generalmente non andrebbe fatta in solitaria. Oltre ad essere uno di quei consigli che “fa bello” condividere con gli altri, è anche una grande verità di cui ci si rende conto quando, durante un’escursione, si devono affrontare diverse situazioni in cui il supporto, l’aiuto o anche soltanto la presenza di uno o più compagni d’avventura potrebbe fare la differenza.

Tuttavia può capitare anche che in montagna ci si debba andare in solitaria, magari perché non si vuole rinunciare alla propria escursione nonostante non ci siano altre persone con cui andare o perché non coincidono le proprie giornate libere con quelle degli amici.

Per questo preferisco essere molto chiaro già dal principio: andare sul Triglav in solitaria e in giornata partendo da Pokljuka è un’impresa veramente folle. Prima di partire potevo solo immaginarlo ma adesso posso anche assicurarvelo. Comunque, una volta preso atto di ciò, iniziamo a preparare gli zaini e continuiamo la lettura perché ne varrà la pena.

Ferragosto sul Triglav

sentiero per il triglav da pokljuka
Uno scorcio caratteristico del sentiero per il Triglav

Chi mi conosce bene può confermarlo: prima di andarci ho puntato il Triglav per almeno tre anni, ho fatto ricerche su internet, chiesto pareri a diversi appassionati di montagna, osservato parecchie foto del monte Tricorno, fatto diverse escursioni su alcuni monti più accessibili per fare allenamento e stressato gli amici con racconti e aneddoti di chi, prima di me, c’era stato.

Dopotutto la vetta più alta della Slovenia ha sempre avuto un fascino misterioso su di me, un po’ perché più alta di lei qui intorno non ce ne sono e un po’ perché mi piacciono le sfide al limite in cui posso mettere alla prova le mie capacità.

La svolta per decidermi ad affrontare il Triglav però, come spesso accade, è arrivata inaspettata. Precisamente mi trovavo in compagnia di un amico alle pendici del Montasio e avevamo appena finito l’escursione sulla ferrata Leva. Nel mentre recuperavamo le forze, in attesa di ripartire verso casa, ho avuto modo di fare quattro chiacchiere con una ragazza slovena che aveva appena finito anche lei un’escursione.

Come sempre accadeva, quando mi trovavo a parlare di montagne con qualcuno, ho chiesto anche a lei se avesse mai completato l’escursione sul Triglav. Diversamente dal solito però le sue informazioni mi sono tornate molto utili, infatti per la prima volta qualcuno parlava di un percorso, tecnicamente facile ma molto lungo, che partiva da Pokljuka e arrivava fino in cima a Tricorno.

Da quel giorno in poi ho intensificato le ricerche e “googlando” l’internet sono risalito ad alcuni siti web che parlavano dell’itinerario possibile per salire sul Triglav. Da lì a poco arrivò anche la decisione: a ferragosto sarei salito in giornata sul Triglav da Pokljuka.

Un’idea folle… ma tremendamente bella

sentiero da pokljuka per il triglav
Inizia l’avventura sul Triglav…

La scelta di ferragosto è stata praticamente obbligata, poiché non avevo altri giorni completamente liberi ed anche il meteo era assolutamente favorevole, con previsioni che davano sole pieno tutto il giorno. Così, con l’arrivo del fatidico giorno, dopo l’inusuale sveglia alle 04:00 di mattina, iniziò un’idea folle… ma tremendamente bella.

Per raggiungere Pokljuka ho impiegato all’incirca due ore e mezza, il buio e le strade sgombre sono state la mia miglior compagnia per un viaggio che tutto sommato non è stato troppo pesante. Un unico intoppo l’ho trovato in corrispondenza dell’incrocio per “Bohinj” e “Sk. Loka”, la strada che avrei dovuto seguire era bloccata per lavori e l’unica alternativa possibile era una deviazione che mi ha portato lungo strade alquanto impervie e mal segnalate. Un preludio di quanto avrei poi affrontato sul Triglav? Probabile, ma non volevo far altro che continuare.

Dopo l’ultima oretta di auto sono arrivato in prossimità dell’imbocco del sentiero che mi avrebbe portato sul monte più alto delle Alpi Giule, ho parcheggiato l’auto e ho iniziato a salire. Ora di partenza le 07:00 spaccate.

Il primo tratto di cammino è veramente suggestivo, si passa da un’area completamente boscosa ed un sentiero fatto prevalentemente di radici degli alberi circostanti ad un’altra area dove si cammina fra una malga e decine di mucche libere di pascolare su un grande prato erboso.

Dalla malga in poi si inizia a salire, il sentiero tira su dritto senza troppi fronzoli fino ad arrivare al primo vero punto cruciale dell’escursione: la sella da cui seguire le indicazioni per il Vodnikov Dom, il primo rifugio che poi incontreremo lungo il percorso. Fino a questo punto l’escursione, oltre ad essere abbastanza faticosa è anche molto divertente ed appagante dal punto di vista paesaggistico.

Vodnikov Dom triglav
Vodnikov Dom

Si procede camminando lungo un sentiero stretto e ghiaioso che costeggia il monte Tosc fino ad aggirarlo completamente e che nel giro di un’ora e mezza ci porta al secondo punto cruciale dell’escursione: il rifugio Vodnikov Dom, dov’è possibile rifocillarsi brevemente per reintegrare i liquidi persi con il sudore.

Con lo zaino sulle spalle, è bene procedere di buon passo poiché il sentiero è ancora lungo ed il sole si mangia le ore. Dal rifugio in poi c’è uno dei tratti più belli dell’intera escursione, si cammina a metà fra paesaggi boschivi ed altri lunari dove la vegetazione stenta a crescere rigogliosa.

Seguendo i tipici cerchi bianchi e rossi che indicano il percorso si procede fino al terzo punto fondamentale dell’escursione: la scelta del percorso per salire fino al Triglavski Dom, il rifugio più vicino alla vetta della regina della Alpi Giulie.

cartelli montagna slovena triglav
Attenzione al percorso da scegliere: per il Triglav tenere la sinistra

Proprio in questo tratto ho commesso un errore e ho sbagliato percorso, allungando non di poco il già lungo tragitto. Insomma, ho imparato a mie spese che, quando si arriva in prossimità del segnale “Triglavski Dom 1h 30min”, è bene tenere la sinistra e non avventurarsi come ho fatto io per un sentiero sulla destra, che poi giunge ugualmente all’obiettivo finale ma soltanto dopo un ghiaione veramente aggressivo e circa 15/20 minuti di cammino in più (che in salita ripida non sono affatto pochi).

Da questo punto in poi la salita, al di là del mio errore di percorso, è veramente decisa e sale senza interruzioni fino al rifugio Triglavski Dom. L’unica possibilità che si ha, è quella di continuare a salire senza avere troppi dubbi. Determinati, fino alla fine.

il rifugio sul triglav triglavski dom
Triglavski Dom

Dopo l’interminabile salita c’è il quarto punto cruciale dell’escursione, e sono due le cose che saltano immediatamente all’occhio: il Triglavski Dom e la vetta del Triglav, quest’ultima appare tozza e irregolare ma si perde a vista d’occhio fra le nuvole, celando una “sorpresa” ai principianti che la scoprono per la prima volta. Ve ne parlo più avanti.

Appena recuperate le energie inizia l’ultimo tratto della salita, qui c’è il pezzo tecnicamente più arduo ed è assolutamente consigliabile procedere con casco ed imbraco. In sostanza si sale verticalmente lungo le pareti del Triglav, aiutandosi con spuntoni e passamano metallici che agevolano l’ascesa. La difficoltà principale sta nel fatto del dover prestare molta attenzione alle decine di persone che affollano la salita poiché, soprattutto nel giorno di ferragosto, il Triglav è una meta molto ambita.

Nel mio caso ciò che più di tutto mi aiutava durante questo tratto di salita era la convinzione di star risalendo la cima del Triglav e quindi, anche se leggermente esausto, riuscivo a mantenere una buona andatura di risalita poiché ero convinto di avercela quasi fatta.

mali triglav dall'alto e triglavski dom
Il “Mali Triglav” dall’alto e piccolissimo sul fondo il Triglavski Dom

Tuttavia la regina della Alpi Giulie, come poc’anzi scrivevo, riserva un’amara “sorpresa” ai novizi che la scalano per la prima volta. Difatti, prima della vetta vera e propria, bisogna raggiungere il “mali Triglav” ovvero il “piccolo Triglav”. Tuttavia approcciando alla salita dal rifugio non ci si rende conto che il percorso è suddiviso in due tratti e, una volta preso atto di ciò, occorre davvero buona resistenza fisica e mentale per superare l’ultima e più insidiosa parte dell’escursione.

Una volta arrivati in cima, ci si rende conto di avercela fatta quando tutto attorno appare un paesaggio da favola e che regala un punto di vista privilegiato per osservare dall’alto ogni cosa nell’arco di chilometri. Nel caso poi il cielo sia anche terso non credo vi sia posto migliore per scattare splendide fotografie alla Alpi Giulie e alle catene montuose circostanti.

La discesa, i saluti e la soddisfazione

foto sulla cima del triglav
Sulla vetta del Triglav, stanco ma felice

Dopo essermi fatto una foto ricordo affianco alla casetta di vetta, in cui si può trovare riparo nel caso di un temporale imprevisto, ho iniziato la discesa alle 13 e 30 con la consapevolezza di dover tenere un passo spedito e regolare per evitare di trovarmi a girovagare per i boschi col buio. Scenario che, ve lo dico fin da ora, sono stato bravissimo ad evitare.

Una volta lasciato alle spalle la vetta del Triglav ed essere arrivato al ghiaione in prossimità del rifugio Triglavski Dom ero molto più tranquillo. Stanco ma tranquillo. Da lì in poi la discesa l’ho affrontata molto serenamente, senza intoppi e senza pensare né alle nuvole che avvolgevano la parte alta della montagna né alla fatica che, dopo otto ore di cammino, si faceva sentire soprattutto nelle gambe.

Così ho ripercorso a ritroso il medesimo sentiero dell’andata, in alcuni tratti era tutto più leggero mentre in altri mi sembrava di non farcela, ma alla fine ci sono riuscito. Alle 19:00, minuto più o minuto meno, ero nuovamente in prossimità del parcheggio dove avevo lasciato l’automobile. Ero stanco, stanchissimo, ma felice… e mi restavano ancora tre ore di auto per tornare a Gorizia.

Monte Triglav da Pokljuka, alcuni numeri in conclusione…

casetta parafulmini triglav sulla cima della montagna
Casetta parafulmini sulla vetta del Triglav

12 ore di camminata pressoché ininterrotte che possono essere riassunte in: 3.048 metri di dislivello totali, 24,7 km totali di cammino, paesaggi mozzafiato, qualche centinaio di “dober dan”, un percorso attrezzato che per un novizio può sembrare una trappola ad alta quota, emozioni a non finire, un paio di “ma chi me l’ha fatto fare?!” e la soddisfazione di aver vinto una piccola sfida con me stesso.

In conclusione questo è il resoconto della mia escursione sul monte Triglav, un’esperienza davvero bella che in alcuni tratti mi ha portato a superare alcuni miei limiti e che per questo sono contento di aver fatto e di avervela potuta raccontare su questo blog.

Fatemi sapere quali sono le vostre escursioni preferite con un commento e, se vi va, scrivete anche cosa ne pensate di questo articolo. Sarà un piacere per me leggere e poi rispondervi. Prima di salutarci vi invito a condividere con i social questo articolo e a mettere “Mi piace” alla mia pagina Facebook. Un caro saluto e a presto.

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