Inauguration day: auguri di proficuo lavoro a Joe Biden

Un ringraziamento a Donald Trump per quanto fatto e farà!

Ci siamo, oggi è il giorno di Joe Biden!
Nonostante il nostro premier di minoranza, Giuseppe Conte, in un recente discorso in Parlamento si è sbilanciato nell’improbabile paragone fra la dittatura comunista cinese e gli Stati Uniti, l’alleanza con gli USA per il nostro Paese resta essenziale.

Non ho dubbi che la Lega sarà per l’amministrazione Biden un alleato valido e affidabile con cui dialogare in virtù di rapporti leali, basati sulla reciproca fiducia e sulla condivisione dei principi cardine su cui si fondano le nostre civiltà occidentali e democratiche.

Il virus cinese sta mettendo a durissima prova la nostra società, ad oggi è costato la vita di oltre 2 milioni di persone e sta distruggendo l’economia mondiale. Occorre che l’Europa, quindi l’Italia, con gli Stati Uniti, si pongano in modo coeso e deciso per contenere lo strapotere cinese che, in queste condizioni di difficoltà, si avvantaggia e guadagna terreno ed economia.

L’occidente ha bisogno di un’economia forte per fronteggiare in modo deciso lo strapotere della Cina comunista. Il paradigma della produzione non può tornare ad essere quello delle delocalizzazioni, ovvero ciò che ha contribuito in modo preponderante alla deindustrializzazione dei nostri territori. Occorre riportare industrie, fabbriche e produzioni a insediarsi nei nostri distretti industriali e manifatturieri, nel pieno rispetto dei diritti umani, dei lavoratori e della tutela ambientale.

In materia di immigrazione occorrono regole certe, sia per contrastare l’immigrazione clandestina che per fermare il terrorismo islamico. Da questo punto di vista porgere l’altra guancia e sventolare bandiere arcobaleno non servirà a contrastare e a debellare l’odioso fondamentalismo che vede nell’occidente il suo peggior nemico.

Inoltre, la libertà di espressione va garantita in egual misura a tutti. La censura non è mai la risposta corretta e non possono essere delle società private a decidere chi può parlare e chi no, cos’è giusto dire e cosa invece non lo è. Nell’epoca della comunicazione, il tema dell’identità digitale non può essere derubricato a qualcosa di minore importanza solo perché la censura ha colpito in modo pesantissimo un avversario politico. Oggi è toccato a lui, ma domani potrebbe toccare a chiunque.

Queste sono solo alcune delle tematiche per cui mi auguro prevarrà il pragmatismo e non l’ideologia. In tal senso, se il nuovo presidente conseguirà anche solo la metà dei risultati ottenuti dall’amministrazione di Donald Trump allora sarà un buon presidente e ne gioiremo tutti, non ho dubbi!

Chiudo questo articolo con una citazione presa dal discorso di addio di Donald Trump: “I did not seek the path that would get the least criticism. I took on the tough battles, the hardest fights, the most difficult choices because that’s what you elected me to do”. “Non ho cercato la strada che avrebbe ricevuto meno critiche. Ho affrontato le battaglie più difficili, le lotte più dure, le scelte più difficili perché è quello per cui mi avete eletto”.

GO! 2025, ce l’abbiamo fatta!

Nova Gorica e Gorizia proclamate Capitale Europea della Cultura 2025!

Il verdetto tanto atteso è finalmente arrivato e ci riempie d’orgoglio: Nova Gorica e Gorizia si sono aggiudicate il titolo di Capitale Europea della Cultura 2025!

Questo riconoscimento rappresenta, oltre che un importante traguardo nel percorso di proficua collaborazione portato avanti tra le città, un ulteriore tassello nella costruzione di un’unica conurbazione transfrontaliera tra le due realtà.

Nel corso della seconda fase di selezione, a cui Nova Gorica e Gorizia hanno avuto accesso lo scorso febbraio, sono state realizzate numerose iniziative, raccolte in un nuovo BidBook GO!BORDERLESS.

Tra le principali anche il progetto di riqualificazione della Piazza Transalpina, da sempre luogo d’incontro tra le due città, le loro culture, storie e identità, che si prepara ad evolversi e a diventare una piazza transfrontaliera unica nel suo genere. Al concorso hanno partecipato ben 56 realtà, provenienti da 18 Paesi: a convincere la giuria internazionale è stata la proposta dello Studio Baglivo Negroni di Roma, che prevede la realizzazione di una serie di piattaforme mobili, sulle quali possono essere installati tavoli e posti a sedere o utilizzabili come palchi. Il progetto include inoltre la realizzazione di soluzioni architettoniche e aree verdi lungo la fascia da Salcano a Casa Rossa.

A collegare direttamente Gorizia e Nova Gorica sarà anche una passerella costruita sul fiume Isonzo, con vista spettacolare su una delle aree verdi più belle e caratteristiche del territorio. Il nuovo sistema di bikesharing condiviso consentirà inoltre di spostarsi all’interno delle città e tra le stesse utilizzando le biciclette borderless GO2GO.

Diverse le iniziative che hanno animato Gorizia nella delicata fase di ripresa dopo il primo lockdown. Tra le altre, GO-MUSEI, molto significativa per quanto riguarda la valorizzazione del patrimonio storico-culturale e artistico della città: un unico biglietto a prezzo ridotto ha infatti dato accesso al Castello e ai Musei provinciali del suo Borgo, al Museo di Palazzo Attems e a Palazzo Coronini Cronberg.

Visite guidate, presentazioni di libri e spettacoli sono stati realizzati anche nel corso della prima edizione della kermesse “Contea, profumi di cultura europea”, incentrata sulla valorizzazione delle tipicità enogastronomiche, della cultura e della storia di Gorizia e del goriziano.

A causa del COVID-19, il Festival èStoria, importante appuntamento che da sedici anni pone Gorizia ai vertici del panorama culturale nazionale ed internazionale, si è svolto prevalentemente online. Nel corso di quest’edizione, per la quale è stato appositamente scelto il titolo “Controvirus”, non sono però mancati autorevoli ospiti e interessanti conferenze, nelle quali si è affrontato, tra gli altri, anche il tema della pandemia.

Nonostante le evidenti difficoltà legate all’emergenza sanitaria, il team di GO! 2025 ha continuato a lavorare senza sosta, con passione ed entusiasmo, insieme al Gect GO Etzs GO e ai sindaci Rodolfo Ziberna e Klemen Miklavič, per valorizzare al meglio le peculiarità delle due città e fonderle insieme, in un’unica realtà transfrontaliera.

Anche l’amministrazione regionale, per tramite del presidente Massimiliano Fedriga e dell’assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli, e del presidente della Commissione cultura Diego Bernardis, ha sempre espresso pieno supporto alla candidatura congiunta e dimostrato grande attenzione verso questo territorio e le sue potenzialità.

Non è mancato poi il sostegno del team goriziano di Barraonda, imbarcazione scelta come ambasciatrice di GO! 2025 alla 51esima edizione della Barcolana.

Personalmente ritengo che il percorso portato avanti da Nova Gorica e Gorizia in questi mesi sia un bellissimo esempio, concreto, di integrazione europea, basata su principi fondamentali quali collaborazione, rispetto reciproco e valorizzazione delle diversità che sono certo continuerà ancora più forte in futuro.

Voi cosa ne pensate? Fatemelo sapere con un commento, sarò felice di rispondervi!

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Un luogo simbolo per le vittime del terrorismo islamico in Europa, approvata la mozione del consigliere Tomasella della Lega Nord

consigliere comunale tomasella lega nord
Consigliere Tomasella Lega Nord Gorizia

Di seguito il comunicato che ho inviato alla stampa locale con preghiera di pubblicazione:

L’iniziativa del consigliere Andrea Tomasella della Lega Nord per commemorare le vittime del terrorismo islamico in Europa ha trovato il deciso sostegno dell’amministrazione comunale nel corso della recente seduta del Consiglio Comunale di Gorizia.

La mozione presentata – precisa il consigliere Tomasella – non è un atto contro nessuno e non è certamente una guerra all’Islam, bensì è da intendersi come un’iniziativa propositiva affinché anche gli islamici possano unirsi a noi nella battaglia contro il terrorismo di matrice islamica.

Infatti – continua il consigliere – i fatti di cronaca contemporanei ci raccontano di decine, se non centinaia, di cittadini europei e non solo, indifesi e crudelmente massacrati nel mentre vivevano la loro quotidianità: durante una passeggiata per strada con la famiglia, al supermercato, ad uno spettacolo di musica dal vivo, durante un tragitto in metropolitana o in aeroporto.

Tutte queste vittime innocenti, oltre ad essere un pesantissimo tributo di sangue, rappresentano anche lo stato d’emergenza e d’attacco che l’Europa sta subendo da parte del terrorismo di matrice islamica. Da questo punto di vista dedicare loro un monumento è un atto di coscienza pubblica per ricordare a noi stessi e tramandare ai posteri la testimonianza dello stato di guerra che ci troviamo a vivere oggigiorno in Europa.

Il monumento simbolo – sottolinea il consigliere – si propone di commemorare tutte le vittime del terrorismo islamico in Europa, senza distinzioni di nazionalità, colore o religione. Questo perché è chiarissima la necessità immediata di soluzioni europee condivise, che permettano finalmente di garantire maggiore sicurezza e ordine pubblico, oltre che la regolamentazione dell’immigrazione in Europa.

E proprio in queste motivazioni si evincono le ragioni per cui la mozione è stata portata avanti effettuando una distinzione da altri stragismi altrettanto deplorevoli e che in passato hanno tinto di rosso la cronaca italiana e non solo: ovvero per evidenziare e puntare l’attenzione sull’attacco che l’Europa sta subendo ad opera del terrorismo islamico, che sta mietendo vittime provenienti da tutto il mondo e destabilizzando il nostro modo di intendere la quotidianità. Oggigiorno qualunque persona potrebbe trovarsi al posto sbagliato al momento sbagliato, vedendo attentata la propria incolumità in modo arbitrario, ingiusto e folle. Proprio per questo – aggiunge il consigliere leghista – un monumento simbolo ove commemorare le vittime di ingiuste e brutali aggressioni, potrebbe servire anche per stimolare una riflessione su un grande tema della nostra attualità poiché, prima che sia troppo tardi, occorre reagire e prendere atto del fatto che l’Europa è sotto attacco.

Per questo grandissimo risultato raggiunto un sentito ringraziamento – conclude Tomasella – va certamente rivolto al sindaco Rodolfo Ziberna e alla maggioranza che hanno condiviso lo spirito della mozione ed i contenuti proposti affinché venisse mosso un deciso passo in avanti nella commemorazione di tutte le vittime e dei martiri del terrorismo islamico in Europa.

Il monumento simbolo deputato a commemorare la memoria delle vittime del terrorismo islamico in Europa potrebbe trovare spazio al parco della Rimembranza, luogo in cui sono già presenti in vari settori del parco diversi monumenti commemorativi.

Conclusioni

Cosa ne pensate di questa iniziativa? Se vi va, scrivete un commento per dirmi anche la vostra opinione su questo articolo. Sarà un piacere per me leggere e poi rispondervi. Prima di salutarci vi invito a condividere con i social questo articolo e a mettere “Mi piace” alla mia pagina Facebook. Un caro saluto e a presto.

Leggi anche: GECT GO: discorso del consigliere comunale Andrea Tomasella (Lega Nord)

GECT GO: discorso del consigliere comunale Andrea Tomasella (Lega Nord)

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Tomasella Andrea – intervento sul GECT GO

Per la prima volta nella storia delle tre città, i consiglieri comunali di Gorizia, Nova Gorica e Šempeter-Vrtojba si sono incontrati per un dialogo sullo sviluppo congiunto del nostro territorio tramite il GECT GO.

In tale occasione ho preso la parola per esporre il mio punto di vista, di seguito riporto in versione integrale il mio discorso.

GECT GO – Discorso del Consigliere Comunale Andrea Tomasella (Lega Nord)

andrea tomasella lega nord gorizia discorso gect go nova gorica 09 10 2017
Andrea Tomasella – Discorso riunione GECT GO @ sala Pinta (Nova Gorica) Ph. David Verlič

Un cordiale saluto ai sindaci, agli assessori, ai colleghi consiglieri e ai cittadini che ci stanno seguendo con la diretta streaming. Per me è un grandissimo piacere poter essere qui con voi per partecipare a questo primo incontro transfrontaliero dei consiglieri comunali di Gorizia, Nova Gorica e Šempeter-Vrtojba.

Ritengo questa occasione importantissima poiché, per la prima volta nella storia, ci incontriamo congiuntamente con l’obiettivo di rafforzare la nostra collaborazione e instaurare un dialogo costruttivo per lo sviluppo del nostro territorio.

Se le tematiche del nostro incontro sono interessantissime, grazie alla disamina dei risultati attesi dei progetti <<Parco transfrontaliero Isonzo-Soca>> e <<Costruzioni di un network di servizi sanitari transfrontalieri>>, oltreché la discussione sull’accordo congiunto sulla pianificazione normativa degli interventi transfrontalieri, permettetemi anche di guardare al significato che assume questo evento.

Senza dubbio alcuno, il modello di governance che il GECT GO propone è unico ed innovativo, in tal senso possiamo quindi definirci dei pionieri nell’attuazione di una metodologia di lavoro che potrebbe costituire una best practice da esportare in futuro su tutto il territorio europeo.

Il GECT GO è uno strumento rivolto alla reale autonomia del nostro territorio e ci consentirà di superare quegli scogli che rendono macchinosa la cooperazione transfrontaliera.

Grazie a un team di persone delegate e rappresentati dei due Stati che potranno lavorare all’attuazione del progetto, alla promozione del GECT GO e quindi contribuire all’unità europea nel nome dei popoli e delle identità locali, parafrasando il sociologo polacco Zygmunt Bauman, questo progetto ci consentirà di “pensare globale e agire locale”. Quindi sostanzialmente di condividere alcune progettualità future come piste ciclabili, sanità e servizi per le persone, ma guardando più in là anche raccolta di rifiuti, energia elettrica per i palazzi pubblici ed eventi culturali.

Quello che il GECT GO potrà fare a medio/lungo termine dipenderà soltanto da noi, dall’impegno che ci metteremo e quanto saremo in grado di credere in questo progetto con lungimiranza. Ciò che riesco a vedere io è un’opportunità unica per far crescere le nostre comunità, mettendole assieme nel rispetto delle nostre diversità ma perseguendo obiettivi comuni e potendo contare su un ambito di più di 60.000 cittadini.

Certamente bisognerà iniziare da zero, poiché questo genere di iniziative vanno sviluppate col tempo e con pazienza, inoltre è fisiologico che le nostre strutture amministrative attualmente non siano conformate per questo tipo di interventi, tuttavia, muovendoci congiuntamente e nella medesima direzione, questo progetto ci consentirà di erogare dei servizi ad un costo minore ma di maggiore qualità, con minor sforzo ma più efficaci.

Non secondario anche l’effetto di rafforzamento che avremo sulle nostre identità territoriali, grazie al GECT GO potremo far sì che la nostra area di confine diventi un modello in ambito internazionale per superare le difficoltà burocratiche che, ancor più nelle zone di confine, rendono difficili i progressi di cooperazione nei progetti di sviluppo del territorio.

Inoltre, in un’epoca sempre più rivolta al global, il GECT GO inverte il paradigma è concentra gli sforzi in un’area che è local, ricercando valori di unità urbanistica, un senso geometrico di continuità territoriale e costruendo dei modelli secondo cui culture, lingue e mentalità amministrative differenti possono essere armonizzate nella gestione dei servizi per i nostri cittadini.

Insomma, il GECT GO ci permetterà non solo di garantire una continuità territoriale sotto il profilo dei servizi: un profilo unico nell’offerta turistica, naturalistica, delle piste ciclabili e dei parchi, ma anche di presentare al mondo un mosaico con tutte le nostre eccellenze e di farlo trasmettendo un senso di unità che certamente ci contraddistingue.

Mi avvio a concludere questo breve intervento con alcuni auspici personali, perché al di là dei buoni propositi ci sono anche degli obiettivi che bisogna darsi e perseguire con impegno.

Quello che il GECT GO può essere, oltre ad un’utilissima progettazione europea per reperire i fondi da utilizzare per costruire infrastrutture da utilizzare assieme, è soprattutto un’idea nuova di condivisione dei servizi, un’opportunità per il futuro per avere altri momenti politici comuni, come la plenaria di quest’oggi che consente ai tre Consigli Comunali di lavorare assieme e di prendere decisioni che coinvolgono i tre spazi comunali, creando un modo unico di lavorare, sicuramente in Italia e forse anche in Europa.

E non so la vostra opinione, ma io mi sento orgoglioso di essere qui con voi a fare cose uniche. Questa è la vera Europa: l’Europa dei popoli. Grazie a tutti, e buon lavoro.

Conclusioni

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