Stop politica su Facebook: regole uguali per tutti?

Facebook cancella la politica dai suoi suggerimenti

L’annuncio è arrivato nientemeno che dall’amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg, durante la consueta presentazione trimestrale: stop alla raccomandazione di gruppi civici e politici, anche in linea con le regole, e meno contenuti su quei temi nelle newsfeed degli utenti.

L’AD di Facebook ha dettagliato le motivazioni dietro tale scelta: «Le persone non vogliono che la politica e il confronto aspro su quei temi prendano il sopravvento rispetto ai nostri servizi».

In un suo lungo post su Facebook, Zuckerber ha poi ammesso: “Abbiamo smesso di raccomandare gruppi civici e politici negli Stati Uniti prima delle elezioni. Continueremo ad affinare il meccanismo ma programmiamo di eliminarne i suggerimenti sul lungo periodo e di espandere globalmente la decisione“.

Sorge spontanea una domanda: la decisione riguarderà tutti oppure no?

Non sarà che a venire penalizzati saranno quei gruppi, movimenti e associazioni, che risultano indigesti poiché non allineati alla favola progressista tanto cara al popolare social? Chi decide cos’è politica e, ad esempio, cosa invece è volontariato o un’opinione? Qual è il limite per cui certe opinioni verranno suggerite e altre invece no?

Comunque, mentre il dibattito sulla censura politica non si placa e il 45° presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che vorrebbe tornare su Facebook, attende il verdetto di una supergiuria che deciderà se concedergli o meno la possibilità di ristabilire un legame social con i propri seguaci, ancora un volta sarà un algoritmo a decidere per noi cosa è bene e cosa invece non lo è.

Da qui un’ultima domanda: è giusto che la politica si adatti agli algoritmi, evitando temi che farebbero perdere engagement, oppure sarebbe il caso di normare il fenomeno prima che questa continua escalation orwelliana non sfugga di mano?

Se vi va scrivete un commento, mi farebbe piacere sapere voi cosa ne pensate a riguardo.

Il mio primo vlog – perché comunicare tramite video

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Il mio primo vlog – perché comunicare tramite video

Gli esordi: apro un blog!

Quando nel 2012 ho aperto questo blog una fra le motivazioni che mi spinsero ad iniziare a scrivere era quella di poter disporre di uno spazio pubblico in cui inserire le mie idee, opinioni, racconti ed esperienze. Tutto ciò con l’obiettivo di poterle poi condividere con voi ed instaurare un rapporto e un dialogo di mutuo accrescimento sia personale che culturale.

In questi anni ho condiviso davvero tante esperienze, solo per citarne alcune in ordine sparso: dal bungee jumping alla mia prima campagna elettorale, passando per la prima volta che ho partecipato al tradizionale raduno leghista di Pontida o al mio lancio col paracadute, per arrivare fino al primo discorso in Consiglio Comunale a Gorizia in qualità di consigliere comunale eletto.

E poi arrivò YouTube…

grafica canale youtube
E poi arrivò YouTube…

In verità il titolo corretto di questo paragrafo sarebbe “e poi aprii un canale YouTube”. E già, perché a pensarci bene la popolare piattaforma web per la condivisione e visualizzazione di video è online ormai dal 2005. Sono già 12 anni…

In generale però quello che conta è che nel Marzo del 2015 mi sono deciso ad aprire un mio canale YouTube e le motivazioni che mi hanno spinto a farlo sono le medesime del blog: raccontarmi, esprimermi e condividere contenuti sulle tematiche che ho a cuore.

Questo però non vuol dire prediligere uno strumento rispetto all’altro, anzi: per me il blog e il canale YouTube sono e resteranno complementari. Semplicemente attraverso i video posso esprimere un certo tipo di emozioni e sensazioni e con la scrittura delle altre ancora differenti.

Arriviamo al punto: il mio primo vlog – perché comunicare tramite video

Tutto nasce da una semplice domanda: perché non cominciare a fare anche video? D’altro canto realizzare filmati è una passione che ho da sempre e almeno le basi per iniziare già le possedevo.

Così il primo passo sono stati alcuni video molto semplici, con alcune tematiche per me fondamentali: territorio, economia, montagna ecc. Successivamente ho iniziato a pubblicare un video a settimana, principalmente interviste e ciò mi ha aiutato a prendere più confidenza con lo strumento YouTube, oltreché a conoscere un sacco di persone interessate alle mie iniziative.

Arrivato a quel punto mi sono reso conto che volevo un’ulteriore evoluzione. I contenuti andavano benissimo ma sentivo l’esigenza di sfruttare ancor di più le potenzialità che una piattaforma come YouTube offre a chi, come me, è appassionato di comunicazione.

Così l’idea di pubblicare il mio primo vlog (letteralmente video blog), uno strumento che mi permette di comunicare con voi in un modo differente da quanto fatto in questi anni. L’idea è quella di pubblicarne uno a settimana per instaurare un dialogo continuativo, più personale e profondo con voi che mi seguite.

Prima di passare alle conclusioni di questo articolo, vi invito a guardare il video “Il mio primo vlog – vlog #1” e non dimenticate di iscrivervi al mio canale YouTube!

Il mio primo vlog – le conclusioni

Come per il vlog, anche per questo articolo vale lo stesso auspicio: mi piacerebbe che le conclusioni di quanto avete letto fino ad adesso foste voi a scriverle. Per farlo vi invito a scrivere un commento e a rispondere ad alcune semplici domande: cosa ne pensate dei vlog come strumento per comunicare? Cosa vi è piaciuto del mio video e cosa potrebbe essere migliorato? Di cosa vi piacerebbe parlassi in futuro?

Scrivete un commento con le vostre idee, sarà un piacere leggere e poi rispondervi. Prima di salutarci vi invito a condividere sui social questo articolo e a mettere “Mi piace” alla mia pagina Facebook. Un caro saluto e a presto.

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