Twitter. Musk acquisisce la società per 44 miliardi di dollari

Impegno per garantire la libertà di espressione sul social

Twitter diventerà una società privata. Il Consiglio di Amministrazione della piattaforma ha infatti raggiunto un accordo di vendita con Elon Musk per un controvalore di 54,20 dollari per azione, 44 miliardi complessivi. L’operazione dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno.

Il Ceo di Tesla, già azionista di Twitter, lo scorso 14 aprile aveva formulato una proposta di acquisto del cento per cento delle azioni del social. “La mia offerta – aveva dichiarato Musk – è la mia migliore e l’ultima. Ho investito in Twitter perché credo nel suo potenziale di piattaforma che offre libertà di parola in tutto il mondo e credo che la libertà di parola sia un imperativo sociale per una democrazia funzionante. Tuttavia, mi rendo conto che l’azienda non potrà né prosperare né servire questo imperativo nella sua forma attuale. Twitter ha bisogno di essere trasformato in una società privata“.

Concluso l’accordo, con un tweet, lo stesso Musk ha ribadito come “la libertà di parola sia alla base del funzionamento di una democrazia e Twitter sia la città digitale, la piazza in cui si dibattono le questioni vitali per il futuro dell’umanità“.

Voglio rendere Twitter migliore e arricchirlo con nuove funzionalità – ha continuato l’imprenditore – Il social ha un enorme potenziale e non vedo l’ora collaborare con l’azienda e la comunità di utenti per sbloccarlo“.

L’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk rappresenta sicuramente un’ottima notizia. L’auspicio che anche i suoi “peggiori critici rimangano su Twitter, perché questo è ciò che significa libertà di parola” delinea, infatti, la volontà di Musk di portare un deciso cambio di passo nella gestione del social, creando una piattaforma finalmente libera dalla censura politica e ideologica, che veda la libertà di espressione come un valore e un principio non negoziabile anziché un pericoloso nemico da combattere.

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Truth. Il social disponibile per il download negli USA

Per Truth, il social ideato da Donald Trump attraverso la Trump Media & Technology Group, inizia una nuova fase.

La piattaforma era stata lanciata proprio dall’ex presidente USA a fine ottobre ed era finora disponibile soltanto nella versione di prova, su invito. Negli Stati Uniti, a partire da lunedì 21 febbraio – il Presidents’ Day – Truth può essere scaricato da tutti gli utenti in possesso di dispositivi iOS.

The Donald ha già attivato il proprio profilo personale, tornando sui social dopo essere stato bannato da Facebook e Twitter più di un anno fa. Questa nuova piattaforma, ha spiegato Trump, è nata proprio per “opporsi alla tirannia delle Big Tech” e”incoraggia una conversazione globale aperta, libera e onesta senza discriminare l’ideologia politica“.

Contrariamente a quanto sperato da chi voleva metterlo a tacere, il tyccon continua la sua personale lotta contro pensiero unico e politicamente corretto, per un’America libera da censure. E la battaglia è, di certo, appena cominciata.

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Foto Internet

Truth. Il social di Trump pronto a febbraio

Donald Trump lancia la sfida alle Big Tech: “Con Truth finiranno le discriminazioni e le censure politiche”

In una recente intervista, The Donald ha dichiarato che la Trump Media & Technology Group, da lui stesso fondata, “sta continuando a crescere” e dovrebbe diventare pienamente operativa nei primi mesi di quest’anno.

Proprio attraverso tale società, in collaborazione con la Digital World Acquisition, lo scorso ottobre il tycoon ha lanciato Truth, una propria piattaforma social, al momento disponibile nella versione di prova e che negli Stati Uniti dovrebbe essere accessibile dal prossimo 21 febbraio.

Trump ha sottolineato come sia fondamentale “fermare le Big Tech, che stanno distruggendo le nostre libertà, libertà che rendono grande l’America. L’America – ha concluso l’ex presidente – è pronta per Truth e per la fine della censura e della discriminazione politica“.

In un’epoca di gravi censure politiche, in cui il pensiero unico e il politicamente corretto attaccano in maniera pesantissima la libertà di espressione e il diritto a essere connessi, l’unica voce a difesa del pluralismo e della libertà è quella di Donald Trump. Le elezioni di metà mandato negli USA sono vicine, così come le elezioni del 2024, e sicuramente ne vedremo delle belle e la curiosità in proposito è altissima.

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Social. Trump lancia Truth, piattaforma contro potere Big Tech

Una battaglia social aperta su più fronti, quella dell’ex presidente USA Donald Trump.

In causa contro le Big Tech a seguito dei diversi episodi di censura che lo hanno escluso dalle principali piattaforme, The Donald ha chiesto la riattivazione del proprio profilo Twitter, denunciando “un incommensurabile controllo sul dibattito politico, storicamente senza precedenti e profondamente pericoloso per un dibattito democratico aperto”.

Il tycoon non ha atteso il verdetto e in questi giorni ha annunciato l’apertura di un proprio social network, Truth “Verità”. Creato dalla Trump Media and Technology Group, con un’operazione da 875 milioni di dollari, il proposito è di “opporsi alla tirannia dei Big Tech, che hanno utilizzato il loro potere per mettere a tacere le voci d’opposizione in America”.

Viviamo in un mondo dove i talebani hanno una presenza enorme su Twitter”, ha dichiarato Trump, “ma il vostro presidente americano preferito è stato messo a tacere. Questo è inaccettabile“.

La piattaforma dovrebbe essere attiva su invito già dal mese prossimo e aperta a tutti nel 2022. L’obiettivo del 45esimo presidente è quello di “dar voce a tutti”, ma gli sarà concesso?

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Stop politica su Facebook: regole uguali per tutti?

Facebook cancella la politica dai suoi suggerimenti

L’annuncio è arrivato nientemeno che dall’amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg, durante la consueta presentazione trimestrale: stop alla raccomandazione di gruppi civici e politici, anche in linea con le regole, e meno contenuti su quei temi nelle newsfeed degli utenti.

L’AD di Facebook ha dettagliato le motivazioni dietro tale scelta: «Le persone non vogliono che la politica e il confronto aspro su quei temi prendano il sopravvento rispetto ai nostri servizi».

In un suo lungo post su Facebook, Zuckerber ha poi ammesso: “Abbiamo smesso di raccomandare gruppi civici e politici negli Stati Uniti prima delle elezioni. Continueremo ad affinare il meccanismo ma programmiamo di eliminarne i suggerimenti sul lungo periodo e di espandere globalmente la decisione“.

Sorge spontanea una domanda: la decisione riguarderà tutti oppure no?

Non sarà che a venire penalizzati saranno quei gruppi, movimenti e associazioni, che risultano indigesti poiché non allineati alla favola progressista tanto cara al popolare social? Chi decide cos’è politica e, ad esempio, cosa invece è volontariato o un’opinione? Qual è il limite per cui certe opinioni verranno suggerite e altre invece no?

Comunque, mentre il dibattito sulla censura politica non si placa e il 45° presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che vorrebbe tornare su Facebook, attende il verdetto di una supergiuria che deciderà se concedergli o meno la possibilità di ristabilire un legame social con i propri seguaci, ancora un volta sarà un algoritmo a decidere per noi cosa è bene e cosa invece non lo è.

Da qui un’ultima domanda: è giusto che la politica si adatti agli algoritmi, evitando temi che farebbero perdere engagement, oppure sarebbe il caso di normare il fenomeno prima che questa continua escalation orwelliana non sfugga di mano?

Se vi va scrivete un commento, mi farebbe piacere sapere voi cosa ne pensate a riguardo.

Il mio primo vlog – perché comunicare tramite video

vlog perchè comunicare tramite video e che differenze c'è col blog opinione di andrea tomasella
Il mio primo vlog – perché comunicare tramite video

Gli esordi: apro un blog!

Quando nel 2012 ho aperto questo blog una fra le motivazioni che mi spinsero ad iniziare a scrivere era quella di poter disporre di uno spazio pubblico in cui inserire le mie idee, opinioni, racconti ed esperienze. Tutto ciò con l’obiettivo di poterle poi condividere con voi ed instaurare un rapporto e un dialogo di mutuo accrescimento sia personale che culturale.

In questi anni ho condiviso davvero tante esperienze, solo per citarne alcune in ordine sparso: dal bungee jumping alla mia prima campagna elettorale, passando per la prima volta che ho partecipato al tradizionale raduno leghista di Pontida o al mio lancio col paracadute, per arrivare fino al primo discorso in Consiglio Comunale a Gorizia in qualità di consigliere comunale eletto.

E poi arrivò YouTube…

grafica canale youtube
E poi arrivò YouTube…

In verità il titolo corretto di questo paragrafo sarebbe “e poi aprii un canale YouTube”. E già, perché a pensarci bene la popolare piattaforma web per la condivisione e visualizzazione di video è online ormai dal 2005. Sono già 12 anni…

In generale però quello che conta è che nel Marzo del 2015 mi sono deciso ad aprire un mio canale YouTube e le motivazioni che mi hanno spinto a farlo sono le medesime del blog: raccontarmi, esprimermi e condividere contenuti sulle tematiche che ho a cuore.

Questo però non vuol dire prediligere uno strumento rispetto all’altro, anzi: per me il blog e il canale YouTube sono e resteranno complementari. Semplicemente attraverso i video posso esprimere un certo tipo di emozioni e sensazioni e con la scrittura delle altre ancora differenti.

Arriviamo al punto: il mio primo vlog – perché comunicare tramite video

Tutto nasce da una semplice domanda: perché non cominciare a fare anche video? D’altro canto realizzare filmati è una passione che ho da sempre e almeno le basi per iniziare già le possedevo.

Così il primo passo sono stati alcuni video molto semplici, con alcune tematiche per me fondamentali: territorio, economia, montagna ecc. Successivamente ho iniziato a pubblicare un video a settimana, principalmente interviste e ciò mi ha aiutato a prendere più confidenza con lo strumento YouTube, oltreché a conoscere un sacco di persone interessate alle mie iniziative.

Arrivato a quel punto mi sono reso conto che volevo un’ulteriore evoluzione. I contenuti andavano benissimo ma sentivo l’esigenza di sfruttare ancor di più le potenzialità che una piattaforma come YouTube offre a chi, come me, è appassionato di comunicazione.

Così l’idea di pubblicare il mio primo vlog (letteralmente video blog), uno strumento che mi permette di comunicare con voi in un modo differente da quanto fatto in questi anni. L’idea è quella di pubblicarne uno a settimana per instaurare un dialogo continuativo, più personale e profondo con voi che mi seguite.

Prima di passare alle conclusioni di questo articolo, vi invito a guardare il video “Il mio primo vlog – vlog #1” e non dimenticate di iscrivervi al mio canale YouTube!

Il mio primo vlog – le conclusioni

Come per il vlog, anche per questo articolo vale lo stesso auspicio: mi piacerebbe che le conclusioni di quanto avete letto fino ad adesso foste voi a scriverle. Per farlo vi invito a scrivere un commento e a rispondere ad alcune semplici domande: cosa ne pensate dei vlog come strumento per comunicare? Cosa vi è piaciuto del mio video e cosa potrebbe essere migliorato? Di cosa vi piacerebbe parlassi in futuro?

Scrivete un commento con le vostre idee, sarà un piacere leggere e poi rispondervi. Prima di salutarci vi invito a condividere sui social questo articolo e a mettere “Mi piace” alla mia pagina Facebook. Un caro saluto e a presto.

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