MEGLIO TARDI CHE MAI. CRONACHE DI CONSIGLIO

Ieri abbiamo approvato due importanti regolamenti in Consiglio comunale che, tuttavia, erano già approdati in Aula più di due mesi fa: quanto tempo sprecato…

Come ho riportato nel post “La tecnologia è importante. Cronache di consiglio”, nelle convocazioni di Consiglio del 13 e 20 dicembre 2021 all’ordine del giorno era prevista l’approvazione dei regolamenti. Tuttavia l’assenza in Aula di diversi consiglieri comunali causò il mancato numero legale e quindi lo slittamento dei suddetti punti.

Per tali motivi ritengo molto importante recuperare il tempo perso, anche perché, essendo regolamentato, ora sul nostro territorio comunale è possibile l’utilizzo di strumenti innovativi per garantire maggiore ordine pubblico e quindi anche sicurezza, vivibilità e fruibilità degli spazi pubblici. In particolare, il Comune di Gorizia potrà finalmente impiegare tecnologie come i GPS per la localizzazione delle volanti del Corpo della Polizia Locale, body cam, dash cam e droni. Inoltre, anche le fototrappole potranno essere impiegate e auspico serviranno a contrastare e prevenire l’abbandono abusivo di rifiuti in alcune zone della città, fra cui il monte Calvario.

In questo caso il detto “meglio tardi che mai” va benissimo, tuttavia sono dell’idea che Gorizia trarrebbe giovamento se la politica si concentrasse meno su se stessa, cogliendo l’opportunità di discernere fra questioni legate al dibattito politico e altre che, al di là di ogni colore e schieramento, sono un’opportunità per fare buona amministrazione locale e servire degnamente la nostra comunità.

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Gorizia. Piazza Transalpina

🇮🇹 🇸🇮 Oggi simbolo dell’incontro tra Gorizia e Nova Gorica, un tempo confine tra Italia e Slovenia, Piazza Transalpina è certamente uno dei luoghi più famosi della nostra Città.

📍Nel 1947, tracciato il confine tra Italia e Jugoslavia, la piazza fu divisa in due parti dal filo spinato, sostituito nel 1954 con un muro alto mezzo metro e sovrastato da filo di ferro. Il muro venne abbattuto soltanto cinquant’anni più tardi, il 1 maggio 2004: ne rimane soltanto un piccolo pezzo ai bordi della piazza, contrassegnato dai numeri 57/15.

👟👟 Gli stessi sono riportati anche in una targa sul terreno, che identifica il punto esatto in cui passava il confine e dove è possibile, letteralmente, avere un piede in Italia e l’altro in Slovenia.

🚂 Nella parte della piazza situata in territorio sloveno si trova la Stazione di Nova Gorica. Inaugurata nel 1906 per volere del governo di Vienna, la stazione fungeva da “seconda via per Trieste”, collegando direttamente il litorale e l’Austria. Oggi è una linea secondaria non elettrificata, utilizzata anche per uscite turistiche con i treni a vapore.

🔎All’interno della Stazione è possibile visitare la mostra permanente “Il confine di Stato nel goriziano 1945 – 2004”.

🥇 Il 18 dicembre 2020, proprio in Piazza Transalpina, Gorizia e Nova Gorica si sono aggiudicate il titolo di Capitale europea della Cultura 2025.

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Giustizia. Ammissibili primi 4 quesiti referendari

✅ ⚖ La Corte costituzionale ha dichiarato ammissibili, finora, 4 dei 6 quesiti referendari sulla giustizia promossi da #Lega e Radicali.

I cittadini potranno quindi esprimersi circa l’abrogazione delle disposizioni in materia di incandidabilita’, la limitazione delle misure cautelari, la separazione delle funzioni dei magistrati e l’eliminazione delle liste di presentatori per l’elezione dei togati del CSM.

Un primo importante passo verso una vera riforma della giustizia, attesa nel nostro Paese da tanti, troppi anni!

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Legno. Incentivi imprese per innovazione sostenibile 2022

Domande presentabili da martedì 1 marzo

Con la Legge Sviluppoimpresa – L.R. 3/2021 – la Regione Friuli Venezia Giulia ha previsto incentivi a favore delle imprese del settore del legno, volti a favorire l’utilizzo del legno regionale nelle filiere produttive e a sostenere progetti di innovazione sostenibile.

SOGGETTI BENEFICIARI

A poter beneficiare dell’incentivo sono le realtà del settore del legno, in possesso di un Codice Istat ATECO tra quelli elencati nell’Allegato A al Regolamento e iscritte al Registro Imprese. Le imprese con Codice ATECO 02.10 e 02.20 devono essere iscritte nell’elenco di cui all’articolo 25 della L.R. 9/2007 (Norme in materia di risorse forestali).

Alla data di presentazione della domanda, le imprese richiedenti devono essere attive e avere sede o unità operativa in Regione. Le stesse, inoltre, non devono trovarsi in stato di scioglimento o liquidazione volontaria, nè essere sottoposte a procedure concorsuali o sanzioni interdittive. Le imprese devono rispettare le disposizioni vigenti in materia di sicurezza sul lavoro.

INIZIATIVE FINANZIABILI

Sono finanziate le iniziative di:

– efficientamento e innovazione di processi produttivi e commerciali;

– innovazione in materia di conservazione, tracciabilità, classificazione, lavorazione e commercializzazione del legno di origine regionale;

– sostenibilità e circolarità nella produzione del legno;

– valorizzazione e creazione di servizi ecosistemici legati al bosco e al legno, incluse le azioni di comunicazione e sviluppo commerciale;

– acquisizione e mantenimento delle certificazioni di sostenibilità ambientale e qualità all’interno delle filiere che compongono l’economia del legno del Friuli Venezia Giulia;

– innovazione diffusa e sostenibile delle filiere produttive corte.

SPESE AMMISSIBILI

Sono ammesse ad incentivo le spese per:

– l’acquisizione di consulenze e servizi;

– l’acquisto di hardware e software finalizzati al miglioramento dei processi produttivi;

– l’implementazione tecnologica delle attrezzature o dei macchinari in uso e per l’ottenimento delle certificazioni di conformità;

– l’acquisto o il noleggio di attrezzature;

– lo studio, la predisposizione e l’attuazione di progetti relativi alla sostituzione o all’integrazione della fibra legnosa con altre tipologie di fibre di origine vegetale coltivate in Regione;

– l’acquisizione o la certificazione di servizi ecosistemici e la loro promozione, comunicazione e sviluppo commerciale;

– la partecipazione ad eventi di promozione commerciale di progetti di innovazione diffusa e sostenibile;

– la certificazione di cui all’articolo 41 bis della L. R. 7/2000.

Tali spese si intendono al netto dell’IVA e devono essere sostenute successivamente alla data di presentazione della domanda.

INTENSITÀ DEL CONTRIBUTO

La spesa ammissibile è compresa tra 2.000,00 e 20.000,00 euro e l’incentivo è concesso per un importo pari al 50 per cento della spesa ammissibile.

PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

La domanda di incentivo, redatta compilando l’apposito modulo, deve essere presentata esclusivamente tramite invio con Posta Elettronica Certificata all’indirizzo del  Cluster Legno, Arredo e Sistema Casa FVG, contributi@pec.clusterfvg.it. L’istanza può essere presentata a partire dalle ore 9:00 del 1 marzo 2022 e fino alle ore 16:30 del 31 marzo 2022.

Queste e molte altre informazioni utili sono disponibili alla pagina dedicata sul sito della Regione.

Una misura importante volta a supportare lo sviluppo delle realtà imprenditoriali del settore del legno, con particolare attenzione ai progetti di innovazione sostenibile.

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Foto Internet

Gorizia. Ossario di Oslavia

♰ Costruito per accogliere le salme dei Caduti della Prima Guerra Mondiale, conflitto che costò anche al territorio goriziano un enorme sacrificio in termini di vite umane, l’Ossario di Oslavia risale al 1938.

🙏🏻 L’imponente monumento è composto da quattro torri, collegate tra loro da gallerie sotterranee. Circa 20 mila soldati identificati sono tumulati nei loculi disposti sulle pareti della torre centrale e delle tre torri laterali, mentre altri 37 mila corpi, la cui identità non è nota, sono tumulati in tre ossari posti al centro delle torri laterali. Nel Sacrario riposano, in totale, 57.200 italiani e 539 austriaci.

🥇Ciascuna torre ospita una cripta. In quella centrale, in particolare, vi sono le tombe di tredici uomini decorati con la Medaglia d’Oro al Valore Militare, fra cui il Generale Achille Papa. Accanto a queste ultime, vi è una grande croce in marmo scuro.

🔔 All’esterno, per richiamare alla preghiera in memoria dei Caduti, è stata collocata una campana votiva – denominata Chiara – offerta da cittadini, mutilati e combattenti di tutta Italia, il 4 novembre 1959. 

🇮🇹 Al Sacrario di Oslavia si tiene, l’8 agosto di ogni anno, l’importante commemorazione della presa di Gorizia da parte dell’Esercito italiano.

🕒 L’Ossario è aperto dal martedi al sabato dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 17:00. Data la situazione pandemica, vi consiglio comunque di verificare prima le disponibilità.

Qui trovate l’articolo in cui ho raccontato la mia visita all’Ossario 😊

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Volontariato. Donazione di sangue fatta!

Donazione di sangue fatta!
Un piccolo gesto concreto che può salvare la vita di chi riceve e aiuta chi dona 😊

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Gorizia. Proposte consegnate a on. Bubisutti e Toccalini

🗞️ Il Piccolo parla delle proposte consegnate all’on. Aurelia Bubisutti e al coordinatore federale della Lega Giovani, on. Luca Toccalini, affinché portino al Governo le istanze di #Gorizia in materia di sicurezza ed economia di confine 🤝

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10 febbraio. Giorno del Ricordo

Una rosa per i goriziani deportati e uccisi durante l’occupazione jugoslava del maresciallo comunista Tito. Un orrore che non possiamo dimenticare 🇮🇹
#giornodelricordo

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Gorizia. Il Parco della Rimembranza

🇮🇹 Risalente al 1923, il Parco della Rimembranza è un’area verde di circa 25.000 metri quadrati con cui il Comune di Gorizia onora i propri concittadini che hanno sacrificato la vita per la Patria.

🔎A progettare il Parco fu Enrico del Debbio, vincitore di un concorso indetto per costruire una struttura che ricordasse, in origine, i volontari goriziani che disertarono l’esercito asburgico per arruolarsi in quello italiano.

🙏🏻 Nel Parco trovano spazio diversi monumenti commemorativi. Oltre agli irredentisti Giovanni Maniacco e Emilio Cravos e allo scrittore Vittorio Locchi, che celebrò la presa italiana della città dell’8 agosto 1916 nel poemetto “La sagra di santa Gorizia”, vengono ricordati i Caduti della Brigata Alpina Julia e della Brigata di Fanteria Lupi di Toscana.

⛲ Al centro dell’area si trovano una fontana e le rovine del Tempietto circolare, distrutto nel 1944. Infine, il lapidario degli infoibati ricorda i 665 fratelli goriziani deportati in Jugoslavia nel maggio 1945, durante l’occupazione di Gorizia da parte delle truppe del generale comunista Tito.

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Giorno del Ricordo. Storia di un dramma a lungo negato

Il 10 febbraio si celebra il Giorno del Ricordo, istituito con la legge n. 92 del 2004 per commemorare le migliaia di italiani vittime dei massacri delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata.

L’esodo giuliano-dalmata

Con l’armistizio dell’8 settembre 1943, le forze comuniste di Josip Broz detto Tito, che già avevano preso il controllo nei territori di Slovenia e Croazia, fecero esplodere tutta la loro violenza nei confronti degli abitanti di nazionalità italiana. Affermavano di agire così per vendicarsi delle violenze fasciste e per l’italianizzazione forzata, perpetuata con metodi violenti e discutibili.

Con la definitiva caduta del Terzo Reich, nel 1945, Tito occupò l’Istria, la Dalmazia e una parte del Friuli Venezia Giulia e si accanì ancora una volta nei confronti degli italiani.

Attraverso il trattato di Parigi del 10 febbraio 1947, la Jugoslavia ottenne l’Istria, Fiume, Zara e la Dalmazia e iniziò il periodo della “gestione” degli italiani su quei territori.

Tito puntava ad un’integrazione dei soli italiani ritenuti meritevoli. Coloro che appartenevano a determinate classi sociali o erano contrari all’annessione dovevano essere espulsi, in quanto immeritevoli e non integrabili allo Stato jugoslavo. Per queste persone iniziò un lungo e tragico esodo, con la speranza di allontanarsi da un clima di terrore e trovare condizioni di vita migliori.
Gli esuli arrivati in Italia non vennero accolti nel migliore dei modi: furono stivati in campi profughi allestiti all’interno di vecchie caserme e costretti a sopportare il clima ostile dei connazionali.

Il treno della vergogna

Particolarmente noto è l’episodio del treno della vergogna. Alcuni esuli di Pola, sbarcati ad Ancona, furono oggetto di atteggiamenti ostili da parte degli abitanti del posto, convinti si trattasse di fascisti in fuga. Dopo l’intervento dei militari, il viaggio proseguì a bordo di un treno merci.

Presso la stazione di Bologna la Croce Rossa Italiana e la Pontifica Opera di Assistenza avevano predisposto un pasto caldo, ma la sosta saltò a causa di una sassata contro i convogli organizzata dai ferrovieri comunisti per impedire la fermata in stazione del cosiddetto ‘treno dei fascisti’.

Il treno fu quindi costretto a ripartire per Parma, dove finalmente i profughi, tra i quali tanti anziani e bambini, riuscirono a ricevere assistenza e qualche pasto prima di raggiungere definitivamente La Spezia.

Le foibe

Monumento della Foiba di Basovizza

Le foibe sono insenature naturali costituite da cavità verticali presenti in Istria e Friuli Venezia Giulia, che si restringono scendendo in profondità per poi richiudersi e riallargarsi in un bacino, una forma che rende difficoltosa sia la salita che eventuali soccorsi.

Il processo di eliminazione messo in atto dai partigiani comunisti di Tito si svolgeva in modo atroce. I condannati venivano legati uno all’altro, con fili di ferro attorno ai polsi. I primi della cordata erano oggetto di una raffica di colpi e, precipitando nella cavità, trascinavano anche gli altri ancora vivi.
Tristemente note sono le foibe di Basovizza e Monrupino, in provincia di Trieste, diventate oggi monumento nazionale.

Purtroppo per moltissimo tempo si è assistito a fenomeni di negazionismo e riduzionismo delle foibe, in base alle tesi di esponenti del movimento di liberazione jugoslavo e del governo comunista di Belgrado, che consideravano il fenomeno come atto di giustizia nei confronti di crimini di guerra.

I numeri

Come sostengono molti storici, si creò una vera e propria pulizia etnica, alla quale riuscirono a sfuggire tra le 250 e le 350 mila persone negli anni tra il 1945 e il 1956. Prigionia, lavori forzati e morte nelle foibe coinvolsero invece tra le 4.000 e 5.000 persone, secondo una stima ancora approssimativa. 

Il ricordo di Gorizia

Gorizia ricorda i deportati

Gorizia ricorda le diverse centinaia di concittadini deportati durante i 40 giorni di occupazione jugoslava del maggio 1945 con un lapidario nel Parco Della Rimembranza. E’ stata inoltre intitolata una Via a Norma Cossetto, studentessa uccisa e torturata dai partigiani comunisti il 5 ottobre del 1943, divenuta simbolo delle violenze di regime nascoste per troppo tempo e che non devono essere più dimenticate.

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