Gorizia. Cultura, storia e arte al centro di Contea

La prossima settimana la manifestazione affiancherà Gusti Off!

Presentato il programma di Contea, la manifestazione culturale che affiancherà Gusti Off!, in programma da giovedì 23 a domenica 26 settembre.

Contea prenderà il via già lunedì 20. Gli spettacoli si terranno quasi interamente presso il Teatro Verdi di Gorizia.

Di seguito il calendario degli appuntamenti.

Lunedì 20

Alle 20:30, presso il ridotto “Macedonio”, la campagnia Theama Teatro Vicenza rappresenterà “La Commedia più Divina”, nella quale gli spettatori incontreranno alcuni dei personaggi più famosi del poema dantesco. A fare da sfondo le videoproiezioni delle illustrazioni di Gustave Doré.

Martedì 21

Rivalsieri – La Verità è nella musica”, una sorta di rivalsa del compositore Salieri, conosciuto come rivale di Mozart, andrà in scena al ridotto “Macedonio” alle 20:30.

Mercoledì 22

Alle 18:00, sempre al Verdi, lo spettacolo “Tre ritratti irriverenti del ‘300” offrirà una divertente rappresentazione di tre personaggi simbolo del 1300, Petrarca, Dante e Boccaccio.

Giovedì 23

Alle 17:30, presso i Giardini Pubblici (o in Via Garibaldi), l’associazione Invicti Lupi presenterà una rievocazione storica incentrata sul re longobardo Alboino, mentre alle 18:30, al ridotto “Macedonio”, si terrà il reading “Messerschmidt: la smorfia della follia”, dedicato alle opere più famose dello scultore austriaco, le “teste di carattere”.

Alle 20:30, nuovamente al Verdi, si terrà la conferenza “Il senso della vita”, con lo scrittore e teologo Vito Mancuso.

Venerdì 24

Tre gli incontri previsti per la giornata. Alle 16:30, al Verdi, “Il Friûl Oriental vie pai secui”, alle 17:00, presso la Sala Dora Bassi di Via Garibaldi, “Scenari ed evoluzione nel mondo del cibo sulla strada dello sviluppo sostenibile” e alle 18:00, sempre al Verdi, “Fortezze sui confini mobili e invisibili – I casi di Gorizia, Palmanova e Gradisca”.

Sabato 25

Il Verdi ospiterà alle 16:30 la conversazione “Dal coronavirus all’Afghanistan” con l’inviato di guerra Fausto Biloslavo e la giornalista Serenella Bettin e alle 20:30 lo spettacolo “I protagonisti della nostra storia”, nel quale saranno presentati alcuni tra i più grandi personaggi goriziani.

Domenica 26

Al Verdi una domenica interamente dedicata al sommo poeta.

La “Maratonadante” coinvolgerà attori provenienti da tutta la Regione che, a partire dalle 11:00 e per oltre 6 ore, leggeranno le 34 cantiche dell’inferno. A chiudere la manifestazione sarà il concentro “Dante D’Arpe”, a partire dalle 20:30.

A questi appuntamenti si aggiungeranno, tra gli altri, le mostre “Gli animali della nobiltà”, presso Palazzo Coronini Cronberg, e “Essere V_mano: in mostra 52 artigiani del Friuli Venezia Giulia”, oltre all’incontro “Gurize: une storie, tantis lenghis”, al Museo di Santa Chiara.

Queste e molte altre informazioni sono disponibili alla pagina dedicata sul sito del Comune di Gorizia.

Una manifestazione ricca di appuntamenti, che consentirà di far conoscere anche diversi aspetti della storia e della cultura goriziana.

Io non mancherò, e voi?

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Gorizia. Palazzo Attems Santa Croce, storia e architettura

Storia del Palazzo del Comune

Il Settecento fu un secolo molto importante e prospero per la città di Gorizia che divenne il centro della vita mondana, culturale ed economico-politica delle più importanti famiglie dell’Impero. Nel 1740 sul disegno dell’architetto Nicolò Pacassi (1716-1790), all’epoca ventiquattrenne, venne edificato Palazzo Attems Santa Croce. Fu il primo palazzo realizzato dall’architetto per gli Attems, loro dimora fino 1802, quando passò in mano alla contessa Della Torre in seguito ad una infausta puntata ai dadi.

In quel periodo era comune tra i nobili riunirsi in circoli o in società, a scopo politico o semplicemente per trascorrere il tempo libero. A fare da cornice a questi ritrovi erano spesso le eleganti dimore nobiliari degli stessi appartenenti al circolo e il futuro palazzo comunale non fu da meno. Dalle iscrizioni sugli Statuti si evince infatti che Palazzo Attemps ospitò “la Nobile Società dei Cavalieri di Diana Cacciatrice e la Colonia Accademica degli Arcadi Romano-Sonziaci”, alla quale prese parte anche il librettista di Mozart, Lorenzo da Ponte. Dal 1795 al 1802 alcune sale del palazzo furono adibite a “Casino Nobile” un circolo privato riservato alla nobiltà Isontina: fu proprio qui che il conte Attemps perse ai dadi lo stabile che passò ai Torriani.

Nel 1797 vi soggiornò anche Gioachino Murat, cognato di Napoleone, suo generale e futuro Re di Napoli. Nel 1825 giunsero in città e vi alloggiarono, ospiti dei Ritter, l’imperatore Francesco I d’Austria con la moglie Caterina Augusta.

Struttura dell’edificio e le modifiche nel tempo

Dell’edificio originale di piazza Municipio, oltre ai balconi sulla strada, rimangono solamente la loggia ionica sul giardino e la doppia scalinata di ispirazione veneta che porta al primo piano. L’edificio fu di fatto modificato dal nuovo proprietario Johann Christoph Ritter poco dopo il suo acquisto nel 1823.

Palazzo Attems Santa Croce, nel progetto originario, era strutturato secondo la logica palladiana: disposto ortogonalmente rispetto alla simmetria della facciata, aveva una pianta tripartita che contava, al primo piano, un salone per le feste e i ricevimenti. Il piano terra era costruito con un adrone che collegava la piazzetta Santa Croce alla corte interna e al parco, attraverso cui si sviluppava un passaggio pubblico utilizzato fino agli anni ‘30.

Dopo le modifiche di Ritter, il palazzo assume uno stile neoclassico, più confacente alla nuova classe sociale dei ricchi borghesi ed imprenditori emergenti. Vengono utilizzate forme architettoniche che ricordano figure geometriche semplici, tra le quali spicca il triangolo, a sottolineare l’autorevolezza e l’austerità di chi abitava l’edificio in confronto con il frivolo roccocò, adatto alla nobiltà settecentesca.

Oltre alla ricostruzione completa dello stabile si provvede anche alla costruzione di una nuova ala sinistra della corte interna e alla sistemazione del parco “all’inglese” con la realizzazione di una collinetta artificiale sovrastata da un belvedere di cui oggi rimane, tuttavia, solo il tempietto con colonne doriche nell’aiuola circolare nel mezzo della corte d’onore.

Nel mese di dicembre del 1907 il Consiglio Comunale di Gorizia prese in considerazione l’ipotesi di acquistare il Palazzo, gli annessi fabbricati rurali ed un parco di oltre due ettari per trasferirvi gli uffici municipali e dare così alla città di Gorizia una sede comunale di prestigio.

Dopo l’acquisto, gli uffici amministrativi vennero spostati nella nuova sede già l’anno successivo, mentre per l’attività del Consiglio Comunale fu mantenuto il palazzo di Corso Verdi fino alla realizzazione di una nuova ala, posta alla destra della corte interna dell’attuale Municipio, progettata dall’ingegner Renato Fornasari nel 1965. Nel 1957 venne ultimata l’ala sinistra per sistemarvi gli uffici anagrafici e tecnici che fino ad allora erano situati sul retro della Chiesa di Sant’Ignazio.

Subito dopo la prima guerra mondiale, sotto la direzione dell’ingegner Riccardo Del Neri, vennero rifatti la facciata e l’androne d’ingresso con nuovi rivestimenti in travertino e marmo di Aurisina e si realizzano nuovi accessi al vano scala. Vennero inoltre ridipinti gli interni al primo piano, dove, attualmente, del progetto originale rimane solo il parquet della Sala Bianca.

Il parco comunale

La storia del parco comunale si intreccia con quella dell’espansione urbanistica europea del XIX secolo, quando gli spazi verdi della città si sviluppavano quasi di pari passo con l’evoluzione politica e sociale della popolazione urbana.

Non tutti i tipi di giardini infatti erano uguali: alcuni erano costruiti per ospitarvi i ceti sfavoriti, come area di riposo per gli anziani o di gioco per i più piccoli, mentre altri erano veri e propri parchi che facevano da contorno alle ville di famiglia dei ricci borghesi.

A questa seconda categoria apparteneva anche il parco di Palazzo Attemps fino al 1908, anno in cui diventò comunale (come altre aree verdi della città) a seguito di una donazione da parte dei ricchi cittadini.

La prima documentazione, rilevata dalla mappa del catasto austriaco, è del 1818: il parco occupava una superficie rettangolare alle spalle del Palazzo ed era costruito sul modello del giardino all’ italiana con la suddivisione in aiuole di forme geometriche. Il parterre era composto da aiuole circolari a settori, seguite da altre aiuole di forma quadrata o romboidale, che terminavano con piante disposte irregolarmente e denominate come “boschetti all’inglese”.

Nel 1820 la proprietà viene acquistata da Gian Cristoforo Ritter e il giardino diventa un ben più ampio parco completato da “un ampio terreno trattato a giardino ricco di piante esotiche”, come lo definisce una guida cittadina risalente a metà dell’Ottocento.

Nel nuovo impianto scompaiono le aiuole geometriche per fare spazio a sentieri curvi che circondano prati e boschetti irregolari, di influenza romantica. Viene però conservata la prospettiva settecentesca corrispondente all’ingresso del palazzo su piazza Municipio, l’atrio e la loggia per arrivare fino al lato opposto.

Per quanto riguarda le specie botaniche presenti, dall’Ottocento spicca la sequoia donata dal fedelmaresciallo Gyulai. Si vocifera che nel parco fossero conservate anche specie floreali pregiate contenute in vasi all’interno di strutture chiuse e non riscaldate dove le piante si adattavano alla vita artificiale.

L’entità esatta è ricavabile dal contratto preliminare del 1907, nel quale viene citato “il giardino con la grande serra e con la casettina”. Alcuni anni dopo, si rilevano anche il platano davanti alla palazzina e gli ippocastani vicino all’ingresso di via Cappuccini.

Il passaggio del parco a patrimonio pubblico ne determina una notevole riduzione della superficie, in quanto l’area viene notevolmente ridimensionata per fare spazio a nuove palazzine che diventeranno poi edifici pubblici.

Grazie alla lungimiranza della collettività e dell’amministrazione cittadina, all’inizio del Novecento si inizia a delineare un primo embrione di politica ambientale, che vede nell’ampliamento del verde pubblico una risorsa non solo per la bellezza della città ma anche per la salute dei cittadini.

Con il passare dei decenni e il progresso delle idee politiche e sociali, l’importanza assunta dalle aree verdi nell’urbanistica cittadina cresce a dismisura tanto che vengono messi in atto, dalle stesse pubbliche amministrazioni, servizi vivaistici per la conservazione e lo sviluppo delle aree pubbliche cittadine.

Personalmente ritengo che il municipio sia la casa dei cittadini e rappresenti lo specchio della città, per questo è importante che sia un edificio accessibile e all’avanguardia, dotato di servizi multimediali, a emissioni zero. L’auspicio per il prossimo futuro è che si possano portare avanti significativi interventi di adeguamento del Palazzo e di valorizzazione dell’importante patrimonio culturale e artistico che lo stesso racchiude.

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28 aprile. Buon compleanno Gorizia!

Buon compleanno #Gorizia! 💙
1020 anni di storia e almeno altrettanti di futuro 😄🍀

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Gorizia. 1020 anni di storia e futuro da scrivere

Mercoledì 28 aprile Gorizia festeggerà 1020 anni di storia!

Vi siete mai domandati come mai è stata scelta proprio questa data per celebrare la ricorrenza? La Città viene citata ufficialmente per la prima volta il 28 aprile 1001 in uno scritto con cui l’imperatore Ottone III donava il castello di Salcano e la villa di Gorizia per metà al Patriarca di Aquileia e per metà al Conte del Friuli Guariento.

La Contea di Gorizia assunse via via sempre maggior rilievo, anche per quanto riguarda l’espansione territoriale. Nel 1500, alla morte del Conte Leonardo, la Città divenne oggetto delle mire espansionistiche dell’Imperatore Massimiliano d’Asburgo, che se ne contendeva il dominio con Venezia: a prevalere furono, alla fine, gli Austriaci. Sotto la dominazione asburgica Gorizia conobbe un notevole sviluppo economico e, in particolare con l’Imperatrice Maria Teresa, anche culturale, artistico e architettonico.

La dominazione austriaca non si interruppe neppure con la nascita del Regno d’Italia, dal quale Gorizia rimase inizialmente esclusa: la Città diventò quindi uno dei centri più importanti dell’irredentismo italiano. Sotto il profilo culturale, tra i volti più noti dell’Ottocento, anche il filosofo Carlo Michelstaedter.

Dopo la “Presa”, da parte delle truppe italiane, dell’8 agosto 1916, Gorizia fu annessa all’Italia al termine della Prima Guerra Mondiale. Nel corso del Secondo Conflitto la Città venne occupata dai titini per circa 40 giorni, dal 2 maggio al 12 giugno 1945: le vittime del regime comunista di Tito sono ricordate con un lapidario nel Parco della Rimembranza.

Un ulteriore passo molto significativo nella storia di Gorizia sono le manifestazioni di piazza del 26 e 27 marzo 1946, attraverso le quali migliaia di goriziani rivendicarono, con orgoglio, l’identità italiana della Città davanti alla commissione interalleata, chiamata a definire i confini tra Italia e Jugoslavia.

E adesso, quale futuro attende Gorizia?

Insieme a Nova Gorica, nel 2025 la nostra Città sarà Capitale europea della Cultura. Questo traguardo, così come l’intero percorso portato avanti con la candidatura congiunta, rappresenta un grande esempio di integrazione europea fra due Paesi che lavorano insieme per dar vita ad un’unica conurbazione transfrontaliera.

In quest’ottica, anche il Giro d’Italia del prossimo mese sarà un’importante vetrina internazionale, che ci consentirà di promuovere eccellenze e peculiarità del nostro territorio.

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“Contea, profumi di cultura europea”: il programma completo

La manifestazione si terrà a Gorizia dal 24 al 27 settembre

Ci siamo quasi! Il prossimo giovedì, 24 settembre, a Gorizia prenderà il via Contea, profumi di cultura europea, la manifestazione che quest’anno, a causa dell’emergenza coronavirus, sostituirà “Gusti di frontiera”.  

Filo conduttore della nuova kermesse, organizzata nel rispetto delle misure anticontagio, sarà la valorizzazione delle tipicità enogastronomiche, della cultura e della storia di Gorizia e del Goriziano: “Contea” sarà quindi un’importante occasione per promuovere le tradizioni e le peculiarità della città e del territorio.

La manifestazione si svolgerà principalmente in Piazza Cesare Battisti – “Il Villaggio del Gusto”, dove saranno presentate diverse specialità culinarie goriziane e ai Giardini Pubblici – “Il Villaggio della Mente”, teatro di incontri e presentazioni di libri, concerti, spettacoli e rievocazioni storiche. Non solo: anche le librerie e i ristoranti cittadini saranno parte integrante di “Contea”.

Di seguito trovate il programma dettagliato degli eventi.

Giovedì 24 settembre

GIARDINI PUBBLICI

-Ore 18.30, Tenda Mainardo, inaugurazione: cerimonia in abiti rievocativi medievali a cura dell’Associazione Culturale Musei Formentini, in collaborazione con il gruppo di rievocazione medievale Principesca Contea di Gorizia.

-Ore 20.30, Tenda Mainardo, spettacolo teatrale “Il Conte è servito” a cura del Collettivo Terzo Teatro.

Venerdì 25 settembre

GIARDINI PUBBLICI

-Ore 17, Tenda Dama Bianca, incontro “La fine dei Conti di Gorizia e l’inizio dell’Impero asburgico, la Conte continua…”, a cura di Bruno Pascoli. Organizzato da Libri Usati Gorizia.

-Ore 18, Tenda Mainardo, incontro con Valerio Massimo Manfredi, che interverrà sul tema “Una straordinaria avventura tra coraggio e follia. La storia della più grande scoperta degli ultimi 20 secoli”. Organizzato da Gorizia Spettacoli.

-Ore 21, Tenda Mainardo, incontro con Marco Englaro, noto fumettista, che presenterà i libri sulla cucina locale “Frichissimo” e “Jota continua”. Organizzato da libreria Voltapagina.

DAVANTI ALLE LIBRERIE

-Ore 17, Libreria Faidutti (via Oberdan 22), “Nella nostra Contea”, storie animate per bambini a cura dei giovani di Librilliamo con la presenza di figuranti in abiti storici.

-Ore 17, Ubik (corso Verdi 119), presentazione del libro “La cassa dei libri”, interverranno gli autori Marco Menato, Simone Volpato e Antonella Gallarotti.

A TEATRO

-Ore 20.30, Teatro Verdi (via Garibaldi 2), Concerto “Folkest – confessioni di un musicante”: Silvio Trotta canta Angelo Branduardi.

Sabato 26 settembre

VISITE GUIDATE a cura di Promoturismo FVG

-Ore 10.45I giardini che parlano”, alla scoperta di alcuni giardini di Gorizia (Giardini Pubblici di corso Verdi, Parco della Valletta, Parco della Rimembranza, giardino di Palazzo Attems Santa Croce).

-Ore 17 Tramonto dal Castello di Gorizia”, itinerario: visita del borgo, Castello in esterno, presentazione della città dall’alto, discesa verso piazza Sant’Antonio e piazza della Vittoria.

GIARDINI PUBBLICI

-Dalle ore 10, “Il Capitano di Gorizia e i suoi armigeri”: attendamento rievocatori e attività didattiche a cura dell’Associazione Culturale Musei Formentini e del gruppo di rievocazione medievale Principesca Contea di Gorizia.

-Dalle ore 10.30 alle 13Danzar gioioso”: danze del ‘300 e del ‘400 a cura del gruppo Danza Medievale.

-Ore 10, Tenda Dama Bianca, presentazione candidatura “Città che legge” a cura di Isig – Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia.

-Ore 12, Tenda Mainardo, Armando Mucchino e Giampiero Rorato presentano il libro “Ce vitis in cusine!”, interverrà l’autore Roberto Zottar. Organizzato da Società Filologica Friulana.

-Ore 16.30, Tenda Mainardo, Stefano Cosma presenta il libro “Kartoffeln, cartùfolas, patate: 810 ricette di cucina tra Vienna, Gorizia e ricordi di famiglia” di Carlotta Kowatsch. Interverrà il curatore del libro Bepi Pucciarelli.

-Ore 19, Tenda Mainardo, presentazione del libro “Il fiume degli abissi. Storie, uomini e leggende attorno al Timavo” di Maurizio Bait. Organizzato da libreria Voltapagina.

-Ore 21, Tenda Mainardo, concerto di musica balcanica “Folkest – Ajde Zora”: cinque musicisti e voce della cantante serba Milica Polignano.

DAVANTI ALLE LIBRERIE

-Ore 11.30, Libreria Ubik, “Influencermania”: Luca Perin dialogherà con l’autrice del libro Maria Isabella Musulin.

-Ore 16.30, Libreria Faidutti, “Nella nostra Contea”.

-Ore 17, Libreria Ubik, presentazione del libro “Massimiliano I. Il fascino del potere” a cura dell’autrice, Marina Bressan, e della co-curatrice, Roberta Calvo.

-Ore 18, Galleria ARS (piazza Vittoria 25), inaugurazione della mostra “Dai lasciti delle famiglie goriziane” a cura di Verena Korsic Zorn.

A TEATRO

Ore 20.30, Teatro Verdi, concerto “I 100 anni del coro Seghizzi.

Domenica 27 settembre

VISITE GUIDATE a cura di Promoturismo FVG

-Ore 10.30, visita classica: dal colle del Castello si possono vedere Gorizia, il Collio, la zona del Brda (Collio sloveno), il fiume Isonzo – simbolo della Prima Guerra Mondiale – e i Monti Calvario, Sabotino e San Michele.

-Ore 15.30, “Gorizia e il Novecento: la frontiera scomparsa”, partenza da Via del Rafut per raccontare una storia di confine.

AI GIARDINI PUBBLICI

-Dalle 9.30 foto ricordo della manifestazione a cura dei fotografi dell’associazione Mitteldream.

-Dalle 10, “Il Capitano di Gorizia e i suoi armigeri”.

-Dalle 10.30 alle 16, “Danzar gioioso”.

-Ore 11, Tenda Mainardo, Alex Pessotto intervista il medievalista Angelo Floramo sul tema “Contea: una terra tra frontiere, confini e derive”. Organizzato da Gorizia Spettacoli.

-Ore 16.30, Tenda Mainardo, presentazione dell’antologia illustrata a colori “La natura offesa. Racconti dalla quarantena”, scritta durante il lockdown da 27 autori, dei quali saranno presenti Stefania Conte, Paolo Morganti, Barbara Pascoli, Michele Sozzi e Paolo Venti. Organizzato da libreria Voltapagina.

-Ore 20.30, Tenda Mainardo, “Donne in musica”, concerto di Jade Cecconi, Margherita Pettarin, Rossella Prignano e Giulia Provvidenti. Presenta Igor Damilano.

IL “PIATTO DI CONTEA”

Diversi ristoranti e locali della città (Ristorante Rosenbar, Trattoria Alla Luna, Trattoria Al Ponte del Calvario, Ristorante 101, Trattoria da Turri, Cà di Pieri, Trattoria Primosic, Agriturismo Brumat, Antica Trattoria Sabotino, Vecia Gorizia, Enoteca all’Impero, Wiener Haus, Oca Golosa) proporranno ciascuno il proprio “Piatto di Contea”, specialità tipica del territorio.

Nei giorni dal 24 al 27 settembre il Castello di Gorizia sarà aperto, con ingresso gratuito, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.

Un programma davvero ricchissimo di appuntamenti, adatto a tutte le età: io ci sarò, non mancate!

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Museo della Civiltà Contadina del Friuli Imperiale (intervista al Conte Filippo Formentini)

museo civiltà contadina friuli imperiale intervista filippo formentini andrea tomasella
Museo della Civiltà Contadina del Friuli Imperiale (intervista al Conte Filippo Formentini)

Tutelare, proteggere e valorizzare il grandissimo capitale della civiltà contadina tipica del Friuli Orientale con una raccolta di oltre 20.000 reperti che coprono ben cinque secoli di storia dal 1500.

Questi sono gli obiettivi del Museo della Civiltà Contadina del Friuli imperiale di Aiello del Friuli, per conoscere più nel dettaglio questa meraviglia del territorio friulano ho rivolto alcune domande al Conte Filippo Formentini. Continua a leggere

Rosa di Gorizia, un’eccellenza da raccontare

Andrea Tomasella immagine d'anteprima sul blog
Rosa di Gorizia, un’eccellenza da raccontare

La Rosa di Gorizia è una particolare varietà di radicchio che si presenta, come prodotto finito, tale e quale a una rosa di colore rosso inteso. Oltre a essere molto apprezzata in cucina, la Rosa di Gorizia è un pezzo di storia, cultura e identità che rappresenta l’unicità del territorio goriziano.

Per promuovere le eccellenze dei nostri territori recentemente si è svolta, nel caratteristico Borgo del Castello, la prima edizione della Festa della Rosa di Gorizia. Proprio in tale occasione ho avuto modo di intervistare sia Massimo Santinelli, uno dei produttori della Rosa di Gorizia, che il vicepresidente della Camera di Commercio della Venezia Giulia Gianluca Madriz. Continua a leggere

éStoria a Teatro: Storia e identità d’Italia – Il report –

copertina èStoria
èStoria a Teatro

Ho scritto un nuovo report per Culto Underground, questa volta vi parlo di èStoria e del recente incontro al Teatro Verdi di Pordenone intitolato “Storia e Identità d’Italia“, potete leggerlo qui: èStoria a Teatro: Storia e Identità d’Italia. Leggete, commentate e condividete con tutti i vostri amici, ne sarò molto contento.

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Tolmino 1915-1916

tolmino-1915-1916-0

Tolmino 1915-1916, presentato il nuovo libro di Guido Alliney. Coadiuvato dalle domande del giornalista de “Il Piccolo” Alex Pessotto, l’autore ha raccontato la sua recente pubblicazione, in una serata alla scoperta di una pagina di storia importantissima del fronte italiano durante la Grande Guerra. Continua a leggere

L’assedio di Gorizia, presentazione del libro

L'assedio di Gorizia, presentazione del libro

Ieri pomeriggio ho assistito alla presentazione del libro “L’assedio di Gorizia, 1915-1916. Una tragedia dimenticata dalla storia”. Vi racconto com’è stato il viaggio nella Gorizia che fu, alla scoperta della nostra memoria comune. Continua a leggere