Milite Ignoto. Interessante convegno degli Alpini a Gorizia

Questa mattina gli Alpini della sezione di Gorizia, in collaborazione con quella di Verona, hanno organizzato un interessantissimo convegno presso l’Auditorium della Cultura Friulana di Via Roma, in cui hanno ricordato il Milite Ignoto.

Il tutto é stato introdotto da un’emozionante performance del coro Monte Sabotino che, oltre all’inno nazionale, ha eseguito una serie di canti perfettamente attinenti al tema e al momento.

Altrettanto emozionanti le parole del presidente dell’Associazione Nazionale Alpini di Verona che ha sottolineato come sia stato proprio il Milite Ignoto a riunire tutti i presenti al convegno di questa mattina. Quell’uomo che oggi compie cent’anni dalla tumulazione in realtà era un ragazzo di vent’anni, vittima dei tragici eventi bellici.

Un’occasione in più per ricordare questo Centenario, alla quale sono onorato di aver potuto partecipare. Ringrazio le sezioni degli Alpini di Gorizia e Verona per l’ottimo momento di commemorazione, approfondimento e divulgazione che hanno organizzato in Città.

Un’iniziativa molto importante che ci ricorda come il Milite Ignoto sia un simbolo di Unità, dedizione e amore verso la nostra Patria, che deve renderci orgogliosi e capaci di non dimenticare i valori che hanno unito il nostro popolo sotto il tricolore.

Cosa ne pensate? Fatemi sapere la vostra opinione con un commento, sarò felice di rispondervi.

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Milite Ignoto. Centenario di storia e memoria

Nel centenario della sua designazione, Gorizia si prepara a ricordare il milite ignoto. Ne conoscete la storia? Scopriamola insieme in questo approfondimento.

La legge per la sepoltura all’Altare della Patria

Dopo la Prima Guerra Mondiale, le Nazioni che vi avevano preso parte vollero onorare gli sforzi della collettività attraverso la salma di un anonimo combattente caduto con le armi in pugno.

Il progetto di legge per la “sepoltura della salma di un soldato ignoto fu presentato alla Camera dei Deputati il 20 giugno 1921 dall’allora ministro della guerra Giulio Rodinò. Il 28 dello stesso mese l’onorevole Cesare Maria de Vecchi fu relatore per la Commissione Esercito e Marina Militare, che aveva indicato come data della sepoltura quella del 4 novembre, anniversario della fine della guerra, e come luogo l’Altare della Patria a Roma, “perché quivi il popolo potrà, meglio che altrove, in grandi pellegrinaggi rendere i più alti onori al morto che è tutti i morti, che è primo e supremo artefice della nuova storia”.

Il disegno di legge fu presentato al Senato il 6 agosto. La legge venne approvata a scrutinio segreto il 10 agosto, firmata dal Re Vittorio Emanuele III il giorno 11 e, infine, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 20 agosto.

La Commissione e le ricerche

Approvata la legge, il ministero della guerra istituì una Commissione speciale con il compito di individuare le salme di undici combattenti caduti al fronte senza alcun segno di riconoscimento.

Le spoglie dei soldati vennero scelte in diversi territori del campo di battaglia, cercando di includere quelli in cui avevano combattuto tutti i corpi armati, compresa la Regia Marina.

Fu scelta una salma per ciascuna delle zone: Rovereto, Dolomiti, Altipiani, Grappa, Montello, Basso Piave, Cadore, Gorizia, Basso Isonzo, San Michele, tratto da Castagnevizza al mare.

La designazione della salma

Gli undici corpi, di cui uno solo sarebbe stato tumulato al Vittoriano, furono portati per un primo momento a Gorizia, per poi essere spostati il 28 ottobre nella Basilica di Aquileia. Quello stesso giorno, alla presenza delle Istituzioni, degli ex combattenti, di madri e di vedove dei caduti venne scelto il soldato destinato a rappresentare il sacrificio di seicentomila italiani.

La scelta fu affidata alla popolana di Gradisca d’Isonzo Maria Bergamas, il cui figlio Antonio Bergamas, arruolato da cittadino austro-ungarico, sotto falso nome, nelle fila dell’esercito italiano, era caduto in battaglia nel 1916. Il soldato venne dichiarato giuridicamente disperso quando un violento tiro d’artiglieria sconvolse l’area in cui era stato sepolto, rendendo la sepoltura irriconoscibile.

La donna venne messa davanti alle undici bare, presenti nella Basilica senza alcun segno distintivo. Sorretta da quattro militari, teneva in mano un fiore bianco che avrebbe dovuto lanciare su una delle casse ma, davanti alla decima, perse il suo velo nero e l’appoggiò sulla bara, decretando così la sua scelta.

Dalle testimonianze della figlia Anna, la donna avrebbe voluto scegliere l’ottava o la nona bara – numeri che ricordavano la nascita e la morte del figlio Antonio -, ma, alla fine, scelse la decima affinché il simbolo che sarebbe andato a Roma fosse davvero un soldato ignoto.

La bara prescelta fu inserita in una cassa speciale e inviata al ministero della guerra, mentre le altre dieci rimasero ad Aquileia e vennero sepolte nel cimitero che circonda il tempio romano.

Il viaggio verso Roma

Il 29 ottobre il treno partì dalla stazione di Aquileia accompagnato da altri 15 carri destinati ad ospitare le corone di fiori portate come omaggi.

Il treno si fermava 5 minuti in ogni stazione e, come da ordine del ministero della guerra, durante la permanenza vigeva il massimo silenzio. In concomitanza con le fermate notturne avvenivano i cambi alle rappresentanze che accompagnavano il feretro lungo l’Italia.

Come previsto dalla tabella ufficiale, la destinazione del viaggio fu la stazione di Portonaccio – oggi stazione Roma Tiburtina -, dove il feretro arrivò il primo novembre.

Il giorno successivo, a Termini, il convoglio fu accolto dalla famiglia reale e da tutti i rappresentanti delle forze armate, insieme alle cariche dello Stato. Il feretro fu scortato da un gruppo di dodici decorati di medaglia d’oro fino alla Basilica di Santa Maria degli Angeli, dove rimase esposto per due giorni.

L’epilogo avvenne il 4 novembre 1921 con una solenne cerimonia a cui accorsero più di un milione di italiani, provenienti da ogni parte della penisola.

Il corteo avanzò attraverso via Nazionale, lungo la quale vi erano i rappresentati di tutte le forze armate di servizio. Mentre le bandiere dei reggimenti aspettavano il feretro, dinanzi al monumento in piazza Venezia fu disposto un picchetto d’onore.

Un soldato depose sulla bara un elmetto da fante e, mentre i militari presenti erano sull’attenti e il popolo in ginocchio, il feretro del milite ignoto veniva tumulato nel monumento che da allora in poi poteva dirsi Altare della Patria.

Medaglie commemorative

Nel 1921 vennero realizzate alcune medaglie commemorative.

La prima per volere di Udine, Gorizia e Aquileia in un unico esemplare in oro che fu inserito su una croce d’argento recante gli stemmi dei tre Comuni e posta nella bara del milite ignoto.

La seconda fu realizzata in formato ridotto per gli ufficiali e i soldati che accompagnarono il feretro, mentre copie di maggiori dimensioni vennero date all’Esercito.

Al milite ignoto fu conferita la medaglia d’oro al valore militare con la seguente motivazione: “Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz’altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della Patria”.

La celebrazione del centenario della designazione del milite ignoto è senza dubbio un momento molto importante e vede Gorizia protagonista, a riprova del fatto che il nostro territorio ha pagato con enorme sacrificio le tragedie della Grande Guerra.

Da questi eventi tragici e allo stesso tempo connotati da eroismo e amor patrio, dobbiamo trarre importanti insegnamenti e trasmetterli anche alle più giovani generazioni, affinché tragedie e errori del passato non si ripetano mai più.

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Foto: Milite ignoto, internet

8 agosto. 105 anni fa la Presa di Gorizia

Con grandissima emozione questa mattina ho partecipato alla cerimonia svoltasi presso il Parco della Rimembranza per la Presa di Gorizia.
105 anni fa l’esercito italiano entrava a #Gorizia e da lì a poco il giovane sottufficiale Aurelio Baruzzi avrebbe issato il nostro tricolore nei pressi della stazione ferroviaria decretando la conquista della Città.
Un sentito ringraziamento lo rivolgo alle Istituzioni civili e militari presenti oggi per ricordare questa pagina di storia importantissima per Gorizia che rappresenta un segno profondo e tangibile di Amore e devozione alla Patria 🇮🇹

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Folgore, 78 anni fa la battaglia di El Alamein

Paracadutisti grande esempio di devozione alla Patria e libertà

Questa mattina, alla presenza del sindaco Rodolfo Ziberna e del questore Paolo Gropuzzo, ho partecipato alla cerimonia per la ricorrenza del 78° anniversario della battaglia di El Alamein che vide l’eroismo e il sacrificio dei paracadutisti della gloriosa Divisione “Folgore”. Un grande esempio di ardimento, libertà e devozione alla Patria.

Folgore! ⚡🇮🇹

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Gorizia ricorda i Carabinieri caduti durante la Grande Guerra

Onore a donne e uomini in divisa che dedicano la vita a difesa della Patria

Questa mattina ho partecipato all’emozionante cerimonia dell’Arma dei Carabinieri sul monte Calvario a Gorizia, in ricordo dei militari caduti durante la Grande Guerra.

Le parole del comandante generale dei Carabinieri, Giovanni Nistri, sono state di grandissima ispirazione e personalmente non può che esserci profonda riconoscenza per donne e uomini che, oggi come in passato, hanno scelto una vita di devozione alla nostra Patria.
Dal canto suo, la nostra Città conferma una volta in più che nella sua storia conserva radici di profonda italianità, fatta di coraggio, eroismo e amore.

Un particolare ringraziamento al presidente del Consiglio regionale FVG, Piero Mauro Zanin, per la cortesia e la disponibilità per la foto assieme 🇮🇹

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Presa di Gorizia, le foto del centenario

Presa di Gorizia, le foto del centenario

Nell’ambito del Centenario dalla fine della Grande Guerra, Gorizia ha ricordato il Centenario della “Presa di Gorizia“. Ho partecipato a diverse cerimonie organizzate in vari luoghi della città, scattato diverse fotografie e poi ho scelto le più belle per un nuovo e appassionante articolo sul blog. Continua a leggere

Giorgia Meloni a Trieste, con Louis Aliot del Front National: proposte e prove d’alleanza

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Sabato 24 ottobre sono stato a Trieste per ascoltare Giorgia Meloni, la leader di Fratelli d’Italia (Alleanza Nazionale). L’occasione ha portato nel capoluogo del Friuli-Venezia Giulia anche Louis Aliot, vice presidente del Fronte nazionale, il partito politico capitanato da Marine Le Pen. Sono stati numerosi gli argomenti trattati, ve li racconto con questo nuovo articolo. Continua a leggere