Gorizia si appresta a vivere qualcosa che, per storia recente, esce dall’ordinarietà ![]()
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Tra pochi giorni il nostro aeroporto Duca d’Aosta ospiterà un grande concerto internazionale. Decine di migliaia di persone arriveranno in città, con tutto ciò che questo comporta: organizzazione, sicurezza, viabilità, parcheggi, navette, trasporti, gestione degli spazi e dei flussi. Uno sforzo enorme.
E sì, è normale che ci siano disagi, discussioni, critiche o preoccupazioni. Fa parte delle cose grandi. Ma il punto, secondo me, è un altro.
Perché questa non è soltanto la settimana di un concerto. Questa è una prova di maturità per Gorizia.
Da amministratore locale, guardando quello che si sta mettendo in campo, rivedo dinamiche e attenzioni che normalmente appartengono a città più popolose della nostra. Piani trasporti straordinari, aree parcheggio dedicate, navette, organizzazione integrata, gestione della sicurezza, coordinamento continuo. Per tante realtà è routine. Per noi è una prima volta per un concerto di queste proporzioni. Ed è proprio per questo che conta così tanto.
Non torno nemmeno sul fatto che, personalmente, vedere l’aeroporto Duca d’Aosta diventare un luogo di cultura, aggregazione, sviluppo e prospettiva è una soddisfazione enorme. Negli anni mi sono impegnato molto per difendere questa infrastruttura anche quando sembrava fuori tempo massimo farlo, e quando era più semplice dire “chiudiamo tutto” piuttosto che credere ancora in un rilancio possibile. Oggi, vedere quel luogo vivere in questo modo, per me ha un significato particolare.
Ma il tema vero, che pongo da amministratore locale, è capire che Gorizia può ambire a qualcosa di più.
Perché se questa macchina funzionerà, se la città risponderà bene come ha già dimostrato in altre occasioni, se riusciremo a dimostrare di saper ospitare eventi di questa portata, allora davvero si aprirà una prospettiva nuova. E riuscire a portare stabilmente 3 o 4 appuntamenti di questo livello ogni anno significherebbe cambiare passo sotto molti punti di vista: economico, turistico, culturale e perfino sociale.
Io continuo a pensare una cosa molto semplice: Gorizia non deve avere complessi di inferiorità verso nessuno. Nessuno è superiore a Gorizia nelle sue potenzialità. Però le città crescono anche quando iniziano a credere davvero in sé stesse. Quando smettono di aspettare che siano gli altri a costruire qualcosa. Quando scelgono di fare sistema, di collaborare, di contribuire tutti, ciascuno nel proprio ruolo.
Ecco perché, al netto delle polemiche che inevitabilmente accompagnano ogni grande novità, io credo che questa sia una grande occasione per tutti noi. E personalmente farò tutto quello che è nelle mie possibilità per supportarla.
Avanti, Gorizia! ![]()

