Riaperture. Rispetto regole a tutela salute e economia

A partire dal 26 aprile i ristoranti potranno riaprire sia a pranzo che a cena utilizzando i tavoli all’aperto, i cinema e i teatri potranno riprendere l’attività negli spazi esterni. Lo ha comunicato oggi il Premier Mario Draghi al termine della cabina di regia.

Le riaperture sono sicuramente un’ottima notizia, il segnale della ripartenza che tutti stavamo aspettando. Non bisogna, chiaramente, abbassare la guardia: mascherina, distanziamento, così come comportamenti responsabili sono fondamentali per evitare di compromettere quest’opportunità.

Sicuramente è molto positivo il fatto che il Governo abbia sposato la linea espressa ieri dal presidente Massimiliano Fedriga nel corso della presentazione delle linee guida per la ripresa delle attività aggiornate dalla Conferenza delle Regioni.

Fondamentale è stato anche l’apporto della Lega all’interno Governo che ha fatto prevalere la linea del buonsenso, delle riaperture e del rispetto delle regole rispetto alla volontà di qualche partito di sinistra, che avrebbe voluto continuare a chiudere tutto disinteressandosi delle categorie economiche e dei lavoratori per una questione puramente ideologica.

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COVID. Vademecum per Pasqua e Pasquetta

Il Decreto Legge n. 30/2021 e il DPCM del 2 marzo hanno definito le misure in vigore in tutta Italia nei giorni di Pasqua e Pasquetta, festività che, come lo scorso anno, saranno diverse da quelle a cui siamo normalmente abituati in conseguenza dell’emergenza sanitaria.

Di seguito trovate le principali disposizioni per domani e lunedì.

Spostamenti

È consentito spostarsi verso un’altra abitazione privata della propria Regione per far visita a parenti e amici, una sola volta al giorno tra le 5 e le 22 e nel limite massimo di due persone. Nel conteggio non rientrano i minori di 14 anni e le persone disabili o non autosufficienti.

È possibile raggiungere le seconde case ma è necessario dimostrare di aver avuto titolo per rientrare nell’immobile prima del 14 gennaio 2021. Nella seconda in casa può rientrare soltanto il nucleo familiare, sono esclusi parenti e amici.

Inoltre, i genitori separati o divorziati possono spostarsi, anche in un’altra Regione, per andare a trovare i figli minorenni.

Funzioni religiose

È consentito partecipare alle funzioni religiose presso il luogo di culto più vicino alla propria abitazione o collocato lungo il tragitto incluso tra gli spostamenti per necessità.

Bar, ristoranti e negozi

Non è possibile pranzare e cenare fuori, in quanto i ristoranti sono chiusi. Il servizio da asporto è consentito senza restrizioni dalle 5 alle 18, mentre è vietato, per i bar, dalle 18 alle 22. Per la consegna a domicilio non sono previste limitazioni.

È inoltre sospesa l’attività dei negozi al dettaglio, ad eccezione di supermercati, alimentari, farmacie, parafarmacie, tabaccherie ed edicole, agrarie.

Rimangono ancora chiusi teatri, cinema e musei.

Attività motoria e sportiva

L’attività motoria è consentita solo in forma individuale e in prossimità della propria abitazione, indossando la mascherina. Non sono previste, salvo specifiche disposizioni locali, particolari disposizioni per i parchi e i giardini pubblici, ai quali, quindi è possibile accedere con i bambini.

È possibile praticare attività sportiva soltanto in forma individuale e all’interno del proprio Comune. Per particolari discipline, quali la corsa o la bicicletta, si può entrare in un altro Comune purché lo spostamento sia limitato alla sola attività.

Martedì 6 aprile tutta Italia tornerà ad essere divisa tra zone rosse e arancioni: il Friuli Venezia Giulia, in particolare, sarà rosso, con spostamenti vietati anche all’interno del proprio Comune, se non per motivi di salute, necessità e lavoro da autocertificare.

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Coronavirus: Governatori, certezze dal Governo o riapriamo da soli

Anche il governatore Fedriga aderisce all’appello, chiedendo regole certe entro mercoledì

Nella giornata di ieri i governatori delle Regioni Abruzzo, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Sardegna, Umbria, Veneto e il presidente della Provincia autonoma di Trento hanno scritto al Presidente della Conferenza delle Regioni sollecitandolo a convocare urgentemente per domani un incontro con il Governo al fine di avere assoluta certezza che le linee guida Inail per le riaperture siano disponibili entro mercoledì della prossima settimana e che dal 18 maggio ogni territorio, nel rispetto delle misure per il contenimento della pandemia, possa consentire la ripartenza delle attività economiche.

Una prospettiva che, qualora fosse disattesa, porterà le scriventi Regioni ad agire autonomamente.

Fonte: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

L’appello dei 10 Presidenti di Regione e del Presidente della provincia autonoma di Trento arriva in seguito al no da parte del Governo alla riapertura anticipata delle attività di commercio al dettaglio, che, in base alla proposta del governatore Massimiliano Fedriga, approvata all’unanimità dalla Conferenza delle Regioni, sarebbe dovuta avvenire oggi. Secondo quanto comunicato da Roma alle Regioni, la ripresa delle attività sarà possibile solo dopo aver definito i protocolli di sicurezza Inail.

Già da diverse settimane però, i Presidenti di Regione stanno chiedendo al Governo di definire regole certe per poter ripartire subito in sicurezza. Lo ha ribadito anche il Presidente Fedriga durante il Consiglio regionale dello scorso 5 maggio, dicendosi “d’accordo per trovare intese e protocolli con le categorie a livello nazionale; dopodiché, chi è in grado di rispettare queste regole deve poter riaprire e riprendere una vita quanto più normale”.

Non c’è più tempo da perdere: rinviare ulteriormente la riapertura dei negozi e delle altre attività commerciali finora rimaste chiuse significa condannare gli esercenti ad abbassare le saracinesche per sempre.  Il Governo fornisca linee guida chiare per consentire a imprenditori e dipendenti di riprendere a lavorare e tornare, per quanto possibile, alla normalità.

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Coronavirus: Fedriga, chiesto a Governo stop saldo finanza pubblica

Dai divieti alle regole: le linee guida della fase 2 in FVG

Sono convinto che si debba passare dalla stagione dei divieti a quella delle regole. L’obiettivo ora deve guardare a coniugare la sicurezza sanitaria e la ripresa delle attività economiche e lavorative“.

Il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha aperto la seduta del Consiglio regionale tenutosi ieri a Udine comunicando all’Aula le linee che l’Amministrazione regionale intende perseguire per affrontare la “fase due” dell’emergenza epidemiologica.

SOSPENSIONE CONTRIBUTO STRAORDINARIO FINANZA PUBBLICA

Tra queste, in primo luogo, la richiesta avanzata al Governo di sospendere il versamento del contributo straordinario al saldo di finanza pubblica per il biennio 2020/2021.

Il governatore ha annunciato di aver firmato proprio ieri “una lettera nella quale le Regioni a Statuto speciale e le Province autonome chiedono, con grande responsabilità ma altrettanta forza e chiarezza, che il contributo straordinario per gli anni 2020 e 2021 sia annullato. Sarebbe palesemente anticostituzionale – ha evidenziato – rischiare di non poter garantire servizi essenziali previsti ai cittadini dalla Costituzione a causa del crollo delle entrate“. “Dal 2011 partecipiamo al contributo straordinario del saldo di finanza pubblica, ma proprio in quanto straordinario non è pensabile continuare a sostenerlo nel momento eccezionale che stiamo vivendo, poiché l’attività ordinaria della Regione rischia di non trovare finanziamento“.

Il Governo – ha comunicato Fedriga – ha proposto un fondo unico per Regioni ordinarie e speciali di 1,5 miliardi a ristoro delle minori entrate causate dalla crisi, la gran parte del quale sarà a favore delle Regioni speciali e delle Province autonome, ma si tratta di cifre insufficienti rispetto a quanto le stesse versano al saldo di finanza pubblica“.

REGOLE CERTE PER LA RIAPERTURA

Quanto alla fase della riapertura, il Presidente si è detto “d’accordo per trovare intese e protocolli con le categorie a livello nazionale; dopodiché, chi è in grado di rispettare queste regole deve poter riaprire e riprendere una vita quanto più normale. Riconosco – ha detto ancora il governatore – che il ministro Boccia si è confrontato con disponibilità con le Regioni, ma adesso ci servono regole certe che passano anche attraverso una stagione di normalizzazione nei rapporti tra istituzioni“. “Il Governo deve pertanto fornire un quadro generale entro cui muoversi – ha ribadito Fedriga – mentre gli Enti locali devono assumersi responsabilità proprie, che misurino le azioni sulla base delle specifiche esigenze dei singoli territori“. Il governatore ha quindi ribadito la massima disponibilità della Giunta a valutare assieme ai gruppi consiliari le soluzioni per la ripresa.

LA SITUAZIONE SANITARIA

Rispetto al quadro sanitario, il Presidente ha ricordato i dati – resi pubblici da uno studio della Fondazione Gimbe – che pongono il Friuli Venezia Giulia tra le Regioni del Nord con il minor numero di contagi e a livelli di sicurezza assimilabili a quelli delle Regioni del Sud, dove l’epidemia è stata meno diffusa. “Siamo ad un numero totale di 3076 contagi in Regione, con un decremento non solo sulle singole giornate ma sul lungo periodo, ed abbiamo un numero di contagi sul lavoro dell’1,8 per cento, come certificato dall’Inail, più basso rispetto a Veneto, Bolzano, Piemonte, Lombardia, Lazio, Marche“. “Una situazione determinata anche grazie al lockdown avviato prima di altre Regioni e che oggi ci consente di fare alcune considerazioni in merito alla ripresa“, ha detto il governatore.

Fedriga ha anche assicurato che la Regione “sta continuando a potenziare il sistema per individuare focolai il prima possibile, tracciando la catena e mettendo in isolamento eventuali casi per riuscire ad arginare la diffusione del virus. Ciò anche grazie al rafforzamento della capacità di effettuare tamponi, classificata ai livelli più alti in Italia. Da questa settimana siamo inoltre inseriti nel test nazionale per gli esami sierologici, ferma restando la consapevolezza di dover usare tutti questi strumenti con massima cautela e rigore scientifico“.

A tal proposito, il Presidente ha sottolineato che “tutte le scelte fatte in ambito sanitario sono frutto di un confronto con il comparto e i professionisti della salute. Né io né il vicegovernatore ci siamo mai permessi di entrare nel merito delle scelte di carattere sanitario, ma abbiamo piuttosto cercato di agevolare il loro lavoro senza ingerenze“.

Fonte: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

Come ben evidenziato dal Presidente Massimiliano Fedriga, non c’è più tempo per aspettare: è necessario riaprire subito garantendo la massima sicurezza dei lavoratori, per evitare che la crisi economica conseguente all’emergenza sanitaria si aggravi ulteriormente, determinando la chiusura di moltissime realtà locali.

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