Chi decide cosa si può dire e non dire?

Le idee si combattono con altre idee, non con censura o violenza

Con il buio del globalismo che vorrebbe fagocitarsi il futuro, la battaglia identitaria entra in una nuova fase cruciale. Le proteste di Washington verranno ricordate come il casus belli da cui è scaturito il gravissimo attacco da parte di società private, Facebook e Twitter in primis, alla libertà di manifestazione del pensiero.

Soprattutto nell’epoca della comunicazione, tale attacco dovrebbe far riflettere circa l’aleatorietà di strumenti come i social. Infatti, quel capitale composto da informazioni, contatti, seguaci, volti, visibilità, nomi e cognomi e, soprattutto, relazioni, per cui vengono anche investite ingenti risorse e impiegati diversi anni, può essere arbitrariamente sospeso o cancellato da un momento all’altro.

È urgente prevedere un trattato internazionale per sancire che multinazionali come Facebook e Twitter hanno una funzione pubblica e non possono permettersi attacchi a un valore inalienabile come la libertà di espressione. Gli Stati europei, così come l’Unione europea, dovrebbero quanto prima intervenire in tal senso.

La politica ha il dovere di governare tali eventi, non può e non deve restare ferma a guardare limitandosi a cavalcarne l’onda che ne consegue. Pure se il rischio è di essere impopolare, resto sempre dell’opinione che “se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui”. E, se si tratta della libertà di manifestazione del pensiero, allora non ho dubbi che valga la pena di lottare!

Washington, censurare Trump non è la soluzione!

Bene la condanna e la stigmatizzazione trasversale che arriva da diversi e autorevoli intellettuali, politici e filosofi, sulla censura politica di Facebook e Twitter a #Trump.

A parer mio, occorre consapevole presa di coscienza sul tema che sarà di grandissimo rilievo per il futuro di noi tutti. Oggi è toccato al presidente degli USA, domani potrebbe essere chiunque.

Voi cosa ne pensate? Se vi va, lasciate un commento per farmi sapere la vostra opinione, vi risponderò molto volentieri.

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Facebook, 5 cose che potrebbero migliorare

lista di funzionalità che potrebbero migliorare facebook
Ecco come potrebbe migliorare Facebook

Facebook è uno fra i social network più popolari al giorno d’oggi, tuttavia la sua praticità d’utilizzo non è poi così scontata, anzi, secondo me ci sono delle cose che potrebbero essere migliorate per rendere l’esperienza più gradevole. Continua a leggere l’articolo per sapere i 5 aspetti di Facebook che vorrei migliorassero. Continua a leggere

Tecnologia e show: si può ancora parlare di sport?

sportivi in azione
Tecnologia e show: si può ancora parlare di sport?

Si può ancora parlare di sport e di onestà, dialogo e rispetto dell’avversario in un’epoca di show business? Ne parlo su Socialnews, leggi l’articolo e poi scrivi il tuo pensiero nei commenti.

LEGGI: Tecnologia e show: si può ancora parlare di sport?

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Scuola Quadri Politica, Lega Nord FVG: il messaggio politico attraverso i social network

Scuola politica

Il 16 gennaio 2016 ho partecipato alla prima lezione della Scuola Quadri, la scuola di formazione politica per simpatizzanti, sostenitori e militanti, organizzata dalla Lega Nord FVG. In totale sono previste una quindicina di lezioni, distribuite nell’arco del 2016, con l’obiettivo di valorizzare le risorse interne del partito e di avvicinare le persone al complesso universo della politica.
L’ospite di questa prima lezione è stato l’esperto di new media Stefano Fantinelli (per info: www.fanti1959.com), che ha approfondito il tema del messaggio politico attraverso i social network. Continua a leggere