Terziario. Contributi investimenti PMI

Termine di presentazione delle domande fissato al 21 marzo

La Regione Friuli Venezia Giulia concede contributi in conto capitale a titolo de minimis a sostegno degli investimenti delle micro, piccole e medie imprese commerciali, turistiche e di servizio.

SPESE AMMESSE A CONTRIBUTO

Sono ammesse a contributo le spese relative a:

– lavori di ammodernamento, ampliamento, ristrutturazione e straordinaria manutenzione di immobili adibiti o da adibire ad attività commerciale, turistica o di servizio; sistemi di videosorveglianza e di sicurezza; sistemi per l’accrescimento dell’efficienza energetica; acquisto di arredi, attrezzature e strumentazioni di importo unitario superiore a 100 euro, al netto dell’IVA (di cui all’articolo 100, comma 1, lettera a) della L. R. 29/05);

– modifica o sostituzione di impianti, quali alimentazione di idranti, impianti di aerazione, elettrici, idrici e sanitari (di cui all’articolo 100, comma 1, lettera b) della L. R. 29/05) ;

– acquisto e attivazione di tecnologie, anche relative al commercio elettronico (di cui all’articolo 14, comma 3 della L. R. 3/21).

SOGGETTI BENEFICIARI

Per quanto riguarda gli interventi di cui all’articolo 100, comma 1, lettere a) e b) della L. R. 29/05, a poter beneficiare dei contributi in oggetto sono micro, piccole e medie imprese commerciali, turistiche e di servizio.

Per gli interventi di cui alla richiamata lettera a), possono beneficiare del contributo anche le imprese artigiane che svolgono attività di vendita.

Per la realizzazione degli interventi di cui all’articolo 14, comma 3 della L. R. 3/21, possono beneficiare dei contributi in oggetto le micro, piccole e medie imprese commerciali attive in particolare nei distretti del commercio.

Tali soggetti devono essere iscritti al Registro delle Imprese, non essere in stato di scioglimento o liquidazione volontaria nè sottoposti a procedure concorsuali, non essere destinatari di sanzioni interdittive.

Possono beneficiare dei contributi anche le imprese con sede legale al di fuori del territorio regionale, purché l’iniziativa oggetto dell’incentivo riguardi un’unità attiva in Friuli Venezia Giulia.

INTENSITÀ DEL CONTRIBUTO

L’intensità massima del contributo è pari al 50 per cento della spesa ammissibile, compresa tra 5.000,00 e 75.000,00 euro.

PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

La domanda di contributo deve essere presentata esclusivamente in forma telematica, entro le ore 16:30 di lunedì 21 marzo 2022.

Queste e molte altre informazioni utili sono disponibili alla pagina dedicata sul sito della Regione.

Una misura di certo significativa, volta a sostenere lo sviluppo e l’ammodernamento di imprese di piccola media e dimensione, realtà che rivestono un ruolo molto importante nell’economia del territorio regionale.

Cosa ne pensate? Fatemi sapere la vostra opinione con un commento, vi risponderò molto volentieri.

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Pressione fiscale delle imprese: Gorizia la migliore in Italia

Gorizia città con la pressione più bassa d’Italia per piccole e medie imprese

Ieri ho letto sul Messaggero Veneto un interessante approfondimento sulla situazione della pressione fiscale alle piccole e medie imprese del Friuli-Venezia Giulia. A tal proposito, l’esauriente tabella con i dati dell’Osservatorio Cna ha catturato la mia attenzione poiché si legge che nella nostra regione le PMI godono di un trattamento generalmente migliore rispetto al resto del Paese. In particolare, Gorizia è la città dove la pressione fiscale alle imprese è la più bassa d’Italia con una media che si assesta attorno al 54%.

tabella con dati pressione fiscale pmi del friuli venezia giulia
La pressione fiscale sulle piccole e medie imprese del Friuli Venezia Giulia

Al di là del dato certamente incoraggiante, ritengo che osservando con ancora più attenzione i dati forniti dalla tabella, ciò di cui ci si dovrebbe accorgere sta nel fatto che un imprenditore che opera sul nostro territorio lavora i primi 7 mesi dell’anno soltanto per pagare le tasse e poi il resto dell’anno, se gli va bene, è quanto rimane per soddisfare i bisogni suoi e quelli della sua famiglia.

Dunque, seppur sul nostro territorio è possibile essere un pizzico più ottimisti rispetto ad altre parti d’Italia, vi propongo un quesito: possiamo realmente accontentarci di questo risultato o dovremmo cercare di essere ancor più competitivi e attrattivi per le imprese? Scrivete un commento per dirmi che ne pensate, intanto procedo con la riflessione.

Micro, piccole e medie imprese nel futuro dell’Italia

Per come la vedo io, le micro, piccole e medie imprese sono e saranno anche in futuro il collante socioeconomico dei nostri territori. Queste imprese infatti rappresentano un patrimonio fatto di conoscenza e saper fare che è stato ereditato dal passato ma che sempre più ci servirà per guardare alle sfide del futuro con cauto ottimismo. In un’epoca di globalizzazione fuori controllo, ci sarà un ritorno ai valori del localismo inteso come processo di riavvicinamento alla qualità piuttosto che alla quantità e alle relazioni personali, culturali e professionali prima ancora che meramente economiche.

Le risposte quindi che saremo chiamati a dare dovranno andare verso gli imprenditori, con azioni mirate come ad esempio una fiscalità di vantaggio, in moda da liberare risorse ed energie rimaste “imprigionate” e che potrebbero garantire lavoro e nuovi investimenti. Un altro provvedimento quantomai necessario è senza dubbio una corposa sburocratizzazione, magari avvantaggiandosi delle grandi potenzialità che le nuove tecnologie offrono. Tutto ciò nell’ottica di ridare respiro e prospettive al settore e, soprattutto, ai più giovani che altrimenti il loro futuro lo immaginano all’estero.

Lo sviluppo delle PMI è anche compito di una buona politica

Il sistema Italia, fatto di eccellenze e saper fare, di competenze e originalità, non deve seguire acriticamente la chimera del globalismo fuori controllo e né tantomeno l’assurda competizione con i mercati dell’altra parte del mondo dove non vengono tutelati né i diritti umani né i diritti dei lavoratori ed è un optional anche la salvaguardia dell’ambiente. La competizione dovremmo ricominciare a farla alle nostre condizioni, magari seguendo come esempio proprio le buone prassi tipiche delle PMI: impegno, tanto lavoro e caparbietà.

Chiaramente, se tutto ciò sarà possibile dipenderà in buona parte anche dalla politica e dalle scelte lungimiranti che i suoi rappresentanti sapranno prendere. Di una cosa sono certo, per quanto mi riguarda al primo posto dell’agenda politica c’è l’ascolto di chi ama il proprio lavoro e lo porta avanti con cuore e passione. Soltanto con un ascolto aperto e generoso è possibile dare le giuste risposte e prendere le decisioni corrette che in tanti si aspettano dalla politica.

Prima di salutarci, se vi va, scrivete un commento per dirmi che ne pensate di questo articolo. Mi farà piacere sapere i vostri pareri e sarò contento di rispondervi. Condividete questo articolo con i vostri amici per aiutarmi a farlo conoscere e seguite la mia pagina Facebook per essere sempre aggiornati: www.facebook.com/andtomasella.

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