Centro stampa della Gedi a Gorizia, quale futuro per famiglie e lavoratori?

INTERROGAZIONE DI ANDREA TOMASELLA

CENTRO STAMPA DELLA GEDI A GORIZIA, QUALE FUTURO PER LE FAMIGLIE E I LAVORATORI?

Un cortese saluto ai componenti di quest’aula, ai cittadini presenti e coloro che invece ci seguono con la diretta streaming. Quest’oggi, carissimi colleghi, ho deciso di incentrare questa interrogazione su una vicenda che ha fortemente scosso la mia coscienza e che credo potrebbe avere dei risvolti importanti sul tessuto socioeconomico della nostra comunità. Per questo ho ritenuto opportuno scrivere alcune righe per domandare a questa amministrazione comunale, nel limite delle sue competenze e conoscenze, di fornirmi delle risposte o quantomeno degli elementi che mi possano tornare utili per conoscere lo stato di evoluzione della questione e se c’è l’intenzione di affrontarla ed eventualmente in quale modo.

Per contestualizzare questa mia interrogazione, faccio un salto all’indietro nel tempo di circa 7 anni. Come ricorderete, a febbraio 2011 nella zona industriale di Sant’Andrea a Gorizia venne presentato lo stabilimento dove ancora oggi vengono stampati alcuni quotidiani distribuiti in Friuli-Venezia Giulia, tra i quali Il Piccolo e il Messaggero Veneto. All’epoca, in cui la situazione economica era ancora più difficile di oggi, quell’apertura rappresentò una notizia positiva e di grandissima rilevanza, soprattutto per la nostra Gorizia che si trovò in una posizione strategica e perfettamente baricentrica rispetto a Udine e Trieste.

Se dal punto di vista degli investimenti, con oltre 10 milioni di euro, fu certamente un evento di grande prestigio per il nostro territorio, anche dal punto di vista occupazionale rappresentò certamente un avvenimento in controtendenza rispetto alla maggior parte del comparto produttivo locale. Inoltre, l’apertura del centro stampa rappresentò senz’altro anche un indispensabile architrave su cui poi poter posare una sana e robusta informazione per il nostro territorio.

Purtroppo, però, la cronaca recente racconta dell’annunciata chiusura del centro stampa di Gorizia che, su volontà del gruppo Gedi, vedrebbe trasferite attività e poligrafici a Padova. In sostanza, il personale, se non interessato ad eventuali prepensionamenti, sarà trasferito nel centro stampa di proprietà del gruppo a Padova. Tutto ciò con buona pace degli ingenti investimenti, della necessità di mantenere il legame con il territorio, della tutela dei posti di lavori e della qualità del prodotto giornalistico.

A tutto ciò si aggiunge la tragedia che, come tutti abbiamo tristemente appreso dalla stampa, ha colpito un lavoratore dello stabilimento che, in seguito all’annunciato trasferimento dell’attività produttiva dallo stabilimento di Gorizia a quello di Padova, si è tolto la vita. Anche in seguito a questo tragico evento, per il quale esprimo alla sua famiglia e ai suoi cari il mio cordoglio e la mia vicinanza, ho ritenuto fosse necessario proporre a questa amministrazione un ragionamento profondo sul ruolo della stampa e, soprattutto, sulla dignità del lavoro sul nostro territorio.

Lo spostamento del centro stampa, inaugurato soltanto nel 2011 e realizzato anche grazie a un consistente finanziamento del Fondo Gorizia al Consorzio di sviluppo industriale e artigianale del capoluogo isontino, oltreché finanziamenti europei, è certamente inseribile nella più grande e generale situazione di difficoltà dell’editoria nel nostro Paese e che con ristrutturazioni selvagge, tagli lineari e indiscriminati degli organici, crisi aziendali e precariato sempre più diffuso, sta costringendo il mondo dell’informazione ad annaspare nell’ennesima emergenza occupazionale e industriale. Dunque, in un’epoca di grande fragilità occupazionale, anche per la città di Gorizia si prospetta all’orizzonte un’ulteriore crisi complessa.

Da qui nasce l’esigenza della presente interrogazione, indirizzata all’assessore con delega alle politiche del lavoro Marilena Bernobich e all’assessore con delega alle attività produttive Roberto Sartori, con l’intento di conoscere quali saranno le azioni di competenza che intendono assumere al fine di individuare dei percorsi di salvaguardia dei livelli occupazionali che assicurino la piena ricollocazione dei lavoratori, concordando al tempo stesso soluzioni che impattino nel minor modo possibile sulla loro condizione esistenziale, familiare e professionale. Oltreché a tutela dell’indotto che tale attività ha per la nostra città, dato che i giornali se stampati in Veneto arriverebbero certamente più tardi rispetto a quanto accade oggigiorno e, per esempio, il pendolare che prende il treno presto dalla stazione di Gorizia probabilmente il quotidiano non lo comprerà più nelle nostre edicole ma nella città di arrivo.

Tutto ciò premesso,

si interrogano

gli assessori competenti per sapere:

  1. Data la grande importanza di un centro stampa e del relativo indotto sul territorio, se l’amministrazione comunale era a conoscenza della chiusura del centro stampa di Gorizia e se ci sono novità su questa tematica;
  2. In ogni caso, quali sono i provvedimenti che si ritengono opportuni e quali contromisure si potrebbero adottare secondo questa amministrazione per scongiurare la chiusura del centro stampa di Gorizia e quali misure intendono adottare per il lavoratori coinvolti;
  3. Se in futuro sia possibile per l’amministrazione comunale monitorare la situazione delle imprese sul nostro territorio e magari scongiurare ulteriori chiusure o spostamenti di produzione.

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Pressione fiscale delle imprese: Gorizia la migliore in Italia

Gorizia città con la pressione più bassa d’Italia per piccole e medie imprese

Ieri ho letto sul Messaggero Veneto un interessante approfondimento sulla situazione della pressione fiscale alle piccole e medie imprese del Friuli-Venezia Giulia. A tal proposito, l’esauriente tabella con i dati dell’Osservatorio Cna ha catturato la mia attenzione poiché si legge che nella nostra regione le PMI godono di un trattamento generalmente migliore rispetto al resto del Paese. In particolare, Gorizia è la città dove la pressione fiscale alle imprese è la più bassa d’Italia con una media che si assesta attorno al 54%.

tabella con dati pressione fiscale pmi del friuli venezia giulia
La pressione fiscale sulle piccole e medie imprese del Friuli Venezia Giulia

Al di là del dato certamente incoraggiante, ritengo che osservando con ancora più attenzione i dati forniti dalla tabella, ciò di cui ci si dovrebbe accorgere sta nel fatto che un imprenditore che opera sul nostro territorio lavora i primi 7 mesi dell’anno soltanto per pagare le tasse e poi il resto dell’anno, se gli va bene, è quanto rimane per soddisfare i bisogni suoi e quelli della sua famiglia.

Dunque, seppur sul nostro territorio è possibile essere un pizzico più ottimisti rispetto ad altre parti d’Italia, vi propongo un quesito: possiamo realmente accontentarci di questo risultato o dovremmo cercare di essere ancor più competitivi e attrattivi per le imprese? Scrivete un commento per dirmi che ne pensate, intanto procedo con la riflessione.

Micro, piccole e medie imprese nel futuro dell’Italia

Per come la vedo io, le micro, piccole e medie imprese sono e saranno anche in futuro il collante socioeconomico dei nostri territori. Queste imprese infatti rappresentano un patrimonio fatto di conoscenza e saper fare che è stato ereditato dal passato ma che sempre più ci servirà per guardare alle sfide del futuro con cauto ottimismo. In un’epoca di globalizzazione fuori controllo, ci sarà un ritorno ai valori del localismo inteso come processo di riavvicinamento alla qualità piuttosto che alla quantità e alle relazioni personali, culturali e professionali prima ancora che meramente economiche.

Le risposte quindi che saremo chiamati a dare dovranno andare verso gli imprenditori, con azioni mirate come ad esempio una fiscalità di vantaggio, in moda da liberare risorse ed energie rimaste “imprigionate” e che potrebbero garantire lavoro e nuovi investimenti. Un altro provvedimento quantomai necessario è senza dubbio una corposa sburocratizzazione, magari avvantaggiandosi delle grandi potenzialità che le nuove tecnologie offrono. Tutto ciò nell’ottica di ridare respiro e prospettive al settore e, soprattutto, ai più giovani che altrimenti il loro futuro lo immaginano all’estero.

Lo sviluppo delle PMI è anche compito di una buona politica

Il sistema Italia, fatto di eccellenze e saper fare, di competenze e originalità, non deve seguire acriticamente la chimera del globalismo fuori controllo e né tantomeno l’assurda competizione con i mercati dell’altra parte del mondo dove non vengono tutelati né i diritti umani né i diritti dei lavoratori ed è un optional anche la salvaguardia dell’ambiente. La competizione dovremmo ricominciare a farla alle nostre condizioni, magari seguendo come esempio proprio le buone prassi tipiche delle PMI: impegno, tanto lavoro e caparbietà.

Chiaramente, se tutto ciò sarà possibile dipenderà in buona parte anche dalla politica e dalle scelte lungimiranti che i suoi rappresentanti sapranno prendere. Di una cosa sono certo, per quanto mi riguarda al primo posto dell’agenda politica c’è l’ascolto di chi ama il proprio lavoro e lo porta avanti con cuore e passione. Soltanto con un ascolto aperto e generoso è possibile dare le giuste risposte e prendere le decisioni corrette che in tanti si aspettano dalla politica.

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Giornata ecologica a Gorizia: intervista a Luca Cadez e Lucio Delpin (Legambiente Primula Lucinico)

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Lezioni di storia a teatro: ma quale storia?

lega nord salvini premier gorizia andrea tomasella

 

 

Gorizia, 11 marzo 2018

 

INTERROGAZIONE di Andrea Tomasella

LEZIONI DI STORIA A TEATRO: MA QUALE STORIA?

Domenica 11 marzo 2018 alle 11:00 presso il teatro Verdi di Gorizia si è tenuta la conferenza “Lezioni di Storia a Teatro” con il giornalista e scrittore Corrado Augias che avrebbe dovuto parlare del suo recente libro “Questa nostra Italia”.

Parto col dire che reputo encomiabile il lavoro che questa amministrazione con l’assessore alla cultura e lo sviluppo turistico Fabrizio Oreti stanno portando avanti per garantire alla città un’offerta culturale di alta qualità ed in linea con le aspettative della cittadinanza. Fino ad oggi infatti sono stati numerosi e variegati gli appuntamenti culturali, interessanti e riuscitissimi, supportati dall’amministrazione, ricordo ad esempio il concerto del primo giorno dell’anno a palazzo De Grazia, oppure lo spettacolo della compagnia teatrale Tenerife “Un cretino alla riscossa”, con tanti giovani talenti goriziani, oppure il concerto della Fanfara della Brigata Alpina Julia dello scorso novembre. Ma questi solo per citarne alcuni, i primi che mi sono venuti in mente.

Tuttavia, come direbbe un noto proverbio, non tutte le ciambelle riescono col buco. E mi spiego: quella che sarebbe stato lecito aspettarsi fosse una “Lezione di storia a Teatro” si è rivelata invece una conferenza politicamente orientata. Per l’amor del cielo, non ci sarebbe nulla di grave in tutto questo, anzi, credo che occasioni in cui parlare, dibattere o comunicare idee, posizioni o critiche, siano assolutamente condivisibili e auspicabili da qualsiasi direzione esse arrivino, ma il pluralismo o la par condicio dovrebbero essere garantite per rendere l’evento quantomeno imparziale.

Personalmente sono rimasto allibito quando l’oratore ha dapprima parlato delle tante bellezze e peculiarità che contraddistinguono il nostro amato Paese e che ci invidiano in tutto il mondo, salvo poi auspicare la dismissione delle 20 regioni italiane in favore di 5, o massimo 6, macroregioni secondo lui più comode e meno onerose. Il tutto in barba alle straordinarie diversità, identità e culture che connotano l’Italia e condito da una critica non certo positiva al modello federalista che la Lega auspica da anni per il Paese.

Nel corso della conferenza poi non sono mancati riferimenti critici ad esponenti di spicco della Lega, fra tutti il senatore Roberto Calderoli. Anche l’auspicato ritorno alla sovranità monetaria non è passato indenne al solerte giudizio del conferenziere poiché, a suo dire, il debito pubblico italiano riconvertito in Lire sarebbe insostenibile. Insomma dovremmo tutti rassegnarci a fame, disoccupazione e precariato a vita natural durante in nome del debito e dell’Euro. Non mi esprimo poi sulle affermazioni circa la necessità di superamento degli Stati nazionali in favore degli Stati Uniti d’Europa che ho trovato del tutto fuori luogo.

Tuttavia il punto più grave di tutta la manifestazione si è raggiunto quando, dopo aver incoraggiato gli interventi da parte del pubblico, ed un’intrepida ragazza ha espresso educatamente il suo punto di vista a favore del federalismo come modello di Governo per far funzionare il Paese, quest’ultima di tutta risposta si è sentita dire che “ragiona in modo sbagliato”. Per quanto mi riguarda, credo che una volta aperta la conferenza al pubblico a quel punto l’oratore avrebbe dovuto mettersi allo stesso livello delle persone intervenute e, piuttosto di un giudizio personale, sarebbe stato lecito aspettarsi una risposta sui temi e sui contenuti. Vista anche la preparazione e l’esperienza che di certo non mancano al buon Augias.

 

Tutto ciò premesso,

si interroga

l’Assessore competente per sapere:

 

  1. Se per il suddetto evento c’è stato un contributo economico da parte del Comune e, nel caso, a quanto ammonta tale contributo diretto o indiretto

 

  1. Se in futuro sia ancora opportuno favorire appuntamenti come questi con il patrocinio dell’amministrazione comunale

 

  1. Se la scaletta dell’evento era concordata ed eventualmente se quanto proposto è stato in linea con le aspettative dell’amministrazione

 

Andrea Tomasella

Artigianato acchiappa turismo a Gorizia – speciale 100 iscritti – vlog #12

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Capodanno in piazza a Gorizia – vlog #8

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Il grande pugilato italiano a Gorizia – vlog #5

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Un luogo simbolo per le vittime del terrorismo islamico in Europa, approvata la mozione del consigliere Tomasella della Lega Nord

consigliere comunale tomasella lega nord
Consigliere Tomasella Lega Nord Gorizia

Di seguito il comunicato che ho inviato alla stampa locale con preghiera di pubblicazione:

L’iniziativa del consigliere Andrea Tomasella della Lega Nord per commemorare le vittime del terrorismo islamico in Europa ha trovato il deciso sostegno dell’amministrazione comunale nel corso della recente seduta del Consiglio Comunale di Gorizia.

La mozione presentata – precisa il consigliere Tomasella – non è un atto contro nessuno e non è certamente una guerra all’Islam, bensì è da intendersi come un’iniziativa propositiva affinché anche gli islamici possano unirsi a noi nella battaglia contro il terrorismo di matrice islamica.

Infatti – continua il consigliere – i fatti di cronaca contemporanei ci raccontano di decine, se non centinaia, di cittadini europei e non solo, indifesi e crudelmente massacrati nel mentre vivevano la loro quotidianità: durante una passeggiata per strada con la famiglia, al supermercato, ad uno spettacolo di musica dal vivo, durante un tragitto in metropolitana o in aeroporto.

Tutte queste vittime innocenti, oltre ad essere un pesantissimo tributo di sangue, rappresentano anche lo stato d’emergenza e d’attacco che l’Europa sta subendo da parte del terrorismo di matrice islamica. Da questo punto di vista dedicare loro un monumento è un atto di coscienza pubblica per ricordare a noi stessi e tramandare ai posteri la testimonianza dello stato di guerra che ci troviamo a vivere oggigiorno in Europa.

Il monumento simbolo – sottolinea il consigliere – si propone di commemorare tutte le vittime del terrorismo islamico in Europa, senza distinzioni di nazionalità, colore o religione. Questo perché è chiarissima la necessità immediata di soluzioni europee condivise, che permettano finalmente di garantire maggiore sicurezza e ordine pubblico, oltre che la regolamentazione dell’immigrazione in Europa.

E proprio in queste motivazioni si evincono le ragioni per cui la mozione è stata portata avanti effettuando una distinzione da altri stragismi altrettanto deplorevoli e che in passato hanno tinto di rosso la cronaca italiana e non solo: ovvero per evidenziare e puntare l’attenzione sull’attacco che l’Europa sta subendo ad opera del terrorismo islamico, che sta mietendo vittime provenienti da tutto il mondo e destabilizzando il nostro modo di intendere la quotidianità. Oggigiorno qualunque persona potrebbe trovarsi al posto sbagliato al momento sbagliato, vedendo attentata la propria incolumità in modo arbitrario, ingiusto e folle. Proprio per questo – aggiunge il consigliere leghista – un monumento simbolo ove commemorare le vittime di ingiuste e brutali aggressioni, potrebbe servire anche per stimolare una riflessione su un grande tema della nostra attualità poiché, prima che sia troppo tardi, occorre reagire e prendere atto del fatto che l’Europa è sotto attacco.

Per questo grandissimo risultato raggiunto un sentito ringraziamento – conclude Tomasella – va certamente rivolto al sindaco Rodolfo Ziberna e alla maggioranza che hanno condiviso lo spirito della mozione ed i contenuti proposti affinché venisse mosso un deciso passo in avanti nella commemorazione di tutte le vittime e dei martiri del terrorismo islamico in Europa.

Il monumento simbolo deputato a commemorare la memoria delle vittime del terrorismo islamico in Europa potrebbe trovare spazio al parco della Rimembranza, luogo in cui sono già presenti in vari settori del parco diversi monumenti commemorativi.

Conclusioni

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Leggi anche: GECT GO: discorso del consigliere comunale Andrea Tomasella (Lega Nord)

Monte San Gabriele (Škabrijel): passeggiata fra natura, cultura e le trincee della Grande Guerra

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Monte San Gabriele (Škabrijel): passeggiata fra natura, cultura e le trincee della Grande Guerra

Il monte San Gabriele (o Škabrijel in sloveno) è un monte del territorio goriziano che offre la possibilità di una splendida passeggiata fra natura, storia e le trincee della Grande Guerra.

In passato ho già scritto alcune impressioni a riguardo di questo monte sul blog (Monte San Gabriele (Škabrijel): visita e info), tuttavia ho realizzato un nuovo video della passeggiata per illustrare dettagliatamente i passaggi, i sentieri e le varie stradine da seguire per completare facilmente il percorso.

Una fra le particolarità del monte San Gabriele sta sicuramente nel fatto che, rispetto al vicino Sabotino, è molto boscoso ed offre pochi punti panoramici. Per questo motivo, proprio sulla sommità del monte, è stata costruita un’altissima torre di metallo da cui è possibile godere del panorama tutto attorno: dalle Prealpi Giulie fino al mare del Golfo di Trieste.

Sul San Gabriele si trovano diverse trincee, reperti e monumenti dedicati alla prima guerra mondiale che sono fruibili al pubblico ed è davvero singolare camminare fra le trincee che i soldati austroungarici e italiani utilizzarono durante la Grande Guerra.

Non mi dilungo oltre e ti invito a guardare il nuovo video della mia passeggiata sul San Gabriele, con le informazioni necessarie per fare un bel giro e godersi tutte le bellezze che il monte ha da offrire. Non dimenticarti di iscriverti al mio canale YouTube!

Monte San Gabriele / Škabrijel, in conclusione…

…cosa ne pensi di questo nuovo video? Quali sono le passeggiate o gli itinerari che più ti piacciono quando vai a camminare?

Scrivi un commento con la tua esperienza, sarà un piacere leggere e poi risponderti. Se questo articolo ti è piaciuto condividilo con i tuoi amici e metti “Mi piace” alla mia pagina Facebook. Un caro saluto e a presto.

Leggi anche: Monte Nero (2245 m): via normale da Krn – fotogallery ed escursione

Mast: storia d’impresa culturale e creativa (intervista a Marco Arrigoni, Stefano Bonezzi e Ariano Medeot)

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Mast: impresa culturale e creativa (intervista a Marco Arrigoni, Stefano Bonezzi e Ariano Medeot)

Che cos’è e come funziona un’impresa culturale e creativa? Cosa contraddistingue questo nuovo tipo di realtà imprenditoriale?

Lo scopriremo grazie alla testimonianza di Marco Arrigoni e Stefano Bonezzi che, con la loro impresa culturale creativa “Mast”, portano avanti numerosi progetti sul territorio goriziano e non solo.

A seguire l’intervista del presidente di Confartigianato Gorizia Ariano Medeot, che ha motivato le ragioni per cui è importante sostenere le iniziative di un’impresa culturale e creativa come la Mast.

Intervista a Marco Arrigoni e Stefano Bonezzi – Mast ICC Impresa Culturale Creativa

stefano bonezzi marco arrigoni mast icc impresa culturale creativa
Da sx: Stefano Bonezzi e Marco Arrigoni della Mast ICC

Che cos’è un’impresa culturale creativa e quali sono le sue peculiarità?

Stefano Bonezzi: “Inizio col dire che la nostra collaborazione è nata all’interno di un’associazione e inizialmente ci siamo occupati di offrire servizi sul territorio, con particolare attenzione al campo dell’editoria e a dei corsi legati ai dialetti della nostra zona. Insomma, siamo partiti da una collaborazione di volontariato e poi, ad inizio 2017, abbiamo deciso di fondare la Mast s.r.l.: un’impresa culturale creativa e società benefit”.

Quali sono quindi le possibilità che offre un’impresa di questo tipo?

Marco Arrigoni: “Quando abbiamo scelto di costituire questa nuova società, abbiamo prima di tutto fatto un percorso di qualche mese per decidere quale fosse la soluzione più adatta per raggiungere i nostri obiettivi. Da questo punto di vista lo strumento Mast si è rivelato il più adatto, poiché innovativo e si tratta di una startup a vocazione sociale che si occupa prevalentemente di organizzazione e gestione di eventi, turismo sociale e gestione del patrimonio culturale”.

Recentemente avete curato l’organizzazione di un evento molto importante al Marina Hannibal di Monfalcone, di cosa si trattava?

Marco Arrigoni: “Si trattava di progettare e realizzare un villaggio, con tutta una serie di manifestazioni e di spettacoli per intrattenere gli 800 velisti che hanno partecipato al campionato italiano dal 20 al 24 giugno. Siamo molto contenti che lo storico Marina Hannibal di Monfalcone ci abbia coinvolti in questa splendida iniziativa poiché per noi è stata davvero un’avventura, che è andata benissimo e siamo molto soddisfatti del lavoro svolto”.

Quali sono gli eventi avete creato come Mast e quali idee avete per il futuro?

Stefano Bonezzi: “C’è stato un po’ di tutto, in quanto siamo partiti con l’associazione e siamo poi arrivati all’attività vera e propria della Mast. Come dicevo anche prima, abbiamo iniziato con un libro di cucina con diverse ricette del territorio e poi, pian piano, abbiamo sviluppato anche altri progetti, fra cui “De gusto”. Si tratta di una manifestazione enogastronomica che organizziamo una volta all’anno nella splendida Tenuta di Blasig a Ronchi dei Legionari. L’idea di base è quella di raccontare e valorizzare tutta una serie di micro produzioni alimentari del Friuli Venezia Giulia: dalla produzione fino al prodotto in vendita sulla bancarella”.

Intervista ad Ariano Medeot – Presidente Confartigianato Gorizia

presidente di confartigianato gorizia ariano medeot
Ariano Medeot – presidente Confartigianato Gorizia

Per Confartigianato Gorizia cosa significa sostenere un’impresa culturale e creativa come la Mast s.r.l.?

“Si tratta di un percorso che la giunta di Confartigianato Gorizia si è data dal suo insediamento, quindi circa un anno e mezzo fa. Ancora una volta confermiamo la nostra vicinanza alle società tradizionali, di cui noi sosteniamo i valori in termini di conoscenza del territorio e di conoscenza umana, bisogna però considerare anche la grande evoluzione della tecnologia e quindi accompagnare le startup come la Mast s.r.l. in un percorso di sviluppo. Tutto ciò nell’ottica di poter mantenere vivo sul territorio il nostro patrimonio culturale”.

Dunque com’è possibile valorizzare questo tipo di imprese?

“La nostra idea è proprio quella di sostenere queste imprese, come oggigiorno stanno facendo anche le istituzioni regionali, magari accompagnandole durante il percorso di partecipazione a dei bandi che mettono a disposizione risorse economiche a favore di queste nuove realtà imprenditoriali per poterne valorizzare progetti e idee, oltreché l’innovazione culturale e ambientale del territorio”.

Prima di passare alle conclusioni, ti invito a guardare il video “Mast: storia d’impresa culturale e creativa (con Marco Arrigoni, Stefano Bonezzi e Ariano Medeot)” e non dimenticarti di iscriverti al mio canale YouTube!

Conclusioni

Cosa ne pensi di questa intervista? Hai mai sentito parlare di impresa culturale creativa o c’è qualche esempio del tuo territorio che ti andrebbe di condividere?

Scrivi un commento con le tue opinioni, sarà un piacere leggere e poi risponderti. Se questo articolo ti è piaciuto condividilo con i tuoi amici e metti “Mi piace” alla mia pagina Facebook. Un caro saluto e a presto.

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