TOMASELLA, INTERVENTO MOZIONE ECONOMIA DI CONFINE: VISIONE UNITARIA PER FUTURO DEL TERRITORIO

PREMESSA

A seguito dell’emergenza COVID-19 stiamo vivendo un momento storico molto importante, che riguarda e coinvolge tutte le forze politiche rappresentate in questo Consiglio comunale.

È proprio in questo contesto che è riemersa chiaramente la problematica della fiscalità di svantaggio nelle zone di confine. Guardate, non si tratta di una tematica banale né della stessa storia già vista e rivista in passato: le recenti vicende che tutti noi conosciamo hanno fatto emergere situazioni che prima potevamo soltanto immaginare e che invece adesso è possibile quantificare con dati e numeri.

VISIONE UNITARIA

Do per assodato che la mozione sull’armonizzazione dell’economia di confine sia stata letta da tutti: a riguardo, mi preme specificare che tale documento è ambizioso e audace, propone una visione unitaria che potrà dare i frutti che speriamo soltanto se sapremo perseguirla tutti insieme.

Quando parlo di fiscalità di svantaggio e di armonizzazione dell’economia di confine non mi riferisco soltanto – come qualcuno potrebbe erroneamente pensare – a sigarette e benzina, ma a tutte le attività economiche del nostro territorio: è fondamentale ridare futuro e dignità all’intero sistema economico, fortemente penalizzato da una pressione fiscale, tariffaria e burocratica che aggrava il già difficile contesto socioeconomico attuale.

Ritengo che questo documento sia un’arma democratica importante per far valere le ragioni del nostro territorio. Come cittadini goriziani eravamo – e siamo – ben consapevoli delle difficoltà che le attività economiche devono affrontare. Ma, quando ad un’emorragia di liquidità come quella che interessa la fascia confinaria del Friuli Venezia Giulia, non c’è risposta, vuol dire che qualcosa non ha funzionato: probabilmente non siamo stati sufficientemente bravi a far comprendere la situazione a chi, più in alto di noi, può prendere delle decisioni per cambiare lo stato dei fatti.

ARMONIZZAZIONE E COOPERAZIONE

Ogni anno la nostra Regione perde circa 100 milioni di euro solo per quel che riguarda IVA e accise, ma, come ho già evidenziato poc’anzi, non si tratta di una problematica che riguarda un’unica categoria economica: ad essere coinvolto è l’intero sistema, che richiede strumenti di armonizzazione fiscale, tariffaria e burocratica capaci di consentire a veterinari, tassisti, ristoratori, albergatori, imprenditori, commercianti artigiani, e allora sì, benzinai e tabaccai, di poter operare alla pari con gli amici d’oltreconfine.

Sì, lo ribadisco, con gli amici d’oltreconfine, perché il risultato a cui si propende non è un vantaggio per i nostri a discapito degli altri, bensì un’armonizzazione capace di arricchire i nostri territori di contaminazioni reciproche, di esperienze nuove e diverse, che possano ampliare il nostro modo di guardare a Gorizia e al suo posizionamento nello scacchiere regionale e transfrontaliero.

RINGRAZIAMENTI

Con questo intervento penso di aver esplicitato, almeno in parte, le motivazioni che mi hanno portato e mi porteranno a seguire con determinazione l’importante tematica dell’armonizzazione dell’economia di confine.

In ultimo, ma non ultimo, visto anche lo spirito di collaborazione che ha contraddistinto questa mozione, rivolgo un sentito ringraziamento al Sindaco Rodolfo Ziberna che è sempre stato disponibile al dialogo e al confronto, al gruppo della Lega e in particolare al mio Capogruppo Franco Zotti per il supporto che non è mai mancato e ai due colleghi Marco Rossi e Fabio Gentile, ma ai Consiglieri tutti, per lo spirito collaborativo e costruttivo dimostrato.

Vi va di farmi sapere cosa ne pensate lasciando un commento? Sarò molto felice di rispondervi.

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Mozione: Zona Franca di emergenza e Zona logistica semplificata per il Friuli Venezia Giulia

OGGETTO: Zona Franca di emergenza e Zona logistica semplificata per il Friuli Venezia Giulia: la Regione rafforzi il pressing istituzionale con Roma per urgenti misure di armonizzazione economica per evitare tracollo economico e sociale del territorio isontino, prevedendo nel contempo l’avvio dell’iter per l’istituzione di una ZLS “rafforzata” in Friuli Venezia Giulia

Il Consiglio comunale di GORIZIA

PREMESSO che la gravissima crisi dovuta all’emergenza da coronavirus ha messo in luce l’urgente necessità di adottare adeguati ed efficaci provvedimenti volti a promuovere un reale sviluppo, o quantomeno a mantenere in condizione di economicità le attività esistenti, anche attraverso strumenti che portino a riequilibrare la disarmonia fiscale e tariffaria che sussiste sulla fascia confinaria del Friuli Venezia Giulia, in particolar modo nella conurbazione transfrontaliera fra Italia e Slovenia;

CONSIDERATO che il territorio isontino ha sempre rappresentato per la Regione Friuli Venezia Giulia “l’avanguardia” di riferimento per quanto riguarda i rapporti transfrontalieri con la vicina Slovenia, costituendo un esempio virtuoso e positivo di un territorio da sempre aperto (il più aperto del FVG), che oggi continua a operare con strumenti di collaborazione e cooperazione quali il GECT e altre progettualità;

RILEVATO che nei territori presenti lungo la fascia confinaria del FVG, durante la chiusura dei confini con Slovenia e Austria, gli incassi per lo Stato in IVA e accise sono più che raddoppiati e che alla recente loro riapertura, lo Stato Sloveno – con il taglio delle accise sul prezzo dei carburanti – ha fatto sì che riprendesse in maniera decisa il fenomeno del pendolarismo oltreconfine, accentuando l’emorragia di liquidità che per le attività italiane, ancor più in un momento di grave crisi, significherebbe la loro morte economica;

CONSIDERATO che l’attivazione a cavallo del confine di un nuovo strumento di armonizzazione economica costituisce elemento essenziale per qualsiasi politica di sviluppo che si pone l’obiettivo di creare le condizioni per favorire e mantenere la produzione industriale, artigianale e agricola, il commercio, l’esportazione di merci e l’investimento di nuovi capitali;

VISTO che per le medesime attività economiche due Paesi confinanti – per le loro peculiari caratteristiche fiscali che non sono regolate omogeneamente a livello europeo – individuano misure diverse e si possono creare fenomeni di differenziazione anche evidente di prezzo per l medesima categoria merceologica, resi ancor più evidenti in situazione di conurbazione urbana, creando difficoltà notevoli alle imprese del Paese fiscalmente svantaggiato;

RILEVATO che tali interventi riguardano un intero sistema economico che deve fare i conti con una concorrenza insostenibile che penalizza micro e piccole/medie imprese, artigiani, partite Iva, lavoratori autonomi, professionisti e le attività economiche in generale;

CONSTATATO come sul tema della fiscalità di svantaggio nelle aree transfrontaliere del Friuli Venezia Giulia, sono depositate in Parlamento diverse proposte da parte di tutti i gruppi politici;

PRESO ATTO che, in un’ottica di reciproca crescita, sono in corso ambiziose progettualità collaborative a livello transfrontaliero da parte della città di Gorizia con le municipalità di Nova Gorica e ŠempeterVrtojba, vi è la candidatura a patrimonio mondiale UNESCO della Brda/Collio/Cuei, opera da tempo il lavoro del GECT GO (Gruppo europeo di cooperazione transfrontaliera), esempi di possibile sviluppo per il territorio in termini occupazionali, di una nuova integrazione europea fondata su valori di amicizia, rispetto e solidarietà fra popoli;

PREMESSO INOLTRE che con Legge di Bilancio statale 2018 (articolo 1, commi 61, 63, 64 e 65) successivamente modificato dall’articolo 1, comma 313, della legge 27 dicembre 2019, n. 160 (Legge di Stabilità 2020) è stato istituito lo strumento della Zona logistica semplificata (ZLS) “rafforzata” al fine di favorire la creazione di condizioni favorevoli allo sviluppo di nuovi investimenti nelle aree portuali delle regioni più sviluppate, così come individuate dalla normativa europea ex articolo 107 del Trattato di funzionamento dell’Unione europea;

CONSIDERATO che la norma in premessa permette l’istituzione di un massimo una di ZLS per regione, che la stessa è istituita con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta della Regione interessata, per una durata massima iniziale di sette anni, rinnovabile fino a un massimo di altri sette;

RITENUTO che l’istituzione di una ZLS nella nostra Regione potrebbe rappresentare oggettivamente un’ulteriore opportunità di rilancio e sviluppo delle aree portuali e retroportuali esistenti, considerati i
benefici in termini di semplificazione e benefici fiscali per le aziende insediate in tali zone, nonché la possibilità che tale strumento diventi attrattivo per nuovi investitori;

EVIDENZIATO che l’Amministrazione regionale, nell’attuale fase di definizione della Programmazione POR/FESR 2021/2027, ha proposto l’iniziativa volta all’istituzione di una Zona Logistica Semplificata (ZLS)
per un’area geograficamente limitata e identificata, in un nesso economico funzionale con il Porto di Trieste, ed ha in corso di predisposizione – ai sensi dell’art. 6 del DPCM n. 12/2018 – il Piano di Sviluppo Strategico, strumento necessario di accompagnamento alla definizione di una ZLS;

VISTA l’approvazione unanime da parte del Consiglio regionale, nella seduta del 2 luglio scorso, della mozione n. 185, frutto dell’unione delle mozioni n. 179 e n. 181 che avevano per oggetto le tematiche
oggetto della presente mozione.

Tutto ciò premesso, il Consiglio comunale di GORIZIA

RICHIEDE AL PRESIDENTE DELLA REGIONE l’istituzione con urgenza un tavolo di crisi aperto ai Sindaci dei territori transfrontalieri del Friuli Venezia Giulia, alle categorie economiche, alle Camere di Commercio regionali, ai portatori di interesse, ai rappresentanti delle sigle sindacali operanti sul territorio regionale, con il compito di formulare una proposta sull’armonizzazione fiscale che riguardi i territori di confine con Austria e Slovenia;

Sulla zona logistica semplificata “rafforzata”, il Consiglio comunale di GORIZIA

RICHIEDE AL PRESIDENTE DELLA REGIONE l’istituzione di un tavolo di lavoro con i soggetti interessati (Autorità di sistema portuale, enti locali, enti pubblici) formalizzato con uno specifico Protocollo d’Intesa, che avvii il percorso di istituzione di una zona logistica semplificata “rafforzata” in Friuli Venezia Giulia, da presentare al Governo; di dare corso alla stesura del Piano di Sviluppo Strategico quale strumento preliminare, affidando all’Amministrazione regionale il compito di regìa in stretto raccordo con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, coinvolti gli stakeholders del sistema logistico ed industriale.

Contrastare l’azzardopatia con la tecnologia: l’applicativo SMART

Il gioco d’azzardo patologico non è una semplice problematica, è una vera e propria piaga sempre più diffusa nella nostra società. Le persone che vengono coinvolte in questo giogo possono arrivare a perdere, animati dalla falsa speranza di facili vincite, oltre che ingenti somme di denaro, anche la famiglia e gli affetti, la casa, il lavoro.

È evidente che tale fenomeno va contrastato con decisione: in tal senso, in questi giorni, anche il Friuli Venezia Giulia ha adottato l’applicativo SMART (Statistica e Monitoraggio della Raccolta Territoriale) una nuova tecnologia che permette di monitorare il flusso di gioco lecito su rete fisica.

Tale strumento tecnologico, messo in campo dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, consentirà per esempio di verificare gli orari di accensione della singola slot machine e videolottery: in questo modo si potrà controllare l’effettiva applicazione dei limiti di orario per le attività legate al gioco fissate in 13 ore al giorno per le sale dedicate e 8 ore al giorno per gli altri esercizi.

Un’ulteriore funzione messa a disposizione dall’applicativo SMART è la mappatura dei cosiddetti Point of Interest (POI), identificati in luoghi sensibili come scuole, luoghi di culto, ospedali, centri sportivi ed in esercizi che ospitano sale con apparecchi da gioco. La localizzazione dei Point of Interest consentirà di monitorare il rispetto della distanza minima delle sale slot dai luoghi sensibili, individuata in 500 metri dalla legge regionale sul gioco del 2014.

La tecnologia SMART fornirà inoltre alcuni importanti dati relativi ai volumi di gioco in termini monetari e alle vincite erogate dalle macchinette.

Grazie alle numerose funzionalità di questo applicativo, la Regione potrà quindi analizzare l’efficacia delle azioni attuate nei singoli Comuni per contrastare l’azzardopatia.

La piaga del gioco d’azzardo patologico è una delle tematiche su cui ho voluto concentrare il mio impegno come Consigliere comunale per la città di Gorizia: non più tardi di due mesi fa infatti ho presentato una mozione, approvata trasversalmente da maggioranza e minoranza, affinché l’applicativo SMART venisse utilizzato per controllare il gioco d’azzardo patologico anche sul territorio comunale.

Senza alcun dubbio, la tutela della salute dei cittadini deve essere anteposta all’interesse del mercato e delle multinazionali: non è ammissibile lucrare sulle speranze dei cittadini.

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Mozione: Gioco d’azzardo sotto controllo sul territorio comunale

lega nord salvini premier gorizia andrea tomasella

Novembre 2019

Al Sig. Presidente
del Consiglio Comunale

Al Sig. Sindaco

OGGETTO: Gioco d’azzardo sotto controllo sul territorio comunale

PREMESSA

Il 6 marzo 2019 il Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Benedetto Mineo e la responsabile Direzione Dogane e Monopoli di Sogei, Carla Ramella, sono stati uditi dalla Commissione Finanze della Camera.

In tale occasione è stata presentata ai membri della Commissione l’applicazione denominata SMART (Statistica e Monitoraggio della Raccolta Territoriale), che è stata messa a disposizione degli Enti locali per monitorare il flusso di gioco su rete fisica.

 CONSIDERATO CHE

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, per il tramite del suo partner tecnologico Sogei, ha messo in campo l’applicazione SMART (Statistiche, Monitoraggio e Analisi della Raccolta Territoriale del gioco fisico) per gestire il monitoraggio a livello nazionale, regionale, provinciale e comunale dell’offerta dei vari tipi di gioco e la distribuzione dei punti vendita sul territorio.

L’applicazione, oltre ad essere uno strumento di supporto a disposizione del legislatore per il monitoraggio e l’analisi dei dati relativi al gioco fisico, della distribuzione sul territorio dei punti di vendita del gioco fisico e degli apparecchi da intrattenimento, permette anche di rappresentare l’andamento di ciascun dato nel tempo con l’elaborazione di svariate tipologie di analisi come la raccolta o la spesa del giocatore sul reddito.

SMART è già accessibile tramite un’area riservata del sito istituzionale dell’Agenzia e i Comuni che intendono utilizzare l’applicativo possono richiederne l’abilitazione dal 1° luglio del corrente anno.

Lo scorso 24 ottobre 2019 l’applicativo SMART dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e Sogei è stata presentata a Pordenone nel corso del seminario “La regolamentazione sperimentale del gioco legale sul territorio”, alla presenza, fra gli altri, del presidente della III Commissione del Consiglio regionale FVG, Ivo Moras, oltreché del dirigente dell’Ufficio Apparecchi da intrattenimento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Antonio Giuliani.

RITENUTO CHE

Al fine di contrastare il fenomeno del gioco d’azzardo patologico e di tutelare le fasce più a rischio della popolazione residente, l’amministrazione comunale dovrebbe adottare tutti quegli interventi orientati alla prevenzione, al trattamento, al contrasto e alla promozione della consapevolezza dei rischi correlati alla dipendenza da gioco d’azzardo e da gioco praticato con apparecchi per il gioco lecito.

L’adesione da parte del Comune di Gorizia all’applicazione per il gioco legale e responsabile dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli “SMART” rappresenterebbe un grande passo in avanti nella lotta al gioco d’azzardo patologico e sarebbe uno strumento validissimo al fine di restituire una fotografia rappresentativa della diffusione del gioco lecito sul nostro territorio comunale.

SI CHIEDE AL SINDACO E ALLA GIUNTA

Di porre in essere tutti gli accorgimenti necessari affinché il Comune di Gorizia aderisca all’applicazione SMART (Statistiche, Monitoraggio e Analisi della Raccolta Territoriale del gioco fisico) dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

MOZIONE: Implementazione della mobilità urbana goriziana

lega nord salvini premier gorizia andrea tomasella

MOZIONE

Ottobre 2019

Al Sig. Presidente
del Consiglio Comunale

Al Sig. Sindaco

OGGETTO: Implementazione della mobilità urbana goriziana

PREMESSO CHE

La recente sentenza del Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Busitalia, Società delle Ferrovie dello Stato, confermando la legittimità della decisione della Regione Friuli Venezia Giulia di assegnare la gestione del trasporto pubblico regionale a TplFvgScarl: il Consorzio formato da Trieste Trasporti, Apt Gorizia, Saf Udine e Atap Pordenone;

CONSIDERATO CHE

Tale determinazione consentirà una revisione organizzativa finalizzata a migliorare la qualità del trasporto pubblico a favore dell’utenza dell’intera regione, un risparmio finanziario utile all’ammodernamento del parco veicoli oltreché un ampliamento del chilometraggio nella resa dei servizi del trasporto medesimo;

CONSIDERATO ALTRESÌ CHE

La nuova presidenza dell’APT e l’Assessore regionale competente hanno manifestato la disponibilità ad avviare una fase di interlocuzione con gli enti locali per condividere in termini operativi la definizione di nuovi servizi secondo le esigenze degli enti locali stessi.

SI CHIEDE AL SINDACO E ALLA GIUNTA

  • Di definire – con le municipalità Cormons, Gradisca d’Isonzo, di San Lorenzo Isontino, Mossa, Moraro e Farra d’Isonzo – una proposta che, trasformando il servizio da extraurbano a urbano, possa consentire la disponibilità continua dei mezzi Apt a una cadenza oraria ragionevolmente frequente, tra Gorizia, Cormons e Gradisca d’Isonzo;
  • Di porre in essere tutti gli strumenti necessari affinché tale offerta diventi un servizio essenziale non soltanto agli utenti goriziani e per i turisti, ma anche per tutti i cittadini dell’intera destra Isonzo, che beneficerebbero così di un servizio adeguato alle mutate esigenze di mobilità della popolazione.

 

In fede,
Consigliere Comunale

Andrea Tomasella

Artigianato e artigianato artistico goriziano, difendiamo le tradizioni

A maggio presenterò una mozione in Consiglio comunale per tutelare e valorizzare l’artigianato e l’artigianato artistico locale, vere e proprie ricchezze del nostro territorio.
Dico bene? 😊💪🏻

Azioni di contrasto alla ludopatia e al gioco d’azzardo sul territorio comunale

Discorso di introduzione del consigliere comunale Andrea Tomasella alla mozione di contrasto al gioco d’azzardo patologico

Una problematica di livello nazionale

Un caro saluto al sindaco, alla giunta, ai colleghi consiglieri, al pubblico presente in aula e a chi ci segue con la diretta streaming. Oggi ho l’onore e l’onere di portare all’attenzione di questo Consiglio Comunale la mozione di iniziativa congiunta dei consiglieri Tomasella, Picco e Braulin: “azioni di contrasto alla ludopatia e al gioco d’azzardo sul territorio comunale”.

Come risaputo negli ultimi anni nella nostra società sta diventando sempre più gravoso il problema legato al gioco d’azzardo, che può essere definito senza tentennamenti una droga silenziosa. Sovente si tende a sottovalutare questa problematica poiché non essendo come una sostanza che si assume fisicamente ed essendo in larga parte legale, anche se crea dipendenza ed è un’attività subdola, la si può praticare essenzialmente ovunque: con la televisione, a casa da computer, in giro con lo smartphone, ma anche nei locali con le slot e altre tipologie di gioco. Si parla dunque di una diffusione generalizzata e capillare, spesso data per scontata ma che ha gravi ripercussioni sulla quotidianità dei nostri cittadini.

Una delle problematicità legate al gioco d’azzardo è che, nonostante negli ultimi anni siano aumentati gli sforzi per arginare questa piaga, i dati relativi alla ludopatia in realtà raccontano di un fenomeno in crescita con sempre più persone disposte a perdere ingenti somme di denaro pur di soddisfare la propria voglia di gioco.

Non a caso, nella terza edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali dell’Associazione Psichiatrica Americana, il gioco d’azzardo era considerato un disturbo mentale a sé stante, caratterizzato da <<un impulso irresistibile e incontrollabile a giocare d’azzardo, che può progredire in intensità e urgenza, consumando sempre più risorse di tempo, energia, pensiero, emozioni o materiali>>.

Accanto alla dimensione “neutra” e considerata come una forma di intrattenimento e governata dalle leggi del divertimento, ne esiste un’altra ben diversa: è la dimensione patologica, ovvero quando il gioco diventa una tragica obbligatorietà di rispondere a un impulso.

Si pensi ad esempio che la problematica ha raggiunto dimensioni talmente preoccupanti che anche l’organizzazione mondiale della santità ha riconosciuto la dipendenza legata al gioco d’azzardo come una “forma morbosa, chiaramente identificata che può rappresentare, a causa della sua diffusione, un’autentica malattia sociale”.

Anche il nostro Papa Francesco ha parlato della problematica relativa al gioco d’azzardo durante un discorso rivolto ai membri della Commissione Parlamentare Antimafia, ne leggo un veloce passaggio:

“Oggi non possiamo più parlare di lotta alle mafie senza sollevare l’enorme problema di una finanza ormai sovrana sulle regole democratiche, grazie alla quale le realtà criminali investono e moltiplicano i già ingenti profitti ricavati dai loro traffici: droga, armi, tratta delle persone, smaltimento di rifiuti tossici, racket, condizionamenti degli appalti per le grandi opere e gioco d’azzardo”.

Il fenomeno dell’gioco d’azzardo, anche con le parole del Santo Padre, appare quindi una problematica da inserire in un quadro più ampio, in cui il confine tra legalità e illegalità si fa labile e in cui non basta la necessità del cosiddetto “gioco pubblico” come antidoto alla presenza di illegalità e di dipendenze.

Ciò che però dobbiamo premettere è che il gioco d’azzardo non vuol dire per forza di cose gioco patologico, magari per taluni individui può diventare progressivamente un problema. Non a caso è stato definito una forma di dipendenza “pura” poiché non comporta uso di sostanze e “mascherata” essendo l’estensione di un comportamento comune, socialmente legittimato. E il fatto che il gioco, come poc’anzi dicevo, è un’attività socialmente accettata e percepita come un normalissimo passatempo, favorisce una sottovalutazione della reale portata della problematica che si presenta anche nella sua forma patologica.

Così, senza neanche che ne prendano coscienza, troppe persone sostituiscono il piacere del gioco alla perdita di controllo e del senso del limite, vengono pervasi da un impulso incontrollabile, da una vera e propria forma di dipendenza che porta queste persone alla rovina di se stessi e delle proprie famiglie, arrivando a indebitarsi all’inverosimile, a commettere atti illeciti, a ricorrere all’usura, a perdere il posto di lavoro e, talvolta, arrivare fino all’estremo gesto di togliersi la vita poiché non sembrano esserci altre via di uscita. Quando parliamo di Gioco d’azzardo patologico (GAP) parliamo dunque di una vera e propria tassa sulla speranza di chi però non ha più speranza.

Il GAP è un disturbo disabilitante e frequentemente sottodiagnosticato, la cui incidenza sembra essere in aumento vertiginoso, anche in proporzione all’incremento delle occasioni di gioco. Esso costituisce una condizione cronica ed ingravescente che distrugge la vita dell’individuo e di quelli a lui vicini. Non solo è associato ai problemi finanziari dovuti alle grandi quantità di denaro spese per l’attività di gioco o alla perdita del lavoro, ma questo disturbo aumenta la probabilità di altri problemi psichiatrici, affettivi e di salute nel paziente e nella sua famiglia. Il tasso di suicidi nei giocatori patologici, per esempio, è secondo solo a quello dei pazienti con Disturbi dell’Umore, Schizofrenia e alcune condizioni neurologiche ereditarie.

È chiaro dunque che il gioco d’azzardo può essere una vera e propria sciagura, che avvicina subdolamente le persone e che poi, una volta accalappiate, hanno grandi difficoltà a liberarsene. La grandezza del fenomeno la si può dedurre dal fatto che interessa vari aspetti della vita sociale ed economica del nostro Paese.

Con il supporto del progresso tecnologico e della globalizzazione, delle tendenze sociali e anche dalla pesante crisi economica che ha investito il nostro Paese nell’ultimo decennio, il fenomeno del gioco d’azzardo è via via aumentato e di certo non sempre siamo riusciti come Paese a fornire le giuste risposte alla problematica.

Forse ricorderete il caso dei novantotto miliardi euro di evasione totale che, secondo un’inchiesta del 2007 della Corte dei Conti, avrebbe riguardato dieci aziende concessionarie delle slot machine in Italia, accusate di non aver collegato gli apparecchi al sistema informatico del controllo dei Monopoli.

La prima sentenza, arrivata soltanto nel 2012, ha ridimensionato di molto l’importo della sanzione che è passata a due miliardi e cinquecento milioni di euro. Pensate, da novantotto miliardi a due miliardi e mezzo, ma non è ancora finita. Infatti, nel 2013 con il successivo condono dell’allora governo in carica, le società coinvolte se la sono cavata liquidando solo il 30% del dovuto: da novantotto miliardi siamo così arrivati a quattrocentotrenta milioni di euro.

Gioco d’azzardo, la situazione in Friuli-Venezia Giulia e, in particolare, nella provincia di Gorizia

Se il problema si fa sentire a livello nazionale, anche a livello locale non possiamo far finta di niente. Una recente inchiesta del Messaggero Veneto infatti fotografa una situazione tutt’altro che rosea. Innanzitutto, la febbre da gioco coinvolge sempre più giovani. La cronaca infatti racconta di percentuali prossime al 30% di ragazzi che hanno provato l’ebrezza del rischio con gratta e vinci, lotto, superenalotto e scommesse. Magari possono essere scommesse occasionali ma la realtà è che se non si pone la giusta attenzione sul tema il rischio è di avere un esercito di giovani che la fiorente industria dell’azzardo potrà spremere e sfruttare fino all’ultimo centesimo.

Citando ancora l’accurato approfondimento del quotidiano locale, analizzando i dati di gennaio-giugno 2017, la spesa media per abitante del Friuli-Venezia Giulia è stata di 138 euro, per una proiezione annua di 277 euro. E su 167 milioni di spesa (cioè di perdite), il 70% viene bruciato in slot e il resto, a molta distanza, fra lotterie varie. Purtroppo, mancano i dati sul gioco online ma si stima che la raccolta in Friuli-Venezia Giulia arrivi attorno ai 400 milioni su base annua con perdite complessive di circa 20 milioni.

Bruciati a Gorizia 5 milioni di Euro in Gioco d’azzardo

Sempre citando la stampa locale, precisamente l’articolo “Malati di gioco, bruciati nell’Isontino 30,5 milioni” pubblicato su Il Piccolo dello scorso 23 giugno, viene riportata una situazione allarmante collegata al gioco d’azzardo in provincia di Gorizia: sono stati 30 milioni e 527 milia gli euro spesi nell’Isontino nel solo 2016 tra slot machine e Vlt (Video lottery terminal). Il dato è fornito dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ed è davvero impressionante per una realtà piccola come la nostra. Nel capoluogo isontino nel 2016 le giocate complessive nei 263 apparecchi presenti in città (1 ogni 131 abitanti) sono state pari a 25,68 milioni di euro, di cui andati persi 5,58 milioni di euro. Soltanto a Gorizia nel 2016 sono stati bruciati più di 5 milioni di euro nelle macchinette. Pensate a cosa sarebbe stato possibile fare se, invece di buttarli nelle slot, questi soldi fossero investiti a favore della comunità per esempio sotto forma di sostegno alle famiglie con bimbi piccoli o sgravi sulle tasse degli asili nido, attività per il dopo scuola o comunque a favore di una socialità positiva.

Proprio in questo contesto si inserisce anche l’articolo pubblicato sempre sull’edizione de Il Piccolo di ieri 9 luglio 2018. Il titolo, molto eloquente, riporta: “Cresce la richiesta di cure per la dipendenza da gioco” ed il sottotitolo invece fotografa una situazione quantomeno allarmante con 85 pazienti presi in carico dall’Azienda sanitaria da gennaio 2018 ad oggi e riportando che il grido d’aiuto rivolto agli specialisti proviene soprattutto dalla fascia d’età dei quarantenni. Subito a seguire la fascia d’età dei cinquantenni e dei sessantenni, ma ciò non vuol dire che i più giovani sono immuni alla dipendenza da gioco d’azzardo ma possono godere della protezione, soprattutto economica, della rete familiare.

Credetemi, non è scontato affrontare il tema del contrasto al gioco d’azzardo e alla ludopatia su un territorio transfrontaliero come il nostro, dove a poche centinaia di metri c’è la possibilità di giocare altrettanto legalmente nei diversi casinò presenti oltre confine. Tuttavia, ciò che noi possiamo fare, è iniziare proprio a lanciare quelle iniziative e buone prassi che possono sensibilizzare, a partire proprio dalla nostra città, un territorio magari più vasto. Non dobbiamo dimenticare che in futuro potremo contare anche sullo sviluppo di strumenti come il GECT che potrebbero in tal senso essere pionieristici e contribuire a colmare una lacuna che, proprio questa Unione Europea, non ha ancora saputo risolvere e nemmeno affrontare con la dovuta dovizia. Per cui, seppur in una terra di confine, con una moltitudine di micro e macro case da gioco, questa mozione ha l’obiettivo di ristabilire il senso delle cose, costruire una mentalità nuova e, soprattutto, un nuovo senso di stare assieme.

Sono certamente consapevole che la mozione che quest’oggi propongo in Consiglio non sarà la panacea di tutti quanti i mali legati al gioco d’azzardo, tuttavia ritengo possa essere un segnale ed una presa di posizione importante circa una problematica che non andrebbe sottovalutata. Soprattutto perché, citando i dati forniti dai due nuovi studi Espad e Ipsad dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa, sembrano più a rischio di sviluppare problematicità al gioco coloro che sono in cerca di prima occupazione (19,2%) e gli studenti (14,1%).  Insomma, due fra le categorie più indifese ed esposte al pericolo. Il 10,8% degli studenti infatti ignora che nel nostro Paese è illegale giocare per gli ‘under 18’ e si stima che 580.000 (33,6%) studenti minorenni abbiano giocato d’azzardo nel corso dell’anno. La facilità di accesso ai luoghi di gioco da parte degli ‘under 18’ è confermata dal dato che solo il 27,1% riferisce di aver avuto problemi a giocare d’azzardo in luoghi pubblici perché minorenne. Il 75% degli studenti spende in giochi d’azzardo meno di 10 euro al mese e il 6,3% spende più di 50 euro al mese, quota che tra gli studenti con un profilo problematico sale al 22,1%.

Mozione di contrasto al Gioco d’azzardo, a Gorizia lavoro bipartisan e trasversale

Per concludere ci tengo a sottolineare che questa mozione che ho avuto onere e onore di portare oggi in Consiglio, ed è frutto di un intenso lavoro portato avanti con costanza e determinazione, scevro da ideologie politiche, vuole affrontare responsabilmente il tema del gioco d’azzardo e della ludopatia. Tutto ciò per favorire la consapevolezza su questo tema e generare dei forti “anticorpi”. Perché solo attraverso la cura delle relazioni autentiche, l’ascolto e la vicinanza si può porre un freno a questa situazione. Proprio grazie all’opportunità di presentare questa mozione, ho avuto in questi mesi numerosi incontri con diverse persone, professori e istituzioni che hanno a che fare con il gravoso tema del gioco d’azzardo e a maggior ragione ritengo doveroso affrontare questa battaglia di civiltà con serietà e dedizione, senza accettare soluzioni al ribasso e, soprattutto, con l’obiettivo di colpire chi specula su povertà e disperazione.

Sono convinto che questo documento bipartisan sia un importante segnale per far capire che Gorizia non è una città dove possono radicare attività collegate al gioco d’azzardo e alla ludopatia, anzi questa potrebbe essere il territorio da cui favorire la desertificazione delle macchinette mangiasoldi con coscienza e buonsenso. Tutto ciò sia per consentire a chi ha sviluppato dipendenza da gioco d’azzardo di non avere facilità d’accesso a queste macchinette e anche per prevenire che le fasce più deboli della popolazione possano trovare facilmente la voglia di provare l’ebrezza per poi magari finire intrappolati nel giogo del gioco d’azzardo patologico.

Permettetemi poi di fare dei ringraziamenti a delle persone che in questo percorso di maturazione della presente mozione sono state fondamentali per realizzare quella che ritengo essere una mozione bipartisan. Innanzitutto, i due colleghi consiglieri Andrea Picco e Luca Braulin, con cui, nonostante personalità e vedute politiche diverse, siamo riusciti a creare un documento unico, condiviso e bipartisan nel reciproco intento di creare un documento trasversale ed inclusivo. Ci tengo poi a ringraziare anche l’assessore al commercio del Comune di Monfalcone Luca Fasan con cui ho avuto un proficuo scambio di buone pratiche. Un sentito ringraziamento infine lo rivolgo al dott. Vegliach e al prof. Kermol che hanno fornito diversi spunti utili per consentirmi di affrontare il tema del gioco d’azzardo patologico in maniera accademica e scientifica.

Concludo dicendo che reputo la battaglia contro chi specula sulla povertà e la disperazione della dipendenza da gioco d’azzardo patologico una battaglia di civiltà, da combattere con tutte le associazioni, i comitati, i cittadini liberi che non sono condizionati né dai soldi né dalle lobby. Il gioco d’azzardo è un prodotto nocivo per la salute umana e danneggia l’economia produttiva poiché ogni euro in azzardo è un euro in meno per il nostro commercio e tutto l’indotto. Inoltre, come amministratore, ritengo che il mio dovere è quello di preoccuparmi laddove esiste una problematicità e di adoperarmi per proteggere e servire la mia comunità.

Conclusioni

Quanto avete letto è il discorso che nella serata di ieri ho avuto il piacere di pronunciare in aula del Consiglio Comunale di Gorizia, l’ho fatto col cuore e con l’anima e sono certo di essere riuscito a trasmettere tutti i contenuti che mi ero prefissato. Quella del contrasto al gioco d’azzardo patologico è una battaglia in cui credo fermamente e l’affetto e il supporto che in tanti mi avete dimostrato è stato per me fondamentale per riuscire a portarla avanti con caparbietà, senza accettare soluzioni al ribasso e nell’interesse esclusivo della città di Gorizia.

Adesso l’impegno che mi pongo come Consigliere Comunale è quello di monitorare che quanto richiesto con la mozione (votata all’unanimità con 28 voti favorevoli) possa trovare seguito negli ambiti opportuni.

Se vi va, scrivete un commento per dirmi che ne pensate del discorso che ho preparato. Mi farà piacere sapere i vostri pareri e sarò contento di rispondervi. Condividete questo articolo con i vostri amici per aiutarmi a farlo conoscere e seguitemi sulla mia pagina Facebook per essere sempre aggiornati: www.facebook.com/andtomasella.

Leggi anche: Politiche Giovanili e Fontana del Gyulai – interrogazione del consigliere Tomasella

Sulla locandina de Il Piccolo – vlog #4

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Leggi anche: Black Friday – vlog #3

Un luogo simbolo per le vittime del terrorismo islamico in Europa, approvata la mozione del consigliere Tomasella della Lega Nord

consigliere comunale tomasella lega nord
Consigliere Tomasella Lega Nord Gorizia

Di seguito il comunicato che ho inviato alla stampa locale con preghiera di pubblicazione:

L’iniziativa del consigliere Andrea Tomasella della Lega Nord per commemorare le vittime del terrorismo islamico in Europa ha trovato il deciso sostegno dell’amministrazione comunale nel corso della recente seduta del Consiglio Comunale di Gorizia.

La mozione presentata – precisa il consigliere Tomasella – non è un atto contro nessuno e non è certamente una guerra all’Islam, bensì è da intendersi come un’iniziativa propositiva affinché anche gli islamici possano unirsi a noi nella battaglia contro il terrorismo di matrice islamica.

Infatti – continua il consigliere – i fatti di cronaca contemporanei ci raccontano di decine, se non centinaia, di cittadini europei e non solo, indifesi e crudelmente massacrati nel mentre vivevano la loro quotidianità: durante una passeggiata per strada con la famiglia, al supermercato, ad uno spettacolo di musica dal vivo, durante un tragitto in metropolitana o in aeroporto.

Tutte queste vittime innocenti, oltre ad essere un pesantissimo tributo di sangue, rappresentano anche lo stato d’emergenza e d’attacco che l’Europa sta subendo da parte del terrorismo di matrice islamica. Da questo punto di vista dedicare loro un monumento è un atto di coscienza pubblica per ricordare a noi stessi e tramandare ai posteri la testimonianza dello stato di guerra che ci troviamo a vivere oggigiorno in Europa.

Il monumento simbolo – sottolinea il consigliere – si propone di commemorare tutte le vittime del terrorismo islamico in Europa, senza distinzioni di nazionalità, colore o religione. Questo perché è chiarissima la necessità immediata di soluzioni europee condivise, che permettano finalmente di garantire maggiore sicurezza e ordine pubblico, oltre che la regolamentazione dell’immigrazione in Europa.

E proprio in queste motivazioni si evincono le ragioni per cui la mozione è stata portata avanti effettuando una distinzione da altri stragismi altrettanto deplorevoli e che in passato hanno tinto di rosso la cronaca italiana e non solo: ovvero per evidenziare e puntare l’attenzione sull’attacco che l’Europa sta subendo ad opera del terrorismo islamico, che sta mietendo vittime provenienti da tutto il mondo e destabilizzando il nostro modo di intendere la quotidianità. Oggigiorno qualunque persona potrebbe trovarsi al posto sbagliato al momento sbagliato, vedendo attentata la propria incolumità in modo arbitrario, ingiusto e folle. Proprio per questo – aggiunge il consigliere leghista – un monumento simbolo ove commemorare le vittime di ingiuste e brutali aggressioni, potrebbe servire anche per stimolare una riflessione su un grande tema della nostra attualità poiché, prima che sia troppo tardi, occorre reagire e prendere atto del fatto che l’Europa è sotto attacco.

Per questo grandissimo risultato raggiunto un sentito ringraziamento – conclude Tomasella – va certamente rivolto al sindaco Rodolfo Ziberna e alla maggioranza che hanno condiviso lo spirito della mozione ed i contenuti proposti affinché venisse mosso un deciso passo in avanti nella commemorazione di tutte le vittime e dei martiri del terrorismo islamico in Europa.

Il monumento simbolo deputato a commemorare la memoria delle vittime del terrorismo islamico in Europa potrebbe trovare spazio al parco della Rimembranza, luogo in cui sono già presenti in vari settori del parco diversi monumenti commemorativi.

Conclusioni

Cosa ne pensate di questa iniziativa? Se vi va, scrivete un commento per dirmi anche la vostra opinione su questo articolo. Sarà un piacere per me leggere e poi rispondervi. Prima di salutarci vi invito a condividere con i social questo articolo e a mettere “Mi piace” alla mia pagina Facebook. Un caro saluto e a presto.

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