COVID-19, FVG: finanziamenti agevolati per imprese artigiane, edili e manifatturiere

Con la DGR 490/2020 finanziamenti speciali per far fronte alla carenza di liquidità

Le imprese artigiane sono, insieme alle aziende manifatturiere e del settore edile, una tra le realtà maggiormente colpite dalla crisi economica conseguente all’emergenza coronavirus.

Per aiutare queste attività a far fronte alla carenza di liquidità determinata dal lockdown di questi ultimi mesi, è prevista, ai sensi del titolo II della Delibera 490/2020 della Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia, la possibilità di erogare finanziamenti agevolati speciali, che possono essere concessi anche senza l’acquisizione di garanzie reali o fideiussioni bancarie, assicurative o di garanzie rilasciate da Confidi o fondi pubblici di garanzia.

BENEFICIARI

Possono beneficiare di tali finanziamenti le imprese iscritte all’Albo provinciale delle imprese artigiane di cui all’articolo 13 della legge regionale 12/2002 e le imprese edili e manifatturiere iscritte nel Registro delle imprese ed aventi sede operativa sul territorio regionale, anche se non iscritte all’Albo provinciale delle imprese artigiane.

I finanziamenti agevolati speciali riguardano la realizzazione di iniziative di investimento aziendale (solo per le imprese artigiane), il consolidamento di debiti a breve in debiti a medio e lungo termine ed il sostegno per le esigenze di credito a breve e medio termine.

AMMONTARE, DURATA E CONDIZIONI DEL FINANZIAMENTO

L’ammontare dei finanziamenti speciali varia da 5 mila a 300 mila euro.

L’importo del finanziamento non può, in ogni caso, superare i seguenti importi:
– il doppio della spesa salariale annuale del beneficiario (compresi gli oneri sociali e il costo del personale che lavora nel sito dell’impresa, ma figura formalmente nel libro paga dei subcontraenti) nel 2019 o nell’ultimo anno per cui sono disponibili dati (nel caso di imprese create a partire dal 1º gennaio 2019, l’importo massimo del prestito non può superare i costi salariali annui previsti per i primi due anni di attività) o
– il 25 % del fatturato totale del beneficiario nel 2019 o
– sulla base di un’opportuna giustificazione, l’importo può essere aumentato fino a coprire il fabbisogno di liquidità dal momento della concessione per i seguenti 18 mesi per le PMI e per i seguenti 12 mesi per le grandi imprese.

Il tasso di interesse minimo è pari allo 0,50% ed è parametrato in misura crescente alla dimensione dell’impresa e alla durata del finanziamento.

La durata massima dei contratti di finanziamento speciale agevolato è di 6 anni ed essi devono essere stipulati entro il 31 dicembre 2020.

I finanziamenti agevolati vengono concessi con procedimento valutativo a sportello; le domande devono essere presentate a Banca Mediocredito FVG direttamente on-line.

Queste e altre informazioni utili sono reperibili sul sito della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Le imprese locali costituiscono una vera e propria ricchezza per il nostro territorio: supportarle, anche attraverso misure come quelle previste dalla DGR 490/2020, significa sostenere saper fare e qualità del made in Italy.

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Coronavirus, lunedì si riparte: ecco le linee di indirizzo

Ok dal Governo alle linee guida presentate dalle Regioni per riaprire in sicurezza

Nella serata di ieri il Presidente Massimiliano Fedriga ha comunicato che “Le linee di indirizzo per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative, presentate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, sono state condivise dal Governo.”

Lunedì 18 maggio pertanto le attività economiche finora rimaste chiuse potranno riaprire, garantendo la sicurezza di lavoratori e clienti.

Le linee di indirizzo per la riapertura prevedono alcune disposizioni comuni da osservare in tutte le attività: esercizi di somministrazione di pasti e bevande, stabilimenti balneari, spiagge attrezzate e libere, strutture ricettive alberghiere, complementari e alloggi in agriturismo, settore della cura della persona, commercio al dettaglio, uffici, pubblici e privati, studi professionali e servizi amministrativi che prevedono accesso del pubblico, servizi per infanzia e adolescenza.

In modo particolare, si dovrà predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione e dovrà essere assicurato il mantenimento della distanza interpersonale di almeno 1 metro.

Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura superiore a 37,5 °C.

Sarà necessario rendere disponibili sistemi per l’igiene delle mani con soluzioni idro-alcoliche, promuovendone l’utilizzo frequente da parte dei clienti e degli operatori e si dovranno assicurare pulizia e disinfezione dei locali.

Qui potete trovare le indicazioni specifiche per ciascun settore.

La ripresa in sicurezza delle attività economiche finora rimaste chiuse non era più procrastinabile, in quanto avrebbe condannato gli esercenti a chiudere per sempre. Grazie al governatore Fedriga per il costante lavoro svolto a sostegno dei lavoratori e delle nostre realtà commerciali.

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FASE 2, GORIZIA: 120 MILA EURO PER SOSTEGNO FAMIGLIE

Contributi diretti sostituiranno i buoni spesa per le famiglie in difficoltà

In questi ultimi mesi il Comune di Gorizia ha introdotto diverse misure a sostegno dei cittadini in difficoltà a causa dell’emergenza coronavirus.

Sono stati attivati il numero telefonico ti SostenGO e il numero di Servizio Comunale di Protezione Civile, contattabili da chiunque avesse difficoltà a reperire beni di prima necessità o per richiedere lo svolgimento di piccole commissioni indispensabili.

Inoltre, presso numerosi supermercati della città i volontari della Protezione Civile hanno raccolto generi alimentari da donare alla popolazione in difficoltà ed il Comune ha erogato buoni spesa per un totale di circa 210.000,00 euro, integrando i fondi messi a disposizione dal Governo con ulteriori 30.000,00 euro.

Il sostegno del Comune alle famiglie continuerà anche nella cosiddetta fase 2 dell’emergenza: non verranno più erogati buoni spesa ma contributi diretti per un totale di 120 mila euro. Per ottenere questa tipologia di aiuto, a differenza di quanto richiesto in precedenza, non sarà necessario compilare un’autocertificazione, ma si dovrà contattare il numero ti SostenGO (0481-383377) e rispondere ad alcune domande poste da un operatore per verificare i requisiti di accesso.

Questi contributi sono inseriti all’interno del maxi emendamento di Bilancio “Gorizia riparte”, recentemente approvato in Consiglio, che prevede lo stanziamento di 3,7 milioni di euro per interventi straordinari a favore di famiglie ed imprese, quali taglio e riduzione di TARI, IMU, TOSAP, incentivi per il settore del commercio, abbattimento di bollette, affitti e servizi scolastici, riqualificazione di negozi e case, recupero di alloggi popolari e digitalizzazione.

Personalmente ritengo doveroso aiutare chi vive, lavora e paga le tasse sul nostro territorio e pertanto ho proposto che le ingenti risorse messe a disposizione dal Comune vengano assegnate prima ai goriziani, magari introducendo il requisito di 5 anni di residenza in città.

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Maxi sequestro di cocaina a Gorizia: 40 chili del valore di 10 milioni di euro

Operazione conclusa con l’arresto di un 46enne sloveno autotrasportatore. Secondo gli accertamenti la droga proverrebbe dal mercato del Nord Europa 

L’operazione nel corso della nottata tra sabato e domenica, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Gorizia, coadiuvati dalle autoradio della Compagnia del capoluogo isontino impegnate negli ordinari servizi di controllo del territorio hanno fermato e controllato un autoarticolato con targa slovena che in tarda serata era entrato in Italia dal confine di Gorizia Sant’Andrea, ora aperto solo per i frontisti e per traffici commerciali contingentati.

Celati nel serbatoi  del mezzo pesante sono stati rinvenuti 36 panetti contenenti cocaina. Arrestato l’autista, si tratta di un cittadino sloveno con numerosi precedenti. Valore della merce, una decina di milioni: destinazione, i mercati del Nord Italia. Da  quanto si è saputo i carabinieri dell’autoradio impegnata nel controllo, insospettiti dall’orario inusuale per il transito e dal fatto che il mezzo pesante fosse privo di carico e adeguati documenti giustificativi del viaggio, hanno deciso di approfondire l’accertamento, richiedendo anche l’intervento dei colleghi del Nucleo Investigativo.

La prima cosa che è saltata agli occhi, la modifica all’indicatore del carburante del camion che segnava pieno. I carabinieri si sono però accorti che il serbatoio  emetteva, se colpito, un rumore sordo che indicava come fosse privo di carburante. Dentro il serbatoio, infatti, erano nascosti tre borsoni contenenti in tutto trentasei panetti di cocaina: quaranta chilogrammi in tutto, con un alto grado di purezza: valore sul mercato, dopo il taglio, una cifra vicina ai dieci milioni di euro.

I primi accertamenti fanno ipotizzare una provenienza dello stupefacente dal mercato del nord Europa ed una destinazione a piazze fiorenti ed in grado di assorbire un così grande quantitativo quali quelle di Milano e del nord Italia in genere. L’arrestato è ora trattenuto, in attesa di convalida dell’arresto da parte del GIP, presso la Casa Circondariale di Gorizia.

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Coronavirus: Governatori, certezze dal Governo o riapriamo da soli

Anche il governatore Fedriga aderisce all’appello, chiedendo regole certe entro mercoledì

Nella giornata di ieri i governatori delle Regioni Abruzzo, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Sardegna, Umbria, Veneto e il presidente della Provincia autonoma di Trento hanno scritto al Presidente della Conferenza delle Regioni sollecitandolo a convocare urgentemente per domani un incontro con il Governo al fine di avere assoluta certezza che le linee guida Inail per le riaperture siano disponibili entro mercoledì della prossima settimana e che dal 18 maggio ogni territorio, nel rispetto delle misure per il contenimento della pandemia, possa consentire la ripartenza delle attività economiche.

Una prospettiva che, qualora fosse disattesa, porterà le scriventi Regioni ad agire autonomamente.

Fonte: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

L’appello dei 10 Presidenti di Regione e del Presidente della provincia autonoma di Trento arriva in seguito al no da parte del Governo alla riapertura anticipata delle attività di commercio al dettaglio, che, in base alla proposta del governatore Massimiliano Fedriga, approvata all’unanimità dalla Conferenza delle Regioni, sarebbe dovuta avvenire oggi. Secondo quanto comunicato da Roma alle Regioni, la ripresa delle attività sarà possibile solo dopo aver definito i protocolli di sicurezza Inail.

Già da diverse settimane però, i Presidenti di Regione stanno chiedendo al Governo di definire regole certe per poter ripartire subito in sicurezza. Lo ha ribadito anche il Presidente Fedriga durante il Consiglio regionale dello scorso 5 maggio, dicendosi “d’accordo per trovare intese e protocolli con le categorie a livello nazionale; dopodiché, chi è in grado di rispettare queste regole deve poter riaprire e riprendere una vita quanto più normale”.

Non c’è più tempo da perdere: rinviare ulteriormente la riapertura dei negozi e delle altre attività commerciali finora rimaste chiuse significa condannare gli esercenti ad abbassare le saracinesche per sempre.  Il Governo fornisca linee guida chiare per consentire a imprenditori e dipendenti di riprendere a lavorare e tornare, per quanto possibile, alla normalità.

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Coronavirus: Fedriga, sì da Regioni a proposta aprire negozi l’11 maggio

Fedriga: “Esercenti attrezzati per garantire la sicurezza, riapertura non più procrastinabile”

La richiesta del Friuli Venezia Giulia al Governo di permettere l’apertura delle attività di commercio al dettaglio già il prossimo 11 maggio è stata ribadita dal governatore Massimiliano Fedriga anche alla Conferenza delle Regioni, che ha unanimemente convenuto su questa necessità e sull’istanza che dal 18 maggio sia data possibilità alle Regioni di disporre delle restanti aperture con proprie ordinanze.

“Mercoledì – ha reso noto Fedriga – ho ricevuto una delegazione di commercianti, liberi professionisti e rappresentanti degli esercenti che si occupano di servizi alla persona: mi hanno esposto le loro ragioni molto compostamente, ma ho colto un disagio montante che temo tra poco non sarà più gestibile. Trovo personalmente molto difficile giustificare la scelta del Governo di permettere l’apertura a aziende con tremila dipendenti e imporre la chiusura a un negozio di borsette. Così – ha sottolineato il governatore – si va a infierire su categorie piccole e piccolissime che chiedono di aprire bottega per mantenere la famiglia“.

Oltre all’anticipo dell’apertura per il commercio al dettaglio e la possibilità, con proprie ordinanze, di disporre le ulteriori aperture dal 18 maggio, Fedriga ha ribadito che è necessario che dal Governo giunga una precisa e puntuale programmazione. “Se è vero che il presidente del Consiglio Conte ha fatto intendere una possibilità di apertura, questa – ha commentato Fedriga – è stata ancora una volta confusa”.

“Non abbiamo certezza sull’evoluzione di un possibile aumento contagi, ma questo – ha proseguito Fedriga – non sarà certo determinato dall’apertura del negozio di borsette: temo molto di più il possibile mancato rispetto delle regole di distanziamento, laddove ci sono migliaia di lavoratori gomito a gomito”.

“Gli esercenti sono pronti, hanno già i protocolli di comportamento siglati dalle sigle di categoria e si sono attrezzati per garantire a dipendenti e clienti la massima sicurezza“, ha garantito il governatore del Friuli Venezia Giulia.

Fonte: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

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Coronavirus: Fedriga, STOP contributo straordinario o rischia sistema FVG

L’appello di Massimiliano Fedriga: “risorse restino in FVG”

massimiliano fedriga fvg

“Se il Governo non accetterà la nostra richiesta di sospendere il contributo straordinario del Friuli Venezia Giulia al risanamento della finanza pubblica, con un documento chiederemo ai sindaci e a tutti i rappresentanti delle forze politiche di non firmare il Decreto maggio“.

L’appello è stato lanciato con forza oggi dal governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta oggi a Trieste nel Palazzo della Regione, alla presenza del vicegovernatore con delega alla Salute Riccardo Riccardi, del prefetto Valerio Valenti e del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza.

“L’esecutivo nazionale deve comprendere che stiamo vivendo un momento di grave emergenza. Versando gli importi previsti per il 2020 e per il 2021, non saremo in grado di garantire i servizi essenziali previsti dalla Costituzione e nemmeno – ha sottolineato Fedriga – di pagare gli operatori sanitari che sono sul fonte contro il Covid“.

“Dal 2011 abbiamo sempre rispettato i patti stabiliti con il Governo. In questa crisi si è cercato di dialogare in modo costruttivo. Ora è venuto il momento, però, di difendere in modo compatto i nostri diritti e per questo – ha precisato il governatore – chiederemo a tutte le forze politiche di aver un comportamento conseguente e di difendere la nostra terra e la nostra autonomia”.

“Per affrontare l’epidemia, le istituzioni si sono mosse, con grande senso di responsabilità, come se fossero un unico ente. La strategia di chiudere subito, messa in campo dal Friuli Venezia Giulia, è risultata essere la migliore a livello nazionale come certificano i dati. Adesso – ha affermato Fedriga – dobbiamo riaprire le nostre attività economiche nel pieno rispetto dei protocolli sanitari. Dobbiamo tenere insieme lavoro e sicurezza”.

“I risultati che abbiamo ottenuto finora sono frutto anche della grande condivisione dimostrata dai cittadini del Friuli Venezia Giulia che hanno compreso la compressione delle libertà nella prima fase della lotta al Coronavirus ma che ora chiedono di ripartire nel pieno rispetto delle regole. Dobbiamo assolutamente superare la stagione dei divieti per non aggravare una tensione sociale sempre più evidente e che rischia di compromettere l’intero sistema”.

“Per queste ragioni – ha confermato il governatore – stiamo chiedendo al Governo di aprire le attività commerciali già il prossimo 11 maggio e tutte le altre il 18 maggio”.

“Per consentire la ripresa dell’economia del Friuli Venezia Giulia nella massima sicurezza ci stiamo inoltre organizzando per aumentare notevolmente la capacità di realizzare i tamponi con l’obiettivo – ha rivelato – di eseguire fino a 7 mila test al giorno”.

Il governatore Fedriga e il vicegovernatore con delega alla Salute Riccardi hanno rivolto anche un accorato appello ai cittadini, finalizzato al rispetto delle misure anti Covid anche in questa fase di riapertura.

“Non bisogna abbassare la guardia – ha specificato Riccardi -. In questo momento la mia più grande preoccupazione è legata all’attenzione che noi tutti dobbiamo prestare per contrastare la diffusione del virus. Vanno rispettate tutte le misure precauzionali e le persone più giovani non devono assolutamente trascurare due linee di febbre o i colpi di tosse”.

Nel corso della conferenza stampa sono stati anche presentati i dati legati diffusione del virus nel Friuli Venezia Giulia al 5 maggio. I tamponi effettuati complessivamente sono stati 82.548, 9.451 dei quali sono stati fatti nelle case di riposo.

Un altro dato significativo riportato nel corso dell’incontro è quello riguardante la percentuale delle persone completamente guarite rispetto al numero totale dei casi fino ad ora rilevati, valore che si attesta al 57,2 per cento.

Continua intanto il monitoraggio costante nelle case di riposo, dove si contano 676 persone contagiate mentre 167 sono invece quelle già guarite. Le persone decedute sono complessivamente 309, 150 delle quali si trovavano nelle case di riposo. Mediamente avevano 87 anni di media e presentavano diverse patologie pregresse.

Fonte: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

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Ermetris Gorizia, sistema conta passeggeri

Bel servizio del Tgr Rai FVG sulla giovane realtà goriziana Ermetris e il loro innovativo sistema per conteggiare automaticamente i passeggeri che salgono sugli autobus.
Date un’occhiata, un vero e proprio esempio di come le nostre realtà locali custodiscono un importantissimo saper fare 🇮🇹👇🏻

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Coronavirus: Fedriga, chiesto a Governo stop saldo finanza pubblica

Dai divieti alle regole: le linee guida della fase 2 in FVG

Sono convinto che si debba passare dalla stagione dei divieti a quella delle regole. L’obiettivo ora deve guardare a coniugare la sicurezza sanitaria e la ripresa delle attività economiche e lavorative“.

Il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha aperto la seduta del Consiglio regionale tenutosi ieri a Udine comunicando all’Aula le linee che l’Amministrazione regionale intende perseguire per affrontare la “fase due” dell’emergenza epidemiologica.

SOSPENSIONE CONTRIBUTO STRAORDINARIO FINANZA PUBBLICA

Tra queste, in primo luogo, la richiesta avanzata al Governo di sospendere il versamento del contributo straordinario al saldo di finanza pubblica per il biennio 2020/2021.

Il governatore ha annunciato di aver firmato proprio ieri “una lettera nella quale le Regioni a Statuto speciale e le Province autonome chiedono, con grande responsabilità ma altrettanta forza e chiarezza, che il contributo straordinario per gli anni 2020 e 2021 sia annullato. Sarebbe palesemente anticostituzionale – ha evidenziato – rischiare di non poter garantire servizi essenziali previsti ai cittadini dalla Costituzione a causa del crollo delle entrate“. “Dal 2011 partecipiamo al contributo straordinario del saldo di finanza pubblica, ma proprio in quanto straordinario non è pensabile continuare a sostenerlo nel momento eccezionale che stiamo vivendo, poiché l’attività ordinaria della Regione rischia di non trovare finanziamento“.

Il Governo – ha comunicato Fedriga – ha proposto un fondo unico per Regioni ordinarie e speciali di 1,5 miliardi a ristoro delle minori entrate causate dalla crisi, la gran parte del quale sarà a favore delle Regioni speciali e delle Province autonome, ma si tratta di cifre insufficienti rispetto a quanto le stesse versano al saldo di finanza pubblica“.

REGOLE CERTE PER LA RIAPERTURA

Quanto alla fase della riapertura, il Presidente si è detto “d’accordo per trovare intese e protocolli con le categorie a livello nazionale; dopodiché, chi è in grado di rispettare queste regole deve poter riaprire e riprendere una vita quanto più normale. Riconosco – ha detto ancora il governatore – che il ministro Boccia si è confrontato con disponibilità con le Regioni, ma adesso ci servono regole certe che passano anche attraverso una stagione di normalizzazione nei rapporti tra istituzioni“. “Il Governo deve pertanto fornire un quadro generale entro cui muoversi – ha ribadito Fedriga – mentre gli Enti locali devono assumersi responsabilità proprie, che misurino le azioni sulla base delle specifiche esigenze dei singoli territori“. Il governatore ha quindi ribadito la massima disponibilità della Giunta a valutare assieme ai gruppi consiliari le soluzioni per la ripresa.

LA SITUAZIONE SANITARIA

Rispetto al quadro sanitario, il Presidente ha ricordato i dati – resi pubblici da uno studio della Fondazione Gimbe – che pongono il Friuli Venezia Giulia tra le Regioni del Nord con il minor numero di contagi e a livelli di sicurezza assimilabili a quelli delle Regioni del Sud, dove l’epidemia è stata meno diffusa. “Siamo ad un numero totale di 3076 contagi in Regione, con un decremento non solo sulle singole giornate ma sul lungo periodo, ed abbiamo un numero di contagi sul lavoro dell’1,8 per cento, come certificato dall’Inail, più basso rispetto a Veneto, Bolzano, Piemonte, Lombardia, Lazio, Marche“. “Una situazione determinata anche grazie al lockdown avviato prima di altre Regioni e che oggi ci consente di fare alcune considerazioni in merito alla ripresa“, ha detto il governatore.

Fedriga ha anche assicurato che la Regione “sta continuando a potenziare il sistema per individuare focolai il prima possibile, tracciando la catena e mettendo in isolamento eventuali casi per riuscire ad arginare la diffusione del virus. Ciò anche grazie al rafforzamento della capacità di effettuare tamponi, classificata ai livelli più alti in Italia. Da questa settimana siamo inoltre inseriti nel test nazionale per gli esami sierologici, ferma restando la consapevolezza di dover usare tutti questi strumenti con massima cautela e rigore scientifico“.

A tal proposito, il Presidente ha sottolineato che “tutte le scelte fatte in ambito sanitario sono frutto di un confronto con il comparto e i professionisti della salute. Né io né il vicegovernatore ci siamo mai permessi di entrare nel merito delle scelte di carattere sanitario, ma abbiamo piuttosto cercato di agevolare il loro lavoro senza ingerenze“.

Fonte: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

Come ben evidenziato dal Presidente Massimiliano Fedriga, non c’è più tempo per aspettare: è necessario riaprire subito garantendo la massima sicurezza dei lavoratori, per evitare che la crisi economica conseguente all’emergenza sanitaria si aggravi ulteriormente, determinando la chiusura di moltissime realtà locali.

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Fase 2: le FAQ della Protezione Civile del FVG

La Protezione Civile Regionale ha aggiornato le FAQ sull’emergenza con il contenuto dell’ordinanza nr 12

Il DPCM emanato dal Governo lo scorso 26 aprile e integrato, per quanto riguarda la nostra Regione, dall’ordinanza nr. 12 del Presidente Massimiliano Fedriga, contiene le disposizioni a cui attenersi nel corso della Fase 2 dell’emergenza COVID-19.

A tal proposito, la Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia ha aggiornato l’elenco delle risposte alle domande più frequenti formulate dalla popolazione, come trovate di seguito.

DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE

Quali sono le limitazioni disposte dalle Ordinanze regionali rispetto ai Dpcm del Governo?

In Friuli Venezia Giulia permane la chiusura la domenica di supermercati, ipermercati e discount. Sono permesse le consegne a domicilio e il servizio per asporto anche nei giorni festivi. Inoltre, è sempre obbligatorio l’utilizzo di una mascherina o di una protezione a copertura di naso e bocca ogni qualvolta si esca dalla propria abitazione (l’eccezione riguarda parzialmente l’attività sportiva, di cui alle presenti Faq), mentre la distanza interpersonale minima da osservare è di un metro (due metri quando si svolgono attività sportive).

Quali restrizioni deve osservare un lavoratore transfrontaliero nei propri spostamenti?

Non ci sono restrizioni. Come precisato dal Ministero degli Affari esteri, le disposizioni per chi entra in Italia dall’estero (autodichiarazione per gli spostamenti in Italia, autocertificazione sui motivi del viaggio, segnalazione dell’ingresso nel territorio nazionale al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio, divieto di prendere mezzi di trasporto pubblici, quarantena di 14 giorni) non valgono per i lavoratori transfrontalieri, il personale sanitario e gli equipaggi di trasporto passeggeri e merci.

Sono un lavoratore transfrontaliero. Posso accedere al lavoro agile (smart working)?

Sì. Chi risiede in Italia e lavora in uno Stato limitrofo può accedere al lavoro agile, se il suo datore estero lo consente e secondo le condizioni previste dalla legge che regola il contratto di lavoro; non sono richiesti adempimenti in Italia al datore di lavoro straniero. Chi risiede all’estero e lavora in Italia può accedere allo smart working alle stesse condizioni di tutti gli altri lavoratori.

I futuri papà possono essere presenti durante il parto?

Sì, ma nel pieno rispetto di tutte le misure di sicurezza (distanze interpersonali, utilizzo di dispositivi di protezione individuale) e a condizione che non evidenzino sintomatologie sospette o siano entrati a contatto con persone risultate positive a Covid-19.

I servizi di toelettatura per animali sono aperti?

Sì, ma solo su appuntamento e ferma restando l’applicazione di tutte le misure di prevenzione (utilizzo di dispositivi, distanziamento interpersonale) previste per evitare il diffondersi dei contagi.

I fiorai possono esercitare liberamente?

Sì. L’intera filiera relativa alla produzione, al trasporto e alla commercializzazione dei prodotti agricoli rientra tra le attività consentite, ferme restando le disposizioni previste per contenere i contagi (contingentamento degli ingressi, rispetto delle distanze di sicurezza, utilizzo di dispositivi di protezione individuale).

I bar possono vendere bevande da asporto?

Sì, purché il servizio sia organizzato dal gestore in modo da evitare file o assembramenti di clienti nelle vicinanze o nelle pertinenze del locale. Tale servizio, valido anche per i ristoranti e gli agriturismi, può essere erogato anche nei giorni festivi.

Come faccio a sapere se un’attività produttiva o commerciale è consentita?

Laddove si faccia riferimento a casistiche non prese in esame nelle presenti Faq, è opportuno consultare i codici Ateco pubblicati dal Governo.

Sono uno studente. Posso spostarmi dalla mia residenza per raggiungere l’alloggio che abitualmente occupo nella città sede dell’Ateneo?

Sì, se lo spostamento è determinato da motivi di necessità all’interno della Regione (ad esempio, recuperare materiale didattico o sostenere esami in presenza). Rimane invece preclusa la possibilità di spostarsi se non per soggiornare stabilmente in un nuovo domicilio.

Posso spostarmi in un’altra Regione per fare visita alla fidanzata?

No. La possibilità di visitare i propri congiunti (coniugi, partner conviventi, partner delle unioni civili, persone unite da uno stabile legame affettivo, parenti fino al sesto grado) è limitata alle persone che vivono nella stessa Regione.

Posso andare nella mia seconda casa assieme a un parente?

Sì. Va tuttavia sottolineato che gli spostamenti in abitazioni diverse da quella principale sono autorizzati solo per finalità manutentive e che la permanenza va pertanto contenuta al tempo strettamente necessario a effettuare i lavori.

La formazione BLSD e primo soccorso aziendale può essere erogata?

Sì, limitatamente alle attività con codice Ateco rientrante negli allegati al Dpcm del 26 aprile.

Posso recarmi a fare la spesa in un supermercato o mercato ubicato in un Comune diverso da quello in cui risiedo?

Sì. Tali spostamenti sono ammessi purché entro i confini regionali.

Posso spostarmi in un altro Comune per visitare immobili oggetto di eventuale compravendita?

Sì, ma esclusivamente su appuntamento e se accompagnati da un agente immobiliare iscritto all’Albo.

Posso recarmi nel cimitero di un altro Comune per fare visita a un mio congiunto?

Sì, secondo le modalità stabilite dalle amministrazioni comunali.

È ammessa la navigazione?

 Sì, se finalizzata alla manutenzione dell’imbarcazione o alla pratica di un’attività sportiva (pesca, vela, nautica da diporto). La pesca è autorizzata anche nelle acque interne e da terra.

La raccolta di funghi / erbe selvatiche / simili è consentita?

Si, poiché finalizzata sia allo svolgimento di attività motoria che all’approvvigionamento alimentare.

L’attività motociclistica può essere praticata per strada o solo su pista?

Rientrando tra le attività sportive, la pratica è limitata alla pista. Rimane intesa la possibilità di usare la moto quale mezzo di trasporto per raggiungere le destinazioni previste dal Dpcm e dall’Ordinanza.

Posso svolgere attività motoria con persone esterne al nucleo familiare?

Sì, purché nel rispetto della distanza interpersonale minima di due metri.

Sono ammesse le passeggiate con i propri figli?

Sì. I bambini possono uscire con i genitori o con le persone che – anche solo temporaneamente – li hanno in carico.

Posso usare l’auto o mezzi pubblici per raggiungere un posto dove svolgere attività motoria?

Sì.

Le feste del Santo patrono vanno considerate al pari delle domeniche? No. Laddove la ricorrenza non coincida con la domenica (o con altre giornate festive), la chiusura di supermercati, ipermercati e discount è facoltativa.

È consentito svolgere lavori di allestimento dell’arenile?

Sì, l’attività rientra nella manutenzione del verde e del paesaggio consentita sia dal Dpcm che dall’ordinanza n.12 e si estende a tutte le aree, gli immobili e le pertinenze connessi al rapporto di concessione in essere.

Le lavanderie a gettoni rimangono aperte nei giorni festivi?

Sì.

Sono previste misure specifiche per i mercati?

Sì. I mercati all’aperto e al chiuso di generi alimentari, florovivaistici, libri e abbigliamento per bambini, su area pubblica o privata, sono consentiti solo in presenza delle seguenti condizioni: perimetrazione della superficie (per i mercati all’aperto), separazione dei varchi di accesso e di uscita, contingentamento delle presenze per evitare assembramenti, mantenimento delle distanze di sicurezza, obbligo di confezionamento da parte del venditore.

I guanti sono obbligatori in tutti gli esercizi commerciali?

No. Il loro utilizzo è limitato ai negozi di alimentari – ivi compresi i mercati e i supermercati – nei quali il cliente maneggia direttamente la merce. Negli altri negozi al dettaglio che possono restare aperti ai sensi del Dpcm del 26 aprile (librerie, cartolibrerie, librerie, negozi per bambini e neonati e lavanderie) è fatto obbligo, prima dell’accesso all’esercizio, di mettere a disposizione dei clienti guanti monouso e/o idonee soluzioni idroalcoliche per le mani.

Ci si può spostare sul territorio regionale per effettuare lavori in un terreno di proprietà?

È consentita la cura e manutenzione di orti e terreni privati, ivi compreso spostarsi per raggiungerli anche se in Comuni diversi da quello di residenza.

Posso andare al mare? È permesso fare il bagno, ma non è consentito fermarsi a prendere il sole.

DISPOSIZIONI DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE – quesiti sulle mascherine / protezioni naso&bocca –

Ho letto che è stato introdotto l’obbligo di usare le mascherine nei negozi di alimentari. È vero?

No. L’obbligo per i negozi di generi alimentari, oltre a quello di indossare guanti monouso, è di coprirsi il naso e la bocca. A tal fine, l’uso della mascherina è consigliato ma non indispensabile: anche una sciarpa, un foulard o un copricollo sono sufficienti.

L’uso di dispositivi di protezione individuale è obbligatorio anche sui mezzi pubblici?

Sì. Come già disposto per i negozi di generi alimentari e per i mercati, l’utilizzo di protezioni per naso e bocca (mascherina, foulard, sciarpa, copricollo) è reso obbligatorio a partire dall’8 aprile su tutti i mezzi di trasporto pubblico in Friuli Venezia Giulia. Non è invece obbligatorio l’uso di guanti.

Vige la prescrizione di indossarle in auto?

Non è necessario nel caso in cui si sia soli o in presenza di persone conviventi. Se si tratta di un’auto aziendale, valgono le regole dettate dal datore di lavoro.

Sono necessarie quando si pratica attività motoria?

Sì. La deroga è concessa esclusivamente quando ci si trova in zone isolate, pertanto in assenza di altre persone. Permane tuttavia l’obbligo, anche in questo caso, di avere sempre con sé un dispositivo per proteggere naso e bocca all’occorrenza.

Sono obbligatorie per i bambini?

Sì, ma solo a partire dal sesto anno d’età.

QUESITI SULLA GESTIONE DEI RIFIUTI

Si possono effettuare manutenzioni, sgomberi e pulizie della propria abitazione che comportano la produzione di rifiuti da portare al centro di raccolta?

Sì. Considerato che molti Comuni hanno disposto la chiusura dei centri di raccolta, o variato gli orari di apertura e le modalità di accesso agli stessi, è necessario contattare preliminarmente il gestore della raccolta dei rifiuti urbani, o il Comune, per verificare se il centro di raccolta sia aperto e, in caso affermativo, per conoscere le modalità di accesso. Va inoltre preliminarmente verificato se sia stato attivato il servizio su chiamata per determinate tipologie di rifiuti.

Cosa devo fare se ho l’assoluta necessità, per motivi igienico-sanitari, di portare i rifiuti al centro di raccolta? Al fine di evitare eccessivo affollamento presso i centri di raccolta, che in alcuni casi potrebbero operare a orario ridotto, va valutato se il conferimento sia assolutamente urgente, o necessario per motivi igienico-sanitari, e non sia quindi possibile rimandarlo nel tempo. Prima dell’accesso al centro di raccolta è comunque necessario contattare il gestore della raccolta dei rifiuti urbani, o il comune, per verificare se il centro di raccolta sia aperto e, in caso affermativo, per conoscerne le modalità di accesso.

Queste e molte altre informazioni utili sono reperibili sul sito della Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia.

In conclusione, vorrei nuovamente rivolgere un ringraziamento a tutti i volontari della Protezione Civile Regionale per l’immenso lavoro e il continuo supporto che hanno dato e continuano a dare alla popolazione nel corso dell’emergenza.

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