Contrasto azzardopatia, ecco proposta Tomasella

Tutela della salute e aiuti a esercenti che eliminano le slot dai propri locali.
Leggete i dettagli della proposta che ho fatto nell’articolo di oggi su Il Piccolo, che ringrazio per lo spazio.
Che ne pensate?

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“A chi elimina dai locali le slot-machine incentivi e agevolazioni” 19/5/2020

Coronavirus: Fedriga, da domani in Fvg avvio Fase 2

Con l‘ordinanza nr 14 inizia una nuova fase dell’emergenza, quella della ripartenza in sicurezza

Avrà validità dalla mezzanotte di oggi fino al 3 giugno la nuova ordinanza, firmata dal governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, la numero 14, che recepisce le linee guida concordate da Stato e Regioni.

In via generale, proprio per l’attenuarsi delle misure di restrizione previste nella Fase 2 dell’emergenza, è obbligatorio per chiunque indossare una mascherina o una protezione a copertura di naso e bocca e mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro: è esonerato dall’obbligo di protezione delle vie respiratorie chi è alla guida di auto e moto (a meno che non siano veicoli aziendali), i bambini sotto i sei anni, le persone con disabilità non compatibili con uso continuativo della mascherina, chi soggiorna solo in locali non aperti al pubblico, chi svolge attività motoria in luogo isolato o sportiva nella fase di attività intensa.

Non sarà più necessario giustificare con autocertificazioni gli spostamenti all’interno del territorio regionale, perché da domani saranno sempre consentiti. Sarà permesso ai cittadini del Friuli Venezia Giulia che abitano nei comuni confinanti con il Veneto spostarsi nel territorio delle province venete limitrofe per visite a congiunti.

Viene vietato ogni assembramento tra non conviventi in proprietà privata e pubblica, ma vengono consentite le riunioni private come assemblee condominiali e societarie o consigli di associazioni. Consentita anche l’attività motoria e sportiva di gruppo, anche in centri sportivi, nel rispetto delle linee guida.

L’ordinanza apre, nel rispetto degli specifici protocolli, allo svolgimento di numerose attività: commercio al dettaglio (compresi mercati, fiere e mercatini degli hobbisti); ristorazione; attività turistiche (balneazione); strutture ricettive; servizi alla persona (parrucchieri ed estetisti); uffici aperti al pubblico; piscine; palestre; manutenzione del verde; musei, archivi e biblioteche.

Negli esercizi commerciali, oltre a quello della mascherina, resta obbligatorio l’uso e la messa a disposizione di soluzioni igienizzanti e, nei negozi di generi alimentari, anche l’utilizzo dei guanti monouso.

Nel rispetto delle Linee guida regionali e delle misure di contenimento previste dal decreto del Governo del 17 maggio, saranno consentite attività di istruzione non scolastica o professionale, come corsi sportivi e ricreativi, scuole di arte, recitazione, musica, Università popolare, scuole di lingua; le scuole guida. Consentite anche le attività delle agenzie di commercio e agenzie immobiliari; le attività di produzione dei teatri e la frequentazione di parchi zoologici, giardini botanici e riserve naturali.

È consentita la possibilità di modifica degli orari di apertura degli esercizi commerciali e di servizi, senza limiti di orario giornaliero e senza limitazione per le giornate festive, per favorire un accesso contingentato e razionalizzato, previa comunicazione da parte del singolo operatore al Comune.

Da domani saranno possibili, nel rispetto dei protocolli di sicurezza e delle linee guida dall’Amministrazione regionale, le attività formative non altrimenti esercitabili a distanza, in quanto prevedono l’utilizzo di laboratori con macchinari e attrezzature, e lo svolgimento degli esami finali dei corsi di formazione professionale e di quelli di istruzione tecnica superiore (Its).

Sono consentiti, a condizione che vi sia un’organizzazione tale da ridurre al massimo il rischio di prossimità e di aggregazione e che vengano adottate misure organizzative di prevenzione e protezione, gli stage e i tirocini extracurricolari in presenza e il rientro nelle residenze universitarie da parte di assegnatari di posto di alloggio, se vi siano comprovate situazioni ostative alla permanenza nella residenza anagrafica o motivi connessi al percorso di studio.

Il testo dell’ordinanza è pubblicato sul sito della Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia e della Regione.

Fonte: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

Da domani, quindi, le attività economiche finora rimaste chiuse potranno ripartire in sicurezza. Come sottolineato dal Presidente Fedriga, “ora inizia la fase forse più difficile, perché ricomincia la vita ordinaria alla quale dovremmo applicare una serie di accorgimenti: seguire le linee guida sarà fondamentale per tutelarci a vicenda“.

Grazie al nostro governatore per aver sempre ascoltato imprenditori, lavoratori e cittadini e per aver dato voce, nel corso dell’emergenza, alle loro istanze.

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COVID-19, FVG: finanziamenti agevolati per imprese artigiane, edili e manifatturiere

Con la DGR 490/2020 finanziamenti speciali per far fronte alla carenza di liquidità

Le imprese artigiane sono, insieme alle aziende manifatturiere e del settore edile, una tra le realtà maggiormente colpite dalla crisi economica conseguente all’emergenza coronavirus.

Per aiutare queste attività a far fronte alla carenza di liquidità determinata dal lockdown di questi ultimi mesi, è prevista, ai sensi del titolo II della Delibera 490/2020 della Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia, la possibilità di erogare finanziamenti agevolati speciali, che possono essere concessi anche senza l’acquisizione di garanzie reali o fideiussioni bancarie, assicurative o di garanzie rilasciate da Confidi o fondi pubblici di garanzia.

BENEFICIARI

Possono beneficiare di tali finanziamenti le imprese iscritte all’Albo provinciale delle imprese artigiane di cui all’articolo 13 della legge regionale 12/2002 e le imprese edili e manifatturiere iscritte nel Registro delle imprese ed aventi sede operativa sul territorio regionale, anche se non iscritte all’Albo provinciale delle imprese artigiane.

I finanziamenti agevolati speciali riguardano la realizzazione di iniziative di investimento aziendale (solo per le imprese artigiane), il consolidamento di debiti a breve in debiti a medio e lungo termine ed il sostegno per le esigenze di credito a breve e medio termine.

AMMONTARE, DURATA E CONDIZIONI DEL FINANZIAMENTO

L’ammontare dei finanziamenti speciali varia da 5 mila a 300 mila euro.

L’importo del finanziamento non può, in ogni caso, superare i seguenti importi:
– il doppio della spesa salariale annuale del beneficiario (compresi gli oneri sociali e il costo del personale che lavora nel sito dell’impresa, ma figura formalmente nel libro paga dei subcontraenti) nel 2019 o nell’ultimo anno per cui sono disponibili dati (nel caso di imprese create a partire dal 1º gennaio 2019, l’importo massimo del prestito non può superare i costi salariali annui previsti per i primi due anni di attività) o
– il 25 % del fatturato totale del beneficiario nel 2019 o
– sulla base di un’opportuna giustificazione, l’importo può essere aumentato fino a coprire il fabbisogno di liquidità dal momento della concessione per i seguenti 18 mesi per le PMI e per i seguenti 12 mesi per le grandi imprese.

Il tasso di interesse minimo è pari allo 0,50% ed è parametrato in misura crescente alla dimensione dell’impresa e alla durata del finanziamento.

La durata massima dei contratti di finanziamento speciale agevolato è di 6 anni ed essi devono essere stipulati entro il 31 dicembre 2020.

I finanziamenti agevolati vengono concessi con procedimento valutativo a sportello; le domande devono essere presentate a Banca Mediocredito FVG direttamente on-line.

Queste e altre informazioni utili sono reperibili sul sito della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Le imprese locali costituiscono una vera e propria ricchezza per il nostro territorio: supportarle, anche attraverso misure come quelle previste dalla DGR 490/2020, significa sostenere saper fare e qualità del made in Italy.

Voi come la pensate? Fatemelo sapere con un commento, a cui sarò felice di rispondere.

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Coronavirus, lunedì si riparte: ecco le linee di indirizzo

Ok dal Governo alle linee guida presentate dalle Regioni per riaprire in sicurezza

Nella serata di ieri il Presidente Massimiliano Fedriga ha comunicato che “Le linee di indirizzo per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative, presentate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, sono state condivise dal Governo.”

Lunedì 18 maggio pertanto le attività economiche finora rimaste chiuse potranno riaprire, garantendo la sicurezza di lavoratori e clienti.

Le linee di indirizzo per la riapertura prevedono alcune disposizioni comuni da osservare in tutte le attività: esercizi di somministrazione di pasti e bevande, stabilimenti balneari, spiagge attrezzate e libere, strutture ricettive alberghiere, complementari e alloggi in agriturismo, settore della cura della persona, commercio al dettaglio, uffici, pubblici e privati, studi professionali e servizi amministrativi che prevedono accesso del pubblico, servizi per infanzia e adolescenza.

In modo particolare, si dovrà predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione e dovrà essere assicurato il mantenimento della distanza interpersonale di almeno 1 metro.

Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura superiore a 37,5 °C.

Sarà necessario rendere disponibili sistemi per l’igiene delle mani con soluzioni idro-alcoliche, promuovendone l’utilizzo frequente da parte dei clienti e degli operatori e si dovranno assicurare pulizia e disinfezione dei locali.

Qui potete trovare le indicazioni specifiche per ciascun settore.

La ripresa in sicurezza delle attività economiche finora rimaste chiuse non era più procrastinabile, in quanto avrebbe condannato gli esercenti a chiudere per sempre. Grazie al governatore Fedriga per il costante lavoro svolto a sostegno dei lavoratori e delle nostre realtà commerciali.

Voi cosa ne pensate? Lasciate un commento per farmi sapere la vostra opinione a riguardo, vi risponderò molto volentieri.

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FASE 2, GORIZIA: 120 MILA EURO PER SOSTEGNO FAMIGLIE

Contributi diretti sostituiranno i buoni spesa per le famiglie in difficoltà

In questi ultimi mesi il Comune di Gorizia ha introdotto diverse misure a sostegno dei cittadini in difficoltà a causa dell’emergenza coronavirus.

Sono stati attivati il numero telefonico ti SostenGO e il numero di Servizio Comunale di Protezione Civile, contattabili da chiunque avesse difficoltà a reperire beni di prima necessità o per richiedere lo svolgimento di piccole commissioni indispensabili.

Inoltre, presso numerosi supermercati della città i volontari della Protezione Civile hanno raccolto generi alimentari da donare alla popolazione in difficoltà ed il Comune ha erogato buoni spesa per un totale di circa 210.000,00 euro, integrando i fondi messi a disposizione dal Governo con ulteriori 30.000,00 euro.

Il sostegno del Comune alle famiglie continuerà anche nella cosiddetta fase 2 dell’emergenza: non verranno più erogati buoni spesa ma contributi diretti per un totale di 120 mila euro. Per ottenere questa tipologia di aiuto, a differenza di quanto richiesto in precedenza, non sarà necessario compilare un’autocertificazione, ma si dovrà contattare il numero ti SostenGO (0481-383377) e rispondere ad alcune domande poste da un operatore per verificare i requisiti di accesso.

Questi contributi sono inseriti all’interno del maxi emendamento di Bilancio “Gorizia riparte”, recentemente approvato in Consiglio, che prevede lo stanziamento di 3,7 milioni di euro per interventi straordinari a favore di famiglie ed imprese, quali taglio e riduzione di TARI, IMU, TOSAP, incentivi per il settore del commercio, abbattimento di bollette, affitti e servizi scolastici, riqualificazione di negozi e case, recupero di alloggi popolari e digitalizzazione.

Personalmente ritengo doveroso aiutare chi vive, lavora e paga le tasse sul nostro territorio e pertanto ho proposto che le ingenti risorse messe a disposizione dal Comune vengano assegnate prima ai goriziani, magari introducendo il requisito di 5 anni di residenza in città.

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Maxi sequestro di cocaina a Gorizia: 40 chili del valore di 10 milioni di euro

Operazione conclusa con l’arresto di un 46enne sloveno autotrasportatore. Secondo gli accertamenti la droga proverrebbe dal mercato del Nord Europa 

L’operazione nel corso della nottata tra sabato e domenica, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Gorizia, coadiuvati dalle autoradio della Compagnia del capoluogo isontino impegnate negli ordinari servizi di controllo del territorio hanno fermato e controllato un autoarticolato con targa slovena che in tarda serata era entrato in Italia dal confine di Gorizia Sant’Andrea, ora aperto solo per i frontisti e per traffici commerciali contingentati.

Celati nel serbatoi  del mezzo pesante sono stati rinvenuti 36 panetti contenenti cocaina. Arrestato l’autista, si tratta di un cittadino sloveno con numerosi precedenti. Valore della merce, una decina di milioni: destinazione, i mercati del Nord Italia. Da  quanto si è saputo i carabinieri dell’autoradio impegnata nel controllo, insospettiti dall’orario inusuale per il transito e dal fatto che il mezzo pesante fosse privo di carico e adeguati documenti giustificativi del viaggio, hanno deciso di approfondire l’accertamento, richiedendo anche l’intervento dei colleghi del Nucleo Investigativo.

La prima cosa che è saltata agli occhi, la modifica all’indicatore del carburante del camion che segnava pieno. I carabinieri si sono però accorti che il serbatoio  emetteva, se colpito, un rumore sordo che indicava come fosse privo di carburante. Dentro il serbatoio, infatti, erano nascosti tre borsoni contenenti in tutto trentasei panetti di cocaina: quaranta chilogrammi in tutto, con un alto grado di purezza: valore sul mercato, dopo il taglio, una cifra vicina ai dieci milioni di euro.

I primi accertamenti fanno ipotizzare una provenienza dello stupefacente dal mercato del nord Europa ed una destinazione a piazze fiorenti ed in grado di assorbire un così grande quantitativo quali quelle di Milano e del nord Italia in genere. L’arrestato è ora trattenuto, in attesa di convalida dell’arresto da parte del GIP, presso la Casa Circondariale di Gorizia.

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Coronavirus: Governatori, certezze dal Governo o riapriamo da soli

Anche il governatore Fedriga aderisce all’appello, chiedendo regole certe entro mercoledì

Nella giornata di ieri i governatori delle Regioni Abruzzo, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Sardegna, Umbria, Veneto e il presidente della Provincia autonoma di Trento hanno scritto al Presidente della Conferenza delle Regioni sollecitandolo a convocare urgentemente per domani un incontro con il Governo al fine di avere assoluta certezza che le linee guida Inail per le riaperture siano disponibili entro mercoledì della prossima settimana e che dal 18 maggio ogni territorio, nel rispetto delle misure per il contenimento della pandemia, possa consentire la ripartenza delle attività economiche.

Una prospettiva che, qualora fosse disattesa, porterà le scriventi Regioni ad agire autonomamente.

Fonte: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

L’appello dei 10 Presidenti di Regione e del Presidente della provincia autonoma di Trento arriva in seguito al no da parte del Governo alla riapertura anticipata delle attività di commercio al dettaglio, che, in base alla proposta del governatore Massimiliano Fedriga, approvata all’unanimità dalla Conferenza delle Regioni, sarebbe dovuta avvenire oggi. Secondo quanto comunicato da Roma alle Regioni, la ripresa delle attività sarà possibile solo dopo aver definito i protocolli di sicurezza Inail.

Già da diverse settimane però, i Presidenti di Regione stanno chiedendo al Governo di definire regole certe per poter ripartire subito in sicurezza. Lo ha ribadito anche il Presidente Fedriga durante il Consiglio regionale dello scorso 5 maggio, dicendosi “d’accordo per trovare intese e protocolli con le categorie a livello nazionale; dopodiché, chi è in grado di rispettare queste regole deve poter riaprire e riprendere una vita quanto più normale”.

Non c’è più tempo da perdere: rinviare ulteriormente la riapertura dei negozi e delle altre attività commerciali finora rimaste chiuse significa condannare gli esercenti ad abbassare le saracinesche per sempre.  Il Governo fornisca linee guida chiare per consentire a imprenditori e dipendenti di riprendere a lavorare e tornare, per quanto possibile, alla normalità.

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Coronavirus: Fedriga, sì da Regioni a proposta aprire negozi l’11 maggio

Fedriga: “Esercenti attrezzati per garantire la sicurezza, riapertura non più procrastinabile”

La richiesta del Friuli Venezia Giulia al Governo di permettere l’apertura delle attività di commercio al dettaglio già il prossimo 11 maggio è stata ribadita dal governatore Massimiliano Fedriga anche alla Conferenza delle Regioni, che ha unanimemente convenuto su questa necessità e sull’istanza che dal 18 maggio sia data possibilità alle Regioni di disporre delle restanti aperture con proprie ordinanze.

“Mercoledì – ha reso noto Fedriga – ho ricevuto una delegazione di commercianti, liberi professionisti e rappresentanti degli esercenti che si occupano di servizi alla persona: mi hanno esposto le loro ragioni molto compostamente, ma ho colto un disagio montante che temo tra poco non sarà più gestibile. Trovo personalmente molto difficile giustificare la scelta del Governo di permettere l’apertura a aziende con tremila dipendenti e imporre la chiusura a un negozio di borsette. Così – ha sottolineato il governatore – si va a infierire su categorie piccole e piccolissime che chiedono di aprire bottega per mantenere la famiglia“.

Oltre all’anticipo dell’apertura per il commercio al dettaglio e la possibilità, con proprie ordinanze, di disporre le ulteriori aperture dal 18 maggio, Fedriga ha ribadito che è necessario che dal Governo giunga una precisa e puntuale programmazione. “Se è vero che il presidente del Consiglio Conte ha fatto intendere una possibilità di apertura, questa – ha commentato Fedriga – è stata ancora una volta confusa”.

“Non abbiamo certezza sull’evoluzione di un possibile aumento contagi, ma questo – ha proseguito Fedriga – non sarà certo determinato dall’apertura del negozio di borsette: temo molto di più il possibile mancato rispetto delle regole di distanziamento, laddove ci sono migliaia di lavoratori gomito a gomito”.

“Gli esercenti sono pronti, hanno già i protocolli di comportamento siglati dalle sigle di categoria e si sono attrezzati per garantire a dipendenti e clienti la massima sicurezza“, ha garantito il governatore del Friuli Venezia Giulia.

Fonte: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

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Coronavirus: Fedriga, STOP contributo straordinario o rischia sistema FVG

L’appello di Massimiliano Fedriga: “risorse restino in FVG”

massimiliano fedriga fvg

“Se il Governo non accetterà la nostra richiesta di sospendere il contributo straordinario del Friuli Venezia Giulia al risanamento della finanza pubblica, con un documento chiederemo ai sindaci e a tutti i rappresentanti delle forze politiche di non firmare il Decreto maggio“.

L’appello è stato lanciato con forza oggi dal governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta oggi a Trieste nel Palazzo della Regione, alla presenza del vicegovernatore con delega alla Salute Riccardo Riccardi, del prefetto Valerio Valenti e del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza.

“L’esecutivo nazionale deve comprendere che stiamo vivendo un momento di grave emergenza. Versando gli importi previsti per il 2020 e per il 2021, non saremo in grado di garantire i servizi essenziali previsti dalla Costituzione e nemmeno – ha sottolineato Fedriga – di pagare gli operatori sanitari che sono sul fonte contro il Covid“.

“Dal 2011 abbiamo sempre rispettato i patti stabiliti con il Governo. In questa crisi si è cercato di dialogare in modo costruttivo. Ora è venuto il momento, però, di difendere in modo compatto i nostri diritti e per questo – ha precisato il governatore – chiederemo a tutte le forze politiche di aver un comportamento conseguente e di difendere la nostra terra e la nostra autonomia”.

“Per affrontare l’epidemia, le istituzioni si sono mosse, con grande senso di responsabilità, come se fossero un unico ente. La strategia di chiudere subito, messa in campo dal Friuli Venezia Giulia, è risultata essere la migliore a livello nazionale come certificano i dati. Adesso – ha affermato Fedriga – dobbiamo riaprire le nostre attività economiche nel pieno rispetto dei protocolli sanitari. Dobbiamo tenere insieme lavoro e sicurezza”.

“I risultati che abbiamo ottenuto finora sono frutto anche della grande condivisione dimostrata dai cittadini del Friuli Venezia Giulia che hanno compreso la compressione delle libertà nella prima fase della lotta al Coronavirus ma che ora chiedono di ripartire nel pieno rispetto delle regole. Dobbiamo assolutamente superare la stagione dei divieti per non aggravare una tensione sociale sempre più evidente e che rischia di compromettere l’intero sistema”.

“Per queste ragioni – ha confermato il governatore – stiamo chiedendo al Governo di aprire le attività commerciali già il prossimo 11 maggio e tutte le altre il 18 maggio”.

“Per consentire la ripresa dell’economia del Friuli Venezia Giulia nella massima sicurezza ci stiamo inoltre organizzando per aumentare notevolmente la capacità di realizzare i tamponi con l’obiettivo – ha rivelato – di eseguire fino a 7 mila test al giorno”.

Il governatore Fedriga e il vicegovernatore con delega alla Salute Riccardi hanno rivolto anche un accorato appello ai cittadini, finalizzato al rispetto delle misure anti Covid anche in questa fase di riapertura.

“Non bisogna abbassare la guardia – ha specificato Riccardi -. In questo momento la mia più grande preoccupazione è legata all’attenzione che noi tutti dobbiamo prestare per contrastare la diffusione del virus. Vanno rispettate tutte le misure precauzionali e le persone più giovani non devono assolutamente trascurare due linee di febbre o i colpi di tosse”.

Nel corso della conferenza stampa sono stati anche presentati i dati legati diffusione del virus nel Friuli Venezia Giulia al 5 maggio. I tamponi effettuati complessivamente sono stati 82.548, 9.451 dei quali sono stati fatti nelle case di riposo.

Un altro dato significativo riportato nel corso dell’incontro è quello riguardante la percentuale delle persone completamente guarite rispetto al numero totale dei casi fino ad ora rilevati, valore che si attesta al 57,2 per cento.

Continua intanto il monitoraggio costante nelle case di riposo, dove si contano 676 persone contagiate mentre 167 sono invece quelle già guarite. Le persone decedute sono complessivamente 309, 150 delle quali si trovavano nelle case di riposo. Mediamente avevano 87 anni di media e presentavano diverse patologie pregresse.

Fonte: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

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