Gorizia. Il Parco della Rimembranza

🇮🇹 Risalente al 1923, il Parco della Rimembranza è un’area verde di circa 25.000 metri quadrati con cui il Comune di Gorizia onora i propri concittadini che hanno sacrificato la vita per la Patria.

🔎A progettare il Parco fu Enrico del Debbio, vincitore di un concorso indetto per costruire una struttura che ricordasse, in origine, i volontari goriziani che disertarono l’esercito asburgico per arruolarsi in quello italiano.

🙏🏻 Nel Parco trovano spazio diversi monumenti commemorativi. Oltre agli irredentisti Giovanni Maniacco e Emilio Cravos e allo scrittore Vittorio Locchi, che celebrò la presa italiana della città dell’8 agosto 1916 nel poemetto “La sagra di santa Gorizia”, vengono ricordati i Caduti della Brigata Alpina Julia e della Brigata di Fanteria Lupi di Toscana.

⛲ Al centro dell’area si trovano una fontana e le rovine del Tempietto circolare, distrutto nel 1944. Infine, il lapidario degli infoibati ricorda i 665 fratelli goriziani deportati in Jugoslavia nel maggio 1945, durante l’occupazione di Gorizia da parte delle truppe del generale comunista Tito.

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Giorno del Ricordo. Storia di un dramma a lungo negato

Il 10 febbraio si celebra il Giorno del Ricordo, istituito con la legge n. 92 del 2004 per commemorare le migliaia di italiani vittime dei massacri delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata.

L’esodo giuliano-dalmata

Con l’armistizio dell’8 settembre 1943, le forze comuniste di Josip Broz detto Tito, che già avevano preso il controllo nei territori di Slovenia e Croazia, fecero esplodere tutta la loro violenza nei confronti degli abitanti di nazionalità italiana. Affermavano di agire così per vendicarsi delle violenze fasciste e per l’italianizzazione forzata, perpetuata con metodi violenti e discutibili.

Con la definitiva caduta del Terzo Reich, nel 1945, Tito occupò l’Istria, la Dalmazia e una parte del Friuli Venezia Giulia e si accanì ancora una volta nei confronti degli italiani.

Attraverso il trattato di Parigi del 10 febbraio 1947, la Jugoslavia ottenne l’Istria, Fiume, Zara e la Dalmazia e iniziò il periodo della “gestione” degli italiani su quei territori.

Tito puntava ad un’integrazione dei soli italiani ritenuti meritevoli. Coloro che appartenevano a determinate classi sociali o erano contrari all’annessione dovevano essere espulsi, in quanto immeritevoli e non integrabili allo Stato jugoslavo. Per queste persone iniziò un lungo e tragico esodo, con la speranza di allontanarsi da un clima di terrore e trovare condizioni di vita migliori.
Gli esuli arrivati in Italia non vennero accolti nel migliore dei modi: furono stivati in campi profughi allestiti all’interno di vecchie caserme e costretti a sopportare il clima ostile dei connazionali.

Il treno della vergogna

Particolarmente noto è l’episodio del treno della vergogna. Alcuni esuli di Pola, sbarcati ad Ancona, furono oggetto di atteggiamenti ostili da parte degli abitanti del posto, convinti si trattasse di fascisti in fuga. Dopo l’intervento dei militari, il viaggio proseguì a bordo di un treno merci.

Presso la stazione di Bologna la Croce Rossa Italiana e la Pontifica Opera di Assistenza avevano predisposto un pasto caldo, ma la sosta saltò a causa di una sassata contro i convogli organizzata dai ferrovieri comunisti per impedire la fermata in stazione del cosiddetto ‘treno dei fascisti’.

Il treno fu quindi costretto a ripartire per Parma, dove finalmente i profughi, tra i quali tanti anziani e bambini, riuscirono a ricevere assistenza e qualche pasto prima di raggiungere definitivamente La Spezia.

Le foibe

Monumento della Foiba di Basovizza

Le foibe sono insenature naturali costituite da cavità verticali presenti in Istria e Friuli Venezia Giulia, che si restringono scendendo in profondità per poi richiudersi e riallargarsi in un bacino, una forma che rende difficoltosa sia la salita che eventuali soccorsi.

Il processo di eliminazione messo in atto dai partigiani comunisti di Tito si svolgeva in modo atroce. I condannati venivano legati uno all’altro, con fili di ferro attorno ai polsi. I primi della cordata erano oggetto di una raffica di colpi e, precipitando nella cavità, trascinavano anche gli altri ancora vivi.
Tristemente note sono le foibe di Basovizza e Monrupino, in provincia di Trieste, diventate oggi monumento nazionale.

Purtroppo per moltissimo tempo si è assistito a fenomeni di negazionismo e riduzionismo delle foibe, in base alle tesi di esponenti del movimento di liberazione jugoslavo e del governo comunista di Belgrado, che consideravano il fenomeno come atto di giustizia nei confronti di crimini di guerra.

I numeri

Come sostengono molti storici, si creò una vera e propria pulizia etnica, alla quale riuscirono a sfuggire tra le 250 e le 350 mila persone negli anni tra il 1945 e il 1956. Prigionia, lavori forzati e morte nelle foibe coinvolsero invece tra le 4.000 e 5.000 persone, secondo una stima ancora approssimativa. 

Il ricordo di Gorizia

Gorizia ricorda i deportati

Gorizia ricorda le diverse centinaia di concittadini deportati durante i 40 giorni di occupazione jugoslava del maggio 1945 con un lapidario nel Parco Della Rimembranza. E’ stata inoltre intitolata una Via a Norma Cossetto, studentessa uccisa e torturata dai partigiani comunisti il 5 ottobre del 1943, divenuta simbolo delle violenze di regime nascoste per troppo tempo e che non devono essere più dimenticate.

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Trasporti. Gorizia e Capriva collegate da nuova linea urbana

Da oggi la linea urbana dell’autobus di Gorizia arriverà fino a Capriva del Friuli.

L’azienda Provinciale Trasporti (APT) implementerà cinque corse giornaliere con il bus numero 4, che transiterà in Via Dante alle 7:42, 9:12, 11:12, 13:34 e alle 17:07. Prima di arrivare al capolinea nei pressi della posta centrale di Gorizia in Corso Verdi, il bus passerà per San Lorenzo, Mossa e Piedimonte al mattino e in Via Vittorio Veneto al pomeriggio.

Un’iniziativa molto importante, che io stesso avevo auspicato e per la quale ho presentato in Consiglio comunale la mozione Implementazione della mobilità urbana goriziana nell’ottobre 2019.

In questa mozione chiedevo “di definire – con le municipalità Cormons, Gradisca d’Isonzo, di San Lorenzo Isontino, Mossa, Moraro e Farra d’Isonzo – una proposta che, trasformando il servizio da extraurbano a urbano, potesse consentire la disponibilità continua dei mezzi Apt ad una cadenza oraria ragionevolmente frequente, tra Gorizia, Cormons e Gradisca d’Isonzo”.

Dopo il recente allungamento della Linea 1 fino alla zona industriale, l’implementazione del servizio urbano fino a Capriva rappresenta un ulteriore importante passo che ridà centralità a Gorizia e permette ai cittadini dei Comuni limitrofi di poterla raggiungere più agevolmente per usufruire dei suoi servizi. L’auspicio per il prossimo futuro è che il servizio posso essere esteso anche a Cormons.

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Autobus urbano Gorizia, foto Apt

“Paracadutisti d’Italia con il nuovo direttivo” 6/2/2022

Gorizia. Assemblea Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia

Come #Folgore dal cielo ⚡️🇮🇹
Onorato questa mattina di aver partecipato all’assemblea provinciale dell’Anpd’I #Gorizia.
Complimenti al rieletto presidente, Alessandro Marega, e auguri di buon lavoro al rinnovato direttivo 😊
#AvantiGorizia

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“Questura e benzinai La Lega di Gorizia presenta un dossier” 6/2/2022

Gorizia. Gazebo Lega 5 febbraio

Riprendono i gazebo Lega Salvini Premier a Gorizia!
Domani, dalle 10:00 alle 13:00 saranno con noi l’on. Aurelia Bubisutti e il consigliere regionale Diego Bernardis.
Il gazebo si svolgerà nel rispetto dei protocolli anticontagio.

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Ferrovia. Lunetta di Gorizia: opera strategica per il territorio

Il progetto della lunetta di Gorizia ha l’obiettivo di rilanciare il traffico intermodale, sia a livello regionale che  transfrontaliero.

Dal lato italiano, è prevista la realizzazione di un raccordo ferroviario che colleghi Gorizia, Vrtojba e Nova Gorica, tratto su cui è innestato anche l’interporto della Sdag, con la linea Trieste-Udine. Il costo dell’intervento si aggira intorno ai 12 milioni di euro. Dal lato sloveno, invece, si punta a collegare Gorizia, Vrtojba, Nova Gorica e Ljubliana.

Si tratta di un’opera a lungo attesa perché, al momento, la linea ferroviaria Trieste-Udine costringe i convogli ad effettuare una doppia manovra nella stazione merci di Gorizia, rendendo così l’ingresso nel terminal goriziano lento e troppo oneroso. Grazie alla lunetta l’interporto vedrà aumentate le proprie potenzialità e saranno possibili il ricovero e la movimentazione di treni da 750 metri, come previsto dagli standard europei vigenti.

La lunetta assume quindi grande rilevanza dal punto di vista economico. Consentire il collegamento del polo intermodale della Sdag con le realtà portuali di Trieste e Monfalcone, significa di fatto rendere Gorizia un asse logistico strategico, con ricadute importanti per l’intero territorio, anche in vista degli ingenti investimenti in arrivo con il PNRR.

L’intervento si aggiungerà al piano di potenziamento della stazione ferroviaria di Gorizia, che verrà riconfigurata, adeguata e rimodernata. Si arriverà quindi ad una generale infrastrutturazione della dimensione ferroviaria della nostra Città, in linea con quanto previsto a livello europeo.

Entro quest’anno è prevista l’inaugurazione del collegamento passeggeri tra Gorizia e Nova Gorica, particolarmente significativo anche per quanto riguarda la Capitale europea della Cultura 2025. Tale collegamento rappresenta, infatti, un ulteriore importante passo per condividere servizi nell’area transfrontaliera della Città.

Il progetto della lunetta ha visto un grande lavoro di squadra portato avanti dal Comune di Gorizia con la Camera di Commercio della Venezia Giulia e la Regione, che ha fatto comprendere anche a RFI l’importanza dell’opera.

Ringrazio il presidente Massimiliano Fedriga e la squadra regionale della Lega per la grande attenzione rivolta allo sviluppo del nostro territorio – confermata peraltro dallo stanziamento di un milione di euro per il rilancio dell’interporto e della logistica goriziana – e i vertici della Sdag che sempre hanno creduto in questo progetto e lo stanno seguendo operativamente.

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Gorizia. La Sinagoga, storia e curiosità

🕍 Costruita nel 1756 e ristrutturata nel 1894, la Sinagoga di Gorizia si trova al centro dell’ex ghetto, dove la comunità ebraica cittadina si stabilì attorno alla fine del 1600.

🕯️L’edificio fu utilizzato come luogo di culto fino al 1969, anno in cui la comunità ebraica di Gorizia, ormai in numero esiguo, fu accorpata con quella di Trieste. Dopo le deportazioni avvenute durante la Seconda Guerra Mondiale, infatti, la comunità contava soltanto 12 persone.

🕎 Il cancello della Sinagoga, in origine, veniva utilizzato come ingresso al quartiere ebraico. Nel giardino, dedicato a Bruno Farber, deportato ad Auschwitz a soli 3 mesi, si trovano una lapide in ricordo di deportati nel 1943 e una menorah stilizzata.

📜 La facciata presenta un doppio ingresso sormontato da archi e un rosone centrale, mentre alla sommità della stessa sono riprodotte le Tavole della Legge.

🖼 Nel Museo “Piccola della Gerusalemme sull’Isonzo”, al piano terra dell’edificio, si racconta la storia della comunità ebraica goriziana, alla quale apparteneva anche Carlo Michelstaedter. All’interno della Sinagoga sono raccolte alcune opere pittoriche del giovane morto suicida e custoditi oggetti d’arredo e di culto originali.

🕒 Siete curiosi di visitarla? I giorni di apertura della Sinagoga sono il martedì e il giovedì dalle 17:00 alle 19:00 e la seconda domenica mattina di ogni mese dalle 10:00 alle 13:00. Data la situazione pandemica, vi consiglio comunque di verificare prima le disponibilità 😊

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PNRR. Il dettaglio dei progetti per Gorizia

In una nota stampa il Sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna ha illustrato i progetti di rigenerazione urbana che verranno portati avanti grazie allo stanziamento complessivo di 20 milioni di euro previsto per la città con il PNRR.

Va ricordato che lo stanziamento di questi fondi persegue tre obiettivi principali: la manutenzione per il riuso di aree e di strutture edilizie esistenti pubbliche per finalità di interesse pubblico, il miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale, la mobilità sostenibile.

Palazzo del Comune

La parte più consistente del finanziamento, circa 9 milioni di euro, sarà destinata alla ristrutturazione del palazzo municipale, inclusi gli edifici di via Mazzini, inutilizzati da diversi anni. L’intera via beneficerà poi di nuove attività commerciali.

Oggetto di recupero, per circa 500 mila euro, sarà anche il Parco comunale, che, insieme al Municipio – che racchiude un significativo patrimonio storico e culturale – potrebbe essere aperto al pubblico durante i fine settimana.

Corte Sant’Ilario 

Alcuni uffici comunali verranno trasferiti in un altro edificio, al momento di proprietà di Asugi, in Corte Sant’Ilario, anch’esso oggetto del PNRR con uno stanziamento da 1 milione e mezzo. È presumibile che, nel contempo, il Municipio 2 di via Garibaldi venga dismesso e destinato ad una sorta di Casa delle Associazioni, realtà di primaria importanza per Gorizia.

Ponti

A questi due progetti si aggiunge anche la ristrutturazione di diversi ponti. L’intervento più importante riguarda il Ponte del Torrione, con uno stanziamento da 2 milioni 100 mila euro, cui si aggiungono, in ordine decrescente di finanziamento, la passerella di Straccis (2 milioni), Ponte VIII Agosto (1 milione 250 mila euro), il Ponte del Diau (250 mila euro) e quello sulla Mainizza (85 mila euro).

Ulteriori progetti

Tra gli interventi proposti anche quelli riguardanti la riqualificazione del Centro educativo Lenassi, al quale sono destinati 2 milioni 700 mila euro.
Per l’ultimazione del Bastione Fiorito e del Teatro Tenda in Castello sono previsti 400 mila euro, cui si aggiungono 1 milione e 600 mila euro per la sistemazione dei Giardini di Corso Verdi.

Si tratta di interventi molto importanti per la funzionalità, la sicurezza e la viabilità cittadina, lo sviluppo turistico e sociale della nostra Città.
Ringrazio il governatore, Massimiliano Fedriga, e la squadra parlamentare della Lega per l’interessamento, che è valso lo stanziamento di queste importanti risorse a copertura di iniziative finora rimaste escluse.

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