“Contro l’invasione”, il libro che non piace a Facebook

Gli algoritmi del social più popolare al mondo non gradiscono il volume “Contro l’invasione” e ne bloccano la pubblicità. Censura, ancora una volta.

In un interessante articolo pubblicato su La Verità si evince che Facebook ha bloccato la pubblicità del libro intitolato “Contro l’invasione“, distribuito dallo stesso quotidiano e da Panorama.

It doesn’t comply with our advertising policies“, “Non è conforme alle nostre norme sulle campagne pubblicitarie” è la motivazione espressa dalla società privata a riguardo del blocco della pubblicità che l’editore avrebbe fatto per dare visibilità al volume.

Insomma, gli algoritmi arcobaleno di Facebook sono rigidissimi: guai a parlare di immigrazione, o meglio, guai a sostenere un’opinione differente dalla comoda favola del multiculturalismo o a criticare l’accoglienza indiscriminata di immigrati clandestini fatta a spese degli italiani.

La sponsorizzazione rifiutata al libro “Contro l’invasione” arriva dopo le migliaia di account oscurati su diversi social, profili di quotidiani censurati, pagine di rappresentanti democraticamente eletti fatti sparire dall’etere con un click e cartoni animati di ottant’anni fa cancellati dal palinsesto poiché non più adatti a un pubblico globale.

E qual è il risultato della follia del politicamente corretto? La polarizzazione dei pareri contrapposti e l’inasprimento dei già gravi conflitti sociali in atto a causa della pandemia e della conseguente crisi economica.

Nel mio piccolo, per contrastare quella che considero una brutta pagina per la pluralità di opinioni, andrò in edicola per comprare il quotidiano col libro che, al di là di come la si pensa, può essere un arricchimento culturale grazie al contributo inedito dell’intellettuale francese Jean Raspail.

E voi, sosterrete la causa?

Dumbo, Peter Pan e Aristogatti censurati. Va tutto bene?

La Disney censura Dumbo, Peter Pan e gli Aristogatti. Li cancella dalla sezione bambini di Disney+ e vieta la visione ai minori di 7 anni: “Messaggi dannosi e razzisti”

La follia del politicamente corretto non si arresta e censura tre pietre miliari dell’intrattenimento che hanno accomunato l’infanzia di miliardi di persone.

Oramai tutto va omologato alla rassicurante fiaba del multiculturalismo, anche i cartoni animati di ottant’anni fa come Dumbo. Così, i tre titoli restano visibili solo agli adulti e con la seguente nota introduttiva che precede i titoli di testa:

I programmi includono rappresentazioni negative e/o denigrano popolazione e culture e quindi piuttosto che rimuovere questi contenuti, vogliamo riconoscerne l’impatto dannoso, imparare da esso e stimolare il dibattito per creare insieme un futuro più inclusivo“.

Quali sono questi messaggi controversi: in Dumbo c’è una rappresentazione con dei corvi che sarebbe considerata caricaturale e razzista. In Peter Pan invece Giglio Tigrato e la sua tribù vengono definiti “pellerossa”. Ne Gli Aristogatti appare un gatto, Shun Gon, che rappresenterebbe in maniera stereotipata la popolazione cinese.

Chissà cosa ne penserebbe Walt Disney di questa censura. Intanto, già in tempi non sospetti, un ex animatore Disney, Floyd Norman, affermava: “Io conoscevo Walt Disney e sono convinto che il Maestro non sarebbe felice di vedere che i suoi classici animati vengono modificati dalla polizia del politically correct. Walt Disney non era un razzista e non lo erano nemmeno i suoi animatori. Walt Disney era un intrattenitore e i suoi film animati riflettono ed emulano ciò che era popolare nello show business ai suoi tempi“.

Ebbene, nel mentre i principali Big Tech censurano, oscurano e silenziano cittadini, giornali e rappresentanti democraticamente eletti, facendo sparire profili e account social con un semplice click e negano arbitrariamente il diritto ad essere connessi, la follia del politicamente corretto torna a colpire con un’altra censura che vieta colori e tratteggi di oltre cinquant’anni fa o più.

Vi faccio una domanda: secondo voi, va tutto bene?

Giornata della Memoria, anche a Gorizia un monumento per le vittime dell’Olocausto

Istituita in Italia nel 2000 in ricordo delle vittime della Shoah, la Giornata della Memoria ricorre il 27 gennaio, giorno in cui, nel 1945, le truppe sovietiche varcarono i cancelli del campo concentramento di Auschwitz.

Teatro dell’orrore dell’Olocausto fu anche la Risiera di San Sabba a Trieste, unico campo di sterminio nazista in Italia, luogo di smistamento dei prigionieri verso la Germania e la Polonia e di eliminazione di ebrei, prigionieri politici, militari e partigiani.

Sono diversi i luoghi di commemorazione delle vittime delle persecuzioni e delle deportazioni naziste in Regione: in particolare, Gorizia le ricorda con un monumento nel piazzale Martiri della Libertà.

La tragedia dello sterminio, caratterizzata da violenze e privazioni della vita e della libertà di milioni di uomini, donne e bambini ridotti a semplici numeri, rappresenta una delle pagine più buie della storia dell’umanità: tenere viva la memoria di quegli avvenimenti e trasmetterla alle più giovani generazioni è fondamentale affinché atrocità simili non si ripetano mai più.

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Il problema sarebbe il proporzionale?

Con l’Italia sull’orlo del precipizio economico, sociale e sanitario, per il premier Conte la priorità sarebbe cambiare legge elettorale.

L’Italia detiene il tristissimo record di morti per Covid in proporzione alla popolazione, dunque non certo un esempio virtuoso per gestione e contrasto della pandemia. Non basta, detiene anche il record nel crollo del Pil per cui nel 2020 potremmo esserci bruciati circa 170 miliardi di euro. A corredo dei fallimenti del Governo giallorosso, la campagna vaccinale è inesorabilmente bloccata.

La priorità è il lavoro. Oppure no?

In una condizione del genere, con milioni di posti a rischio e una crisi sociale senza precedenti, un Governo che si rispetti penserebbe a come supportare le categorie economiche, il comparto produttivo, coloro che combattono in prima linea la pandemia e le persone senza più un lavoro, senza dimenticare i giovani che vedono il futuro scippato dalle loro mani.

A quanto pare, invece, la preoccupazione maggiore del Governo nazionale di Pd e M5S sarebbe quella di restare incollati alle poltrone con improbabili giochi di palazzo. In un lungo post su Facebook (che linko qui per onestà intellettuale) l’oramai ex premier scrive a chiare lettere: “Serve un’alleanza, nelle forme in cui si potrà diversamente realizzare, di chiara lealtà europeista, in grado di attuare le decisioni che premono, per approvare una riforma elettorale di stampo proporzionale“.

Si torni a votare il prima possibile!!

è davvero vergognoso che, in un momento di difficoltà senza precedenti, invece di lavorare per l’Italia e gli italiani, davvero si pensa a giochi di palazzo e a come cambiare la legge elettorale? Se è uno scherzo è davvero di pessimo gusto.

Se qualcuno poteva ancora avere un piccolo dubbio circa la necessità di andare quanto prima alle urne per dare al Paese un Governo degno di tale nome e, soprattutto, stabile, adesso non c’è alcun dubbio: si vada al voto il prima possibile!

Se vi va, fatemi sapere la vostra opinione lasciando un commento, vi risponderò molto volentieri.

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Conte si è dimesso. E adesso?

Tutti gli scenari possibili con la crisi di governo giunta all’apice

Giuseppe Conte ha rassegnato le dimissioni, ora il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dovrà scegliere quale strada percorrere.

Scenario 1

Nuovo incarico a Conte, il Presidente della Repubblica approverà un Conte ter con maggioranza fra PD e M5S. In questo modo i due partiti eviterebbero la possibilità di tornare alle elezioni, ovvero una situazione che attualmente li vedrebbe profondamente penalizzati nei numeri. 

Questo scenario però dovrebbe necessariamente passare per un supporto al Governo da parte di Renzi, che arriverebbe finalmente ad avere ciò a cui ambiva: dimissioni del premier, nuovo esecutivo con diversi rapporti di forza e delega ai servizi segreti. In alternativa, alcuni ritengono che questa possibilità si potrebbe evitare con l’ingresso nella maggioranza di esponenti di Forza Italia. Sinceramente non la reputo un’opzione credibile ma… in politica mai dire mai.

Scenario 2

Un governo di larghe intese con una squadra di governo che sarebbe tutta nuova, ovvero varie forze che contribuirebbero a farlo nascere fra cui Italia Viva, Udc e di alcuni esponenti di Forza Italia. Anche questa opzione andrebbe bene a PD e M5S che temono le elezioni poiché attualmente l’esito delle urne consegnerebbe numeri drasticamente ridotti alle loro compagini politiche.

Scenario 3

L’opzione che spaventa tutti tranne Lega e Fratelli d’Italia sono le elezioni anticipate. Non dimentichiamo che il secondo Esecutivo di Conte è nato con il solo scopo di impedire a Matteo Salvini di divenire Premier visto che la Lega era, ed è, la prima forza politica del Paese con il centrodestra che può ambire a governare con numeri ampi e una salda maggioranza.

Tutto, come detto, è nella mani del presidente Sergio Mattarella che farà il possibile per garantire la governabilità e, soprattutto, la stabilità del Paese in un momento così difficile per tutti.

Comunque, ciò che più di tutto mi lascia sgomento è la totale mancanza di responsabilità del Governo e dei vari Conte, Zingaretti, Di Maio, Renzi ecc, che in un momento così difficile, in cui milioni di posti di lavoro sono a rischio, la salute degli italiani è a rischio e il futuro delle più giovani generazione è a rischio, pensano a giochi di palazzo e dimostrano di essere totalmente scollegati dalla realtà di tutti i giorni.

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Pronte le dimissioni di Conte, andremo al voto?

Conte si dimette domani. Prima il Consiglio dei ministri, poi al Colle dal presidente Sergio Mattarella

Le dimissioni il premier Conte avrebbe già dovuto darle quando il Senato ha sancito che il suo è un governo di minoranza. Più di sempre, visto le condizioni di assoluta difficoltà in cui versa il Paese, con un piano vaccinale fermo, le scuole aperte in una città sì e nell’altra no e con milioni di posti di lavoro a rischio, occorre responsabilità. Quella stessa responsabilità che Conte, Di Maio, Zingaretti e compagnia bella hanno dimostrato di non avere.

L’unica preoccupazione per i giallorossi sono le poltrone…

È irrispettoso e preoccupante che, invece di pensare a come risollevare le sorti del Paese, il Governo nazionale ha come unica preoccupazione quella di non scollarsi dalle poltrone. Rabbrividisco al pensiero che i fondi del piano Recovery, ovvero i miliardi di euro che l’Europa dovrebbe darci per fronteggiare la crisi pandemica (e che le future generazioni di italiani dovranno restituire con gli interessi), potrebbero essere gestiti da questi individui impreparati e pericolosi.

Basta con i giochini di palazzo, si pensi al futuro dell’Italia

Basta perdite di tempo, l’Italia e gli italiani hanno bisogno di un governo che governi, che abbia i numeri e che pensi al bene del Paese in un momento così difficile a causa della pandemia. Si usino i prossimi due mesi di tempo per andare alle elezioni e dare un parlamento e un Governo serio e stabile all’Italia.

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Inauguration day: auguri di proficuo lavoro a Joe Biden

Un ringraziamento a Donald Trump per quanto fatto e farà!

Ci siamo, oggi è il giorno di Joe Biden!
Nonostante il nostro premier di minoranza, Giuseppe Conte, in un recente discorso in Parlamento si è sbilanciato nell’improbabile paragone fra la dittatura comunista cinese e gli Stati Uniti, l’alleanza con gli USA per il nostro Paese resta essenziale.

Non ho dubbi che la Lega sarà per l’amministrazione Biden un alleato valido e affidabile con cui dialogare in virtù di rapporti leali, basati sulla reciproca fiducia e sulla condivisione dei principi cardine su cui si fondano le nostre civiltà occidentali e democratiche.

Il virus cinese sta mettendo a durissima prova la nostra società, ad oggi è costato la vita di oltre 2 milioni di persone e sta distruggendo l’economia mondiale. Occorre che l’Europa, quindi l’Italia, con gli Stati Uniti, si pongano in modo coeso e deciso per contenere lo strapotere cinese che, in queste condizioni di difficoltà, si avvantaggia e guadagna terreno ed economia.

L’occidente ha bisogno di un’economia forte per fronteggiare in modo deciso lo strapotere della Cina comunista. Il paradigma della produzione non può tornare ad essere quello delle delocalizzazioni, ovvero ciò che ha contribuito in modo preponderante alla deindustrializzazione dei nostri territori. Occorre riportare industrie, fabbriche e produzioni a insediarsi nei nostri distretti industriali e manifatturieri, nel pieno rispetto dei diritti umani, dei lavoratori e della tutela ambientale.

In materia di immigrazione occorrono regole certe, sia per contrastare l’immigrazione clandestina che per fermare il terrorismo islamico. Da questo punto di vista porgere l’altra guancia e sventolare bandiere arcobaleno non servirà a contrastare e a debellare l’odioso fondamentalismo che vede nell’occidente il suo peggior nemico.

Inoltre, la libertà di espressione va garantita in egual misura a tutti. La censura non è mai la risposta corretta e non possono essere delle società private a decidere chi può parlare e chi no, cos’è giusto dire e cosa invece non lo è. Nell’epoca della comunicazione, il tema dell’identità digitale non può essere derubricato a qualcosa di minore importanza solo perché la censura ha colpito in modo pesantissimo un avversario politico. Oggi è toccato a lui, ma domani potrebbe toccare a chiunque.

Queste sono solo alcune delle tematiche per cui mi auguro prevarrà il pragmatismo e non l’ideologia. In tal senso, se il nuovo presidente conseguirà anche solo la metà dei risultati ottenuti dall’amministrazione di Donald Trump allora sarà un buon presidente e ne gioiremo tutti, non ho dubbi!

Chiudo questo articolo con una citazione presa dal discorso di addio di Donald Trump: “I did not seek the path that would get the least criticism. I took on the tough battles, the hardest fights, the most difficult choices because that’s what you elected me to do”. “Non ho cercato la strada che avrebbe ricevuto meno critiche. Ho affrontato le battaglie più difficili, le lotte più dure, le scelte più difficili perché è quello per cui mi avete eletto”.

COVID, in grave difficoltà anche la piscina di Gorizia

L’Italia vera è questa, purtroppo!
Nessuna risposta dal Governo nazionale alla crisi di migliaia di imprenditori, micro, piccole e medie imprese, artigiani e professionisti.
Mentre lo squallido e imbarazzante teatrino di Giuseppe Conte procede, sono a rischio migliaia di posti di lavoro e intere famiglie sono senza stipendio.
Esprimo totale solidarietà ai lavoratori e ai professionisti della nostra piscina, una vera e propria eccellenza del territorio che, nonostante i sacrifici fatti per adeguarsi alle normative anti-Covid, soffre l’inadeguatezza di un Governo troppo concentrato su di sé per pensare all’Italia, agli italiani e ai goriziani.

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Offerte lavoro FVG, Recruiting Day Bricoman

La Regione Friuli Venezia Giulia promuove, insieme all’agenzia Manpower, un Recruiting Day Online con lo scopo di selezionare 100 candidati da assumere nel nuovo punto vendita dell’azienda Bricoman a Reana del Rojale, che verrà aperto questa primavera.

Coloro che supereranno positivamente le selezioni potranno essere assunti dall’agenzia Manpower con contratto di somministrazione a termine.

FIGURE RICERCATE

L’azienda, specializzata nella vendita di prodotti tecnici per la costruzione, la ristrutturazione e la finitura della casa, ricerca venditori e venditrici, hostess e steward cassa e accoglienza, addetti/e alla logistica e all’amministrazione del personale.

COME PARTECIPARE

L’evento si svolgerà il prossimo 27 gennaio sulla piattaforma Google Meet. Per partecipare è necessario registrarsi al link https://recdaymanpowerbricoman.eventbrite.it, il numero dei posti è limitato.

Trovate queste e molte altre informazioni utili sul sito della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

L’emergenza coronavirus sta avendo forti ripercussioni anche dal punto di vista occupazionale: in un momento tanto incerto e complesso come questo, il Recruiting Day rappresenta sicuramente una significativa opportunità per chi è alla ricerca di un lavoro.

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COVID: Fedriga, nuova ordinanza per Ddi scuole superiori dal 18 al 31 gennaio

Il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga ha firmato l’ordinanza contingibile e urgente n. 2/2021 che sarà in vigore dal 18 al 31 gennaio su tutto il territorio regionale.

Con l’ordinanza la Regione ribadisce quanto già determinato nel precedente provvedimento emanato il 4 gennaio, prevedendo che le istituzioni scolastiche di secondo grado, statali e paritarie, e le istituzioni che erogano percorsi di istruzione e formazione professionale, adottino forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica, in modo che il 100 per cento delle attività siano svolte tramite il ricorso alla didattica digitale integrata (Ddi). I servizi educativi per l’infanzia e per il primo ciclo di istruzione, invece, continueranno a svolgersi integralmente in presenza.

“Nell’ordinanza in vigore da lunedì – spiega il governatore Massimiliano Fedriga – non abbiamo fatto altro che motivare con maggior dettaglio e con ulteriore supporto di dati scientifici la necessità di posticipare l’avvio dell’attività didattica in presenza. Riteniamo che, sulla scorta delle evidenze epidemiologiche di queste ultime due settimane in cui si rileva un peggioramento della curva dei contagi e una maggiore pressione sulle strutture ospedaliere, il riavvio delle lezioni in aula non sia compatibile con la salvaguardia della salute di tutti. Gli stessi valori a supporto dell’ordinanza sono quelli che il Comitato Tecnico Scientifico ha preso in esame e in base ai quali da domani ci troveremo in zona arancione”.

“Nell’ordinanza – spiega ancora Fedriga – si fa riferimento ai dati elaborati dalla Task-Force della Direzione Centrale Salute, incaricata del monitoraggio epidemiologico della pandemia COVID nella Regione Friuli Venezia Giulia. Da quei valori emerge che, nelle prime settimane del 2021, vi sono 5 tipi di evidenze che proiettano per il mese di gennaio un peggioramento negli indici di infezione e un’allerta sulla sostenibilità del Sistema Sanitario Regionale. A ciò si aggiunge un report dell’Istituto Superiore di Sanità, che fotografa la situazione in Italia al 30 dicembre 2020, secondo cui vi è una sostanziale flessione dell’incidenza nella classe di età 14-18 nella nostra Regione e in gran parte del Nord Italia coincidente con l’introduzione della Didattica a Distanza (DAD) per le scuole superiori di secondo grado (3 Novembre 2021) e contemporaneamente un continuo aumento dei focolai scolastici tra settembre e il 13/12/2020 in Friuli Venezia Giulia”.

“Infine – conclude Fedriga – sempre l’Istituto Superiore di Sanità ha prodotto, nella prima settimana di gennaio, una pubblicazione scientifica dalla quale si evidenzia come una riapertura prematura delle scuole superiori porterebbe ad uno sproporzionato aumento del tasso di ospedalizzazione“.

Fonte: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

Concordo pienamente con quanto espresso dal presidente Fedriga: la ripresa delle lezioni in presenza alle scuole superiori è sicuramente una priorità, ma il rientro in classe deve avvenire in condizioni di piena sicurezza, per la salute di tutti.

Voi cosa ne pensate? Se vi va, fatemelo sapere con commento, vi risponderò volentieri.

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