Dumbo, Peter Pan e Aristogatti censurati. Va tutto bene?

La Disney censura Dumbo, Peter Pan e gli Aristogatti. Li cancella dalla sezione bambini di Disney+ e vieta la visione ai minori di 7 anni: “Messaggi dannosi e razzisti”

La follia del politicamente corretto non si arresta e censura tre pietre miliari dell’intrattenimento che hanno accomunato l’infanzia di miliardi di persone.

Oramai tutto va omologato alla rassicurante fiaba del multiculturalismo, anche i cartoni animati di ottant’anni fa come Dumbo. Così, i tre titoli restano visibili solo agli adulti e con la seguente nota introduttiva che precede i titoli di testa:

I programmi includono rappresentazioni negative e/o denigrano popolazione e culture e quindi piuttosto che rimuovere questi contenuti, vogliamo riconoscerne l’impatto dannoso, imparare da esso e stimolare il dibattito per creare insieme un futuro più inclusivo“.

Quali sono questi messaggi controversi: in Dumbo c’è una rappresentazione con dei corvi che sarebbe considerata caricaturale e razzista. In Peter Pan invece Giglio Tigrato e la sua tribù vengono definiti “pellerossa”. Ne Gli Aristogatti appare un gatto, Shun Gon, che rappresenterebbe in maniera stereotipata la popolazione cinese.

Chissà cosa ne penserebbe Walt Disney di questa censura. Intanto, già in tempi non sospetti, un ex animatore Disney, Floyd Norman, affermava: “Io conoscevo Walt Disney e sono convinto che il Maestro non sarebbe felice di vedere che i suoi classici animati vengono modificati dalla polizia del politically correct. Walt Disney non era un razzista e non lo erano nemmeno i suoi animatori. Walt Disney era un intrattenitore e i suoi film animati riflettono ed emulano ciò che era popolare nello show business ai suoi tempi“.

Ebbene, nel mentre i principali Big Tech censurano, oscurano e silenziano cittadini, giornali e rappresentanti democraticamente eletti, facendo sparire profili e account social con un semplice click e negano arbitrariamente il diritto ad essere connessi, la follia del politicamente corretto torna a colpire con un’altra censura che vieta colori e tratteggi di oltre cinquant’anni fa o più.

Vi faccio una domanda: secondo voi, va tutto bene?