Lavoro. Interventi a sostegno dell’imprenditorialità 2024

Sovvenzioni a fondo perduto per nuove imprese PMI e aspiranti imprenditori

La Regione Friuli Venezia Giulia, in attuazione del Programma regionale (PR) FESR FVG 2021-2027, intende agevolare la realizzazione di progetti di investimento sul territorio regionale finalizzati a promuovere il rafforzamento ed il rinnovamento del sistema produttivo, incentivando, attraverso l’erogazione di contributi a fondo perduto, nuove imprese ed aspiranti imprenditori che abbiano sviluppato un’idea progettuale con la definizione di un business plan.

BENEFICIARI

Possono beneficiare dei contributi le Nuove imprese PMI e gli Aspiranti imprenditori che abbiano sviluppato un’idea progettuale con la definizione di un business plan. Per Nuova Impresa PMI si intende l’impresa costituita da non più di 36 mesi dalla richiesta del sostegno. Per Aspirante Imprenditore si intende la persona fisica intenzionata a costituirsi come PMI.  Sono escluse dal contributo le fondazioni, le associazioni, i liberi professionisti, i lavoratori autonomi. Sono inoltre esclusi i beneficiari che operano nei settori esclusi dal Regolamento (UE) de minimis generale, dal Regolamento (UE) 2021/1058 sui fondi FESR, dal Regolamento (CE) 24 marzo 2021 n. 2021/523/UE sul DNSH, che stabilisce il principio di “non nuocere in modo significativo”.

SPESE AMMISSIBILI

Sono ammissibili a finanziamento le seguenti spese strettamente correlate alla realizzazione dei progetti finanziabili effettivamente sostenute. Spese di investimento (non inferiori al 70% del totale delle spese ammissibili):

a) realizzazione/ampliamento sito internet 

b) impianti per produzione di energia da fonte rinnovabile (fotovoltaico)

c) consulenze e spese tecniche per progettazione/installazione/collaudo degli impianti imputate come spese di investimento 

d) arredi

e) macchinari, attrezzature, strumenti

f) hardware e software

g) brevetti, know-how, diritti di licenza

h) certificazione qualità, deposito marchi, registrazione brevetti

i) veicoli trasporto di cose max 3 posti

j) veicoli trasporto di persone che costituiscono mezzo attraverso cui si esplica l’attività principale

Spese correnti (non superiori al 30% del totale delle spese ammissibili):

k) istruttoria relativa ad operazioni di credito

l) garanzie ai fini della fideiussione per l’anticipazione del contributo

m) canoni per utilizzo software max 12 mesi 

n) servizi e prestazioni specialistiche per campagne promozionali/pubblicitarie

o) pubblicità, attività promozionali, stampa/realizzazione marchi, loghi, immagini coordinate, brochure, newsletter

p) affitto e allestimento stand per partecipazione a fiere ed eventi

q) locazione locali per l’esercizio dell’attività anche in coworking e spese per utenze

r) utilizzo locali uso ufficio, laboratorio, postazioni lavoro, spazi coworking e relativa strumentazione di lavoro.

Sono ammissibili le sole spese relative all’acquisizione di beni che risultino nuovi di fabbrica o per espressa dicitura riportata nel documento di spesa o attraverso dichiarazione rilasciata dal venditore.

LIMITI DI SPESA E DI AIUTO E INTENSITA’ DELLA SOVVENZIONE

La spesa ammissibile non è soggetta ad alcun limite. L’importo massimo del contributo concedibile è pari ad euro 60.000,00 nel caso in cui il beneficiario realizzi il progetto in 12 mesi e ed è pari ad euro 70.000,00 nel caso in cui il beneficiario realizzi il progetto in 4 mesi. Gli aiuti per la realizzazione dei progetti sono concessi nella misura del 60% della spesa ritenuta ammissibile. In deroga a quanto previsto, per i beneficiari che concludono il progetto entro un termine ridotto pari a 4 mesi dalla notifica del decreto di concessione, l’aiuto per la realizzazione del progetto è pari al 70% della spesa ritenuta ammissibile. Gli aiuti sono concessi in regime de minimis generale – Regolamento UE 2831/2023.

PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

Le domande vengono presentate con modalità a sportello.

La domanda può essere presentata dalle ore 10:00 del 28 febbraio 2024 alle ore 12:00 del 28 giugno 2024

Per maggiori informazioni, il download del bando e il link di accesso per la presentazione della domanda, vi invito a visitare la pagina ufficiale sul sito della Regione Fvg.

Questo bando della Regione è un’ottima dimostrazione della grande attenzione che l’amministrazione regionale rivolge al sistema produttivo, alle nuove imprese e ad aspiranti imprenditori che vogliono fare impresa in Friuli Venezia Giulia.

Cosa ne pensate? Fatemi sapere la vostra opinione con un commento, vi risponderò molto volentieri.

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Imprese. Contributi rimozione e smaltimento amianto 2024

Avviso in scadenza il 28 febbraio

La Regione Friuli Venezia Giulia concede contributi per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto da edifici che siano sede legale o unità operative di imprese.

La normativa di riferimento è stata recentemente modificata dal BUR (Bollettino Ufficiale della Regione) n. 4/2024.

SOGGETTI BENEFICIARI

Possono beneficiare dei contributi in oggetto:

micro, piccole e medie imprese in possesso dei requisiti definiti dall’Allegato I del Regolamento (CE) n. 651/2014/UE;

grandi imprese.

Qualora l’impresa richiedente non sia proprietaria dell’immobile che necessita dell’intervento di rimozione e smaltimento o di solo smaltimento dell’amianto, la stessa potrà eseguirlo previa autorizzazione del proprietario dell’edificio.

Non possono beneficiare dei contributi:

– imprese che si trovano in stato di scioglimento o liquidazione volontaria o che siano sottoposte a procedure concorsuali;

– imprese che non rispettano le norme vigenti in materia di sicurezza sul lavoro;

– imprese destinatarie di sanzioni interdittive;

– aziende che gestiscono servizi pubblici locali;

– gli enti pubblici economici e le altre imprese pubbliche.

SPESE AMMISSIBILI A CONTRIBUTO

Sono ammesse a contributo le spese:

– necessarie alla rimozione, al trasporto e allo smaltimento dei materiali contenenti amianto, ivi comprese quelle inerenti l’approntamento delle condizioni di lavoro in sicurezza;

– relative ad analisi di laboratorio;

– per la redazione del piano di lavoro di cui all’articolo 256 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro);

– connesse all’attività di certificazione di cui all’articolo 41 bis della legge regionale 20 marzo 2000 n. 7 (Testo unico delle norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso) per l’importo massimo di 500,00 euro.

Gli interventi di rimozione e smaltimento dell’amianto e le relative spese devono essere sostenuti successivamente alla presentazione della domanda di contributo.

Nel contributo non rientrano le spese:

– relative la sostituzione del materiale rimosso, l’incapsulamento o il confinamento dei materiali contenenti amianto;

– sostenute a fronte di rapporti giuridici instaurati tra società, persone giuridiche, amministratori, soci, ovvero tra coniugi, parenti e affini sino al secondo grado riferite al contributo medesimo.

Non sono, inoltre, finanziabili gli interventi aventi ad oggetto il solo smaltimento dell’amianto non in opera.

ENTITÀ DEL CONTRIBUTO

L’importo del contributo varia in relazione alla dimensione dell’impresa richiedente ed è pari al:

50 per cento della spesa riconosciuta ammissibile, per un massimo di 15.000,00 euro, per le micro imprese;

40 per cento della spesa riconosciuta ammissibile, per un massimo di 30.000,00 euro, per le piccole e medie imprese;

30 per cento della spesa riconosciuta ammissibile e per un massimo di 40.000,00 euro per le grandi imprese.

PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

La domanda di contributo deve essere presentata a mezzo Posta Elettronica Certificata alla Direzione centrale ambiente ed energia – Servizio disciplina gestione rifiuti e siti inquinati (ambiente@certregione.fvg.it) entro mercoledì 28 febbraio.

Alla domanda devono essere allegati:

– il preventivo dettagliato della spesa da sostenere e l’indicazione della quantità di materiale da rimuovere;

– almeno due fotografie dell’immobile attestanti la presenza dell’amianto;

– dichiarazione sostitutiva di certificazione e di atto di notorietà attestante il possesso dei requisiti di accesso al contributo;

– fotocopia del documento d’identità in corso di validità del soggetto che sottoscrive la domanda;

– dichiarazione del proprietario dell’immobile attestante l’autorizzazione alla realizzazione dell’intervento oggetto della domanda, nel caso in cui l’edificio interessato non sia in proprietà dell’impresa richiedente.

Il richiedente deve presentare domande diverse per la sede legale e per ogni unità operativa oggetto di intervento.

Queste e altre informazioni utili sono disponibili alla pagina dedicata sul sito della Regione.

Si tratta di una misura molto significativa, considerata anche la pericolosità dell’amianto per la salute e l’importanza di rimuovere e smaltire in sicurezza questo materiale.

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Imprese. Contributi progetti innovazione di processo e organizzazione 2024

Domande presentabili fino al 29 febbraio

Con la Delibera n. 2003/2023, la Giunta regionale ha approvato il bando 2024 per la concessione di contributi a fondo perduto alle imprese per la realizzazione di progetti di innovazione di processo e dell’organizzazione.

Il bando è emanato in attuazione del Programma regionale (PR) FESR 2021 – 2027.

SOGGETTI BENEFICIARI

A poter beneficiare dei contributi in oggetto sono micro, piccole, medie e grandi imprese del settore manifatturiero e terziario, come definiti all’articolo 2, comma 1, lettere c) e d) del bando, che svolgono attività primaria o secondaria coerente con il progetto presentato.

I codici ATECO di riferimento sono precisati nel bando.

PROGETTI FINANZIABILI

Sono finanziabili i progetti finalizzati all’innovazione di processo e/o dell’organizzazione dell’impresa richiedente, attinenti ad almeno una delle aree di specializzazione e coerenti con almeno una delle relative traiettorie di sviluppo della Strategia per la specializzazione intelligente della Regione Friuli Venezia Giulia (S4) indicate nell’Allegato A del bando.

I progetti devono essere realizzati nelle sedi o unità operative regionali in cui l’impresa realizza abitualmente l’attività di produzione di beni o la fornitura di servizi e sono stabilmente collocati il personale e le attrezzature che verranno utilizzate per la realizzazione del progetto.

I progetti possono essere realizzati in forma autonoma da una singola PMI oppure in forma di “progetto congiunto” cioè in collaborazione effettiva tra imprese indipendenti, delle quali nessuna sostiene oltre il 70 per cento e meno del 10 per cento della spesa complessiva e le PMI sostengono almeno il 30 per cento della stessa. 

I progetti possono avere una durata massima di 18 mesi, prorogabile di 6 mesi, e devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda, non oltre 30 giorni dalla comunicazione di concessione del contributo.

SPESE AMMISSIBILI

Sono ammesse a contributo le spese strettamente funzionali alla realizzazione dei progetto sopra citati, relative a:

personale impiegato nelle attività di innovazione;

strumenti e attrezzature specifici;

consulenze qualificate per attività tecnico-scientifiche di innovazione, studi, progettazione e similari;

prestazioni e servizi necessari all’attività di innovazione;

beni immateriali, quali software specialistici, diritti di licenza, brevetti, know-how, utilizzati per il progetto;

materiali;

spese generali.

Il limite minimo di spesa ammissibile per progetto per ciascuna impresa è pari ad euro 30.000,00.

Le spese ammesse a contributo non possono essere oggetto di altre agevolazioni costituenti aiuti di Stato (neanche de minimis) né di finanziamenti europei a gestione diretta. Fanno eccezione gli aiuti erogati sotto forma di garanzia.

ENTITÀ DEGLI INCENTIVI

Le intensità di contributo sono pari al:

– 45 per cento per micro, piccole e medie imprese per progetti autonomi;

– 50 per cento per micro, piccole e medie imprese per progetti congiunti;

– al 25 per cento per le grandi imprese.

Il limite massimo di contributo concedibile a ciascuna impresa è di 75.000,00 euro.

PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

La domanda di contributo, comprensiva degli allegati, deve essere presentata esclusivamente in forma telematica attraverso il Sistema di Istanze On Line disponibile sul sito della Regione, entro le ore 16:00 del 29 febbraio.

Ciascuna impresa può presentare un’unica domanda di contributo.

Queste e altre informazioni utili sono disponibili alla pagina dedicata sul sito della Regione.

I contributi di cui al presente bando costituiscono un sostegno importante per lo sviluppo dei processi e dell’organizzazione delle realtà regionali.

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Maltempo. Contributi a privati e imprese per ristoro danni

La Giunta regionale ha approvato le modalità di presentazione delle richieste di contributo per ristoro dei danni conseguenti agli eventi calamitosi occorsi dal 13 luglio al 6 agosto scorsi.

La normativa di riferimento è definita dalla Delibera n. 1450/2023 e dal relativo Regolamento.

DANNI A VEICOLI

In relazione ai danni subiti a veicoli, possono presentare domanda di contributo le persone fisiche proprietarie o comproprietarie di autovetture, ciclomotori e motoveicoli che, al momento dell’evento, risiedevano in Regione e che si trovavano con il proprio veicolo in uno dei Comuni individuati dal Decreto n. 736 del 22 agosto 2023.

Tipologie di interventi e spese ammissibili

Gli interventi oggetto di contributo sono destinati al ripristino dei danni provocati a cristalli, fanali, carrozzeria, specchietti retrovisori e altro. Tali danni al veicolo possono aver pregiudicato, oppure no, la sua integrità funzionale ovvero l’idoneità del veicolo nel rispetto delle norme vigenti.

DANNI AL PATRIMONIO ABITATIVO E BENI MOBILI

Con riferimento ai danni occorsi al patrimonio edilizio abitativo e ai beni mobil, a poter beneficiare dei contributi in oggetto sono:

– le persone fisiche proprietarie o comproprietarie dell’immobile danneggiato che, al momento dell’evento, era destinato ad abitazione principale, abituale e continuativa oppure ad abitazione diversa da quella principale;

– le persone fisiche diverse dal proprietario che, al momento dell’evento, avevano stabilito nell’immobile danneggiato la residenza anagrafica a titolo di diritto reale di godimento (usufrutto, diritto reale di abitazione, uso), locazione o comodato;

– l’amministratore di condominio ovvero un rappresentante delegato da altri soggetti aventi titolo, nel caso di danni alle parti comuni di un edificio in cui almeno una unità abitativa, al momento dell’evento, era destinata ad abitazione principale, abituale e continuativa;

– le associazioni senza scopo di lucro, non aventi partita IVA e non iscritte alla Camera di Commercio, che al momento dell’evento avevano sede legale/operativa nell’immobile danneggiato e ne sono proprietarie o vantano un diritto reale di godimento o di locazione o comodato sul medesimo immobile.

Tipologie di interventi e spese ammissibili

Gli interventi oggetto di contribuzione devono essere finalizzati al:

– ripristino dei danni all’abitazione principale, abituale e continuativa del nucleo familiare o ad abitazione diversa da quella principale;

– ripristino dei danni ad una o più pertinenze dell’abitazione, anche nel caso in cui la stessa si configuri come una distinta unità strutturale rispetto a quella in cui è ubicata l’abitazione, qualora il suo ripristino risulti indispensabile per l’utilizzo dell’immobile (es. locale tecnico);

– ripristino dei danni alle parti comuni di un edificio residenziale condominiale;

– ripristino di aree e fondi esterni qualora funzionali all’eccesso all’immobile (es. strada di accesso, rimozione di detriti);

– alla sostituzione o al ripristino dei beni mobili distrutti o danneggiati strettamente indispensabili;

– ripristino dei danni all’immobile sede legale e/o operativa (e/o alle relative pertinenze) di associazioni;

– alla sostituzione o al ripristino dei beni mobili distrutti o danneggiati e strumentali all’esercizio dell’attività dell’associazione e di proprietà della stessa.

Nel dettaglio, sono ammessi a contributo gli interventi volti al ripristino:

– degli elementi strutturali (strutture verticali e orizzontali, solai, scale, struttura portante, della copertura, tamponature);

– delle finiture interne ed esterne (manto di copertura, intonacatura e tinteggiatura, pavimentazione, rivestimenti parietali, controsoffittature, tramezzature e divisori in genere);

– dei serramenti interni ed esterni (porte, finestre, comprese le serrature);

– degli impianti di riscaldamento, idrico-fognario (compresi i sanitari) ed elettrico, fotovoltaico, citofonico, di diffusione del segnale televisivo, per allarme, rete dati LAN, di climatizzazione;

– dell’ascensore e montascale;

– degli arredi della cucina e dei relativi elettrodomestici nonché arredi della camera da letto.

Tali interventi non devono comportare la modifica della destinazione d’uso dell’immobile.

Le spese ammissibili a contributo sono comprensive di IVA.

Non è possibile presentare più domande di contributo per lo stesso immobile. In caso contrario, verrà considerata valida solo la domanda ammissibile presentata per ultima in ordine cronologico.

PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE

In ognuno dei due casi sopra descritti, il modulo di ricognizione e la domanda di contributo devono essere presentati attraverso il Sistema di Istanze On Line regionale dedicato entro le ore 16:00 del 19 ottobre.

DANNI ALLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE

In relazione ai danni provocati alle attività produttive (inclusi i settori agricolo, forestale e della pesca), a poter beneficiare dei contributi in oggetto sono le imprese e liberi professionisti che:

– siano regolarmente costituite ed iscritte al Registro delle Imprese o iscritti all’ordine/collegio professionale;

– abbiano sede legale e/o operativa nel territorio dei Comuni colpiti dagli eventi calamitosi e possiedano l’immobile danneggiato, sede dell’attività economica ivi localizzata, a titolo di proprietà o di altro diritto reale o personale di godimento;

– non siano sottoposti a procedure di fallimento o a procedure di liquidazione coatta amministrativa, nè destinatari di sanzioni interdittive concernenti l’esclusione da agevolazione, finanziamenti, contributi o sussidi;

– rispettino le norme vigenti in tema di sicurezza sul lavoro ai sensi della legge regionale n. 18/2003;

– non siano destinatari di provvedimenti di decadenza da benefici concessi dall’Amministrazione regionale;

– attestino che l’esercizio dell’attività economica e produttiva è condotto secondo le necessarie autorizzazioni ed i relativi permessi.

Tipologie di interventi e spese ammissibili

Gli interventi oggetto di contribuzione devono essere finalizzati al:

ripristino strutturale e funzionale dell’immobile danneggiato, sede dell’attività;

– ripristino delle relative pertinenze danneggiate;

– ripristino di aree e fondi danneggiati, esterni al fabbricato;

pagamento dell’affitto di un altro immobile o un’altra soluzione temporanea, qualora l’immobile in cui era esercitata l’attività sia stato distrutto o dichiarato totalmente inagibile;

– al ripristino o alla sostituzione di macchinari, attrezzature e impianti danneggiati o distrutti;

– all’acquisto di scorte di materie prime, semilavorati e prodotti finiti danneggiati o distrutti e non più utilizzabili;

– al ripristino o alla sostituzione degli arredi dei locali ristoro e relativi elettrodomestici strettamente connessi all’immediata ripresa della capacità produttiva dell’attività economica ed indispensabili per legge.

Possono essere esposti ai soli fini ricognitivi e per l’assegnazione di eventuali ulteriori risorse le spese per:

– la ricostruzione o l’acquisto di nuovo immobile, previa demolizione dell’immobile distrutto o danneggiato e dichiarato inagibile e sgomberato con intervento della pubblica autorità mediante ricostruzione o acquisto di una nuova unità;

ripristino o sostituzione di beni mobili registrati, distrutti o danneggiati, oggetto o strumentali all’esercizio esclusivo dell’attività, a condizione che tali beni facciano capo all’esercente della stessa;

premi assicurativi per il rischio di danni da eventi naturali versati nel quinquennio precedente all’evento calamitoso.

PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE

Il modulo di ricognizione e la domanda di contributo dovranno essere presentati attraverso il Sistema di Istanze On Line regionale dedicato a partire dalle ore 10:00 del 26 settembre, entro le ore 16:00 del 26 ottobre.

ENTITÀ DEI CONTRIBUTI

In base a quanto previsto nella Delibera, la definizione dei danni oggetto di ristoro, la dotazione finanziaria e l’intensità del contributo, oltreché le modalità di concessione ed erogazione dello stesso saranno definiti con provvedimento successivo sulla base delle istanze pervenute, delle risorse regionali e statali disponibili e della spesa ammissibile.

CONTATTI

Per eventuali informazioni di carattere generale è possibile contattare il numero verde 800909060, attivo tutti i giorni feriali dalle 10:00 alle 18:00 e il sabato dalle 10:00 alle 14:00.

Chi riscontrasse problematiche nell’utilizzo del portale potrà invece chiamare il numero verde Insiel 800098788, funzionante tutti i giorni feriali dalle 8:00 alle 19:00 e il sabato dalle 8:00 alle 13:00.

Queste e altre informazioni utili sono disponibili alla pagina dedicata sul sito della Protezione Civile regionale.

Attraverso questa misura contributiva e il relativo primo stanziamento da 50 milioni di euro, l’Amministrazione regionale Fedriga intende fornire un aiuto concreto alle famiglie e alle imprese duramente colpite dall’emergenza maltempo dello scorso luglio e agosto.

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“Ricerca e logistica, gli assett chiave per far crescere le imprese regionali” 11/05/2023

Amianto. Contributi rimozione da edifici sede di imprese 2023

Domande presentabili fino al 28 febbraio

In base a quanto previsto dalla legge di stabilità 2019, la Regione Friuli Venezia Giulia concede contributi per la rimozione e lo smaltimento, o per il solo smaltimento, dell’amianto da edifici sede di imprese, che siano sede legale o unità operativa delle stesse.

SOGGETTI BENEFICIARI

A poter beneficiare dei contributi in oggetto sono:

micro, piccole e medie imprese in possesso dei requisiti definiti dall’Allegato I del Regolamento (CE) n. 651/2014/UE;

grandi imprese.

Qualora le imprese non siano proprietarie dell’immobile che necessita dell’intervento di rimozione e smaltimento o di solo smaltimento dell’amianto, le stesse potranno eseguirlo previa autorizzazione del proprietario dell’edificio.

Non possono beneficiare dei contributi:

– imprese che si trovano in stato di scioglimento o liquidazione volontaria o che siano sottoposte a procedure concorsuali;

– imprese che non rispettano le norme vigenti in materia di sicurezza sul lavoro;

– imprese destinatarie di sanzioni interdittive;

– aziende che gestiscono servizi pubblici locali.

SPESE AMMISSIBILI

I lavori di rimozione e smaltimento o di solo smaltimento dell’amianto devono essere eseguiti in data successiva alla presentazione della domanda.

Sono amesse a contributo le spese:

– necessarie alla rimozione, al trasporto e allo smaltimento dei materiali contenenti amianto;

– relative ad analisi di laboratorio;

– per la redazione del piano di lavoro di cui all’articolo 256 del decreto legislativo n.81/2008;

– inerenti l’approntamento delle condizioni di lavoro in sicurezza, nella misura massima del 10 per cento dell’importo relativo alla sola rimozione del materiale contenente amianto;

– connesse all’attività di certificazione di cui all’articolo 41 bis della legge regionale n. 7/2000, per l’importo massimo di 500,00 euro.

Nel contributo non rientrano le spese:

– per la sostituzione del materiale rimosso, l’incapsulamento o il confinamento dei materiali contenenti amianto;

– sostenute a fronte di rapporti giuridici instaurati tra società, persone giuridiche, amministratori, soci, ovvero tra coniugi, parenti e affini sino al secondo grado riferite al contributo medesimo.

INTENSITÀ DEL CONTRIBUTO

L’importo del contributo varia a seconda della dimensione dell’impresa richiedente ed è pari al:

– 50 per cento della spesa riconosciuta ammissibile, per un massimo di 15.000,00 euro, per le micro imprese;

– 40 per cento della spesa riconosciuta ammissibile, per un massimo di 30.000,00 euro, per le piccole e medie imprese;

– 30 per cento della spesa riconosciuta ammissibile e per un massimo di 40.000,00 euro per le grandi imprese.

PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

La domanda di contributo, redatta compilando l’apposito modulo disponibile sul sito della Regione, deve essere presentata via Posta Elettronica Certificata all’ indirizzo ambiente@certregione.fvg.it (Direzione centrale competente in materia di ambiente e Servizio competente in materia di rifiuti e siti inquinati) entro il 28 febbraio.

Alla domanda devono essere allegati:

– il preventivo dettagliato della spesa da sostenere e l’indicazione della quantità di materiale da rimuovere;

– almeno due fotografie attestanti la presenza dell’amianto;

– dichiarazione sostitutiva di certificazione e di atto di notorietà attestante il possesso dei requisiti di accesso al contributo;

– fotocopia del documento d’identità in corso di validità del soggetto che sottoscrive la domanda.

Il richiedente deve presentare domande diverse per la sede legale e per ogni unità operativa oggetto di intervento.

Queste e altre informazioni utili sono disponibili alla pagina dedicata sul sito della Regione.

Considerata la pericolosità dell’amianto per la salute e l’importanza di rimuovere e smaltire in sicurezza questo materiale, ritengo che il contributo in oggetto sia una misura molto importante.

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Industria. Contributi imprese settori tecnologici avanzati

Domande presentabili fino al 31 gennaio 2023

Con la Legge Sviluppoimpresa, la Regione Friuli Venezia Giulia ha previsto contributi a fondo perduto a favore di imprese, Comuni e altri enti pubblici e privati a sostegno delle spese finalizzate alla creazione e allo sviluppo di centri di prototipazione della business idea, di centri di coworking, nonché di laboratori di fabbricazione digitale.

Criteri e modalità di concessione dei contributi sono definiti dall’articolo 25, comma 1, lettera b) della Legge regionale n. 3/2021 e dal relativo Regolamento.

SOGGETTI BENEFICIARI

A poter beneficiare dei contributi in oggetto sono:

– le imprese iscritte al Registro delle imprese;

– gli enti privati aventi quale scopo la promozione della cultura d’impresa, l’organizzazione e l’erogazione di servizi di informazione, formazione, assistenza e consulenza alle imprese;

– i Comuni e gli altri enti pubblici.

Alla data di presentazione della domanda, la sede di realizzazione dell’iniziativa deve essere ubicata sul territorio regionale. In caso contrario, il soggetto richiedente si obbliga ad attivarla entro la data di presentazione della rendicontazione.

SPESE AMMISSIBILI

Sono ammesse a contributo le spese relative a:

– acquisto e locazione finanziaria (per la sola quota capitale) di macchinari, strumenti, attrezzature ed arredi, diritti di licenza e software, know-how e brevetti;

– interventi di adeguamento o ristrutturazione dei locali dedicati allo svolgimento dell’attività prevista dall’iniziativa, di realizzazione o adeguamento dell’impiantisca generale e relative spese di progettazione, direzione e collaudo;

– realizzazione o ampliamento del sito internet destinato allo svolgimento dell’attività prevista dall’iniziativa;

– acquisizione di servizi di consulenza;

– acquisizione di materiali e servizi concernenti la comunicazione, la pubblicità e le attività promozionali legate all’attività prevista dall’iniziativa;

– connesse all’attività di certificazione di cui all’articolo 41 bis della L.R. n. 7/2000, per un massimo di 1.000,00 euro e solo per le imprese iscritte al Registro delle Imprese.

Le spese relative al sito internet, ai servizi di consulenza e alla promozione dell’attività prevista dall’iniziativa, insieme a quelle per la certificazione di cui alla L.R. n.7/2000, non devono superare il 40 per cento della spesa complessiva.

Tutte le spese sopracitate devono essere sostenute a partire dal giorno di presentazione della domanda. Il limite minimo di spesa ammissibile per ciascuna iniziativa è pari a 10.000,00 euro.

ENTITÀ DEL CONTRIBUTO

L’intensità del contributo è pari al 50 per cento della spesa ammissibile (salvo che sia stata richiesta un’intensità minore), fino ad un massimo di 75.000,0 euro.

PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

La domanda di contributo deve essere presentata alla Camera di Commercio territorialmente competente, esclusivamente tramite Posta Elettronica Certificata,
a partire dalle ore 10:00 di oggi e fino alle ore 16:00 del 31 gennaio 2023.

Nel caso di iniziative da realizzare nel territorio provinciale di Gorizia, l’indirizzo PEC di riferimento è agevolazioni@pec.fondogorizia.

Queste e molte altre informazioni utili sono disponibili alla pagina dedicata sul sito della Regione.

Si tratta di una misura molto significativa, volta a promuovere la nascita e lo sviluppo di start-up e spin-off in settori economici tecnologicamente più avanzati e a favorire, quindi, lo sviluppo dell’economia della nostra Regione.

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IMU. Gorizia, bene tagli a botteghe artigiane e agricoltura

✅ IMU, importante approvazione in Consiglio comunale. In Aula ho proposto che, insieme al sostegno alle attività economiche, siano previste aliquote agevolate per le giovani coppie che intendono costruire il proprio futuro a #Gorizia.
#AvantiGorizia con Andrea #Tomasella

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Carburanti. Caso Gorizia, occorre taglio IVA e accise

⛽ Emergenza carburanti: “il caso Gorizia” richiede un intervento tempestivo da parte del Governo, per imprese e famiglie! 👆🏻

#AvantiGorizia con Andrea #Tomasella

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Carburanti. La mia interrogazione in Consiglio

Durante il Consiglio comunale in corso ho presentato un’interrogazione relativa all’emergenza carburanti a Gorizia.

Di seguito trovate il testo integrale del mio intervento.

“Porto all’attenzione di quest’Aula un tema che immagino avremo tutti avuto modo di osservare in questi giorni, ossia le interminabili file di automobili italiane ai benzinai al di là del confine.

Immagino anche sia forte e diffusa la preoccupazione per questa situazione che comporta per il nostro piccolo territorio un’emorragia di risorse che causa ingenti danni in termini economici e sociali.

Personalmente sono molto preoccupato, anche alla luce della notizia che il Governo della vicina Repubblica di Slovenia ha deciso di calmierare i prezzi di carburanti dopo i terribili aumenti conseguenti a quanto sta accadendo in Ucraina.

I nostri benzinai si ritrovano in ginocchio e lavorano col contagocce e il fenomeno del pendolarismo del pieno oltreconfine sta letteralmente andando fuori controllo, vanificando di fatto anche il grandissimo sforzo che era stato fatto a suo tempo con l’emissione di nuove tessere regionali per gli sconti carburanti e i super sconti che avevano permesso di recuperare una buona fetta di mercato.

Oggi ci troviamo invece nella condizione in cui lo Stato parrebbe averci dimenticato. Quest’emorragia di risorse non riguarda solo il lavoro o l’economia della città (che comunque è fondamentale) ma riguarda anche tante nostre famiglie, goriziane, che già resistevano con grandissima fatica e adesso rischiano davvero di restare senza lavoro. Tutto ciò non è dovuto da una loro manchevolezza ma dal mancato utilizzo di tutti quegli strumenti che permetterebbero di armonizzare l’economia di confine.

In questi giorni ho presentato una mappa per rendere l’idea di quello che chiamo “Il caso Gorizia“. La presenza di benzinai posti appena al di là del confine, che operano a prezzi più competitivi di quelli italiani, genera una distorsione del mercato dei carburanti che, da quando la zona franca non è più finanziata, ovvero dal 2008, solo sul nostro piccolo territorio comunale, ha comportato un’emorragia di liquidità, fra Iva e accise, di oltre 100 milioni di euro.

Quindi, alla luce del fatto che parrebbe che anche a Roma qualcuno si stia finalmente accorgendo che il problema dei carburanti è stato per troppo tempo ignorato (con risultati che sono sotto gli occhi di tutti), ritengo sarebbe il momento di spingere affinché il Governo possa finalmente prendere atto della nostra condizione e risolvere il problema che sul nostro territorio transfrontaliero costa il doppio del doppio.

Vede sindaco, so che lei è molto sensibile a questo tema e che già in passato si è battuto per questi argomenti, presento questa interpellanza per chiederle di far sentire la voce del nostro territorio e di sostenere con forza tutte le iniziative che, non da domani o dopodomani, ma da subito possano contribuire a porre fine a una condizione con penalizza ingiustamente Gorizia, la nostra economia, lavoratori e famiglie”.

Cosa ne pensate? Fatemi sapere la vostra opinione con un commento, vi risponderò molto volentieri.

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