Milite Ignoto. Interessante convegno degli Alpini a Gorizia

Questa mattina gli Alpini della sezione di Gorizia, in collaborazione con quella di Verona, hanno organizzato un interessantissimo convegno presso l’Auditorium della Cultura Friulana di Via Roma, in cui hanno ricordato il Milite Ignoto.

Il tutto é stato introdotto da un’emozionante performance del coro Monte Sabotino che, oltre all’inno nazionale, ha eseguito una serie di canti perfettamente attinenti al tema e al momento.

Altrettanto emozionanti le parole del presidente dell’Associazione Nazionale Alpini di Verona che ha sottolineato come sia stato proprio il Milite Ignoto a riunire tutti i presenti al convegno di questa mattina. Quell’uomo che oggi compie cent’anni dalla tumulazione in realtà era un ragazzo di vent’anni, vittima dei tragici eventi bellici.

Un’occasione in più per ricordare questo Centenario, alla quale sono onorato di aver potuto partecipare. Ringrazio le sezioni degli Alpini di Gorizia e Verona per l’ottimo momento di commemorazione, approfondimento e divulgazione che hanno organizzato in Città.

Un’iniziativa molto importante che ci ricorda come il Milite Ignoto sia un simbolo di Unità, dedizione e amore verso la nostra Patria, che deve renderci orgogliosi e capaci di non dimenticare i valori che hanno unito il nostro popolo sotto il tricolore.

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Milite Ignoto. Il mio intervento in Consiglio comunale

Buona Domenica Amici!
Ecco l’intervento integrale che ho fatto in Consiglio comunale a #Gorizia per il conferimento della cittadinanza onoraria al Milite Ignoto.
Vi va di farmi sapere che ne pensate? 😊

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4 novembre. Onore ai Caduti per la Patria

Il 4 novembre l’Italia celebra la giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate. Una data che ci riporta indietro al 1918, con la firma, presso Villa Giusti, dell’Armistizio che sanciva la vittoria italiana nella Grande Guerra e il ricongiungimento all’Italia di Trento, Trieste e, successivamente, anche di Gorizia.

Simbolo di quest’importante ricorrenza è il Milite Ignoto, soldato tumulato all’Altare della Patria, in ricordo di tutti i Caduti, proprio il 4 novembre 1921, dopo essere stato designato fra altre 10 salme alla Basilica di Aquileia.

La Grande Guerra rappresenta una delle pagine più difficili della storia del territorio goriziano: al termine del conflitto Gorizia si è ricongiunta con la madre Patria italiana a costo di un grandissimo sacrificio in termini di vite umane. Per onorare la memoria di tutti i Caduti, il Consiglio comunale di Gorizia ha conferito, nella seduta del Consiglio comunale dello scorso 27 ottobre, la Cittadinanza Onoraria al Milite Ignoto.

Sentite anche le celebrazioni di ieri ad Aquileia e al Sacrario militare di Redipuglia, alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella e del presidente della Regione Massimiliano Fedriga, cui ho avuto il piacere di partecipare, ammirando l’emozionante spettacolo delle frecce tricolore.

Dai tragici avvenimenti del conflitto dobbiamo anche trarre insegnamento, trasmettendo i più alti valori di italianità, Patria, fratellanza e collaborazione tra i popoli alle più giovani generazioni e impegnandoci per la costruzione di un futuro comune.

Un sentito ringraziamento, infine, alle donne e agli uomini delle Forze Armate che, sin dall’inizio della pandemia, si sono adoperati quotidianamente per dare un aiuto concreto alla popolazione in difficoltà.

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Redipuglia. Celebrazioni 4 novembre

Onore ai Caduti 🇮🇹
Grazie alle #FrecceTricolori per l’emozionante passaggio sul sacrario militare di Redipuglia.

#100MiliteIgnoto #4novembre #ForzeArmate

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29 ottobre. Treno del Milite Ignoto a Gorizia

Treno del Milite Ignoto a #Gorizia 🇮🇹
Un momento di grandissima emozione, oltreché di memoria di tutti coloro che, in ogni tempo, in ogni occasione e spesso in silenzio, si sono sacrificati per la Patria.
Ringrazio il sindaco di Aquileia Emanuele Zorino per la foto assieme 😊

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Milite Ignoto. Il mio intervento in Aula

È stato un onore intervenire quest’oggi, nell’Aula del Consiglio comunale di Gorizia, sul tema del conferimento della Cittadinanza Onoraria al Milite Ignoto. Di seguito trovate il mio intervento completo.

Grazie Presidente, ritengo la giornata odierna davvero importante e per questo in futuro quando i nostri giovani, nipoti o pronipoti, guarderanno agli annali di quest’Aula, in riferimento ai lavori di oggi, vorrei trovassero un ottimo esempio di tempismo, di impegno a non dimenticare e di rispetto verso quelle generazioni che li hanno preceduti e che hanno contribuito con il loro sacrificio alla costruzione della nostra Patria libera, democratica e sovrana.

Questa mozione d’iniziativa del Consiglio comunale per il conferimento della Cittadinanza Onoraria di Gorizia al Milite Ignoto è un momento che reputo di altissimo profilo per i lavori di quest’Aula, poiché ci dà l’occasione di confrontarci a riguardo di un momento di grande identificazione collettiva, che piuttosto di dividerci sulla base delle rispettive posizioni politiche o su questioni ideologiche, dovrebbe unirci nel comune e condiviso intento di rendere onore e memoria a un momento di assoluta importanza per la storia della nostra Città e del nostro Paese.

Vedete, a mio parere, un’occasione così importante non dovrebbe essere un puro esercizio di retorica o una lezione di storia, bensì dovrebbe essere un momento di profonda riflessione in cui porre al centro dell’attenzione della nostra azione amministrativa le ulteriori iniziative che potremmo concretamente fare per rendere onore al Milite Ignoto.

Per esempio, questa può essere l’occasione di pensare e di riflettere sul perché nel centenario della traslazione della salma del Milite Ignoto all’Altare della Patria, ancora oggi, la campana Chiara del sacrario di Oslavia non suona al vespero per richiamare i viventi alla preghiera per i Caduti.

Visto che in questo momento stiamo confrontandoci per conferire la Cittadinanza Onorario di Gorizia al Milite Ignoto, ovvero all’icona che rappresenta ciascuno di quei soldati che andarono incontro alla morte di massa durante la Grande Guerra, con tutti i loro sogni, le ambizioni, le fragilità, le paure, il coraggio, gli amori, ebbene è evidente che a questo momento di straordinaria celebrazione, dovrebbero corrispondere poi anche atti concreti nella quotidianità che, per trecentosessantacinque giorni all’anno, possano perpetuare la memoria e dare onore e culto ai Caduti che riposano, per esempio, all’Ossario di Oslavia.

Queste sono le occasioni in cui, oltre alla memoria, alle commemorazioni e agli omaggi, occorrerebbe far corrispondere iniziative concrete e tanto attese da diverse associazioni combattentistiche, istituzioni civili, militari ed ecclesiastiche del territorio. Chiaramente non nell’esclusività ma nella complementarità delle altre iniziative che l’amministrazione sta già portando avanti e che porterà avanti nel prossimo futuro.

Per quanto riguarda i nostri giorni, credo che è doveroso in questa occasione anche ricordare il grandissimo sforzo di quelle donne e uomini in divisa che durante la pandemia sono state e tutt’oggi sono in prima linea con il loro bagaglio di competenze, di organizzazione logistica, di prontezza, disponibilità, generosità e dedizione, per aiutare e sostenere la società civile.

Nonostante degli anni così difficili, se oggi siamo qui in presenza lo dobbiamo senz’altro al grande sforzo collettivo che è stato fatto da parte di tutti e a cui le forze Armate hanno partecipato rendendo onore alla memoria e a quella stessa divisa che indossavano i loro predecessori, ovvero coloro i quali oggi siamo a onorare e ricordare per conferire la Cittadinanza Onoraria.

Il Milite Ignoto, la cultura della Patria, il forte sentimento di italianità dovrebbero essere valori insegnati alle più giovani generazioni senza dare colorazione politica e ricordando che la celebrazione del centenario della designazione del Milite Ignoto assume per la Città di Gorizia una valenza molto significativa poiché la Grande Guerra ha infatti segnato una delle pagine più cruente e dolorose di questo territorio, che, più di altri, ha pagato un enorme sacrificio in termini di vite umane.

Da questi tragici avvenimenti è però altrettanto importante trarre insegnamento, esaltando il valore della collaborazione e fratellanza tra i popoli, anche ricordando la storica visita dei presidenti della Repubblica, Pahor e Mattarella, che la scorsa settimana ha confermato la volontà di continuare a costruire un futuro comune tra i due Paesi, Italia e Slovenia, e di come il confine, un tempo simbolo di divisioni, può oggi diventare strumento di incontro, aggregazione e collaborazione.

Io ringrazio e per il momento non prevedo un secondo intervento, concludo queste mie considerazioni con l’auspicio che il cammino del Milite Ignoto sia condiviso e che questa mozione per il conferimento della cittadinanza onoraria possa essere un momento della nostra storia e della nostra comunità che ci unisce e rende più consapevoli della nostra comune storia per affrontare con coraggio, determinazione ed entusiasmo le tante sfide che interesseranno Gorizia e il territorio goriziano nel prossimo futuro.

Infine, colgo questa occasione anche per esprimere anche un apprezzamento e un ringraziamento per chi si adoperato al fine di permetterci di affrontare in presenza questo Consiglio comunale con un punto all’ordine del giorno così importante, dall’altissimo valore simbolico, morale e identitario, così come esprimo un ringraziamento a tutti coloro che in questo anno e mezzo ci hanno permesso di riunirci in modalità telematica dimostrando grandissime professionalità, competenze e massima disponibilità e garantendo che l’azione amministrativa e democratica potesse continuare nonostante una pandemia globale e una situazione di profonda incertezza.

Penso che con questo spirito posso concludere il mio intervento, dopo più di un anno e mezzo lontano da questi banchi e da quest’Aula, è motivo di orgoglio e un grandissimo onore tornare proprio in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria della Città di Gorizia al Milite Ignoto.

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Gorizia. Consiglio comunale 27 ottobre, ordine del giorno

Il Consiglio comunale di Gorizia è convocato oggi pomeriggio alle ore 17:00, in presenza, per la trattazione dell’oggetto:

-Mozione per il conferimento della Cittadinanza Onoraria al “Milite Ignoto”.

Per chi volesse seguire i lavori dell’Aula, la diretta streaming sarà disponibile all’indirizzo gorizia.consigliolive.it.

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Milite Ignoto. Centenario di storia e memoria

Nel centenario della sua designazione, Gorizia si prepara a ricordare il milite ignoto. Ne conoscete la storia? Scopriamola insieme in questo approfondimento.

La legge per la sepoltura all’Altare della Patria

Dopo la Prima Guerra Mondiale, le Nazioni che vi avevano preso parte vollero onorare gli sforzi della collettività attraverso la salma di un anonimo combattente caduto con le armi in pugno.

Il progetto di legge per la “sepoltura della salma di un soldato ignoto fu presentato alla Camera dei Deputati il 20 giugno 1921 dall’allora ministro della guerra Giulio Rodinò. Il 28 dello stesso mese l’onorevole Cesare Maria de Vecchi fu relatore per la Commissione Esercito e Marina Militare, che aveva indicato come data della sepoltura quella del 4 novembre, anniversario della fine della guerra, e come luogo l’Altare della Patria a Roma, “perché quivi il popolo potrà, meglio che altrove, in grandi pellegrinaggi rendere i più alti onori al morto che è tutti i morti, che è primo e supremo artefice della nuova storia”.

Il disegno di legge fu presentato al Senato il 6 agosto. La legge venne approvata a scrutinio segreto il 10 agosto, firmata dal Re Vittorio Emanuele III il giorno 11 e, infine, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 20 agosto.

La Commissione e le ricerche

Approvata la legge, il ministero della guerra istituì una Commissione speciale con il compito di individuare le salme di undici combattenti caduti al fronte senza alcun segno di riconoscimento.

Le spoglie dei soldati vennero scelte in diversi territori del campo di battaglia, cercando di includere quelli in cui avevano combattuto tutti i corpi armati, compresa la Regia Marina.

Fu scelta una salma per ciascuna delle zone: Rovereto, Dolomiti, Altipiani, Grappa, Montello, Basso Piave, Cadore, Gorizia, Basso Isonzo, San Michele, tratto da Castagnevizza al mare.

La designazione della salma

Gli undici corpi, di cui uno solo sarebbe stato tumulato al Vittoriano, furono portati per un primo momento a Gorizia, per poi essere spostati il 28 ottobre nella Basilica di Aquileia. Quello stesso giorno, alla presenza delle Istituzioni, degli ex combattenti, di madri e di vedove dei caduti venne scelto il soldato destinato a rappresentare il sacrificio di seicentomila italiani.

La scelta fu affidata alla popolana di Gradisca d’Isonzo Maria Bergamas, il cui figlio Antonio Bergamas, arruolato da cittadino austro-ungarico, sotto falso nome, nelle fila dell’esercito italiano, era caduto in battaglia nel 1916. Il soldato venne dichiarato giuridicamente disperso quando un violento tiro d’artiglieria sconvolse l’area in cui era stato sepolto, rendendo la sepoltura irriconoscibile.

La donna venne messa davanti alle undici bare, presenti nella Basilica senza alcun segno distintivo. Sorretta da quattro militari, teneva in mano un fiore bianco che avrebbe dovuto lanciare su una delle casse ma, davanti alla decima, perse il suo velo nero e l’appoggiò sulla bara, decretando così la sua scelta.

Dalle testimonianze della figlia Anna, la donna avrebbe voluto scegliere l’ottava o la nona bara – numeri che ricordavano la nascita e la morte del figlio Antonio -, ma, alla fine, scelse la decima affinché il simbolo che sarebbe andato a Roma fosse davvero un soldato ignoto.

La bara prescelta fu inserita in una cassa speciale e inviata al ministero della guerra, mentre le altre dieci rimasero ad Aquileia e vennero sepolte nel cimitero che circonda il tempio romano.

Il viaggio verso Roma

Il 29 ottobre il treno partì dalla stazione di Aquileia accompagnato da altri 15 carri destinati ad ospitare le corone di fiori portate come omaggi.

Il treno si fermava 5 minuti in ogni stazione e, come da ordine del ministero della guerra, durante la permanenza vigeva il massimo silenzio. In concomitanza con le fermate notturne avvenivano i cambi alle rappresentanze che accompagnavano il feretro lungo l’Italia.

Come previsto dalla tabella ufficiale, la destinazione del viaggio fu la stazione di Portonaccio – oggi stazione Roma Tiburtina -, dove il feretro arrivò il primo novembre.

Il giorno successivo, a Termini, il convoglio fu accolto dalla famiglia reale e da tutti i rappresentanti delle forze armate, insieme alle cariche dello Stato. Il feretro fu scortato da un gruppo di dodici decorati di medaglia d’oro fino alla Basilica di Santa Maria degli Angeli, dove rimase esposto per due giorni.

L’epilogo avvenne il 4 novembre 1921 con una solenne cerimonia a cui accorsero più di un milione di italiani, provenienti da ogni parte della penisola.

Il corteo avanzò attraverso via Nazionale, lungo la quale vi erano i rappresentati di tutte le forze armate di servizio. Mentre le bandiere dei reggimenti aspettavano il feretro, dinanzi al monumento in piazza Venezia fu disposto un picchetto d’onore.

Un soldato depose sulla bara un elmetto da fante e, mentre i militari presenti erano sull’attenti e il popolo in ginocchio, il feretro del milite ignoto veniva tumulato nel monumento che da allora in poi poteva dirsi Altare della Patria.

Medaglie commemorative

Nel 1921 vennero realizzate alcune medaglie commemorative.

La prima per volere di Udine, Gorizia e Aquileia in un unico esemplare in oro che fu inserito su una croce d’argento recante gli stemmi dei tre Comuni e posta nella bara del milite ignoto.

La seconda fu realizzata in formato ridotto per gli ufficiali e i soldati che accompagnarono il feretro, mentre copie di maggiori dimensioni vennero date all’Esercito.

Al milite ignoto fu conferita la medaglia d’oro al valore militare con la seguente motivazione: “Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz’altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della Patria”.

La celebrazione del centenario della designazione del milite ignoto è senza dubbio un momento molto importante e vede Gorizia protagonista, a riprova del fatto che il nostro territorio ha pagato con enorme sacrificio le tragedie della Grande Guerra.

Da questi eventi tragici e allo stesso tempo connotati da eroismo e amor patrio, dobbiamo trarre importanti insegnamenti e trasmetterli anche alle più giovani generazioni, affinché tragedie e errori del passato non si ripetano mai più.

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Foto: Milite ignoto, internet