Web Tax. Necessaria linea comune contro strapotere Big Tech

In un’intervista pubblicata su Il Piccolo, che vi consiglio di leggere, il filosofo Maurizio #Ferraris parla di Web Tax e propone un “webfare” per sanare i conflitti sociali della nostra contemporaneità.
Seppur reputo la proposta interessante, ritengo che quanto ottenuto con l’imposta sui servizi digitali dovrebbe restare a disposizione dei territori in cui è maturata per sostenere le attività di vicinato ad affrontare la crisi dovuta alla pandemia da Covid-19.
Comunque, al di là delle legittime posizioni, è importantissimo che la politica europea adotti celermente una linea comune e transnazionale per fronteggiare il potere che le Big Tech acquisiscono sempre più e che consente loro di incidere su valori fondamentali delle società democratiche.

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Consiglio comunale. Accolta mozione Tomasella su Web Tax

🗞 Su Il Piccolo si parla della mozione che ho presentato in Consiglio comunale, accolta dal sindaco Rodolfo Ziberna.
Il documento impegna l’Amministrazione a sostenere il principio per cui le risorse derivanti dalla nuova imposta sui servizi digitali restino a disposizione del territorio in cui sono maturate, a sostegno delle attività di vicinato.

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Web Tax. Proventi imposte digitali a sostegno attività locali

“È importante che anche il Comune di Gorizia supporti il principio per cui la compartecipazione della Regione alla nuova imposta sui servizi digitali maturata nel territorio del Friuli Venezia Giulia sia finalizzata a garantire un concreto sostegno economico alle attività di vicinato, anche per affrontare la crisi dovuta al Covid-19”.

Lo afferma, in una nota, il consigliere comunale della Lega, Andrea Tomasella, primo firmatario della mozione intitolata “Il sindaco e la giunta sostengano il principio di un’equa tassazione dei giganti del web per riequilibrare i rapporti tra le multinazionali del digitale e gli esercizi commerciali locali” , all’ordine del giorno del Consiglio comunale di Gorizia di oggi.

In particolare, Andrea Tomasella aggiunge: “Ai colossi del web vengono riservati regimi fiscali decisamente meno opprimenti rispetto a quelli applicati alle attività di vicinato, generando così un’evidente sperequazione che ignora i più basilari principi di giustizia economica e fiscale. Dunque un miglioramento della tassazione ai giganti del web garantirebbe più equità e concorrenza, soprattutto per le attività del territorio”.

“L’e-commerce è una risorsa – sottolinea Tomasella – così come lo sono anche le attività di vicinato che garantiscono il sostentamento di tante famiglie, sono un servizio per chi non può o non vuole accedere a Internet e, inoltre, sono un patrimonio professionale, culturale e sociale da valorizzare e sostenere”.

“Per questo – conclude Tomasella – la mozione impegnerà il Sindaco e la Giunta di Gorizia a condividere il principio per cui le risorse acquisite dall’imposta sui servizi digitali restino a disposizione del territorio in cui sono maturate, a sostegno degli esercizi commerciali locali”.

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Web Tax. Ok accordo, ora impegno per risorse a realtà locali

Per le multinazionali del web potrebbe arrivare una tassa sui profitti, come minimo, del 15 per cento. Tuttavia la misura da sola non garantisce reale equità fra big tech ed esercizi fisici.

Al G7 di Londra si sarebbe raggiunto un “accordo storico” in merito alla riforma della tassazione da applicare alle multinazionali del web, alle quali viene solitamente riservato un regime fiscale di favore rispetto a quello decisamente più opprimente che devono sostenere le micro, piccole e medie imprese.

Aliquota globale minima al 15% e una tassazione sul 20% del profitto superiore al margine del 10% da versare nel Paese in cui le multinazionali operano (e non in quello dove hanno la sede legale): sarebbero queste le principali decisioni prese dai ministri delle Finanze di Regno Unito, Italia, Germania, Francia, Usa, Canada e Giappone.

Tuttavia, pur essendo l’accordo condivisibile in linea di principio, la verità è che prima di passare dalle parole ai fatti serviranno almeno altri 3 anni. In questo periodo di tempo gli Stati dovranno collaborare pur di arginare lo strapotere delle multinazionali del web, oramai sempre più influenti e importanti.

Basti pensare che Amazon nel corso del 2020 ha consolidato la sua posizione di principale rivenditore online globale, superando allo stesso tempo la soglia di mille miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, +78,4% su base annua a 1634miliardi di dollari, quasi quanto il Pil italiano. A seguire la cinese Alibaba con 679miliardi ha registrato un’importante crescita del +10,6% su base annua dal 2019 al 2020. Dunque, mentre le attività locali erano ferme e soffrivano a causa delle pandemia da Covid, i giganti dell’e-commerce hanno aumentato esponenzialmente i loro profitti.

Alla luce di tale situazione, oltre all’aliquota globale minima al 15%, attraverso una mozione che ho depositato in Consiglio comunale a Gorizia, propongo che quanto ottenuto della nuova imposta sui servizi digitali resti a disposizione dei territori in cui è maturata per sostenere le attività di vicinato e affrontare la crisi economica e sociale dovuta alla pandemia da Covid-19.

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Web tax. Riequilibrare concorrenza a sostegno economia locale

Ottimo intervento di Matteo Salvini riguardo la necessità di attivare quanto prima degli strumenti per riequilibrare la concorrenza fra multinazionali dell’e-commerce e le micro, piccole e medie imprese locali.
Sono fiducioso che in tanti sosterranno la necessità di preservare quelle attività locali che garantiscono sostentamento a tantissime famiglie e con le vetrine illuminate mantengono vivaci le vie delle nostre città 🇮🇹

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