ODG: INCENTIVI COMUNALI PER ESERCENTI CHE ESPONGONO LOGO NO-SLOT

ORDINE DEL GIORNO
(Collegato al Documento Unico di Programmazione 2020-2022)

Presentatori: TOMASELLA, ZOTTI

OGGETTO: CORONAVIRUS, INCENTIVI COMUNALI PER ESERCENTI CHE ESPONGONO LOGO NO-SLOT

PREMESSO CHE l’azzardopatia è una dipendenza patologica che porta a disagio e, ancor più in momenti di grande emergenza come quella che stiamo vivendo, rappresenta una vera e propria tassa sulla speranza di chi, troppo spesso, non ha più speranza;

PRESO ATTO CHE, al fine di contrastare l’azzardopatia, il Consiglio comunale di Gorizia ha approvato la mozione “Azioni a contrasto di ludopatia e gioco d’azzardo sul territorio comunale” del 12.06.2018 e la mozione “Gioco d’azzardo sotto controllo sul territorio comunale” del 04.11.2019 è stata fatta propria dal Sindaco;

CONSIDERATO il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico n. 181, vigente al 17-04-2020, che contempla l’istituzione del logo <<NO SLOT>> che è concesso agli esercenti che ne fanno richiesta e si impegnano a eliminare, oltreché a non istallare, per tutto il periodo di utilizzo del logo, gli apparecchi di intrattenimento per il gioco lecito.

RICORDATO CHE il 3 agosto 2020 entra in vigore l’obbligo per gli esercenti di adeguarsi alla distanza dai luoghi sensibili (chiese, ospedali, bancomat ecc.) stabiliti con LR 1/2014 e implementati dalla LR 26/2017, inoltre sempre la LR 1/2014 all’Art. 6, Comma 16 (Competenze dei Comuni), stabilisce che i Comuni possono prevedere forme premiali per i soggetti che espongono il marchio <<NO SLOT>>;

Tutto ciò premesso

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

1. A valutare la possibilità di prevedere ulteriori incentivi e/o premialità con il bilancio comunale del 2021 per gli esercenti di Gorizia che esporranno il logo <<NO SLOT>> e avranno rimosso gli apparecchi per il gioco lecito;

2. A considerare la possibilità di impegnarsi quanto prima a rendere nota la lista dei luoghi sensibili presenti sul territorio comunale come previsto dalla LR 1/2014.

Gioco d’azzardo: no a nuove slot nei pressi dei luoghi sensibili

Il Tar del Friuli Venezia Giulia conferma le disposizioni in materia di gioco d’azzardo, respingendo il ricorso presentato da una sala bingo di Martignacco.

Nel 2019 questa sala aveva chiesto al Comune di poter installare una nuova slot machine all’interno del proprio locale. L’amministrazione comunale, in ottemperanza alle disposizioni contenute nelle Leggi regionali sul gioco d’azzardo del 2014 e del 2017, aveva negato l’autorizzazione in quanto la sala si trova ad una distanza inferiore a 500 metri ”da un istituto di credito e sportelli bancomat e da esercizi di compravendita di oggetti preziosi e oro usati”, individuati come luoghi sensibili.

Il Tribunale regionale ha dunque respinto l’opposizione presentata dalla società e ha dato ragione al Comune: infatti, data la collocazione della sala rispetto ai punti sensibili ed essendo questa operativa già da prima dell’entrata in vigore delle Leggi regionali, essa deve continuare ad esercitare la propria attività limitatamente alle macchinette già esistenti e non può installarne di nuove.

Quello che vi ho appena citato non è il primo ricorso in materia di gioco d’azzardo che trova parere sfavorevole da parte del Tar regionale. Infatti, già lo scorso febbraio, il Tribunale aveva respinto il ricorso presentato dal titolare di una videolottery del pordenonese che si opponeva all’ordinanza relativa alle limitazioni di orario per le attività legate al gioco, indicando la tutela della salute come prioritaria rispetto alla libertà d’impresa dei privati. Anche per il caso di Martignacco, secondo il Tribunale, la libertà di iniziativa economica passa in secondo piano rispetto alla tutela dei consumatori.

Proprio per monitorare gli orari di attività delle slot machine e la distanza tra sale giochi e luoghi sensibili, a marzo anche la Regione Friuli Venezia Giulia ha deciso di adottare l’applicativo SMART, che consente di controllare il flusso di gioco lecito su rete fisica.

Porre limitazioni al gioco e utilizzare nuove tecnologie per monitorarlo sono sicuramente un’ottima soluzione per contrastare l’azzardopatia, una piaga ampiamente diffusa nella nostra società, che lucra sulle speranze delle persone più fragili.

Voi come la pensate? Se vi va, lasciate un commento per farmi sapere la vostra opinione, Vi risponderò molto volentieri.

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Contrastare l’azzardopatia con la tecnologia: l’applicativo SMART

Il gioco d’azzardo patologico non è una semplice problematica, è una vera e propria piaga sempre più diffusa nella nostra società. Le persone che vengono coinvolte in questo giogo possono arrivare a perdere, animati dalla falsa speranza di facili vincite, oltre che ingenti somme di denaro, anche la famiglia e gli affetti, la casa, il lavoro.

È evidente che tale fenomeno va contrastato con decisione: in tal senso, in questi giorni, anche il Friuli Venezia Giulia ha adottato l’applicativo SMART (Statistica e Monitoraggio della Raccolta Territoriale) una nuova tecnologia che permette di monitorare il flusso di gioco lecito su rete fisica.

Tale strumento tecnologico, messo in campo dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, consentirà per esempio di verificare gli orari di accensione della singola slot machine e videolottery: in questo modo si potrà controllare l’effettiva applicazione dei limiti di orario per le attività legate al gioco fissate in 13 ore al giorno per le sale dedicate e 8 ore al giorno per gli altri esercizi.

Un’ulteriore funzione messa a disposizione dall’applicativo SMART è la mappatura dei cosiddetti Point of Interest (POI), identificati in luoghi sensibili come scuole, luoghi di culto, ospedali, centri sportivi ed in esercizi che ospitano sale con apparecchi da gioco. La localizzazione dei Point of Interest consentirà di monitorare il rispetto della distanza minima delle sale slot dai luoghi sensibili, individuata in 500 metri dalla legge regionale sul gioco del 2014.

La tecnologia SMART fornirà inoltre alcuni importanti dati relativi ai volumi di gioco in termini monetari e alle vincite erogate dalle macchinette.

Grazie alle numerose funzionalità di questo applicativo, la Regione potrà quindi analizzare l’efficacia delle azioni attuate nei singoli Comuni per contrastare l’azzardopatia.

La piaga del gioco d’azzardo patologico è una delle tematiche su cui ho voluto concentrare il mio impegno come Consigliere comunale per la città di Gorizia: non più tardi di due mesi fa infatti ho presentato una mozione, approvata trasversalmente da maggioranza e minoranza, affinché l’applicativo SMART venisse utilizzato per controllare il gioco d’azzardo patologico anche sul territorio comunale.

Senza alcun dubbio, la tutela della salute dei cittadini deve essere anteposta all’interesse del mercato e delle multinazionali: non è ammissibile lucrare sulle speranze dei cittadini.

Se vi va di farmi sapere la vostra opinione lasciando un commento, sarò molto felice di rispondervi.

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SMART: nuova tecnologia per contrasto azzardopatia

Un minuto per parlarvi di gioco d’azzardo patologico e dell’applicativo SMART (Statistica e Monitoraggio della Raccolta Territoriale), una nuova tecnologia per contrastarlo.

Se vi va, lasciate un commento per farmi sapere cosa ne pensate a riguardo, risponderò molto volentieri!

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Azzardopatia, intervista su Telefriuli

Recente intervista riguardante l’azzardopatia e il contrasto al gioco d’azzardo patologico a Gorizia rilasciata per l’emittente televisiva, Telefriuli, se vi va, date un’occhiata e condividete.

 

Se volete, fatemi sapere cosa ne pensate di questo video con un commento. Per me sarà un piacere leggere e poi rispondere.
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Azioni di contrasto alla ludopatia e al gioco d’azzardo sul territorio comunale

Discorso di introduzione del consigliere comunale Andrea Tomasella alla mozione di contrasto al gioco d’azzardo patologico

Una problematica di livello nazionale

Un caro saluto al sindaco, alla giunta, ai colleghi consiglieri, al pubblico presente in aula e a chi ci segue con la diretta streaming. Oggi ho l’onore e l’onere di portare all’attenzione di questo Consiglio Comunale la mozione di iniziativa congiunta dei consiglieri Tomasella, Picco e Braulin: “azioni di contrasto alla ludopatia e al gioco d’azzardo sul territorio comunale”.

Come risaputo negli ultimi anni nella nostra società sta diventando sempre più gravoso il problema legato al gioco d’azzardo, che può essere definito senza tentennamenti una droga silenziosa. Sovente si tende a sottovalutare questa problematica poiché non essendo come una sostanza che si assume fisicamente ed essendo in larga parte legale, anche se crea dipendenza ed è un’attività subdola, la si può praticare essenzialmente ovunque: con la televisione, a casa da computer, in giro con lo smartphone, ma anche nei locali con le slot e altre tipologie di gioco. Si parla dunque di una diffusione generalizzata e capillare, spesso data per scontata ma che ha gravi ripercussioni sulla quotidianità dei nostri cittadini.

Una delle problematicità legate al gioco d’azzardo è che, nonostante negli ultimi anni siano aumentati gli sforzi per arginare questa piaga, i dati relativi alla ludopatia in realtà raccontano di un fenomeno in crescita con sempre più persone disposte a perdere ingenti somme di denaro pur di soddisfare la propria voglia di gioco.

Non a caso, nella terza edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali dell’Associazione Psichiatrica Americana, il gioco d’azzardo era considerato un disturbo mentale a sé stante, caratterizzato da <<un impulso irresistibile e incontrollabile a giocare d’azzardo, che può progredire in intensità e urgenza, consumando sempre più risorse di tempo, energia, pensiero, emozioni o materiali>>.

Accanto alla dimensione “neutra” e considerata come una forma di intrattenimento e governata dalle leggi del divertimento, ne esiste un’altra ben diversa: è la dimensione patologica, ovvero quando il gioco diventa una tragica obbligatorietà di rispondere a un impulso.

Si pensi ad esempio che la problematica ha raggiunto dimensioni talmente preoccupanti che anche l’organizzazione mondiale della santità ha riconosciuto la dipendenza legata al gioco d’azzardo come una “forma morbosa, chiaramente identificata che può rappresentare, a causa della sua diffusione, un’autentica malattia sociale”.

Anche il nostro Papa Francesco ha parlato della problematica relativa al gioco d’azzardo durante un discorso rivolto ai membri della Commissione Parlamentare Antimafia, ne leggo un veloce passaggio:

“Oggi non possiamo più parlare di lotta alle mafie senza sollevare l’enorme problema di una finanza ormai sovrana sulle regole democratiche, grazie alla quale le realtà criminali investono e moltiplicano i già ingenti profitti ricavati dai loro traffici: droga, armi, tratta delle persone, smaltimento di rifiuti tossici, racket, condizionamenti degli appalti per le grandi opere e gioco d’azzardo”.

Il fenomeno dell’gioco d’azzardo, anche con le parole del Santo Padre, appare quindi una problematica da inserire in un quadro più ampio, in cui il confine tra legalità e illegalità si fa labile e in cui non basta la necessità del cosiddetto “gioco pubblico” come antidoto alla presenza di illegalità e di dipendenze.

Ciò che però dobbiamo premettere è che il gioco d’azzardo non vuol dire per forza di cose gioco patologico, magari per taluni individui può diventare progressivamente un problema. Non a caso è stato definito una forma di dipendenza “pura” poiché non comporta uso di sostanze e “mascherata” essendo l’estensione di un comportamento comune, socialmente legittimato. E il fatto che il gioco, come poc’anzi dicevo, è un’attività socialmente accettata e percepita come un normalissimo passatempo, favorisce una sottovalutazione della reale portata della problematica che si presenta anche nella sua forma patologica.

Così, senza neanche che ne prendano coscienza, troppe persone sostituiscono il piacere del gioco alla perdita di controllo e del senso del limite, vengono pervasi da un impulso incontrollabile, da una vera e propria forma di dipendenza che porta queste persone alla rovina di se stessi e delle proprie famiglie, arrivando a indebitarsi all’inverosimile, a commettere atti illeciti, a ricorrere all’usura, a perdere il posto di lavoro e, talvolta, arrivare fino all’estremo gesto di togliersi la vita poiché non sembrano esserci altre via di uscita. Quando parliamo di Gioco d’azzardo patologico (GAP) parliamo dunque di una vera e propria tassa sulla speranza di chi però non ha più speranza.

Il GAP è un disturbo disabilitante e frequentemente sottodiagnosticato, la cui incidenza sembra essere in aumento vertiginoso, anche in proporzione all’incremento delle occasioni di gioco. Esso costituisce una condizione cronica ed ingravescente che distrugge la vita dell’individuo e di quelli a lui vicini. Non solo è associato ai problemi finanziari dovuti alle grandi quantità di denaro spese per l’attività di gioco o alla perdita del lavoro, ma questo disturbo aumenta la probabilità di altri problemi psichiatrici, affettivi e di salute nel paziente e nella sua famiglia. Il tasso di suicidi nei giocatori patologici, per esempio, è secondo solo a quello dei pazienti con Disturbi dell’Umore, Schizofrenia e alcune condizioni neurologiche ereditarie.

È chiaro dunque che il gioco d’azzardo può essere una vera e propria sciagura, che avvicina subdolamente le persone e che poi, una volta accalappiate, hanno grandi difficoltà a liberarsene. La grandezza del fenomeno la si può dedurre dal fatto che interessa vari aspetti della vita sociale ed economica del nostro Paese.

Con il supporto del progresso tecnologico e della globalizzazione, delle tendenze sociali e anche dalla pesante crisi economica che ha investito il nostro Paese nell’ultimo decennio, il fenomeno del gioco d’azzardo è via via aumentato e di certo non sempre siamo riusciti come Paese a fornire le giuste risposte alla problematica.

Forse ricorderete il caso dei novantotto miliardi euro di evasione totale che, secondo un’inchiesta del 2007 della Corte dei Conti, avrebbe riguardato dieci aziende concessionarie delle slot machine in Italia, accusate di non aver collegato gli apparecchi al sistema informatico del controllo dei Monopoli.

La prima sentenza, arrivata soltanto nel 2012, ha ridimensionato di molto l’importo della sanzione che è passata a due miliardi e cinquecento milioni di euro. Pensate, da novantotto miliardi a due miliardi e mezzo, ma non è ancora finita. Infatti, nel 2013 con il successivo condono dell’allora governo in carica, le società coinvolte se la sono cavata liquidando solo il 30% del dovuto: da novantotto miliardi siamo così arrivati a quattrocentotrenta milioni di euro.

Gioco d’azzardo, la situazione in Friuli-Venezia Giulia e, in particolare, nella provincia di Gorizia

Se il problema si fa sentire a livello nazionale, anche a livello locale non possiamo far finta di niente. Una recente inchiesta del Messaggero Veneto infatti fotografa una situazione tutt’altro che rosea. Innanzitutto, la febbre da gioco coinvolge sempre più giovani. La cronaca infatti racconta di percentuali prossime al 30% di ragazzi che hanno provato l’ebrezza del rischio con gratta e vinci, lotto, superenalotto e scommesse. Magari possono essere scommesse occasionali ma la realtà è che se non si pone la giusta attenzione sul tema il rischio è di avere un esercito di giovani che la fiorente industria dell’azzardo potrà spremere e sfruttare fino all’ultimo centesimo.

Citando ancora l’accurato approfondimento del quotidiano locale, analizzando i dati di gennaio-giugno 2017, la spesa media per abitante del Friuli-Venezia Giulia è stata di 138 euro, per una proiezione annua di 277 euro. E su 167 milioni di spesa (cioè di perdite), il 70% viene bruciato in slot e il resto, a molta distanza, fra lotterie varie. Purtroppo, mancano i dati sul gioco online ma si stima che la raccolta in Friuli-Venezia Giulia arrivi attorno ai 400 milioni su base annua con perdite complessive di circa 20 milioni.

Bruciati a Gorizia 5 milioni di Euro in Gioco d’azzardo

Sempre citando la stampa locale, precisamente l’articolo “Malati di gioco, bruciati nell’Isontino 30,5 milioni” pubblicato su Il Piccolo dello scorso 23 giugno, viene riportata una situazione allarmante collegata al gioco d’azzardo in provincia di Gorizia: sono stati 30 milioni e 527 milia gli euro spesi nell’Isontino nel solo 2016 tra slot machine e Vlt (Video lottery terminal). Il dato è fornito dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ed è davvero impressionante per una realtà piccola come la nostra. Nel capoluogo isontino nel 2016 le giocate complessive nei 263 apparecchi presenti in città (1 ogni 131 abitanti) sono state pari a 25,68 milioni di euro, di cui andati persi 5,58 milioni di euro. Soltanto a Gorizia nel 2016 sono stati bruciati più di 5 milioni di euro nelle macchinette. Pensate a cosa sarebbe stato possibile fare se, invece di buttarli nelle slot, questi soldi fossero investiti a favore della comunità per esempio sotto forma di sostegno alle famiglie con bimbi piccoli o sgravi sulle tasse degli asili nido, attività per il dopo scuola o comunque a favore di una socialità positiva.

Proprio in questo contesto si inserisce anche l’articolo pubblicato sempre sull’edizione de Il Piccolo di ieri 9 luglio 2018. Il titolo, molto eloquente, riporta: “Cresce la richiesta di cure per la dipendenza da gioco” ed il sottotitolo invece fotografa una situazione quantomeno allarmante con 85 pazienti presi in carico dall’Azienda sanitaria da gennaio 2018 ad oggi e riportando che il grido d’aiuto rivolto agli specialisti proviene soprattutto dalla fascia d’età dei quarantenni. Subito a seguire la fascia d’età dei cinquantenni e dei sessantenni, ma ciò non vuol dire che i più giovani sono immuni alla dipendenza da gioco d’azzardo ma possono godere della protezione, soprattutto economica, della rete familiare.

Credetemi, non è scontato affrontare il tema del contrasto al gioco d’azzardo e alla ludopatia su un territorio transfrontaliero come il nostro, dove a poche centinaia di metri c’è la possibilità di giocare altrettanto legalmente nei diversi casinò presenti oltre confine. Tuttavia, ciò che noi possiamo fare, è iniziare proprio a lanciare quelle iniziative e buone prassi che possono sensibilizzare, a partire proprio dalla nostra città, un territorio magari più vasto. Non dobbiamo dimenticare che in futuro potremo contare anche sullo sviluppo di strumenti come il GECT che potrebbero in tal senso essere pionieristici e contribuire a colmare una lacuna che, proprio questa Unione Europea, non ha ancora saputo risolvere e nemmeno affrontare con la dovuta dovizia. Per cui, seppur in una terra di confine, con una moltitudine di micro e macro case da gioco, questa mozione ha l’obiettivo di ristabilire il senso delle cose, costruire una mentalità nuova e, soprattutto, un nuovo senso di stare assieme.

Sono certamente consapevole che la mozione che quest’oggi propongo in Consiglio non sarà la panacea di tutti quanti i mali legati al gioco d’azzardo, tuttavia ritengo possa essere un segnale ed una presa di posizione importante circa una problematica che non andrebbe sottovalutata. Soprattutto perché, citando i dati forniti dai due nuovi studi Espad e Ipsad dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa, sembrano più a rischio di sviluppare problematicità al gioco coloro che sono in cerca di prima occupazione (19,2%) e gli studenti (14,1%).  Insomma, due fra le categorie più indifese ed esposte al pericolo. Il 10,8% degli studenti infatti ignora che nel nostro Paese è illegale giocare per gli ‘under 18’ e si stima che 580.000 (33,6%) studenti minorenni abbiano giocato d’azzardo nel corso dell’anno. La facilità di accesso ai luoghi di gioco da parte degli ‘under 18’ è confermata dal dato che solo il 27,1% riferisce di aver avuto problemi a giocare d’azzardo in luoghi pubblici perché minorenne. Il 75% degli studenti spende in giochi d’azzardo meno di 10 euro al mese e il 6,3% spende più di 50 euro al mese, quota che tra gli studenti con un profilo problematico sale al 22,1%.

Mozione di contrasto al Gioco d’azzardo, a Gorizia lavoro bipartisan e trasversale

Per concludere ci tengo a sottolineare che questa mozione che ho avuto onere e onore di portare oggi in Consiglio, ed è frutto di un intenso lavoro portato avanti con costanza e determinazione, scevro da ideologie politiche, vuole affrontare responsabilmente il tema del gioco d’azzardo e della ludopatia. Tutto ciò per favorire la consapevolezza su questo tema e generare dei forti “anticorpi”. Perché solo attraverso la cura delle relazioni autentiche, l’ascolto e la vicinanza si può porre un freno a questa situazione. Proprio grazie all’opportunità di presentare questa mozione, ho avuto in questi mesi numerosi incontri con diverse persone, professori e istituzioni che hanno a che fare con il gravoso tema del gioco d’azzardo e a maggior ragione ritengo doveroso affrontare questa battaglia di civiltà con serietà e dedizione, senza accettare soluzioni al ribasso e, soprattutto, con l’obiettivo di colpire chi specula su povertà e disperazione.

Sono convinto che questo documento bipartisan sia un importante segnale per far capire che Gorizia non è una città dove possono radicare attività collegate al gioco d’azzardo e alla ludopatia, anzi questa potrebbe essere il territorio da cui favorire la desertificazione delle macchinette mangiasoldi con coscienza e buonsenso. Tutto ciò sia per consentire a chi ha sviluppato dipendenza da gioco d’azzardo di non avere facilità d’accesso a queste macchinette e anche per prevenire che le fasce più deboli della popolazione possano trovare facilmente la voglia di provare l’ebrezza per poi magari finire intrappolati nel giogo del gioco d’azzardo patologico.

Permettetemi poi di fare dei ringraziamenti a delle persone che in questo percorso di maturazione della presente mozione sono state fondamentali per realizzare quella che ritengo essere una mozione bipartisan. Innanzitutto, i due colleghi consiglieri Andrea Picco e Luca Braulin, con cui, nonostante personalità e vedute politiche diverse, siamo riusciti a creare un documento unico, condiviso e bipartisan nel reciproco intento di creare un documento trasversale ed inclusivo. Ci tengo poi a ringraziare anche l’assessore al commercio del Comune di Monfalcone Luca Fasan con cui ho avuto un proficuo scambio di buone pratiche. Un sentito ringraziamento infine lo rivolgo al dott. Vegliach e al prof. Kermol che hanno fornito diversi spunti utili per consentirmi di affrontare il tema del gioco d’azzardo patologico in maniera accademica e scientifica.

Concludo dicendo che reputo la battaglia contro chi specula sulla povertà e la disperazione della dipendenza da gioco d’azzardo patologico una battaglia di civiltà, da combattere con tutte le associazioni, i comitati, i cittadini liberi che non sono condizionati né dai soldi né dalle lobby. Il gioco d’azzardo è un prodotto nocivo per la salute umana e danneggia l’economia produttiva poiché ogni euro in azzardo è un euro in meno per il nostro commercio e tutto l’indotto. Inoltre, come amministratore, ritengo che il mio dovere è quello di preoccuparmi laddove esiste una problematicità e di adoperarmi per proteggere e servire la mia comunità.

Conclusioni

Quanto avete letto è il discorso che nella serata di ieri ho avuto il piacere di pronunciare in aula del Consiglio Comunale di Gorizia, l’ho fatto col cuore e con l’anima e sono certo di essere riuscito a trasmettere tutti i contenuti che mi ero prefissato. Quella del contrasto al gioco d’azzardo patologico è una battaglia in cui credo fermamente e l’affetto e il supporto che in tanti mi avete dimostrato è stato per me fondamentale per riuscire a portarla avanti con caparbietà, senza accettare soluzioni al ribasso e nell’interesse esclusivo della città di Gorizia.

Adesso l’impegno che mi pongo come Consigliere Comunale è quello di monitorare che quanto richiesto con la mozione (votata all’unanimità con 28 voti favorevoli) possa trovare seguito negli ambiti opportuni.

Se vi va, scrivete un commento per dirmi che ne pensate del discorso che ho preparato. Mi farà piacere sapere i vostri pareri e sarò contento di rispondervi. Condividete questo articolo con i vostri amici per aiutarmi a farlo conoscere e seguitemi sulla mia pagina Facebook per essere sempre aggiornati: www.facebook.com/andtomasella.

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