COVID: Fedriga, area gialla non significa finito pericolo

Firmata nuova ordinanza per evitare assembramenti

“Il fatto di essere stati riportati in area gialla non significa che il pericolo sia finito. Anzi, un allentamento nei comportamenti potrebbe comportare il ritorno in un regime più severo di restrizioni, senza dimenticare il volume di stress a cui sono sottoposti tutti gli operatori del sistema sanitario regionale, che ringrazio personalmente per il grande e valoroso lavoro che stanno facendo. Proprio per questi motivi abbiamo emesso un’ordinanza, al fine di porre delle limitazioni, anche sotto forma di raccomandazione, per evitare quelle situazioni di rischio che potrebbero compromettere i sacrifici fatti finora”.

Lo ha detto oggi il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, illustrando l’ordinanza contingibile e urgente n. 45 di Protezione civile “Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2”, che sarà in vigore da domani, domenica 6 dicembre, fino a venerdì 15 gennaio 2021.

Sottolineando come la fonte di contagio preminente in questa seconda fase sia l’ambito familiare, Fedriga ha rimarcato il passaggio dell’ordinanza nel quale si raccomanda di evitare le visite a parenti o amici non riconducibili alla cerchia dei conviventi, se non per necessità o motivi di lavoro. “Mi rendo conto – ha spiegato il governatore – che, sotto molti punti di vista, questo possa rappresentare un sacrificio, ma è proprio in queste situazioni che si abbassano le protezioni e nella convivialità il virus trova modo con più facilità di diffondersi”.

Ricordando come i numeri del contagio siano ancora significativi, il governatore ha detto che il dato dei positivi riflette il numero considerevole di tamponi eseguiti che “sfiora i 10mila al giorno”. “Più ne facciamo – ha spiegato – e più riusciamo a contrastare il Covid, anche se questo determina una lievitazione dei casi rispetto ad altre situazioni dove se ne fanno di meno”.

Da parte sua il vicegovernatore Riccardi, dopo aver passato in rassegna gli indicatori (in miglioramento) che hanno riportato in area gialla la regione, ha rilevato come in questa seconda ondata ad essere colpito è soprattutto il territorio che fa capo all’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale.

Ripercorrendo poi il numero complessivo dei posti letto, il vicegovernatore ha affermato che il sistema ospedaliero “è passato dai 5.040 del 2013 ai 4.153 del 2018 (anno di insediamento di questa Giunta), per poi nel 2019 alzarsi a 4.425, mentre in questo momento la dotazione è attestata a 4.750. E’ chiaro che se nel recente passato non avessimo perso quei posti la gestione di questa fase sarebbe stata meno complessa”.

Tornando all’ordinanza, relativamente all’attività dei locali, le disposizioni prevedono che la somministrazione di alimenti e bevande si svolga, dalle 11:00 alle 18:00 (orario di chiusura), esclusivamente con consumazione da seduti sia all’interno sia all’esterno degli stessi locali, su posti regolarmente collocati e in ogni caso nel rispetto delle Linee guida approvate dalla Conferenza delle Regioni, tra cui la distanza minima interpersonale di un metro.

Resta il divieto di non consumare cibi e bevande acquistate per asporto nelle vicinanze del luogo di acquisto o comunque in zone affollate.

Sul fronte delle misure di protezione della fascia della popolazione più anziana, viene raccomandato agli esercenti di riservare l’accesso ai negozi di alimentari ai soggetti con almeno 65 anni preferibilmente dalle ore 10:00 alle ore 12:00.

Viene poi raccomandato di svolgere attività sportiva in posti non affollati e non utilizzare il trasporto pubblico se non per necessità.

Infine, sono previsti il limite di ingresso di una persona per nucleo familiare nei negozi di alimentari (salvo accompagnatori necessari) e il limite di capienza negli esercizi commerciali generici rispetto alla superfice (una persona ogni 20 mq per negozi con più di 40 mq). Nel caso quest’ultima regola non venga rispettata, le attività commerciali e di ristorazione rischiano la sanzione della chiusura.

Fonte: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

Covid: ministero Salute conferma ritorno FVG in zona gialla

Il ministro Speranza ha comunicato al governatore Massimiliano Fedriga che, nella nuova ordinanza in vigore da domenica, il Friuli Venezia Giulia sarà classificato come “zona gialla”.

Fonte: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

Secondo quanto previsto nel DPCM dello scorso 4 novembre, le principali disposizioni valide nelle Regioni classificate come “zona gialla” sono:

-Coprifuoco dalle 22 alle 5: in questa fascia oraria sono consentiti soltanto gli spostamenti per motivi di salute, lavoro e necessità con obbligo di compilare un’autocertificazione;

– Didattica a distanza al 100% alle scuole superiori;

– Capienza del trasporto pubblico ridotta al 50%, ad eccezione dei mezzi di trasporto scolastico;

– Bar e ristoranti aperti fino alle 18, asporto consentito fino alle 22;

– Chiusi palestre, piscine, teatri e cinema;

– Centri commerciali chiusi nei weekend e nei giorni festivi (restano aperti i negozi di generi alimentari, le farmacie, le parafarmacie, i presidi sanitari, le tabaccherie e le edicole al loro interno);

– Musei chiusi, stop alle mostre;

– Sospesa l’attività di sale giochi, scommesse, bingo e slot machine, anche all’interno di bar e tabaccherie.

Anche se collocati in zona gialla, dobbiamo comunque mantenere alta l’attenzione: è fondamentale continuare a rispettare le regole, al fine di alleggerire la pressione sul sistema sanitario e far scendere la curva dei contagi.

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COVID, Fedriga: dati in miglioramento, nessuna ipotesi zona rossa

“Ho sentito per le vie brevi il ministro Speranza, che mi ha confermato, anche alla luce delle rilevazioni nazionali, il miglioramento dei dati in Friuli Venezia Giulia. Questo comporta che ogni ipotesi di passaggio in zona rossa sia esclusa. Inoltre, se le statistiche continueranno a migliorare, con il nuovo Dpcm la Regione tornerà in zona gialla: una condizione che, numeri alla mano, sarebbe già realtà, ma che, ai sensi dell’ultimo decreto, necessita di 14 giorni per diventare esecutiva”. Lo annuncia il governatore Massimiliano Fedriga, al termine di un confronto avuto stamane con il Ministero della Salute.

“Al di là di questa buona notizia – prosegue il governatore – dobbiamo continuare a mettere in campo tutto l’impegno possibile a tutela della salute e delle attività economiche. Per questo, gli sforzi che faremo tutti insieme nei prossimi giorni saranno fondamentali per tornare in area gialla e, più nel lungo periodo, per tutelarci vicendevolmente e impedire che la curva dei contagi torni a salire.”

“Dispiace infine – conclude Fedriga – che, a fronte dell’emergenza in corso, alcune forze politiche continuino a denigrare, ancorché smentite dai dati dello stesso Ministero, l’operato della Regione, quasi a sperare che le cose peggiorino: un atteggiamento nocivo, che non arreca danno all’amministrazione ma, ben peggio, all’intera comunità del Friuli Venezia Giulia”.

Fonte: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

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COVID-19 FVG, nuova ordinanza: parte lo screening per isolare positivi

Il presidente Massimiliano Fedriga ha illustrato oggi la nuova ordinanza anti-Covid che introduce su tutto il territorio regionale alcune norme più restrittive accompagnate da forti raccomandazioni e avvia a partire dai Comuni con l’indice di contagio più alto uno screening mirato a isolare i cittadini positivi.

L’ordinanza sarà in vigore dalla prossima mezzanotte fino al 3 dicembre compreso.

I divieti previsti nel provvedimento riguardano il consumo di alimenti e bevande all’aperto su area pubblica o aperta al pubblico, “finalizzato a evitare assembramenti davanti ai locali o in altre aree pubbliche o aperte al pubblico”, ha spiegato Fedriga, e tutte le attività sportive nei centri all’aperto, fatti salvi gli eventi e le competizioni di interesse nazionale.

A questi divieti si aggiungono alcune forti raccomandazioni: a non recarsi in altra abitazione di un nucleo familiare diverso dal proprio se non per necessità, a non utilizzare mezzi di trasporto pubblico locale se non per necessità altrimenti non espletabili, a evitare zone solitamente affollate, a utilizzare al massimo grado il lavoro agile da parte delle pubbliche amministrazioni e dei datori di lavoro privato. “Ci affidiamo al senso di responsabilità della popolazione su alcuni comportamenti su cui non riteniamo giusto forzare le norme, confidando che siano avvertite da ciascuno come indicazioni fondamentali per ridurre la circolazione del virus”, ha detto Fedriga.

La seconda parte della nuova ordinanza dispone un ampio screening sulla popolazione del Friuli Venezia Giulia, che partirà mercoledì prossimo da sei Comuni (Castelnuovo del Friuli, Claut, Dolegna del Collio, Paularo, Socchieve e Sutrio).

“Isolare i positivi per tutelare la parte più fragile della popolazione e alleggerire la pressione sulle strutture sanitarie: questa è la sfida”, ha spiegato il governatore, che ha annunciato l’acquisto di ulteriori 100mila test antigenici i quali saranno a disposizione per metà già oggi e per l’altra metà entro domani. Proprio l’ampio ricorso a test antigenici permetterà attivare monitoraggi preventivi.

Si partirà dal primo gruppo di Comuni per poi estendere lo screening alle porzioni di territorio individuate di volta in volta dalla Direzione centrale salute, politiche sociali. Alla Protezione civile della Regione è affidata l’organizzazione logistica della campagna di screening, mentre sarà il Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria competente per territorio a effettuare i test antigenici e il monitoraggio connesso.

“È un’operazione certo molto faticosa e più facile sarebbe stato imporre nuove restrizioni”, ha osservato il governatore. Lo screening con i tamponi antigenici, che sarà su base volontaria, “ha il pregio di giocare d’anticipo e di dare riscontri rapidi. Confido – ha concluso Fedriga – che con la collaborazione di tutti, amministrazioni e cittadini, lo si possa allargare presto ad altre aree del Friuli Venezia Giulia”.

Fonte: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Il testo completo dell’ordinanza è disponibile sul sito della Regione.

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Parametri COVID, intervista a Massimiliano Fedriga

📰🇮🇹 Semplificazione e provvedimenti più specifici in base alle diverse situazioni locali per tutelare insieme salute ed economia: ne parla oggi il governatore Massimiliano Fedriga in un’interessante intervista al Corriere della Sera.

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COVID-19 FVG, sospensione pagamento seconda rata acconto IRAP

Con il recente assestamento di bilancio, la Regione Friuli Venezia Giulia ha approvato, tra le altre, anche alcune importanti misure a favore delle attività produttive del territorio.

In particolare, l’articolo 11 comma 3) della Legge regionale nr. 22 approvata il 6 novembre 2020, stabilisce che i soggetti passivi IRAP, diversi dalle Amministrazioni pubbliche che determinano la base imponibile con il metodo retributivo, non devono versare la seconda rata dell’acconto IRAP per il periodo d’imposta 2020, in scadenza il 30 novembre.

Tali soggetti potranno pertanto provvedere al pagamento dell’Imposta Regionale sulle Attività Produttive in un’unica soluzione, in sede di saldo, a giugno 2021, limitatamente al valore della produzione netta realizzato sul territorio regionale.

Queste e altre informazioni utili sono disponibili sul sito della Regione Friuli Venezia Giulia.

Si tratta di un importante aiuto concreto a sostegno delle imprese locali che, a causa dell’incertezza e della crisi economica conseguente alla pandemia, si trovano ad affrontare evidenti problematiche di liquidità.

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FVG, ulteriori 18 milioni a ristoro danni COVID-19

Con l’approvazione della delibera nr. 1718 del 13 novembre 2020, la Regione Friuli Venezia Giulia ha previsto ulteriori contributi a fondo perduto a sostegno delle diverse categorie economiche che, a seguito dell’ultimo DPCM, hanno dovuto nuovamente ridurre o sospendere la propria attività.

Gli aiuti ammontano complessivamente a 18 milioni di euro.

I criteri e le modalità di erogazione dei contributi sono definiti nell’allegato B alla delibera.

SOGGETTI BENEFICIARI

Possono beneficiare dei contributi i soggetti che, in conseguenza dei provvedimenti nazionali di restrizione o chiusura delle attività dell’ultimo trimestre dell’anno 2020, hanno subito la chiusura o una significativa contrazione dell’attività e il cui codice ATECO rientra tra quelli indicati nell’allegato A della delibera.

Il codice ATECO di riferimento è il codice primario/prevalente di iscrizione al Registro delle Imprese; le imprese devono risultare attive alla data di presentazione della domanda.

I soggetti beneficiari devono inoltre avere sede legale e operativa sul territorio regionale.

ENTITÀ DEL CONTRIBUTO

L’importo del contributo, erogato esclusivamente a mezzo bonifico bancario, varia da 650 a 4.800 euro secondo quanto riportato nell’allegato A alla delibera.

I soggetti già beneficiari dei contributi a fondo perduto definiti con le deliberazioni n. 779 del 29 maggio 2020 e 995 del 3 luglio 2020, non dovranno presentare un’ulteriore domanda, ma saranno automaticamente inseriti nell’elenco dei beneficiari, previa verifica del perdurare dei requisiti per accedere al contributo.

PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

Le domande, predisposte utilizzando l’apposita modulistica, potranno essere presentate dalle 9.00 del 18 novembre 2020 fino alle 18.00 del 26 novembre 2020, tramite il sistema Istanze On Line a cui si accede previa autenticazione con SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CNS (Carta Nazionale dei Servizi), CRS (Carta Regionale dei Servizi).

Può essere presentata una sola domanda riferita ad un’unica attività; nel caso in cui lo stesso richiedente presenti più domande, sarà ritenuta ammissibile solo la prima pervenuta ovvero, in caso di domande presentate per diverse attività, quella che prevede il contributo più elevato.

Il richiedente deve aver inoltre ottemperato al versamento dell’imposta di bollo di 16,00 euro prima della presentazione della domanda.

In caso di presentazione autonoma della domanda da parte del legale rappresentante o del titolare del soggetto richiedente, non sono previsti allegati.
Se a presentare la domanda è invece un soggetto delegato, alla stessa deve essere allegata specifica procura, insieme alla copia di un documento di identità in caso di firma autografa.

CONCESSIONE DEL CONTRIBUTO

I contributi sono concessi e contestualmente erogati secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande, determinato dal numero progressivo di protocollo attribuito dal sistema informatico.

Queste e molte altre informazioni utili sono disponibili sul sito della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Anche oggi la Giunta regionale dimostra di essere al fianco delle attività economiche del nostro territorio, già duramente colpite dalla crisi economica conseguente le chiusure dei mesi scorsi: un aiuto concreto a sostegno di imprenditori e famiglie in questo momento di particolare difficoltà ed incertezza.

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COVID: Fedriga, difesa delle fragilità senza sospensione economia

“Questo provvedimento non ha l’obiettivo di vessare i cittadini ma di contrastare il contagio proteggendo le fasce deboli della popolazione e dando al contempo la possibilità alle categorie economiche, nei limiti imposti delle misure di sicurezza, di non dover sospendere le loro attività”.
Così il governatore Massimiliano Fedriga oggi nel corso dell’illustrazione dell’ordinanza contingibile e urgente numero 41 siglata questo pomeriggio con la quale, in coordinamento con i presidenti delle Regioni Veneto ed Emilia-Romagna, vengono introdotte dalla mezzanotte di domani in Friuli Venezia Giulia ulteriori misure restrittive per limitare il diffondersi del contagio.

Sottolineando come l’atto abbia registrato anche l’intesa con il ministero della Salute, Fedriga ha annunciato, sul tema degli indennizzi alle attività economiche, un incontro fissato per la prossima settimana tra le tre Regioni e il Governo. “Una sinergia, quella con Veneto ed Emilia-Romagna – ha detto il governatore – fondata dalla necessità di instaurare, all’interno del regime delle disposizioni regolamentari, un’armonia tra territori contermini che condividono indici pandemici similari e analoghe capacità di presa in carico dei rispettivi sistemi sanitari”.

Approfondendo i passaggi dell’ordinanza, Fedriga ha spiegato, per quel che riguarda la tutela degli anziani, che la novità della “forte raccomandazione” agli esercenti di riservare le prime due ore di apertura degli esercizi commerciali di significative dimensioni agli over 65 non rappresenta un divieto per le stesse persone in età di poter accedere nelle altre fasce orarie. “Si tratta – ha detto il governatore – di creare delle condizioni di maggiore sicurezza per chi presenta un maggior grado di fragilità davanti ai rischi dal contagio”.

Nel dettaglio il provvedimento prevede che, fermo restando l’uso obbligatorio della mascherina (ad eccezione dei bambini sotto i sei anni e di chi sta svolgendo attività sportiva), nel caso in cui venga abbassata per la regolare consumazione di cibo o bevande o per il fumo le persone dovranno assicurare comunque la distanza minima di un metro.

Dalle 15 alla chiusura del locale, la somministrazione di cibi e bevande si svolge esclusivamente con consumazione da seduti ai tavoli interni o esterni dei locali pubblici, mentre è vietato invece il consumo in aree pubbliche o aperte al pubblico.

Inoltre è consentito lo svolgimento di attività sportiva o motoria all’aperto preferibilmente presso parchi pubblici, aree verdi, rurali e periferiche, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività e in ogni caso al di fuori di aree solitamente affollate.

Per quanto riguarda poi i negozi di generi alimentari, l’accesso è consentito ad una persona per nucleo familiare, salva la necessità di accompagnare persone con difficoltà o minori di età inferiore a 14 anni. È poi vietato il mercato all’aperto su area pubblica o privata a meno che i Comuni abbiano adottato un apposito piano, consegnato ai commercianti. Le indicazioni devono prevedere, tra l’altro, una perimetrazione nel caso di mercati all’aperto, la presenza di un unico varco di accesso separato da quello di uscita, la sorveglianza pubblica o privata che verifichi distanze sociali e il rispetto del divieto di assembramento nonché il controllo dell’accesso all’area di vendita.
L’ordinanza inoltre, come detto, raccomanda fortemente di riservare l’accesso agli esercizi commerciali di grandi e medie dimensioni alle persone con almeno 65 anni nelle prime due ore di apertura dei negozi.

In attesa del parere del comitato tecnico scientifico nazionale vengono poi sospese nelle scuole di primo ciclo scolastico (primarie e secondarie di primo grado) alcune tipologie di insegnamento a rischio elevato: educazione fisica, canto e le lezioni con strumenti a fiato. È vietata anche l’attività dei cori e di utilizzo di strumenti a fiato in assenza delle misure preventive previste dalle linee guida per la ripresa delle attività produttive (sezione produzioni liriche, sinfoniche e spettacoli musicali).

Il provvedimento prevede infine che nei giorni prefestivi le grandi e medie strutture di vendita, sia con un esercizio unico, sia con più negozi collegati, compresi i complessi commerciali, siano chiuse al pubblico, salvo che per la vendita di generi alimentari, le farmacie, le parafarmacie, le tabaccherie e le edicole. Nei giorni festivi rimangono aperti le attività di ristorazione, quali bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie. Viene vietato ogni tipo di altra vendita, fatta eccezione per le farmacie, le parafarmacie, le tabaccherie, le edicole e la vendita di generi alimentari. Resta comunque consentita la consegna a domicilio di beni sia alimentari che non alimentari.

Fonte: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

Il testo completo dell’ordinanza è disponibile sul sito della Regione.

Nuovo DPCM, intervista a Massimiliano Fedriga

📰 Interessante intervista sul Messaggero Veneto al presidente Massimiliano Fedriga in relazione all’ultimo DPCM e alla situazione COVID-19 in Regione.

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Chiusure anticipate, in piazza al fianco degli esercenti goriziani

Ieri sera in piazza al fianco degli esercenti goriziani, messi in ginocchio dalla chiusura anticipata dei locali.
Il lavoro è dignità, speranza e futuro, e il Governo nazionale deve fornire risposte certe, immediate e stanziare fondi a ristoro dei già gravissimo danni patiti dalla categoria.
La tutela della salute è prioritaria, nessuno si sognerebbe di dire il contrario, ma occorrono regole di buonsenso che permettano di lavorare e (con)vivere col virus finché non lo sconfiggeremo!

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