Un grande, grandissimo in bocca al lupo alla Nazionale Over 75 Ita-Slo, impegnata in questi giorni agli Europei di categoria ad Atene 🏀 Ammetto un pizzico di orgoglio personale come figlio, perché a guidare la squadra c’è mio papà, coach Enzo Tomasella. Ma al di là dell’aspetto familiare, ciò che mi rende davvero orgoglioso è il significato che questa squadra ha per il nostro territorio. In campo c’è chi ha scritto pagine importanti della pallacanestro italiana e slovena e che oggi, dopo una vita trascorsa sui parquet, continuano a ritrovarsi grazie alla passione per questo sport. Vedere italiani e sloveni giocare insieme, condividere obiettivi e rappresentare fianco a fianco una realtà nata sul nostro confine è qualcosa che parla molto anche della storia di Gorizia. Una storia fatta di incontri, rapporti umani e amicizie che hanno saputo andare oltre ogni barriera. La prima partita si è già conclusa con una bella vittoria. Ora avanti così. Forza ragazzi, fatevi onore ad Atene. A Gorizia facciamo il tifo per voi! 🇮🇹🤝🏻🇸🇮
La complessità del governare. Sono queste le parole che mi risuonano dentro oggi, a mente fredda, il giorno dopo il grande intervento del presidente Massimiliano Fedriga alla Festa della Lega FVG. Il presidente Fedriga ha parlato con quella capacità rara di chi, oltre a raccontare l’oggi, sa davvero indicare una direzione, dare un orizzonte e tenere insieme visione e concretezza. In un tempo in cui la prassi è seguire il rumore del momento, l’impressione che ho avuto è quella di un leader che non rinuncia a essere umano, ma che proprio per questo non ha paura di misurarsi con la realtà, con i suoi tempi, con le sue difficoltà, con la sua complessità. Ed è qui, secondo me, che sta il punto. La complessità esiste e non va negata. Ma non può nemmeno diventare una giustificazione. La complessità sta in capo alla politica. Sempre. I cittadini hanno il diritto di chiedere risposte. Sta a chi governa trovare il modo di affrontare problemi difficili e trasformarli in risultati concreti, reali, tangibili. Per questo mi sono ritrovato nelle parole di ieri. Perché ho sentito l’ambizione di una politica che non si limita ad amministrare l’esistente, ma che prova a governare i cambiamenti, affrontando questioni complesse con serietà e con la determinazione di arrivare alle risposte. Da militante fra i militanti, semplice consigliere comunale e appassionato di politica, credo che il valore aggiunto stia tutto qui: avere obiettivi alti, il coraggio di perseguirli e la responsabilità di affrontare la complessità senza scorciatoie. Perché la complessità non è un alibi. È la sostanza stessa dell’impegno politico. Viva la Lega!
Oggi ho avuto il piacere di accompagnare il Presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin e il Presidente della V Commissione Diego Bernardis in visita alla Juventina ⚽️🤝 Mentre ascoltavo gli interventi e osservavo da vicino questa realtà, pensavo che spesso, quando si parla di una società sportiva, ci si concentra giustamente sui risultati, sui campionati, sulle vittorie e sugli obiettivi raggiunti. Ma ci sono aspetti che non finiscono nelle classifiche e che, forse proprio per questo, meritano ancora più attenzione. Dietro alla Juventina c’è un patrimonio umano fatto di volontari, dirigenti, allenatori, famiglie e ragazzi che ogni giorno dedicano tempo, energie e passione a qualcosa che va oltre il calcio. C’è una comunità che educa, include, crea relazioni e offre opportunità di crescita a tante persone. Era proprio questo lo spirito con cui desideravo che il Presidente Bordin vedesse da vicino questa realtà, al fianco di Diego Bernardis che ne segue da tempo l’attività. Conoscendo la loro sensibilità umana e istituzionale, sapevo che avrebbero saputo coglierne il valore più profondo, quello che oltre i meriti sportivi è una ricchezza per il territorio. Per questo desidero ringraziare in modo particolare Paolo Macuz e Marino Marsic, che hanno fatto da collegamento e hanno contribuito a rendere possibile la visita. È anche grazie al loro impegno se oggi abbiamo potuto creare un’occasione importante di incontro e confronto. Credo che il compito delle istituzioni sia anzitutto quello di conoscere, ascoltare e comprendere. Perché solo conoscendo da vicino realtà come questa si possono trasformare le loro buone pratiche in attenzioni concrete e opportunità di crescita per tutti. Più riusciamo a fare rete, più riusciamo a fare squadra, più aumentano le possibilità di valorizzare quelle esperienze che rendono forte una comunità. La Juventina è una di queste. E oggi ne abbiamo avuto un’ulteriore conferma.
Vedere la sala piena per la prima proiezione del docufilm sulla Rota Vicentina mi ha riempito il cuore ♥️ Un goriziano sul cammino… e quel goriziano sono io, ma stasera, lungo quei sentieri tra falesie e oceano, mi è sembrato di avervi portato tutti con me. Grazie di cuore a chi ha partecipato, a chi ha condiviso un pezzetto di questo viaggio e anche a chi avrebbe voluto esserci ma non è riuscito. Sentire la vostra vicinanza e il vostro entusiasmo è il premio più bello per tutto il lavoro fatto. Per chi non ha potuto partecipare in sala o per chi vuole riviverlo, il docufilm completo è da questo momento disponibile online. Potete guardarlo direttamente su YouTube. Trovate il link nel primo commento. Grazie ancora, Gorizia. A presto per la prossima avventura! 🚶♂️
Dopo mesi di impegno, finalmente ci siamo: posso invitarvi ufficialmente alla prima del mio docufilm dedicato alla Rota Vicentina
È un progetto nato dalla voglia di raccontare un viaggio a piedi, a contatto con l’oceano e con la natura selvaggia del Portogallo.
Vi aspetto giovedì 11 giugno, alle 18.30, nella Sala Dora Bassi a Gorizia, in via Garibaldi 7. L’ingresso è libero e gratuito, e mi farà davvero piacere ritrovarvi in sala per vedere insieme il risultato di questa avventura.
Nel post di domani vi lascerò il link all’articolo del mio sito, dove racconto come è nata l’idea di condividere questo cammino.
Il richiamo del cammino è qualcosa che mi porto dentro da anni. Un richiamo che in passato mi ha portato a pellegrinare lungo il Cammino di Santiago, a cercare il silenzio sulla Via degli Dei, ad attraversare il Cammino Materano e a percorrere la Via Francescana. Nell’agosto del 2025, però, cercavo qualcosa di diverso. Volevo un percorso che non mi mettesse alla prova solo con la distanza, ma con la forza della natura. Per questo ho scelto la Rota Vicentina, il Sentiero dei pescatori nel sud del Portogallo, decidendo di documentare ogni tappa con dei video.
Da quel viaggio, fatto di sabbia, oceano, vento e silenzio, è nato un docufilm di ventidue minuti. È il mio modo di raccontare il turismo lento, e da questa pagina in poi troverà qui la sua casa definitiva.
Perché ho scelto la Rota Vicentina
Quando ho iniziato a studiare la mappa di questo angolo di Portogallo, sospeso tra l’Alentejo e l’Algarve, mi sono trovato davanti a una scelta precisa. La rete della Rota Vicentina si divide infatti tra il Cammino Storico, che si addentra nei boschi di sughero e nei villaggi rurali dell’entroterra, e il Sentiero dei Pescatori.
Io volevo l’oceano.
Volevo camminare dove la terra finisce e l’Atlantico si infrange sulle falesie. Così ho scelto il Sentiero dei pescatori, un tracciato spettacolare che segue le vecchie tracce usate da chi, per generazioni, ha sfidato le altezze per portare a casa il pane. È stata una scelta totalizzante, un susseguirsi di panorami dorati e blu profondo che mi hanno riempito gli occhi, ma che mi hanno anche chiesto un conto fisico non trascurabile.
La vera difficoltà della Rota Vicentina: la sabbia
La prima cosa che ho capito sulla mia pelle è che la Rota Vicentina non ti sfida con i grandi dislivelli o con le pendenze a cui siamo abituati sulle nostre montagne.
Ti mette alla prova con la sabbia. Per ore, e per chilometri interi, il sentiero si trasforma in una duna soffice dove il piede affonda a ogni passo. La sensazione è quella di camminare con un freno a mano tirato: uno sforzo muscolare continuo, che rallenta il ritmo e mette a dura prova i pellegrini.
Il vento dell’Atlantico e la gestione dell’acqua
Insieme alla sabbia, il mio compagno di viaggio fisso è stato il vento dell’Atlantico. Sulle scogliere soffia forte, incessante, un elemento vivo che da un lato ti salva dal caldo soffocante dell’estate portoghese, ma dall’altro ti costringe a una costante attenzione.
Più di una volta ho dovuto fermarmi per indossare al volo una giacca leggera antivento o comunque proteggermi dalle sferzate di vento provenienti dell’oceano.
Anche la gestione dell’acqua è stata una lezione di pianificazione rigorosa. Questo non è un cammino antropizzato dove trovi una fontana a ogni angolo; qui attraversi spazi completamente selvaggi per ore, dove la solitudine è totale e l’unica sicurezza è quella che hai deciso di caricarti sulle spalle la mattina prima di partire.
Il valore della Rota Vicentina: un turismo lento che rispetta i luoghi
Tutta questa fatica, però, svanisce quando ti fermi a osservare il modello di vita di queste terre.
La Rota Vicentina mi ha colpito profondamente perché dimostra in modo concreto come il turismo lento possa aiutare un territorio senza svenderlo. Ho visto piccoli paesi e attività a gestione familiare vivere grazie al passaggio dei camminatori, distribuendo economia locale durante tutto l’anno e preservando un ambiente rimasto incredibilmente intatto. Purtroppo, non mancano le eccezioni, spesso però non direttamente collegate ai camminatori.
C’è un’armonia che si percepisce subito: quella tra l’accoglienza della gente e la durezza della natura. Ed è proprio lì che questo cammino mostra la sua forza più grande.
Il mio docufilm sulla Rota Vicentina
Il docufilm che ho realizzato nasce dall’esigenza di condividere queste sensazioni, di mostrare la bellezza incontaminata di un cammino unico in Europa, ma anche la realtà del viaggio, senza filtri.
L’opera debutta ufficialmente in prima visione pubblica a Gorizia, nella Sala Dora Bassi di via Giuseppe Garibaldi 7, con l’incontro e i saluti del sindaco Rodolfo Ziberna, del consigliere regionale Diego Bernardis e dell’assessore Patrizia Artico.
Qui sotto, in questo spazio, dopo la prima pubblica prevista l’11 giugno 2026, inserirò il filmato integrale, così che possa diventare uno stimolo per chiunque voglia partire o una finestra sul mondo per chi preferisce viaggiare con la mente, sospeso tra la terra e l’oceano.
Vale la pena affrontare la Rota Vicentina?
Per quanto mi riguarda, la risposta è sì.
La Rota Vicentina è un’esperienza che ti toglie il superfluo e ti restituisce l’essenziale. Ti lascia addosso il suono dell’oceano, la fatica dei passi sulla sabbia e la sensazione che, passo dopo passo, si possa andare ovunque.
Se stai pianificando il tuo viaggio lungo l’oceano o se hai curiosità specifiche sulla Rota Vicentina, scrivimi pure i tuoi pensieri nei commenti qui sotto, mi fa davvero piacere confrontarmi.
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Essere qui stasera, davanti a questo immenso palco montato nel nostro aeroporto Duca d’Aosta, regala un’emozione che va ben oltre la musica 🎤🎸 Mentre guardo le persone che arrivano, i mezzi al lavoro, gli steward, le navette, le luci e tutta la straordinaria macchina organizzativa che abbiamo messo in moto, il mio pensiero corre inevitabilmente agli anni che ci hanno portato fin qui. Ricordo perfettamente la notte del 2019 in cui, in Consiglio comunale, ci assumemmo la responsabilità di votare il piano di risanamento della Consortile, con 600 mila euro interamente a carico del Comune di Gorizia. Fu una scelta discussa, non semplice e per certi versi anche controcorrente. In quel momento era molto più facile dire che l’aeroporto non aveva futuro. Noi decidemmo invece di crederci. Oggi, guardando questo palco, le migliaia di persone arrivate a Gorizia e l’attenzione che il Duca d’Aosta sta attirando, credo che ciascuno possa trarre serenamente le proprie conclusioni. La costanza, alla fine, conta. Sempre. Nel 2023 ho voluto portare qui il consigliere regionale Diego Bernardis perché vedesse con i propri occhi questa realtà e le sue potenzialità. Da quel confronto nacque il primo fondamentale emendamento per sbloccare i piani urbanistici dell’aeroporto. Poi la Regione Friuli Venezia Giulia, grazie alla visione del presidente Massimiliano Fedriga, ha investito 2,5 milioni di euro che hanno consentito di adeguare l’area e aprire nuove prospettive. Ma sarebbe un errore pensare che tutto questo riguardi soltanto il concerto di stasera. L’aeroporto vive tutto l’anno. Registra migliaia di movimenti, ospita attività aeronautiche, è un’infrastruttura strategica per il territorio e ha accanto una realtà straordinaria come Pipistrel, oggi parte del gruppo americano Textron, una delle eccellenze mondiali nel settore dei velivoli. Per questo continuo a credere che la prossima grande sfida siano gli edifici storici. Ogni volta che li guardo penso a quanto potenziale ci sia ancora da sviluppare. Continuo a credere nel Museo regionale del Volo e continuo a pensare che recuperarare quegli spazi significherebbe aggiungere un altro tassello importante all’identità e al futuro del nostro aeroporto. Sia chiaro: non siamo arrivati. Siamo soltanto all’inizio. Però stasera, almeno per una sera, credo sia giusto fermarsi un attimo e guardare quello che abbiamo davanti agli occhi. Perché fino a pochi anni fa immaginare decine di migliaia di persone davanti a un palco di queste dimensioni, nel nostro Duca d’Aosta, sembrava qualcosa di irrealistico. Oggi invece è realtà. E questo, da goriziano, mi rende orgoglioso. Poi certo, se i goriziani dovessero affidarmi a ancora l’onore e l’onere di servire la città, una richiesta agli organizzatori la farei subito: Rammstein, Metallica e Limp Bizkit! 😁 Buon concerto a tutti. Avanti, Gorizia!
Essere qui stasera, davanti a questo immenso palco montato nel nostro aeroporto Duca d’Aosta, regala un’emozione che va ben oltre la musica 🎤🎸 Mentre guardo le persone che arrivano, i mezzi al lavoro, gli steward, le navette, le luci e tutta la straordinaria macchina organizzativa che abbiamo messo in moto, il mio pensiero corre inevitabilmente agli anni che ci hanno portato fin qui. Ricordo perfettamente la notte del 2019 in cui, in Consiglio comunale, ci assumemmo la responsabilità di votare il piano di risanamento della Consortile, con 600 mila euro interamente a carico del Comune di Gorizia. Fu una scelta discussa, non semplice e per certi versi anche controcorrente. In quel momento era molto più facile dire che l’aeroporto non aveva futuro. Noi decidemmo invece di crederci. Oggi, guardando questo palco, le migliaia di persone arrivate a Gorizia e l’attenzione che il Duca d’Aosta sta attirando, credo che ciascuno possa trarre serenamente le proprie conclusioni. La costanza, alla fine, conta. Sempre. Nel 2023 ho voluto portare qui il consigliere regionale Diego Bernardis perché vedesse con i propri occhi questa realtà e le sue potenzialità. Da quel confronto nacque il primo fondamentale emendamento per sbloccare i piani urbanistici dell’aeroporto. Poi la Regione Friuli Venezia Giulia, grazie alla visione del presidente Massimiliano Fedriga, ha investito 2,5 milioni di euro che hanno consentito di adeguare l’area e aprire nuove prospettive. Ma sarebbe un errore pensare che tutto questo riguardi soltanto il concerto di stasera. L’aeroporto vive tutto l’anno. Registra migliaia di movimenti, ospita attività aeronautiche, è un’infrastruttura strategica per il territorio e ha accanto una realtà straordinaria come Pipistrel, oggi parte del gruppo americano Textron, una delle eccellenze mondiali nel settore dei velivoli. Per questo continuo a credere che la prossima grande sfida siano gli edifici storici. Ogni volta che li guardo penso a quanto potenziale ci sia ancora da sviluppare. Continuo a credere nel Museo regionale del Volo e continuo a pensare che recuperarare quegli spazi significherebbe aggiungere un altro tassello importante all’identità e al futuro del nostro aeroporto. Sia chiaro: non siamo arrivati. Siamo soltanto all’inizio. Però stasera, almeno per una sera, credo sia giusto fermarsi un attimo e guardare quello che abbiamo davanti agli occhi. Perché fino a pochi anni fa immaginare decine di migliaia di persone davanti a un palco di queste dimensioni, nel nostro Duca d’Aosta, sembrava qualcosa di irrealistico. Oggi invece è realtà. E questo, da goriziano, mi rende orgoglioso. Poi certo, se i goriziani dovessero affidarmi a ancora l’onore e l’onere di servire la città, una richiesta agli organizzatori la farei subito: Rammstein, Metallica e Limp Bizkit! 😁 Buon concerto a tutti. Avanti, Gorizia!