#SiAmoArtigiani: intervista a Fabio De Marchi (F.lli De Marchi Nautica)

#SiAmoArtigiani intervista a Fabio De Marchi (F.lli De Marchi Nautica)
#SiAmoArtigiani: intervista a Fabio De Marchi (F.lii De Marchi Nautica)

#SiAmoArtigiani, sesto appuntamento con la serie di interviste dedicate al mondo dell’artigianato. Questa volta a parlare è Fabio De Marchi della F.lli Demarchi S.n.c di Monfalcone (Go).

La F.lli De Marchi sin dagli anni ‘60 opera nel settore della nautica e grazie all’esperienza maturata negli anni realizza qualsiasi tipo di intervento sui propulsori delle imbarcazioni: dall’ordinaria manutenzione alla revisione o alla sostituzione. Inoltre fornisce un servizio di vendita per tutte le dotazioni di bordo e supporto tecnico per l’acquisto di imbarcazioni nuove o usate. Continua a leggere l’intervista per conoscere tutti i dettagli.

Intervista Fabio De Marchi (F.lli De Marchi S.n.c)

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Fabio De Marchi della De Marchi Nautica di Monfalcone (Go)

Qual è la storia della Fratelli De Marchi e com’è nata la volontà di aprire un’officina nautica?

“La De Marchi è nata nei primi anni ‘60 dalla decisione di mio padre e mio zio di associarsi per costruire un’officina, inizialmente pensata unicamente per autovetture. In seguito, grazie alla Fincantieri, che a suo tempo costruiva motori per i motoscafi, la De Marchi iniziò a lavorare anche nel settore nautico. Infatti mio padre si occupava di effettuare i controlli dei motori costruiti qui a Monfalcone finché l’autofficina diventò anche punto di assistenza Volvo Penta”.

Rispetto agli esordi com’è cambiato il rapporto con i clienti?

“È completamente cambiato, anche perché la nautica è completamente cambiata rispetto a 40 anni. Una volta chi si avvicinava alla nautica iniziava con la barchetta piccolina di quattro metri e poi con l’esperienza cresceva e sulla barca metteva tutti gli accessori. Oggi le barche escono dai cantieri completamente rifinite e accessoriate per cui bisogna seguire il cliente unicamente come assistenza e soprattutto per le nuove tecnologie”.

Quali sono i punti di forza su cui Monfalcone, ma in generale il Friuli-Venezia Giulia, dovrebbe puntare per far ripartire il settore della nautica?

“Tolte quelle che sono le grosse realtà nel Friuli Venezia Giulia, parliamo di Montecarlo Yachting piuttosto che dei cantieri Solaris di Aquileia, che già hanno un una buona fama a livello mondiale, la piccola nautica è costituita soprattutto da aziende come noi fatte da quattro o cinque persone al massimo. Quello che bisogna più di tutto seguire è il servizio diretto al cliente”.

Nel 2011 è stata reintrodotta la tassa di stazionamento per le imbarcazioni, al giorno d’oggi le cose sono cambiate e qual è la tua opinione a riguardo?

“Fortunatamente sì, le cose sono cambiate. La tassa di stazionamento nel 2011 è stata semplicemente la ciliegina sulla torta per distruggere quello che era un settore che a inizi anni 2000 creava un fatturato di circa quattro milioni di euro per arrivare a centoquarantamila euro nel 2014. In sostanza è sparita la fascia media delle barche dai 10 ai 15 metri. Ormai il settore diviso fra le piccole e piccolissime imbarcazioni e le grosse barche prodotte in loco ma che per la maggior parte vanno all’estero”.

Se ti dico innovazione a cosa pensi e cosa significa per te la parola tradizione?

“L’innovazione nel nostro settore riguarda soprattutto la manutenzione e l’elettronica che è entrata prepotentemente nel 2004 e si è sviluppata moltissimo negli ultimi dieci anni. Per quanto riguarda la tradizione il punto è sempre lo stesso: i clienti vanno curati, serviti e sempre più coccolati perché ce ne sono sempre meno”.

Quanto la cultura della nautica ha bisogno di investire in formazione e secondo la tua esperienza quali sono le figure di cui il settore non può fare a meno?

“Dal punto di vista della formazione bisogna investire sempre, noi siamo praticamente obbligati dalle nostre case rappresentate a fare dei corsi di aggiornamento ogni anno. Per quanto riguarda le figure professionali credo siano sempre più indispensabili dei tecnici specializzati nel controllo dell’elettronica anche se non dobbiamo dimenticare che i motori non sono altro che dei gran bei blocchi di ferro e per cui il sistema è ancora quello inventato nel 1800”.

Prima di passare alle conclusioni, ti invito a guardare il video “#SiAmoArtigiani: intervista a Fabio De Marchi (F.lli De Marchi Nautica)” e non dimenticarti di iscriverti al mio canale YouTube!

Conclusioni

Quali sono le storie legate alle attività artigiane del tuo territorio che ti piacciono di più e perché? Quali consigli ti sentiresti di darmi per migliorare le prossime interviste?

Scrivi un commento con le tue opinioni, sarà un piacere leggere e poi risponderti. Se questa intervista ti è piaciuta condividila con tutti i tuoi amici e aiutami a farla conoscere. Ti ricordo che l’appuntamento è sempre per giovedì prossimo con un nuovo articolo della serie #SiAmoArtigiani. Prima di salutarci ti invito a mettere “Mi piace” alla mia pagina Facebook per essere sempre aggiornato sulle mie prossime pubblicazioni. Un caro saluto e a presto.

Leggi anche: #SiAmoArtigiani: intervista a Marco Bressan (Eddi Bressan)

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