6 maggio. Quarantotto anni fa il terremoto in Friuli

Nel giorno del quarantottesimo anniversario del terremoto del 6 maggio 1976, rivolgo un pensiero alle vittime del sisma che segnò profondamente la storia del Friuli e rese la popolazione friulana, anche se duramente colpita, un esempio di forza, solidarietà e comunità 🙏🏻

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Terremoto 1976. Il dolore e la rinascita della comunità friulana

Ricorre oggi il quarantasettesimo anniversario del violento terremoto che, la sera del 6 maggio 1976, devastò l’Alto Friuli.

In poco meno di un minuto il sisma – di magnitudo 6,5 gradi della scala Richter – provocò circa mille morti e tremila feriti.

L’epicentro fu registrato tra Gemona e Artegna, ma ad essere coinvolti furono, in totale, 137 Comuni. Tra questi, numerosi paesi furono completamente distrutti dalla violenza del terremoto, che lasciò duecentomila persone senza casa.

Nonostante il momento drammatico, i cittadini si adoperarono fin da subito nelle operazioni di soccorso, accanto alle Forze Armate, agli Alpini, ai Vigili del Fuoco e alla neonata Protezione Civile regionale. La popolazione dimostrò, infatti, un forte senso di comunità, aspetto fondamentale per la rinascita dei territori colpiti dal sisma e dell’intera Regione.

L’esempio della ripartenza, guidata dal Commissario straordinario Giuseppe Zamberletti, è noto come “modello Friuli”. “Prima le fabbriche, poi le case e infine le chiese”: seguendo quest’ordine, i paesi distrutti dall’Orcolat vennero ricostruiti esattamente com’erano prima di quella tragica notte.
Nel 1978 venne inaugurata anche l’Università di Udine.

In questa giornata, rivolgo un pensiero alle vittime del sisma, ai loro cari e a tutti coloro che hanno preso parte alla ricostruzione, diventando un importantissimo esempio per tutti noi.

Cosa ne pensate? Fatemi sapere la vostra opinione con un commento, vi risponderò molto volentieri.

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6 maggio. Terremoto in Friuli, quarantasettesimo anniversario

Il #terremoto del 6 maggio 1976 scrisse una pagina indelebile nella storia del Friuli.
Nel giorno del quarantasettesimo anniversario, un pensiero per le vittime del sisma 🙏🏻

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6 maggio. Quarantasei anni fa il terremoto che devastò il Friuli

Il “modello Friuli” grande esempio di ripartenza

Sono trascorsi quarantasei anni dal 6 maggio 1976, una data indelebile e tristemente nota per la storia della nostra Regione.

Alle 21:00 e 12 secondi di quel giovedì sera, la terra iniziò a tremare e un violento terremoto di magnitudo 6,5 gradi della scala Richter, con epicentro tra Gemona e Artegna, devastò in un minuto l’alto Friuli. Il sisma provocò circa mille morti, tremila feriti e duecentomila sfollati. Ingenti i danni agli edifici, diversi i paesi distrutti anche a causa delle scosse di metà settembre.

Nonostante il momento così tragico i cittadini non si persero d’animo, anzi dimostrarono una grandissima forza partecipando alle operazioni di soccorso prima e di ricostruzione poi, insieme alle Forze Armate, agli Alpini e ai Vigili del Fuoco. Ed è proprio in questa circostanza che nacque la Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia.

A guidare le operazioni fu il Commissario per la gestione dell’emergenza Giuseppe Zamberletti. “Prima le case, poi le scuole e infine le chiese“: gli edifici ridotti in macerie furono ricostruiti esattamente com’erano prima di quella tragica notte e il modello Friuli divenne noto in tutto il mondo per solidarietà, virtuosità e coesione. A due anni di distanza dal terremoto fu inaugurata l’Università di Udine.

In occasione di questo quarantaseiesimo anniversario, rivolgo un pensiero alle vittime del sisma e ai loro cari. Coloro che hanno vissuto in prima persona quei terribili momenti e, nonostante le difficoltà, hanno messo da parte dolore e sconforto per sostenere gli altri e adoperarsi nella ricostruzione, rappresentano un grandissimo esempio per tutti noi. Il Friuli ringrazia e non dimentica.

Cosa ne pensate? Fatemi sapere la vostra opinione con un commento, vi risponderò molto volentieri.

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Foto Internet

6 maggio. Terremoto Friuli grande esempio di ripartenza

6 maggio 1976: una data tristemente impressa nel cuore e nella mente dei friulani, di chi ha vissuto in prima persona le vicende di quella notte e delle generazioni successive.

Sono passate da poco le 21:00 quando una forte scossa di terremoto di magnitudo IX della scala Mercalli investe l’alto Friuli, con epicentro nella zona tra Gemona e Artegna. Il sisma avvertito in tutta la Regione e nel Nord Italia, causa circa mille morti e duecentomila sfollati. Sono molto ingenti anche i danni, aggravati dalle scosse del mese di settembre.

La macchina dei soccorsi si muove tempestivamente: il personale medico sanitario, le Forze Armate, gli Alpini e i Vigili del Fuoco si attivano fin da subito per salvare vite e mettere in sicurezza gli edifici pericolanti. Fondamentale è anche il contributo di tantissimi cittadini che, seppur pesantemente coinvolti, si rimboccano le maniche e partecipano alle operazioni.

L’esempio della ricostruzione, guidata dal Commissario Straordinario Zamberletti, è noto come “modello Friuli”. “Prima le fabbriche, poi le case e infine le chiese”: i paesi distrutti dal sisma vengono ricostruiti esattamente com’erano prima di quella tragica notte. Figlia del terremoto anche l’Università di Udine, inaugurata nel 1978.

Nell’anniversario del sisma, rivolgo un pensiero alle vittime e alle loro famiglie. L’impegno, la dedizione e l’amore per la propria terra, la forza e la coesione dimostrata dalla popolazione 45 anni fa rappresentano un grandissimo esempio per ciascuno di noi, un insegnamento prezioso a cui ispirarci per superare anche il momento particolarmente complesso che stiamo affrontando.

Se vi va, raccontatemi la vostra esperienza con un commento, vi leggerò e risponderò molto volentieri.

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